• Marco Richiedei

Perché i Thunder faranno (o non faranno) dei buoni Playoffs

Gli Oklahoma City Thunder sono etichettati da molti come una delle possibili sorprese nei prossimi Playoffs


FOTO: NBA.COM

Questo articolo, scritto da Clemente Almanza per Welcome to Loud City e tradotto in italiano da Marco Richiedei per Around the Game, è stato pubblicato in data 16 luglio 2020.



Con la ripresa della stagione alla fine del mese, tifosi ed esperti vedono i Thunder come una squadra in grado di sorprendere e di fare un buon percorso ai Playoffs.


Prima che la stagione venisse interrotta, i Thunder si presentavano come una delle squadre più sorprendenti della Lega. Considerati inizialmente una squadra da lottery, sono ora in lizza per il fattore campo.


Partendo dal presupposto che OKC ha una concreta possibilità di accedere ai Playoffs, sono qui presentati otto diversi argomenti per spiegare perché farà, oppure non farà, una buona post season.


Partiamo dai motivi per cui i Thunder faranno dei buoni Playoffs:



1) Quintetto a tre guardie


Il quintetto a tre guardie aveva suscitato diversi punti interrogativi inizialmente. Molti si chiedevano se questa formazione potesse sopravvivere da un punto di vista difensivo. Eppure, è diventata il punto forte dei Thunder. Chris Paul, Shai Gilgeous-Alexander e Dennis Schröder, insieme, hanno giocato in modo eccellente.


La lineup a tre guardie è al secondo posto in NBA per quanto riguarda il Net Rating: +28,6 in 401 minuti giocati insieme. Il numero di minuti totali giocati dimostra che non si tratta di un caso isolato che ha generato dei risultati anomali.


Infatti, i Thunder sono passati a questa formazione ogni volta che dovevano chiudere le partite. E, in questo senso, hanno riscosso un grande successo. OKC ha quattro dei migliori 28 realizzatori nel clutch time: le tre guardie e Danilo Gallinari.


L'allenatore, Billy Donovan, è riuscito ad utilizzare e far convivere tre guardie in grado di creare gioco per sè e per i compagni. Questa formula ha garantito finora un certo successo, e potrebbe fare lo stesso ai Playoffs.



2) Presenza di più realizzatori


I Thunder hanno cinque giocatori con una media punti in doppia cifra, e quattro di questi effettuano più di 12 tiri a partita, essendo in grado di creare gioco per se stessi.


I Thunder hanno pochi giocatori che devono necessariamente affidarsi ai compagni per segnare, e la presenza di più realizzatori è un importante motivo per cui potrebbero essere in grado di vincere una serie.


Come noto, ai PO le rotazioni si accorciano: diventa quindi essenziale avere i migliori giocatori della squadra disponibili e pronti a giocare il più possibile. Nel reparto point guard, i Thunder hanno diversi giocatori che potranno entrare nelle rotazioni; e questa profondità sarà importante nelle serie di post-season: i giocatori in grado di creare tiri e gioco consentiranno di alleggerire i compiti dei propri compagni.



3) Clutch play


La lega definisce "clutch time" quelle situazioni in cui una squadra si trova a 5 o meno punti di distanza dall'altra negli ultimi 5 minuti di gioco. I Thunder sono la squadra che ha ottenuto il maggior numero di vittorie nel clutch time di tutta la lega: sono infatti a proprio agio in situazioni in cui la palla scotta e ogni possesso diventa prezioso. È uno dei motivi per cui OKC ha avuto un buon rendimento.


I Thunder hanno il miglior Net Rating della lega nei minuti di clutch time. Il NetRTG di OKC raggiunge un incredibile +30,2 in 171 minuti. I Milwaukee Bucks sono secondi in questa classifica con un NetRTG di +22,3, cifra significativamente inferiore a quella dei Thunder.


Questa stagione, Chris Paul è stato senza dubbio il miglior giocatore dell'NBA in questo tipo di situazioni: è infatti primo nella lega per punti e minuti nel clutch time. I fan dei Thunder se lo sono chiesti per anni: a chi dare la palla in chiusura di partita? Questa stagione, la risposta è chiara: Chris Paul.


Inoltre, i giocatori sono consapevoli del proprio ruolo all’interno della squadra: la capacità di comprenderne le gerarchie emerge in queste situazioni e consente di avere lucidità quando la palla scotta.

È difficile confrontare le partite di Regular Season con quelle dei Playoffs. Tuttavia, le prestazioni dei Thunder in situazioni di clutch time dovrebbero essere un buon indicatore di come la squadra performerà in scenari simili ai PO.



