• Federico Molinari

Origins: i nomi delle squadre NBA - Eastern Conference


Franchigia per franchigia, gli aneddoti più interessanti e divertenti che circolano riguardo la scelta dei loro appellativi...

Quando si parla della tanto amata NBA, vengono sempre ricordate le grandi gesta di giocatori che hanno cambiato per sempre la storia del Gioco o le imprese di una determinata squadra.

È giusto che normalmente si parli di questo, ma vi siete mai chiesti quali fossero le origini dei nomi delle squadre della NBA? Perché i Boston si chiamano Celtics e non Unicorns? Se il "76ers" di Philadelphia sia casuale o richiami un evento molto importante avvenuto all’interno della città?

Per eliminare ogni dubbio e stuzzicare la curiosità di tutti gli amanti della pallacanestro d’oltreoceano, ecco tutte le motivazioni che stanno dietro agli attuali nomi delle franchigie della Eastern Conference.

Atlantic Division

  • Boston Celtics

I Celtics sono una delle franchigie più vincenti e famose della NBA, quindi ci si aspetterebbe una storia unica nel suo genere per quanto riguarda la scelta del nome. Invece è l’esatto opposto.

Nel 1946, quando doveva essere scelto il nome per la nuova squadra di Boston, il proprietario Walter Brown scelse "Celtics" perché fu un nome vincente in quel di New York, dove negli anni ’20 gli appunto New York Celtics conquistarono diversi trofei. Citando NBA.com come fonte, le parole esatte furono: «Il nome ha una grande tradizione cestistica grazie agli Original Celtics di New York (1914-1939). Boston, inoltre, è piena di irlandesi».

Il nome "Celtics" venne scelto a discapito di "Whirlwinds", "Olympians" e "Unicorns", nonostante un membro dello staff disse a Brown che «nessuna squadra con un nome irlandese ha mai vinto qualcosa a Boston».

Brown alla fine ha avuto ragione, anche se i Boston Unicorns adesso sarebbero presenti ogni giorno su Instagram o Snapchat.

  • Brooklyn Nets

Il legame dei Nets con la Grande Mela è sempre stato interpolato dalla passione per il New Jersey, la vera terra natìa. L’attuale squadra di Prochorov, infatti, venne fondata nel 1967 con il nome di "New Jersey Americans", per poi trasferirsi l'anno seguente a New York, assumendo il nome di "Nets"; appellativo, quest'ultimo, capace di avere una miglior assonanza - rispetto ad "Americans" - con i già esistenti Mets e Jets, rispettivamente la squadra di baseball e di football di New York. Un’altra motivazione, che è anche la più banale, è che il nome "Nets" riprende quello della retina del canestro.

Comunque, nel 1977 i Nets tornarono nel New Jersey mantenendo lo stesso nome, per poi riaccasarsi a Brooklyn nel 2012.

Durante il percorso tra New Jersey e New York, più precisamente nel 1994, voci di corridoio parlarono di un possibile cambio di nome in "Swamp Dragons" come mossa di marketing. Verosimile che chi ebbe questa brillante idea attualmente non si occupi più di strategie di mercato.

  • N.Y. Knicks

Forse non tutti sanno che il termine “Knickerbockers” si riferisce ai pantaloni alla zuava, un indumento di ineguagliabile bruttezza che caratterizzava i migranti olandesi nel Nuovo Mondo durante il 1600. Molti di questi olandesi si trasferirono e vissero nell’antica New York, dando uno spunto per la scelta del nome alla prima squadra di baseball della Grande Mela, i Knickerbockers Nine, fondati nel 1845.

Grazie a questi due riferimenti il fondatore dei Knicks Ned Irish, quando nel 1946 dovette scegliere il nome della nuova franchigia da iscrivere alla Basketball Association of America, scelse per appunto "Knickerbockers". Abbreviato successivamente in Knicks.

  • Philadelphia 76ers

Se a New York l’ispirazione storica fu legata ad un pantalone di dubbio gusto, a Philadelphia l’amarcord è stato sicuramente di diversa caratura.

Nati come "Syracuse Nationals", nel 1963 la squadra venne spostata a Philadelphia comportando anche il cambio di nome in "76ers". Il motivo di questa scelta? Nel 1776, proprio nella città della Pennsylvania, i signori Thomas Jefferson, John Adams, Benjamin Franklin, Robert R. Livingston e Roger Sherman firmarono la Dichiarazione d'indipendenza degli Stati Uniti d’America.

  • Toronto Raptors

I Raptors sono una franchigia relativamente giovane - 1995-1996 - che riportò il basket professionistico a Toronto dopo l’unica stagione dei Toronto Huskies, militanti nella BAA nel 1946 scioltisi poi a fine stagione.

