• Marco Marchese

Perché i Knicks NON devono puntare su Thibodeau


Questo articolo, scritto da Zach Locascio per The Knicks Wall e tradotto per Around The Game da Marco Marchese, è stato pubblicato in data 25 febbraio 2020.



I New York Knicks sono l’emblema del detto “un passo avanti e tre indietro”.


Chiunque era felice del licenziamento di Steve Mills (avvenuto il 4 febbraio), ma ai Knicks nessun clima di festa dura tanto a lungo. Giusto una settimana dopo, un altro Steve era pronto a rovinare la vita ai fan newyorkesi.


Per qualche ragione, Steve Stoute, il nuovo consulente dei Knicks, ha deciso di parlare di alcune decisioni dirigenziali con Max Kellerman e Stephen A. Smith su First Take. Stoute non era evidentemente pronto per quell’intervista. È stata una lunga e travagliata intervista, ma la parte più saliente della debacle è stata quando Stoute ha alzato i toni riguardo il fatto che l’allenatore debba essere il volto della squadra con i media e concordando sul fatto che Mark Jackson non avrebbe problemi a farlo.


Mike Miller, che ha vinto 13 dei 33 match da head coach dei New York Knicks, non necessitava menzioni particolari poiché ormai è parte del passato. Miller è a sole 7 vittorie dal raggiungere David Fitzdale, nonostante quest’ultimo abbia perso 71 partite in più durante la sua esperienza nella Grande Mela.


Nei giorni successivi all’apparizione di Stoute su ESPN, varie fonti hanno riportato che i Knicks siano alla ricerca di tre principali obiettivi per il ruolo di head coach: Jeff Van Gundy, Mark Jackson e Tom Thibodeau. Jackson e Van Gundy sono due leggende a New York, ripetuti alla nausea ogni volta che la panchina della franchigia diviene vacante (più o meno ogni anno e mezzo). Il nuovo candidato, Thibodeau, è stato premiato come Coach of the Year e assistente di Van Gundy ai Knicks.


Nonostante abbia trascorso qualche anno eccellente a Chicago, la sua riluttanza ad adattare la sua tattica di gioco all’evoluzione della Lega ha impedito alle sue squadre di compiere il salto di qualità. E questa è la ragione per cui il suo ingaggio sarebbe molto... “da Knicks”.



Fallimenti tecnici


Quando è stato scelto come presidente ed head coach dei Minnesota Timberwolves, il suo ingaggio sembrava una mossa vincente, e forse uno dei più importanti momenti della storia della franchigia - ovvero, quando l’unica squadra ad aver perso di più dei Knicks nel 21esimo secolo ha iniziato a diventare rilevante. La prima stagione di Thibodeau ai Wolves andò male, ma i due migliori giocatori in roster avevano solo 21 anni.


Prima della stagione 2017/18, la dirigenza aveva costruito la squadra richiesta dall’ex allenatore dei Bulls. Zach LaVine, Ricky Rubio e Kris Dunn venivano rimpiazzati da Jimmy Butler, Jeff Teague e Taj Gibson. Con due All-Star, due prime scelte al draft e buoni gregari, sui T-Wolves c'erano grandi aspettative. Hanno assicurato il loro ingresso ai Playoffs con una sola gara di anticipo rispetto la fine della Regular Season.


Osservando la loro fase offensiva, era facile notare i punti deboli di un potenziale superteam, o quasi. Il gioco personificava l’influenza di Thibs sulle giovani speranze dei Minnesota. Quell'anno, nonostante doti balistiche non/poco sotto la media, i Wolves avevano il minor numero di tentativi da tre punti a partita della Lega intera. La maggior parte dei tiri al Target Center arrivavano da sotto canestro.


Anziché spingere in transizione per valorizzare le qualità dei loro tre grandi atleti o allargare il campo con Karl-Anthony Towns, Thibodeau ha preferito che la squadra seguisse le sue direttive rigidamente, giocando una pallacanestro che non ha mai consentito ai suoi giovani talenti di sbocciare, né alla squadra di essere competitiva ad alto livello.


