• Claudio Biolchini

Nostra signora delle stats


Chi saranno i leader stagionali nelle singole voci statistiche? Molte classifiche hanno già trovato un padrone assoluto, altre non ancora.

© FOTO: The Basketball Writers

In nessuna Lega i numeri vengono analizzati a fondo quanto nella NBA. Esiste praticamente un numero o un indicatore per qualsiasi cosa.

Questo anche perché i contratti hanno tanti premi in base al rendimento. Quando vediamo giocatori che si lamentano per una mancata convocazione all'All-Star Game o il mancato ingresso nei migliori quintetti della Lega, lo fanno principalmente per ragioni economiche. Alcuni indicatori sono semplici, altri meno, perché sono indici ponderati.

Vediamo ora chi sono i leader della stagione 2019/20.

Punti per partita: James Harden

Il Barba comanda ancora la classifica marcatori con oltre 5 punti di media di vantaggio su Antetokounmpo, nonostante un mese di gennaio dove ha segnato "solo" 28.6 punti per partita. Insomma, nonostante il momento di flessione, che difficilmente continuerà, Harden sembra ben piantato sul trono. Il Barba è troppo centrale nel gioco dei Rockets e la trade di Clint Capela renderà i texani ancora più letali offensivamente, per la gioia di Mike D'antoni.

Tiri liberi tentati e segnati, triple tentate e segnate: James Harden

Se è il miglior realizzatore, un motivo ci sarà. La sua capacità di elemosinare falli alle terne arbitrali è inimitabile, anche perché spesso è lui stesso ad agganciarsi al difensore per poi accennare un movimento di tiro. Solo Antetokounmpo può avere speranze di avvicinarlo, poiché è mandato in lunetta spesso dai suoi avversari visto il suo misero 60% dalla linea della carità.

Il sistema di Houston porta James Harden tantissime volte in isolamento, dove il suo step back da tre punti è praticamente indifendibile, spesso anche se raddoppiato. Siamo a quota 13 triple tentate a partita, segnandone 4.7. Chi lo potrebbe scavalcare? Solo Steph Curry ovviamente, che sarà di ritorno tra non molto, e, in una versione dei Warriors ormai da lottery, potrebbe avere il permesso di tirare oltre misura, stabilendo nuovi standard di paragone.

Minuti per partita: Damian Lillard

Al momento è il giocatore più impiegato con oltre 37 minuti. E' il primo giocatore della storia NBA a tenere la media di 45 punti e 10 assist per sei partite consecutive. Per la nona volta in carriera ha segnato almeno 50 punti in una partita, entrando nella top-10 della storia. I Blazers DEVONO recuperare posizioni per qualificarsi ai Playoffs - come si fa a rinunciare ad uno cosi? It's Dame Time!

Assist per partita: LeBron James

Il nuovo ruolo da point guard e soprattutto il nuovo assetto dei Lakers, solidi in difesa e pronti a correre in campo aperto, calza a pennello per il nativo di Akron, che manda a segnare con grande facilità Anthony Davis in tanti modi diversi. Spesso AD corre il campo dopo una palla recuperata o un rimbalzo di LeBron, e viene servito come un wide receiver di football americano: i giallo-viola hanno ormai automatizzato questa soluzione, sfruttando la grande forza e precisione di LeBron James nei passaggi a tutto campo, e la magnifica coordinazione in velocità, rapportata anche all'altezza, dell'ex New Orleans. In totale, quasi un quarto dei passaggi del Re sono diretti a Davis, di cui 2.7 a partita diventano assist. Più del doppio di qualsiasi altro compagno.

La pattuglia di tiratori a disposizione, poi, garantisce bocche di fuoco anche nell'attacco alla difesa schierata - bocche di fuoco che LBJ sa servire e mettere in ritmo.

Al momento il secondo in classifica è Trae Young, che non ha avuto una squadra abbastanza forte per veder aumentare ancora il suo numero di assist. Anche Doncic ha perso Powell, uno dei suoi compagni con cui aveva più intesa.

Ad ulteriore controprova del fatto che vincerà la classifica degli assistman, James comanda la NBA in assist percentage smazzando il 50% dei passaggi vincenti dei Lakers quando è sul parquet. Un uomo solo al comando in veste di vero quarterback, con Luka Doncic distante quasi 4 punti percentuali. Lode al (nuovo) Re, quindi.

Steal per 48 minuti: Kris Dunn

L'ex giocatore di Minnesota ha sempre trovato la sua maggior ragione d'essere nella metà campo difensiva.

