• Jacopo Di Francesco

Nuggets-Blazers: cosa romperà l'equilibrio?

Le seed #3 e #6 si conoscono molto bene, e hanno dei pregi difficilmente limitabili, come anche i loro difetti. La prospettiva di un'altra Gara 7 è sempre più realistica.


FOTO: NBA.com

Finora, coach Micheal (e non Mike) Malone e coach Terry Stotts sono stati molto gattopardiani: hanno provato a cambiare tutto, cercando per loro stessi di non cambiare nulla.


Nei primi quattro episodi, con il quinto che andrà in scena in Colorado questa sera, si sono viste partite di ogni tipo: vittoria solida di Portland, con Jokic limitato ad un solo assist in Gara 1, risposta ancora più convincente dei Nuggets, con Terry Stotts che ammetteva molto diplomaticamente come fossero stati battuti "sul piano dell'aggressività", una Gara 3 estremamente combattuta vinta da Denver grazie soprattutto ad un ritorno tarantiniano di Austin Rivers, con quattro triple decisive nell'ultimo periodo. E poi Gara 4, come non era lecito aspettarsi: invece di indirizzare forse definitivamente la serie, i Nuggets non sono mai scesi in campo, dando una vittoria fondamentale per dei Blazers agguerriti e sicuri dei propri mezzi come raramente li si era visti in questa stagione. E con Jokic di nuovo fermo a quota 1 assist.


"Non posso credere che siamo qui a farci domande su quanto siamo stati intensi, in una serie Playoffs dovrebbe essere qualcosa di scontato". Come è comprensibile, Michael Malone non l'ha presa bene, ma il post-partita di G4 è stato molto frizzante per un altro motivo, ovvero il fatto che un non meglio specificato membro dello staff dei Blazers ha fatto leggere questo a Jusuf Nurkic:



Certo, il bosniaco sapeva di non essere stato al suo livello in Gara 2 e in Gara 3, non tanto per i numeri clamorosi di Jokic - 34, 38 e 36 punti fino a G4 - ma anche perché nelle partite di cui sopra è uscito per falli, mentre nel quarto atto ha sentito il fischietto verso di lui solo in tre occasioni e ha chiuso un un +32 di plus/minus; sicuramente è stato aiutato da una serata in cui il serbo ha sbagliato 6 dei suoi primi 7 tiri, senza mai trovare ritmo.


L'importanza della Bosnian Beast è clamorosa per Portland: oltre al fatto che sempre Malone "avrebbe avuto serie difficoltà a crederci", nello specifico ad una sconfitta così ampia con Lillard che ha tirato solo 1/10 dal campo per 10 punti, con Nurkic e Powell in quintetto nelle ultime 30 partite di Regular Season, Portland ha fatto registrare il terzo miglior Net Rating assoluto, dietro soltanto a Jazz e Clippers.


Comunque, oltre a quella sul campo, Nurkic ha deciso di aggiungere questa risposta per il campione 2008 dei Celtics:



Frizzante, dicevamo. Frizzante com'è stata, e almeno su questo Perk e Nurk potranno essere d'accordo, la prestazione di Norman Powell, che è arrivato nell'Oregon esattamente per queste notti, per le quali già a nord del confine aveva fatto vedere di essere costruito. Ha ingabbiato - 1/3 dal campo, tutte triple - un Micheal Porter Jr fino a quel punto complessivamente a suo agio nella serie, portandolo fuori dalla sua zona di comfort - nello specifico tagliando ogni blocco; sull'altro lato del campo, ha pareggiato il suo career-high ai Playoffs con 29 punti.


Powell ha contribuito a mandare in tilt un attacco comunque, ricordiamolo, orfano del suo playmaker, con un impietoso finale che dice 34% dal campo con 13/44 dalla lunga distanza. Dell'importanza tattica di Norman Powell, comunque, se n'era parlato qui.



I contro-aggiustamenti e le variabili che potranno cambiare la serie


Come ben sanno i due allenatori, queste squadre si conoscono troppo bene per tirare fuori il coniglio dal cilindro del playbook. Se Gara 3 è stata la più combattuta, lo si deve al ribaltamento della situazione: Portland è andata con facilità al ferro, mentre Facundo Campazzo ha avuto vita facile nel mettere in ritmo i tiratori del Colorado, fino all'apoteosi di Austin Rivers. Uno che giusto due mesi fa firmava un 10-day contract e sentiva voci maligne sul perché fosse ancora in NBA.


FOTO: CBS

L'aggressività è stata un punto focale dei due allenatori, e non era semplice pronosticare due passaggi a vuoto così netti, uno a testa: col proseguire della serie, lavare questo peccato diventerà più difficile.


Proseguendo nell'analisi, al netto di un'intensità costante i risultati sono quantomeno estemporanei sul lato difensivo per Campazzo, chiamato come Rivers e la piacevole sorpresa (per Malone) Markus Howard a non far rimpiangere troppo Murray. L'ex Real Madrid è stato in tutte le 4 gare il peggiore del quintetto per Defensive Rating, ma d'altro canto i backcourt - con anche Powell - più pericolosi di quello dei Blazers si contano su mezza mano.


Un'altra delle tracce della vigilia era l'arma Aaron Gordon, sempre sul lato difensivo, contro Damian Lillard.


Il prodotto di Arizona è tra i peggiori cinque ad aver preso parte alla serie per true shooting - involuzione rispetto alla seconda parte di Regular Season - ma è stato per distacco il migliore nei matchup con Dame. Possibile che Malone faccia in modo di aumentare questo dato, visto che con Facundo la situazione non appare sostenibile:



In sede di presentazione si era parlato dell'importanza dei role players, e chi sta rispondendo al suo contratto in questo momento è sicuramente Robert Covington, che con anche una buona dose di esperienza sta ben scegliendo i suoi momenti nella partita. Tornato ad essere importante anche sotto le plance, è tra i migliori tre per Defensive Rating in tre delle quattro gare giocate finora.



In ultimo, considerando come Gara 4 abbia annebbiato e non poco il suo rendimento, bisogna avere un occhio molto attento su Micheal Porter Jr.


Nella preview della serie facevamo notare, tra le altre cose, come dall'infortunio di Murray fosse sceso dal 7% di ORB% all'1.9%. Nella serie viaggia al 4.7% (1.5 a partita), quindi si sta andando nella direzione giusta. La stessa che stava mantenendo in attacco, imponendosi come secondo violino e trovando con facilità - a volte troppa - la via del ferro.


Ci si aspetta - non necessariamente a ragione, per un sophomore - ancora qualcosa di più dei 16.5 punti attuali nella serie: nelle due vittorie, MPJ ha tirato sopra al 50% dall'arco, mentre neanche sfiora il 20% nelle due sconfitte. Che i destini dei Nuggets sarebbero passati da lui, comunque, non è notizia d'oggi.