Per la scelta del nome della nuova compagine canadese venne scelto un metodo molto semplice ma spesso in grado di regalare sorprese - o veri e propri incubi: un sondaggio tra i propri tifosi.

Gli appellativi più gettonati giunti alla fase finale furono tutti nomi di animali, come "Beavers", "Bobcats", "Dragons", "Hogs", ma varie motivazioni - tra cui l’uscita di Jurassic Park nel 1993 - spinsero alla vittoria finale "Raptors".

Southeast Division

  • Atlanta Hawks

Se i Nets hanno vissuto una storia d’amore complicata tra due città, gli Hawks hanno avuto una storia sicuramente più burrascosa.

Nati inizialmente come Buffalo Bisons, entrarono a far parte della neonata NBA e iniziarono la loro storia come "Tri-Cities Blackhawks" nome derivato dalla zona di East Moline-Rock Island-Davenport, definita appunto "Tri-Cities", e dal nome del capotribù Falco Nero, che guidò i Kickapoo, i Sauk e i Meskwaki nella cruenta guerra del 1832 passata alla storia come "Blackhawk War".

Dopo una sola stagione i Blackhawks si trasferirono a Milwaukee, nel Wisconsin, cambiando nuovamente nome e divenendo definitivamente gli attuali Hawks; dando così inizio ad una grande storia di vittorie in questa nuova citt… no, certo che no. Dopo poco tempo gli Hawks vennero infatti spostati a St. Louis, Missouri, dove iniziarono realmente una storia di successi e grandi risultati; per approdare infine, nel 1968, nell’attuale Atlanta.

  • Charlotte Hornets

Quando nel 1987 venne ufficializzata in Carolina del Nord la nascita di una nuova squadra professionistica di basket, il proprietario George Shinn annunciò che il nome sarebbe stato "Charlotte Spirit".

Naturalmente, come spesso capita, i tifosi alzarono la voce per lamentarsi di questa scelta, principalmente per la vicinanza di questa denominazione ad una televisione cristiano-evangelica indagata per finanziamenti illeciti. Per questo motivo, Shinn decise di far votare i propri fans, che fecero arrivare in finale "Knights", "Cougars", "Spirits", "Crowns", "Stars" e "Hornets".

Come ci narra la storia, a vincere a mani basse fu appunto "Hornets", che successivamente si scoprì avere un riferimento storico: durante la rivoluzione, un comandante britannico definì la zona attorno a Charlotte come un «hornet’s nest of rebellion», ossia un vespaio della ribellione.

La prima partita dei neonati Charlotte Hornets venne quindi giocata nel 1988, ma durante la stagione 2002-2003 la squadra venne trasferita a New Orleans, dove tuttora risiede con però un nuovo nome: Pelicans.

Giustamente la domanda che ognuno si sta ponendo è: com'è possibile che esistano ancora gli Hornets? Semplice. In seguito allo spostamento a New Orleans, a Charlotte nacquero nel 2004 i Bobcats, il cui nome non fu mai molto apprezzato dai fans. Tuttavia, in seguito al cambio di nominativo degli Hornets in Pelicans, la franchigia ora posseduta da tale Michael Jordan chiese alla Lega la possibilità di riprendere il proprio nome. Così, nel 2014 i calabroni tornarono nella Carolina del Nord, riappropriandosi anche dei risultati storici e statistici del periodo 1988-2002.

  • Miami Heat

Dopo episodi di trasferimenti, cambi di nomi, riappropriazioni e simili la storia degli Heat risulta essere decisamente più... consueta.

Quando, nel 1986, venne creata la franchigia, il nome venne scelto tra tutti quelli proposti dai fans e, tra "Floridians", "Suntans", "Tornadoes", "Beaches", "Barracudas", ecc... venne scelto quello proposto da una certa Stephanie Freed, facendo nascere così i Miami Heat.

  • Orlando Magic

Proprio come l’altra città della Florida, ad Orlando la scelta del nome della nuova franchigia NBA venne fatto tramite le preferenze dei tifosi, raccolte attraverso l’Orlando Sentinel.

I vari appellativi proposti furono "Floridians", "Juice", "Orbits", "Astronauts", "Aquamen", e "Sentinels", ma i giudici optarono per "Magic", in riferimento anche alla più grande attrazione della città, Disney World.

  • Washington Wizards

Nati nel 1961 come Chicago Packers, l'anno seguente modificarono subito il proprio nome in Chicago Zephyrs; nel 1963 divennero, a seguito di uno spostamento, i Baltimore Bullets. Trasformatisi prima in Capital Bullets nel 1973 e poi in Washington Bullets nel 1974, il proprietario della franchigia Abe Pollin decise che il nome della squadra mandasse un richiamo troppo forte alla violenza o all’utilizzo di armi da fuoco - attività per cui Washington era una delle prime città in America.