Coach Jim Boylen ha aumentato i suoi minuti di oltre il 30% rispetto ad inizio stagione, cercando disperatamente di dare un minimo di solidità ai Bulls, squadra con grande talento ma fino ad ora senza sostanza. Speranze fino a questo momento vane, ma Chicago è la miglior squadra per palle rubate a partita, trainata appunto da Kris Dunn, che distacca ampiamente anche un super difensore come Ben Simmons (che risulta primo di pochissimo nelle palle rubate a partita). Per Dunn, anche la leadership in deflections in proporzione ai minuti in campo.

Efficiency per 48 minuti: Giannis Antetokounmpo

L'MVP greco segna di più e prende più rimbalzi di tutti, o quasi, giocando meno minuti.

I Bucks ormai sono una macchina perfetta, che gira sempre al massimo grazie a un'ottimale migliore distribuzione delle responsabilità. Ed è questo che permette a Giannis di poter concentrare le sue energie in meno tempo. Primo, con ampio vantaggio su Doncic e Hassan Whiteside (imprevedibile terzo incomodo).

Niente lascia presumere che i Bucks avranno un rallentamento, e con un MVP che ha addirittura migliorato il suo rendimento non potrebbe essere altrimenti. Giannis leader anche per PIE e in Usage (scavalcando persino un accentratore come Harden).

Punti in contropiede e in pitturato: Giannis Antetokounmpo

Per essere i più efficienti bisogna costruirsi tanti tiri facili. Innanzitutto, The Greak Freak è troppo alto, troppo lungo e troppo coordinato in campo aperto per essere contenibile. La capacità del greco di cambiare rapidamente direzione in poco spazio non si è mai vista in un giocatore di quella stazza.

Aggiungete inoltre il fatto che l'area in attacco è sempre libera per le sue scorribande (dato che i compagni si allargano sul perimetro) e che il wingspan dei Bucks è un incubo per qualsiasi linea di passaggio avversaria: nessuno potrà togliere questo primato all'MVP.

Sfondamenti subiti: Montrezl Harrell

Il lungo undersized dei Clippers fa, da sempre, dell'energia la sua prerogativa. Avendo poi Los Angeles a disposizione sul perimetro eccellenti difensori come Paul George, Kawhi Leonard e Patrick Beverley, Montrezl vede spesso entrare in area dei palleggiatori già fuori equilibrio. Con la sua mobilità laterale è un gioco da ragazzi guadagnare il fischio arbitrale a favore.

Sarà lotta a due, tra lui e Kyle Lowry, assoluto specialista della materia con il suo coraggio nel mettersi sulle linee di penetrazione.

Tiri contestati: Brook Lopez

Il sistema difensivo di Milwaukee crea una sorta di "imbuto" per indirizzare tutti gli attaccanti verso Brook Lopez, che raramente si fa trovare fuori dall'area piccola. Anche nei P&R che lo vedono protagonista, la scelta di coach Mike Budenholzer è sempre il contenimento.

L'ex Nets sembra comunque molto migliorato anche nella mobilità laterale, andando spesso uno o due passi avanti per disturbare il palleggiatore, e questo lo ha portato a "disturbare" quasi 20 tiri a partita di media. Il secondo in classifica in questo momento, Rudy Gobert, è ad oltre tre tiri di distanza.

Non c'è solo Antetokounmpo, quindi, dietro al record della miglior franchigia della Lega.

Rimbalzi: Andre Drummond

La specialità della casa di un centro "old style". Andre è primo con 15.8 di media a partita (il secondo, Rudy Gobert, è a 14.5) e comanda anche la statistiche della stima percentuale di rimbalzi disponibili che un giocatore cattura quando si trova sul terreno, dove stacca nettamente tutto il resto della Lega con un 26.2%. Cambiare squadra non dovrebbe cambiare la sua principale peculiarità. Il secondo in classifica, Hassan Whiteside, è distanziato di oltre tre punti percentuali.

Post up: Joel Embiid

Il re assoluto delle ricezioni vicino a canestro, con 1.13 punti per possesso (sorpresa: al secondo posto troviamo Danilo Gallinari, con 1.08).

Soluzione praticamente sistematica quando i Sixers devono attaccare a metà campo, Embiid ha sviluppato sia delle buone partenze che un affidabile jumper dalla media. Philadelphia in questo momento è precipitata al sesto posto ad Est. Chi può cavare fuori dai guai la franchigia, se non il buon Joel?

Putbacks: Zion Williamson

Schiacciate, stoppate, fisicità e spettacolo. Tuttavia il vero manifesto di Zion Williamson, potrebbe essere la sua pazzesca velocità di mani, soprattutto se rapportata al suo peso. Anche se il campione di partite è esiguo, per lui oltre 5 punti a partita da "second chance points".