L’obiettivo attuale dei Knicks è lo stesso che dovevano avere allora nel Minnesota: far crescere giovani talenti da inserire in una squadra da Playoffs. Che rapporto aveva Thibodeau con i giovani talenti a Minnesota? Towns aveva dimostrato di essere una superstar già dal suo anno da rookie, ma ha fallito nello sviluppare il talento difensivo mostrato a Kentucky, nonostante Thibodeau fosse un "guru" da questo punto di vista. Kris Dunn e Zach LaVine sono stati scambiati, ma è rimasto Andrew Wiggins, la scelta numero 1 da sempre descritta come un atleta d’élite... con la voglia di un lavativo. Neanche a dirlo, è peggiorato sotto la guida di Thibodeau.


Le stagioni 2017/18 e 2018/19 sono le uniche due in cui Wigg abbia riportato una media inferiore a 20 punti a partita (a parte il suo anno da rookie). Di solito, quando i finalizzatori hanno un’annata di "vacche magre" da questo punto di vista, tendenzialmente migliorano la loro efficienza. L’ex Jayhawk ha fatto registrare le sue due peggiori annate anche riguardo le percentuali di tiro (anche peggio del suo anno da rookie). No, segnare punti non è tutto... ma lo è se si tratta di Wiggins. Nonostante abbia avuto il terzo più alto minutaggio dell'intera Lega, non ha mai fatto registrare più di 5 rimbalzi o 3 assist sotto la guida di Thibs.


Quei Timberwolves avevano molto talento, ma avevano bisogno di un allenatore che tirasse fuori il loro meglio per arrivare al successo. Un buon allenatore spinge la squadra a giocare oltre la somma dei singoli e a valorizzare le qualità presenti a roster più di quanto risultino incisivi i punti deboli. Basti pensare a cosa è capace di fare Erik Spoelstra a Miami (con Jimmy Butler). Gli Heat sono reputati tra le principali contender a Est, insieme agli attuali campioni nella Conference dell’Est (Raptors), ovviamente al miglior team della Lega (Bucks) e agli "All-Star Sixers".


I Timberwolves di Butler, invece, non erano niente più che una delle tante squadre in lotta per l’accesso ai Playoffs.



Valutazione dei giocatori e relazioni interpersonali


Tom Thibodeau non è famoso nel Minnesota solo per la sua arretratezza tecnica. Verrà infatti ricordato anche per aver smantellato il roster di quei Wolves.


Desideroso di avere subito una star, il presidente-allenatore decise di prenderne una dalla sua ex squadra. I Timberwolves scambiarono Zach LaVine e una futura scelta al draft, che avrebbe portato a Lauri Markkanen, per Jimmy Butler.


Ebbene, LaVine mette a referto più di 25 punti di media mentre il secondo segna con migliore efficienza di Porzingis. Adesso, a Chicago. Mentre Butler adesso gioca a Miami. E ricordiamo tutti com'è andata a finire (non proprio bene) tra Buter e Minnie...


LaVine, tra l'altro, sarebbe stato complementare a Butler, ma Thibodeau decise di tenere Wiggins: il peggiore dei quattro menzionati in precedenza.


Inoltre, c'era un’altra ragione lampante per cui Towns e Wiggins giocarono male durante la stagione 2017/18: avevano perso la loro point guard. Pur non essendo un All-Star, Ricky Rubio fa migliorare la qualità di chi gioca accanto a lui - chiedere a Devin Booker e DeAndre Ayton. Lo spagnolo fu rimpiazzato da Jeff Teague, il cui declino era chiaro a tutti... meno che a lui stesso e al suo allenatore.


KAT, chiaramente la principale opzione offensiva, avrebbe finito varie partite con 10 o meno tiri tentati, mentre Wiggins divenne completamente disfunzionale al gioco di squadra. Un disastro, insomma.


Thibodeau, con gli errori commessi con quei giovani Timberwolves, ha rovinato la loro crescita come franchigia. I T-Wolves sono peggiorati a causa di quella decisione sbagliata presa quando le loro superstar erano ancora in età collegiale. Chissà cos'avrebbe potuto fare quella squadra di 21enni potenziali All-Star, con un allenatore più competente alla guida...


E chissà come si evolveranno Mitchell Robinson e RJ Barrett con un vero allenatore, anziché Thibodeau. Questa è la domanda che si pongono tutti i fan dei Knicks.

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