• Marco Cavalletti

Perché i Raptors stanno soffrendo così tanto in difesa?



Questo articolo, scritto da Louis Zatzman per Raptors Republic e tradotto in italiano da Marco Cavalletti per Around the Game, è stato pubblicato in data 18 gennaio 2021.



La carriera di Charles Knoblauch nella MLB iniziò col botto. Nel 1991, il second baseman vinse sia il premio di rookie dell’anno che le World Series. Purtroppo, però, oggi viene ricordato principalmente per un’altra cosa: essersi dimenticato come si lancia in prima base. Poco dopo aver vinto niente meno che il Golden Glove nel 1997, infatti, Knoblauch iniziò a soffrire di uno dei casi più incredibili di “smarrimento” nella storia di tutti gli sport. Una volta approdato ai New York Yankees iniziò a commettere molti più errori, ma la particolare crisi del giocatore culminò nel 2000: in una partita, infatti, sparò un lancio semplicissimo così fuori misura sopra la testa del first baseman che la palla colpì in testa la madre del telecronista Keith Olbermann. Più tardi, a giugno, commise così tanti errori in una partita che semplicemente se ne andò, lasciando lo stadio mentre i suoi compagni continuavano a giocare.


È questo che sta succedendo alla difesa dei Toronto Raptors? Sono in preda a uno smarrimento collettivo?


Il successo dei Raptors negli ultimi anni è stato sempre legato a doppio filo alla loro eccellenza difensiva. L’anno scorso, Toronto ha chiuso la stagione con il secondo miglior record nella Lega (53-19), e con il secondo miglior defensive rating (104.7). E non si è trattato affatto di un caso.


I Raptors, infatti, sono figurati fra le cinque migliori difese nella Lega anche nel 2018/19 e nel 2017/18. In effetti, l’ultima volta che Toronto ha avuto una difesa sotto la media è stata la stagione 2014/15, quando la rotazione delle ali era composta da DeMar DeRozan e Terrence Ross, e Lou Williams e Greivis Vasquez giocavano minuti importanti da guardia in uscita dalla panchina.


La difesa, insomma, è stata la colonna portante delle fortune di Toronto. Per molto tempo. Fino a quest’anno.


Attualmente, i Raptors detengono il 21esimo miglior defensive rating della Lega, con un punteggio di 111.1. Certo, nella passata offseason la squadra ha perso l’intera rotazione dei centri, dicendo addio a Marc Gasol e Serge Ibaka, ma questo non basta a spiegare tutti i problemi visti in questa (pur giovane) stagione.


L’anno scorso, Toronto concedeva 100 punti su 100 possessi con Gasol in campo e Ibaka in panchina (99esimo percentile), 108.1 punti su 100 possessi con Ibaka in campo e Gasol a sedere (76esimo percentile) e 108.4 punti su 100 possessi con entrambi i giocatori a riprendere fiato (73esimo percentile).


Insomma, perdere Gasol di certo non ha aiutato, ma l’anno scorso i Raptors erano ancora nella élite della Lega quando il catalano andava a sedersi. Tuttavia, Toronto nel 2020 ha giocato solo un quarto dei propri possessi senza nessuno dei suoi centri.


Entrando in questa stagione, risultava chiaro a tutti che l’intera struttura difensiva andasse rivoluzionata, data la perdita di un giocatore (Gasol) in grado di tappare molte delle falle causate da una difesa molto aggressiva sula palla. L’anno scorso, Toronto impiegava una quantità maniacale di raddoppi, blitz, cambi e closeout a cascata che portavano i difensori a dover effettuare un’infinità di rotazioni, ma che costringevano gli attacchi avversari al secondo dato più alto di palle perse nella Lega. Un gioco che valeva la candela. In tutto questo, però, i centri dovevano proteggere bene il pitturato. Gli avversari tiravano con il 3.3% in meno al ferro (il secondo miglior dato nella Lega) quando giocavano contro la squadra di Nick Nurse, e la ragione era proprio l’incredibile lavoro di Ibaka e Gasol.


Ebbene, tutto questo... quest’anno non c’è stato:



Aron Baynes o non aiuta o aiuta troppo; in ogni caso, il risultato è spesso un tiro al ferro non contestato.



Quest’anno, senza dei protettori del ferro tradizionali in grado di creare il vuoto in area grazie alla loro taglia, contestare tiri anche senza saltare e tenere bene la posizione a rimbalzo, Toronto si è ritrovata costretta ad adattare la sua intera struttura difensiva.


