• Alessandro Di Marzo

Con Obi Toppin serve pazienza



Questo articolo, scritto da Jesse Cinquini per The Knicks Wall e tradotto in italiano da Alessandro Di Marzo per Around the Game, è stato pubblicato in data 25 marzo 2021.


Nel corso di questa prima parte di stagione Obi Toppin, rookie scelto con l'ottava chiamata assoluta del Draft 2020, ha giocato al di sotto delle aspettative, e in molti (tifosi arroganti) non hanno perso tempo per criticarlo ingiustamente.


Gli eroi cresciuti in casa sono giocatori rari da incontrare nell’NBA odierna: probabilmente, infatti, è dai tempi di Derrick Rose a Chicago che non se ne vedeva davvero uno... fino all’esordio di Toppin con i New York Knicks. Il rookie è infatti cresciuto a Brooklyn, e il suo amore per i Knicks è esploso quando Adam Silver ha chiamato il suo nome la sera del 18 novembre...



L’intervista post-draft con Malika Andrews, ESPN, fu breve, ma indimenticabile: lacrime disperse sul volto per tre minuti e tanta, tanta gioia:

“Rappresentare la città, per me, sarà fantastico. Molte persone vorrebbero essere al mio posto in questo momento, e vi prometto che non lo darò mai per scontato”.

Oggi sono passati circa quattro mesi da quel giorno e la Regular Season è ormai a metà, dunque il numero di partite giocate è sufficiente per poter dare un primo giudizio sulle prestazioni di Toppin nella Grande Mela - nonostanete abbia trovato davvero poco spazio, finora, nelle rotazioni di Thibodeau.

A dicembre FanDuel, piattaforma di scommesse americana, lo considerava il secondo favorito per vincere il premio di Rookie of The Year, dietro solamente a LaMelo Ball, autore di una splendida prima parte di stagione (ora ai box a causa di un infortunio al polso). Si può affermare che Toppin abbia rispettato queste importanti aspettative? Ovviamente no. Tuttavia, definirlo già un fallimento sarebbe ingenuo. La pazienza è una virtù, e coltivarla evitando di criticarlo per i suoi numeri può essere una buona idea.


La giusta occasione per lui deve ancora arrivare, è solo una questione di tempo. Nel frattempo, ecco qualche sua qualità che ha già mostrato al pubblico della Lega.



PUNTI DI FORZA


Toppin è un atleta dinamico di 206 centimetri che gioca spesso vicino a canestro e gode di una buona rapidità per essere un’ala grande. Tra i 38 canestri segnati da Toppin entro gli 8 piedi (quasi due metri e mezzo), ben 19 sono schiacciate, rese possibili dalla sua capacità di muoversi lontano dalla palla.


Ad ogni modo, non è casuale che gli schemi disegnati per lui da Thibs siano stati molto rari finora. Il ruolo principale del prodotto di Dayton è quello di "scorer opportunistico", specialmente vicino al ferro per il tipo di tiro più semplice ed efficace che esista:



Nella stagione di Obi troviamo 2 errori (su 21 tentativi) nelle schiacciate e 24/31 nei layup. Ha una pericolosità molto più rilevante quando riesce ad attaccare dinamicamente gli avversari per concludere al ferro con aggressività ed agilità; quando questo non avviene, le possibilità di errore aumentano notevolmente.


Poi, c'è il suo tiro da fuori. OK, molti di voi rimarranno sorpresi, vista la percentuale di conversione del 29.8%, che rende facile affermare che non sia un buon tiratore. Tuttavia, non considerando le triple provenienti dagli angoli del campo - dove la percentuale scende ad uno spaventoso 15% - il rendimento può considerarsi soddisfacente (38.5%). Non lasciamoci quindi spaventare dalla sua percentuale totale. Toppin ha un buon range, e ha tutto il tempo per migliorare i suoi numeri e risultare una minaccia su tutto il perimetro.


Un altro aspetto interessante del suo gioco è come va a rimbalzo in attacco. La capacità di Toppin di ottenere extra possessi è forse la più sottovalutata. La sua percentuale di rimbalzi offensivi sul totale degli errori della squadra (quando è in campo) equivale ad un ottimo 4.1%, miglior dato tra tutte le ali dei Knicks.

Toppin non è quel tipo di rimbalzista che passa molto tempo nel pitturato e va su ogni rimbalzo beneficiando della sua fisicità; tende, piuttosto, a utilizzare il suo istinto in situazioni dinamiche (la distanza media dal ferro dei suoi rimbalzi offensivi è di 186 centimetri).



PUNTI DEBOLI


Fin dai tempi di Dayton era chiaro che l’attitudine di Toppin in difesa, sia sulla palla che lontano da essa, fosse una quesitone problematica. Senza questo aspetto, probabilmente molti lo avrebbero addirittura inserito nella top 3 della Draft Class 2020.


Il passaggio dal college all’NBA è spesso doloroso: si passa infatti dal giocare contro studenti universitari allo sfidare i migliori al mondo, in situazioni ovviamente più complesse e con talento che salta fuori da ogni angolo. Anche considerando questi aspetti, tuttavia, è innegabile che l’applicazione difensiva di Toppin sia stata insufficiente da dicembre ad oggi.


Ci sono alcuni possessi in cui il figlio della Grande Mela sembra completamente spaesato, tra letture sbagliate e le tante occasioni in cui si muove in ritardo. Sulla palla è molto limitato. E fin dal college, ha la tendenza di aiutare eccessivamente per prevenire le penetrazioni avversarie. Il problema è che i tiratori NBA, oggi più che mai, sono troppo pericolosi se lasciati liberi sul lato debole, e Toppin sta crudelmente imparando la lezione in questi mesi.



Per far sì che il suo minutaggio aumenti, migliorare in questi aspetti del suo gioco sarà un passo fondamentale: oggi, è probabilmente il peggior difensore di New York, squadra allenata da un coach come Tom Thibodeau che fa della difesa il suo punto forte e che, storicamente parlando, dei rookie si fida poco.


Al momento ci sono molte incertezze su ciò che potrà diventare Toppin in futuro. Quel che è certo, è che dopo tre mesi non si dovrebbe dare troppo peso ai numeri. Il suo viaggio è appena iniziato. Obi ha messo in mostra qualche aspetto positivo e diverse aree del gioco in cui deve crescere, ma il meglio deve ampiamente arrivare.






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