Non trovo affatto casuale che il suo primo canestro in carriera sia avvenuto in questo modo. Non solo con le schiacciate si entra nella storia...

Stoppate: Hassan Whiteside

L'ex Miami Heat ha braccia lunghissime, buona mobilità laterale, tempismo e verticalità. Con oltre 3 stoppate di media a partita, protegge la restricted area dei Portland Trail Blazers.

Considerando che in Oregon non possono permettersi cali di tensione, anzi, Whiteside con ogni probabilità resterà il miglior stoppatore della Lega fino a fine stagione. Persino il ritorno di Jusuf Nurkic non dovrebbe relegarlo fuori dal quintetto base.

Offensive Rating: Luka Doncic

Lo sloveno dei miracoli è il faro indiscusso dei Dallas Mavericks, che sono da tempo il miglior attacco della Lega. Spaziature ottime, tanti giocatori in fiducia e ottimo range di tiro.

Luka in tutto questo non sbaglia una scelta, trascinando il suo offensive rating personale a 117.9, precedendo di oltre un punto Finney-Smith, suo compagno di squadra. Anche al quarto e quinto posto troviamo dei Mavs. Trascinatore.

Effective field goal percentage: Dwight Howard

L'ex uomo franchigia degli Orlando Magic sembra aver trovato finalmente la sua dimensione, declassando le sue ambizioni e ritagliandosi il ruolo di giocatore di energia in uscita dalla panchina. Visibilmente dimagrito, può scatenarsi nei minuti a disposizione, spesso contro le riserve avversarie.

Con le difese che guardano James e Davis, è un gioco da ragazzi per lui trasformare gli alley-oop o convertire i rimbalzi in attacco. Il 73.2% dal campo lo mette davanti a Mitchell Robinson, che non ha però la fortuna di giocare in una contender.

Penetrazioni: Russell Westbrook

E chi, se no?

Scarso tiratore da fuori che ha sempre il piede pigiato nell'acceleratore, per lui 20 penetrazioni di media a partita. Sugli altri gradini del podio DeMar DeRozan e Trae Young. Un pensiero fisso: attaccare il ferro! Vincerà l'ex OKC, che recentemente a eliminato totalmente il tiro da tre dal suo gioco.

Tocchi: Nikola Jokic

Il Joker è il vero playmaker, oltre che il lungo, dei Denver Nuggets. Oltre 97 tocchi di media lo piazzano davanti a James (93.7) e Ben Simmons (93.4). Dei primi 30 giocatori in questa categoria, solo due hanno una durata media di tempo per tocco più bassa. Tanta presenza quindi per il serbo, ma senza intaccare la circolazione di palla della squadra. Il sogno di ogni allenatore.

Tocchi in area: DeAndre Ayton

La stella nascente dei Suns è il giocatore della Lega con più tocchi dentro l'area dei tre secondi. E' tornato dalla squalifica in ottime condizioni fisiche e sta sviluppando un buon tocco.

Dovesse piano piano aggiungere un tiro credibile dai sei metri, sarebbe un All-Star per anni. Rapido e aggressivo a rimbalzo, deve solo migliorare la tecnica.

Defensive Rating: Donte DiVincenzo

Il prossimo azzurro è il sesto uomo della miglior squadra NBA. Entra per dare energia e, affrontando la second unit avversaria, diventa un power up difensivo assoluto.

Ci sono sei giocatori dei Bucks nei primi dieci di questa speciale classifica. DiVincenzo si pone in cima con un irreale 97.7 concesso agli avversari con lui in campo. E ad ulteriore conferma dell'importanza del suo contributo, è di gran lunga primo anche come Net Rating (+17.6). In entrambe le graduatorie, precede Giannis Antetokounmpo.

Palle perse: Trae Young

Il sophomore di Atlanta perde quasi 5 palloni a partita, e 6.7 ogni 48 minuti di gioco - il peggiore della NBA. Ha sofferto gli infortuni di inizio stagione dei compagni Huerter e Collins, diventando di fatto l'unica opzione offensiva degli Hawks per guadagnare un vantaggio contro la difesa schierata, risultando quindi spesso prevedibile per la difesa avversaria.

Screen assist, screen assist points: Rudy Gobert

Statistica molto sottovalutata ma importantissima nel basket moderno. Un buon blocco regala tanto spazio per tirare, e il migliore della Lega sarà Rudy Gobert, che regala ai suoi Utah Jazz 7.6 canestri a partita per un valore di 17.4 punti.

Alle sue spalle, Domantas Sabonis, che potrà vedere migliorare questi dati grazie al ritorno di Oladipo.

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