• Alessandro Di Marzo

Payton Pritchard, l'arma in più di questi Celtics



Questo articolo, scritto da Jack Noonan per Celtics Blog e tradotto in italiano da Alessandro Di Marzo per Around the Game, è stato pubblicato in data 11 febbraio 2021.



Due domeniche fa, contro i Phoenix Suns, i Boston Celtics hanno fatto molta fatica a sviluppare un gioco offensivo soddisfacente. Nel secondo tempo sono arrivati a inseguire di più di 10 punti. Finché un gioiello dalla panchina non ha iniziato a brillare...


Parliamo, ovviamente, di Payton Pritchard, di nuovo in rotazione dopo un infortunio al ginocchio. Nelle partite contro Suns, Jazz e Raptors ha avuto una media di 11.6 punti in 19 minuti, tirando 6/10 dal campo e 6/8 da tre contro Toronto.


Non ci sono motivi per pensare che questo periodo di forma sia provvisorio. PP sta dando il 100% in ogni partita, su entrambi i lati del campo, e il suo atteggiamento pre-infortunio non è affatto mutato. In questo momento è certamente più affidabile di Jeff Teague, che sta incontrando non poche difficoltà in questo inizio di stagione (ne abbiamo parlato qui), e di Marcus Smart, alle prese con dei problemi al polpaccio; non si tratta, dunque, di una semplice sorpresa, ma di un giocatore necessario per i Celtics.


In più, non dimentichiamo che anche Kemba Walker sta vivendo un periodo non semplice, dovendo ancora trovare la forma perfetta da inizio stagione. Il suo contributo nei finali di partita è ancora importante, ma a Boston serve molto di più. E finché non tornerà il Kemba che tutti conoscono, Pritchard avrà ancora molte responsabilità.

L’aspetto più attraente del suo gioco, perfettamente in linea con la Celtics’ Culture, è la sua intensità difensiva: in ogni singolo possesso, infatti, il suo effort è tremendo, dimostrando le sue ottime capacità in uno-contro-uno e riuscendo a mettere in difficoltà anche alcuni dei migliori giocatori della Lega.



Chris Paul è una delle point guard più astute che mai vedrete; ciononostante, qui Pritchard riesce a stargli di fronte forzando un pessimo tiro. A Paul di solitopiace insegnare pallacanestro ai rookie, ma in questo caso non ha avuto alcuna possibilità. Uno dei migliori possessi difensivi per il prodotto di Oregon.



Come spiegato, la sua identità cestistica si sta plasmando attorno alla difesa (nonostante il canestro di Lou Williams qui sopra). PP sta guadagnando minuti e, continuando così, non ci vorrà molto prima che a farne le spese definitivamente sia Teague, che non dispone della sua continuità, soprattutto difensiva.

Un'altra grande arma dell’arsenale di Pritchard è il suo tiro da lontano: 43% circa la sua percentuale di conversione dall’arco da inizio stagione, con 3.5 tentativi a partita (numero più alto dei suoi tentativi, 2.7, da dentro il perimetro). In questo momento, inoltre, è uno dei giocatori in linea per iscriversi al club 50/40/90 (dal campo ha il 47.2% e in lunetta il 91.7%), contro le aspettative di chiunque.


Insomma, stiamo parlando di un tiratore molto affidabile e con una selezione di tiri ottima, che sta anche dimostrando di sapersi creare da solo delle buone soluzioni. Una volta affinata anche quest'ultima abilità, il suo gioco potrà davvero puntare in alto.


Entrambi i video dimostrano quanto appena detto: Pritchard, anche dal palleggio, può essere una grande minaccia. E lo sarà sempre di più.


Questa sua personalità, insieme alla sua consapevolezza, non è cosa comune da vedere tra i rookie. Ed è questo che gli ha permesso, ad esempio, di sfidare DeAndre Ayton in mismatch trovando la giusta separazione per tirare.


Dopo l’infortunio al ginocchio, molti si sono dimenticati del suo contributo offerto durante i suoi primi incontri nella Lega. Adesso, però, Pritchard ha ricominciato a dimostrare a tutti perché, tra lui e la Celtics Nation, è già nato l’amore.