Per questo motivo venne indetta una votazione tra i tifosi, che portò alla scelta di Wizards come nuovo appellativo della franchigia, a discapito di Washington "Dragons", "Express", "Stallions" e "Sea Dogs".

Probabilmente Gilbert Arenas avrebbe votato per mantenere il nome Bullets. Uhm sì, forse anche Crittenton.

Central Division

  • Chicago Bulls

Il primo nome legato alla città di Chicago che fu iscritto ad una lega di basket professionistico - all’epoca BAA - è stato quello degli Stags; i quali sono però resistiti per soltanto quattro stagioni - dal 1946 al 1950. Il posto vacante venne preso dai Packers nel 1961, che cambiarono subito nome in Zephyrs per l’eccessiva assonanza con la squadra NFL dei Green Bay Packers. Ma già nel 1963 la città di Chicago rimase nuovamente senza una franchigia: questo perché gli Zephyrs vennero spostati a Baltimora, diventando i Bullets e in seguito i sopracitati Washington Wizards.

Quando nel 1966 la pallacanestro professionistica tornò a Chicago, il proprietario della franchigia Richard Klein fu molto indeciso su quale denominazione dare alla propria squadra; diverse motivazioni, tuttavia, lo fecero protendere per "Bulls".

La prima fu perché questo nome dava idea di resistenza e forza; oltre a ciò, ricordava una delle grandi attività commerciali di Chicago,

ossia la lavorazione della carne nelle Chicago Stockyards. L’ultimo incentivo che alla fine fece propendere per Bulls era legato al suo essere monosillabica, caratteristica comune alle franchigie di Chicago degli altri principali sport, ossia i Bears [NFL], i (White) Socks [MLB] e i (Black) Hawks [NHL].

Un’altra versione di questa storia, sicuramente più romantica, è legata al figlio di Klein: un giorno, mentre era a tavola con il padre ancora indeciso se chiamare la squadra "Matadors" o "Toreadors", disse: «Dad, that's a bunch of bull!».

Scegliete il racconto che preferite, il resto della propria storia i Bulls l’hanno già ampiamente scritto da soli.

  • Cleveland Cavaliers

Anche per i Cavaliers, la scelta del nome avvenne nel 1970 attraverso un sondaggio su di un giornale, in questo caso il Cleveland Plain-Dealer. Gli altri nomi in lizza furono "Jays", "Forester", "Towers" e "Presidents", ma vinse il nome proposto da tale Jerry Tomko, che spiegò la sua proposta affermando: «i cavalieri sono un gruppo di uomini audaci e privi di paura, il cui patto comune è di non arrendersi mai, nemmeno di fronte alle più grandi difficoltà».

Certamente il nome con più riferimenti storici legati alla città sarebbe stato "Presidents": questo perché ben 7 presidenti degli Stati Uniti sono nati in Ohio. Ma alla fine l'ago della bilancia pese a favore del più eroico Cavaliers

  • Detroit Pistons

Per ritrovare le radici del nome "Pistons" bisogna spostarsi da Detroit, recandosi precisamente a Fort Wayne, Indiana. In questa città un certo Fred Zollner decise di creare una squadra di basket, dandole il suo nome e quello del prodotto principale della sua azienda. Nacquero così i Zollner Pistons.

Quando però la squadra venne spostata a Detroit, il proprietario accettò di eliminare il suo nome da quello della franchigia, ma lasciò il suo marchio di fabbrica visto che la nuova casa della sua squadra era chiamata anche Motor City. Nacquero così gli attuali Detroit Pistons.

  • Indiana Pacers

Per quanto riguarda i Pacers, il nome della franchigia venne scelto da tutti gli investitori, tra i quali era presente l’avvocato Richard Tinkham. Seguendo le parole dello stesso Tinkham, il nome "Pacers" venne scelto di comune accordo in onore della grande storia che l’Indiana aveva nel mondo delle corse ippiche: il termine “pacing”, infatti, descrive un andatura tipica del cavallo. Oltre a questo, una “pace car” venne utilizzata all’interno dell’Indianapolis 500.

  • Milwaukee Bucks

Per quanto riguarda l’ultima franchigia della Eastern Conference, il nome "Bucks", inserito nel classico sondaggio tra i tifosi, non arrivò per primo. Nonostante la grande tradizione del Wisconsin nella pratica della caccia, il nome vincente fu "Robins", ma i proprietari della franchigia scelsero "Bucks", bypassando così - giustamente - la scelta scellerata dei tifosi.

Per dovere d’informazione, altro appellativo che ricevette più voti di "Bucks" fu "Skunks". Ringraziamo ancora la società per la lungimirante scelta.

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