4) Mancanza del fattore campo


Il fattore campo non ci sarà a Orlando e questo potrebbe essere un vantaggio per squadre come i Thunder. In trasferta, OKC ha ottenuto un record di 20-11 questa stagione e ha dimostrato di poter giocare e vincere in contesti difficili.


Ciò nonostante, tutte le partite di Orlando verranno giocate in luoghi neutrali; la mancanza di pubblico influenzerà e ridurrà la competitività per quelle squadre che hanno giocato bene in casa come Lakers, Clippers e Nuggets, che non avranno più un simile vantaggio.



Ora, invece, ecco dei motivi per cui i Thunder non faranno dei buoni Playoffs:



1) Mancanza di All-Star


Il successo di una squadra ai PO può essere ricondotto a un'unica domanda essenziale: quale ha più stelle? Nel caso dei Thunder, Chris Paul è stato ottimo questa stagione e meriterebbe l'All-NBA, ma non ci sono altre stelle oltre a lui. Per di più, anche la questione dell’età di Chris Paul ha un certo peso: una point guard 35enne non è come gli All-Star di altre squadre.


La presenza di più realizzatori, di veterani affidabili e di giovani giocatori è un fattore positivo, ma basterà per arrivare fino in fondo? La presenza di All-Star è necessaria per un lungo percorso ai Playoffs e le possibilità di vincere l'anello si basano sulla presenza o meno di questo tipo di giocatori (o almeno, così è stato negli ultimi 20 anni).



2) Pochi giocatori in uscita dalla panchina


Oltre a Dennis Schröder, il resto della panchina dei Thunder non ha mai convinto.


Nerlens Noel è un buon rim runner di riserva. Tuttavia, a causa della sua mancanza di tiro, è possibile venga lasciato in panchina a lungo in diverse partite.

Terrance Ferguson ha deluso questa stagione, anche a causa di distrazioni da faccende di natura privata (non a caso il suo jump shot è regredito sensibilmente).

Hamidou Diallo può essere una pedina importante in uscita dalla panchina, ma i suoi problemi al tiro potrebbero limitarne i minuti giocati.

Abdel Nader e Mike Muscala sono buone riserve ma probabilmente non vedranno molti minuti ai Playoffs.


I veri jolly saranno Darius Bazley e Andre Roberson.


Bazley ha preso sul serio l'interruzione di questa stagione e ha lavorato sodo per aumentare la sua massa muscolare (è importante sottolineare che questa interruzione è durata di fatto più di una normale offseason NBA). Il percorso in NBA dei rookie prevede solitamente una grande differenza in termini di rendimento tra la prima stagione e la seconda: che Bazley vedremo dopo il periodo di sospensione della stagione?


Billy Donovan ha recentemente affermato che Roberson si sente bene e ha fatto progressi significativi nella sua guarigione. C'è una seria possibilità che Andre possa quindi giocare a Orlando. Dovesse tornare ad essere anche solo il 50% del giocatore che era prima del suo infortunio, darebbe un grande contributo alla squadra. Il suo ritorno aiuterebbe a colmare la mancanza di ali in uscita dalla panchina.



3) Pausa di tre mesi


Non sappiamo in che condizioni fisiche saranno le squadre al ritorno dalla pausa. Questa situazione potrebbe svantaggiare una squadra come i Thunder, che, prima che la stagione venisse interrotta, aveva davvero trovato ritmo vincendo 12 delle ultime 16 partite.


Ora potrebbero avere bisogno di un paio di partite di RS per poter ritrovare la chimica di squadra. E questo pone un'altra domanda: la chimica da ritrovare avrà importanti ripercussioni sulla loro posizione in classifica, nel caso in cui dovessero perdere qualche partita?


C’è inoltre da considerare la situazione della pandemia al momento della ripresa della stagione: è difficile stabilire come saranno le cose, come si presenteranno le squadre e addirittura se la stagione potrà davvero ricominciare. I Thunder, come le altre 21 squadre, potrebbero trarre beneficio o risentire di queste strane circostanze.



4) Annullamento della stagione:


Potrebbe sembrare ormai assurdo che la stagione venga annullata, ma il numero di casi Covid-19 in Florida continua ad aumentare: di recente ha toccato quota 13.000 al giorno.


Adam Silver ha dichiarato che l'annullamento della stagione è una possibilità concreta se il virus dovesse diffondersi tra i giocatori della NBA. Se dovesse realmente accadere, questa decisione lascerebbe tutti i tifosi NBA con l'amaro in bocca. Questa stagione rappresenterebbe uno dei più grandi punti interrogativi nella storia dello sport.




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