Certo, sulla carta Alex Len e Aron Baynes sono dei buoni protettori del ferro, ma non hanno neanche lontanamente i tempi di rotazione di Gasol o Ibaka (e per di più, probabilmente tolgono di più in attacco di quanto riescano a contribuire in difesa). E anche quando riescono a proteggere bene il canestro, nessuno dei due è un rimbalzista quantomeno passabile. Toronto ha il quinto peggior rebounding rate della Lega, e nel caso di Baynes, sono più le volte in cui l’australiano dà un pugno o uno schiaffo al pallone rispetto alle volte in cui prova ad afferrarlo. Di conseguenza, i Raptors hanno giocato più del 60% dei propri minuti senza un centro tradizionale in campo, contro il 25% fatto registrare nello stesso dato l’anno scorso.


Quest’anno, coach Nurse ha deciso di adottare una difesa basata sui cambi; un vantaggio è che la squadra deve ruotare di meno, ma tale beneficio è stato accompagnato da diversi svantaggi.


Ho chiesto proprio a Nick Nurse un commento riguardo a questa scelta, e lui mi ha dato una risposta interessante:

I cambi permettono di evitare molte situazioni di closeout. Molti closeout vengono resi necessari dalla copertura dei pick&roll. Quando si difende in questa situazione, infatti, qualcuno deve prendere il rollante. Questo porta un difensore a staccarsi dal suo uomo, e quando la palla viene scaricata su quell’uomo, scatta la rotazione. Pertanto, i cambi ci permettono di gestire queste situazioni. Penso che questo ci permetta di fare le cose che siamo più abituati a fare: mettere pressione sulla palla, essere aggressivi sul palleggiatore e sulle linee di passaggio. In teoria ci aiuta a rimanere meglio di fronte alla palla. Perciò credo che i cambi ci abbiano permesso di migliorare in molti aspetti della difesa. Ma c’è ancora moltissimo da fare..”

Continua Nurse:

Bisogna cambiare bene. Bisogna comunicare bene. Bisogna comunque eseguire tutto al meglio. Bisogna mettere pressione sulla palla. Dobbiamo ancora limare molti aspetti. Dobbiamo occupare meglio le posizioni in aiuto; e quando la palla arriva nei pressi del ferro, siamo di nuovo a uno schema difensivo basato sulle rotazioni, nel quale dobbiamo ancora migliorare. Ci sono cose che eseguiamo bene, ma dobbiamo commettere meno errori, e solo allora riusciremo a essere davvero solidi in difesa.”

Alcuni dei problemi difensivi di Toronto, dunque, sono dovuti a un'inconsapevolezza di ciò che sta avvenendo sul campo. A volte, l'assenza di comunicazione sui cambi conduce a schiacciate nel nulla, come succede qui con Chris Boucher e Fred VanVleet:



Altre volte, i cambi sono eseguiti così malamente da concedere comunque layup facili. Qui, Boucher ha cambiato, ma non ha assunto una posizione difensiva corretta e questo ha concesso una linea di penetrazione diretta. Ma i problemi non finiscono lì. OG Anunoby non si è staccato dall’angolo per aiutare, e Kyle Lowry è saltato via piuttosto che usare il proprio corpo per costringere Hayward a cambiare direzione.



Questi problemi sui cambi spiegano in una certa misura le difficoltà difensive di Toronto. La squadra sta adottando una strategia di base differente, e i giocatori avranno bisogno di tempo per adattarsi. La solidità degli anni scorsi è acqua passata.


Tuttavia, questo ancora non spiega tutto. In realtà, se si analizza il rendimento individuale dei migliori difensori della squadra, i problemi vanno ben oltre la difficoltà fisiologica ad adattarsi a un nuovo sistema. I dati di Second Spectrum, infatti, dimostrano che i migliori difensori (sulla carta) dei Raptors stanno facendo fatica individualmente e in maniera simile fra di loro.


Anunoby ha concesso 16 punti su 20 possessi in isolamento questa stagione, mentre l’anno scorso si era affermato come uno dei clienti più scomodi in quella situazione, concedendo solo 27 punti su 44 possessi. La principale qualità difensiva di OG è probabilmente la capacità di dissuadere l’attaccante dal prenderselo affatto un tiro in isolamento: nella passata stagione, gli avversari hanno tentato solo 0.4 tiri in isolamento a partita contro Anunoby. Quest’anno, invece, quel numero è salito a 1.1.


Ma non è solo OG.


In questo avvio di stagione Lowry ha concesso 19 punti in 14 situazioni di post-up, contro i 19 concessi nelle stesse circostanze in tutta la passata stagione. Sia lui che VanVleet stanno concedendo oltre un punto per possesso in situazioni di pick&roll, contro gli 0.9 dell’anno scorso. Un fatto probabilmente correlato: sia VanVleet che Lowry stanno facendo registrare decisamente meno deflection rispetto alla passata stagione.


