• Marco Richiedei

Paul Pierce e la rimonta dei Celtics sui Nets nel 2002

Eastern Conference Finals 2002, Game 3. Paul Pierce porta i Boston Celtics alla vittoria dopo una storica rimonta di 25 punti. Il racconto di quell'indimenticabile partita.



Questo articolo, scritto da CoachSpins per Celtic Blog e tradotto in italiano da Marco Richiedei per Around the Game, è stato pubblicato in data 12 novembre 2020.



Diciotto anni fa, i Boston Celtics furono protagonisti di una delle più grandi rimonte nella storia degli NBA Playoffs: in Gara 3 delle Eastern Conference Finals del 2002, Boston sconfisse infatti i New Jersey Nets grazie ad una rimonta di 25 punti, portando così così la serie sul 2-1.

Quei Celtics erano una squadra piuttosto giovane e con poca esperienza ai Playoffs. Paul Pierce era in NBA da soli tre anni e Antoine Walker, All-Star e perno della squadra, da cinque. Questo duo, a cui si erano aggiunti il veterano Kenny Anderson e una serie di role player, portò i Celtics a 49 vittorie in stagione dopo solo un anno dal licenziamento di Rick Pitino. La loro ascesa fino alle Finali di Conference fu sicuramente inaspettata.

Molto simile fu il processo di crescita dei loro avversari, i New Jersey Nets. Dopo aver concluso la stagione precedente con un record di 26-56, il General Manager Rod Thorn acquisì Jason Kidd e affidò la panchina all’esordiente Bryan Scott. I due vennero affiancati da una squadra giovane e promettente: Kenyon Martin stava emergendo come two-way-player e giocatori come Keith Van Horn e Kerry Kittles stavano entrando nel loro prime.

Boston era riuscita a vincere Gara 2 in trasferta. Gara 3, però, iniziò con il piede storto: alla fine del primo quarto, i Nets erano in vantaggio di 15 punti grazie alla loro difesa asfissiante. Pierce e Walker vennero praticamente annullati dall’atletismo di Jefferson e Martin (0/5 dal campo per Pierce e 3 palle perse per Walker solo nel primo quarto).



Tre palle perse dei Celtics nei tre minuti finali del secondo quarto permisero ai Nets di chiudere il primo tempo con un parziale di 14-2, allungando il vantaggio dei Nets a 20 punti. La squadra di Jim O'Brien andò negli spogliatoi a testa bassa, accompagnata dai boo dei tifosi.

Anche il terzo tempo dei Celtics fu piuttosto deludente. La frustrazione iniziava a prendere piede e Boston non riuscva a ridurre lo svantaggio.


In svantaggio 74-49 a un minuto dalla fine del terzo quarto, i Celtics realizzarono due tiri liberi e dopo aver rubato palla misero a segno un layup in transizione.



Le parole del telecronista PJ Carlesimo anticiparono di fatto quale piega avrebbe preso la partita da quel momento in poi:

"I Nets ridono di noi, ci stanno mancando di rispetto, in questo momento. Non possiamo tirarci indietro, dobbiamo giocare. Non importa se vinciamo o meno."

Paul Pierce, motivato da Walker a dare di più, sapeva di dover lasciare il segno nella serie. O'Brien si affidò a lui per cambiare le sorti della partita.



Anderson iniziò a pressare Kidd già dalla linea di centrocampo e più volte riuscì a rubare palla e a darla a Walker per avviare la transizione.


Bisogna dire che gli schemi offensivi di Scott erano abbastanza tradizionali: il lungo (Todd MacCulloch o Aaron Williams) doveva posizionarsi appena sopra la linea del tiro libero e portare blocchi. I Celtics riuscirono però a difendere in modo piuttosto efficace questo schema: Tony Battie seguiva tutti i tagli in uscita dai blocchi e ciò permise di evitare layup e di raddoppiare gli avversari sotto canestro.



La produzione offensiva dei Nets iniziò a calare, e i Celtics ne approfittarono. Pierce e compagni sfruttarono tutte le occasioni in transizione e ciò contribuì a dare fiducia e ritmo alla squadra.



Dopo neanche due minuti dall’inizio del quarto quarto, il vantaggio dei Nets era stato ridotto a 12 punti. I Nets faticavano a reagire, con Martin e Jefferson che avevano problemi di falli - e ciò ebbe un certo peso.

Boston continuò a fare affidamento su Pierce e sui suoi isolamenti sul lato sinistro del campo. Venne raddoppiato più volte, ma The Truth riuscì a eludere le trappole difensive con buone letture. Un tiro di Anderson su assist di Pierce portò lo svantaggio a soli 10 punti. E un paio di possessi dopo, Pierce realizzò un layup dopo uno spin-move contro Kittles:



Con Jefferson in panchina (5 falli commessi), i Nets non riuscirono a fermare Pierce e optarono per raddoppiarlo sistematicamene, sperando che qualche altro giocatore dei Celtics sbagliasse.

Sotto di 10 punti a 4:41 dalla fine, Rodney Rogers entrò in campo e contribuì alla rimonta dei Celtics realizzando punti (6), subendo falli, rubando palle e andando a prendersi rimbalzi importanti. Il suo apporto fu fondamentale e portò i Celtics a soli 6 punti di svantaggio (che diventarono 4 poco dopo, grazie a due liberi realizzati da Martin).

Le cose non si erano messe bene per i Nets. Kidd, però, riportò il vantaggio a 5 punti e mandò in panchina Walker per falli. Da leader, continuò a marcare Pierce per cercare di chiudere la rimonta di Boston.

Ma quando, a due minuti dalla fine della partita, i Celtics si affidarono nuovamente a The Truth, il #34 superò Kidd con un movimento veloce e deciso, e arrivò a canestro, portando la squadra a un possesso di distanza.

La capacità di Pierce di segnare dal post, già avanzata nonostante la giovane età, fu essenziale per la rimonta e lasciò i Nets senza risposte di fronte al suo talento.

Anche nel possesso successivo, Boston si affidò al matchup Pierce-Kidd e ottenne due tiri liberi che ridussero lo svantaggio a un solo punto. 46 secondi dalla fine.


Altri due tiri liberi di Pierce portarono Boston avanti.

Chiaramente scossi dall’andamento degli ultimi minuti, i Nets persero palla in modo banale e regalarono ai Celtics un contropiede:



Boston concluse così un'incredibile rimonta dal -25 e portò a casa Gara 3.


Non fu abbastanza per strappare il pass per le Finals. Nelle partite successive, infatti, i Nets furono in grado di reagire, vincendo tre partite di fila e dunque la Eastern Conferencere. Il ricordo di Gara 3, tuttavia, suscita ancora oggi sensazioni da brividi ai tifosi dei Celtics.