Nel frattempo, dopo aver guidato la Lega in triple contestate l’anno scorso, Siakam sta concedendo oltre una tripla "gratis" a partita in più rispetto alla passata stagione. È secondo in NBA per falli commessi a partita, e si è dimostrato eccessivamente aggressivo in molte situazioni, permettendo anche a ball-handler mediocri di batterlo con facilità, compromettendo ulteriormente la già debole seconda linea difensiva della squadra.



Singolarmente, ciascuno di questi cali di rendimento difensivi potrebbe essere interpretato come un caso isolato in un campione di partite esiguo (dopotutto, Toronto ha disputato solo 13 gare). Ma tutti insieme, dimostrano quanto i problemi dei Raptors siano sistematici, e non individuali.


Ognuno dei quattro giocatori principali della squadra sta disputando una stagione difensivamente peggiore rispetto all’anno scorso. A proposito: VanVleet, Lowry e Siakam stanno facendo registrare meno rubate a partita rispetto alla passata stagione, e Lowry, Anunoby e Siakam meno stoppate.


Dev’esserci qualcos’altro dietro, non può essere solo uno smarrimento collettivo.


Una possibile spiegazione dei problemi di Toronto potrebbe essere la mancanza di fiducia nei compagni. L’anno scorso, i Raptors sembravano avere sempre almeno due corpi di fronte alla palla; nessun difensore era mai veramente in isolamento. Quest’anno, sembra che ogni azione venga difesa da un singolo giocatore (quando va bene).


Capita che i difensori sul lato debole non guardino neanche il ferro. Qui sotto, Norman Powell sarebbe dovuto arrivare in aiuto sul rollante - anche se Lowry e Len hanno opposto la minima resistenza possibile; ma Powell non ha neanche guardato l’azione, dando sempre le spalle al canestro:



O qui, con Siakam che dovrebbe fare due passi avanti dopo che Lowry ha costretto Ingram a mettere la palla per terra, ma che invece si prende il tempo per eseguire un curioso giro su sè stesso. Alla fine ha fatto un lavoro decente contestando il tiro (segnato) all’ultimo momento, grazie alla sua lunghezza, ma rimane il fatto che avrebbe potuto prevenire completamente il tiro se avesse occupato prima una posizione corretta.



Toronto non sta prendendo sul serio i propri doveri di aiuto difensivo, permettendo agli avversari di giocare con spazio a volontà. Gli aiuti non arrivano con la velocità di una volta - sempre che arrivino:



I Raptors non ruotano, non riempiono gli spazi e non spezzano le linee di taglio. Semplicemente, la difesa di squadra che rendeva Toronto un muro del suono è sparita.


Ma non preoccupatevi troppo: non si tratta di uno smarrimento.


VanVleet, SIakam, Anunoby e Lowry non si sono dimenticati come si difende, né individualmente né di squadra. Non sono una squadra di Knoblauch. Hanno ancora tutte le loro qualità, l’intelligenza cestistica e le doti fisiche.


Ma c’è qualcosa che manca. La struttura nella quale si inseriscono questi talenti è cambiata. E allora, cosa possono fare i Raptors per migliorare?


Devono comunicare costantemente; devono essere più fisici sui cambi in modo da non creare voragini in area; devono ruotare con tempi migliori, sapendo già dove stanno andando, piuttosto che inseguendo l’attacco avversario. Per farla semplice: devono difendere meglio sulla palla e aiutare con più efficacia, fidandosi dei compagni alle loro spalle.


Ma per fare tutto questo con efficacia e accuratezza, i Raptors devono rendere la difesa la loro massima priorità. Devono giocare ogni possesso difensivo con la stessa maniacalità che avevano dimostrato l’anno scorso. Ma come fare a reimparare una cosa del genere? Insegnarlo sarebbe ai limiti del teologico. Sarebbe tanto impossibile quanto provare a reinsegnare a un second baseman come si lancia in prima.


Neanche un anno dopo aver abbandonato i suoi compagni in quella partita, Knoblauch lasciò la seconda base. Andò a giocare left field, per non tornare mai più vicino a una base in vita sua. E oggi, Charles viene ricordato non per la sua spettacolare carriera, ma per il suo inspiegabile smarrimento.


Non c’è niente di così drastico ad attendere questi Raptors, ma il fatto rimane: la loro difesa è a pezzi. E se hanno intenzione di recuperare il rendimento che li ha contraddistinti negli ultimi anni, dovranno reimparare le cose complesse quanto le cose più semplici.


Se Toronto vuole sperare di riconfermarsi come squadra da Playoffs, dovrà lavorare su tutti quegli aspetti che costituivano la sua più grande forza fino alla passata stagione.


Non dovrebbe essere necessario, ma se c’è una cosa che questa stagione ci ha insegnato, è che bisogna abituarsi a vedere le cose da una prospettiva diversa, reimparare, ristabilire e redimere...


Oppure soccombere.