• Andrea Lamperti

I 4 perché della maxi-trade


Houston, Minnesota, Atlanta e Denver hanno inaugurato il consueto rush finale che precede la deadline con una “blockbuster trade” da 12 giocatori (una delle più “popolose” di sempre), annunciata questa mattina - al solito - da Adrian Wojnarowski di ESPN. Secondo quanto si legge nella sua “Woj Bomb” e da quanto aggiunto in seguito da Jon Krawczynski (The Athletic), lo scambio ha mosso i giocatori e le scelte coinvolte come segue:

Houston Rockets ricevono: Robert Covington, Jordan Bell e una second round pick

Altanta Hawks ricevono: Clint Capela, Hilario Nene

Minnesota Timberwolves: Malik Beasley, Juancho Hernangomez, Evan Turner, Jarred Vanderbilt e una first round pick da Atlanta (via Brooklyn Nets)

Denver Nuggets ricevono: Gerald Green, Shabazz Napier, Keita Bates-Diop, Noah Vonleh e una first round pick da Houston

Cosa ha spinto i rispettivi front office ad una mossa del genere? Come cambiano gli scenari nel breve e medio periodo? Vediamo nel dettaglio, squadra per squadra, le chiavi di lettura di questa maxi-trade.

HOUSTON ROCKETS

La scelta dei Rockets di privarsi del loro centro titolare, Clint Capela, ha destato inevitabilmente reazioni di ogni genere. La domanda principale che tifosi e media si pongono è che assetto avrà il reparto lunghi di Mike D’Antoni nei Playoffs, con Jordan Bell, Tyson Chandler e Isaiah Hartenstein come unici lunghi “veri” a roster. Che non sia abbastanza, è evidente. Lo spot di 5, allo stato attuale, verrebbe ricoperto per molti minuti da PJ Tucker: non certo una novità per i texani, anzi, ma una soluzione che contro squadre con lunghi fisici e pesanti, nei Playoffs, potrebbe essere difficilmente sostenibile.

Inoltre, l’attacco si ritrova privato di un rollante capace, come abbiamo spesso visto negli ultimi anni, di punire le scelte più estreme delle difese avversarie contro il tiro da tre di Harden e compagni. La sensazione è che togliere Clint e aggiungere un altro spot-up shooter possa rendere l’attacco di Houston ancora più estremo e monodimensionale, ma anche questa non è poi una grande novità...

Da sottolineare, però, che con questa mossa i Rockets si ritrovano con due spazi liberi nel proprio roster e che quindi si muoveranno immediatamente per aggiudicarsi nei prossimi giorni almeno un lungo tra gli attuali free agent, oppure un’occasione sul “buyout market”. Riuscirà a tirare fuori qualcosa dal cilindro Daryl Morey?

L’arrivo di Robert Covington, in ogni caso, garantisce a Coach D’Antoni la presenza di un prezioso giocatore 3&D. Affidabile al tiro, versatile nella metà campo difensiva e con un contratto da $12M in scadenza a luglio 2022, non c’è dubbio che saprà valorizzare le sue qualità alla corte di Harden e Westbrook.

Daryl Morey poi, con questa mossa scende $5.8M al di sotto della tassa di lusso (prima era $320K oltre), il che significa che, oltre a ridurre le spese, durante la prossima estate i Rockets avranno a disposizione la propria Mid-Leve Exception da usare per un free agent.

ATLANTA HAWKS

Atlanta cede l’oneroso contratto in scadenza di Evan Turner ($18.5M), riducendo l’ampio spazio salariale a propria disposizione per la prossima estate. Di contro, però, aggiunge al roster Clint Capela, mettendo così segno un colpo da così detta “February Free Agency”.

Lo svizzero ha 25 anni e un contratto da circa $17M a stagione fino a luglio 2023. Si inserisce a perfezione, dunque, nel “timing” del progetto a lungo termine degli Hawks, costruito intorno a un super-talentuoso e super-promettente young core (Trae Young, John Collins, Kevin Huerter, DeAndre Hunter e Cam Reddish).

Una domanda interessante, a questo punto, è: Atlanta crede davvero in John Collins per il proprio futuro? Questa mossa a prima vista sembra suggerire il contrario. Con uno young core così numeroso, del resto, per il front office è fondamentale scegliere per tempo chi potrà "coprire di dollari" per blindare a lungo termine, e chi no. Forse il prodotto di Wake Forest - che a luglio 2021 da RFA riceverà senz’altro offerte molto, molto sostanziose - non è in cima alle priorità della franchigia. Con Capela a contratto per altri tre anni, il front office ha già l’alternativa in casa, soprattutto nel caso in cui volesse cedere Collins via trade nei prossimi 12 mesi.

Starà allo svizzero, ora, dimostrare di essere all’altezza del suo contratto (firmato l’estate scorsa) e delle aspettative di Atlanta, in un contesto tecnico diverso da quello dei Rockets.

MINNESOTA TIMBERWOLVES

Minnie si avvicina per questa stagione - in attesa, comunque, delle imminenti scadenze di Evan Turner, Malik Beasley e Juancho Hernangomez - alla soglia della luxury tax (passando da $9.5M sotto a $1.6M) e perde Robert Covington, per acquisire una first round pick. L’obiettivo? Probabilmente quello di utilizzare la scelta in arrivo da Atlanta, via Brooklyn Nets, per “sbloccare” la trade con Golden State e arrivare a D’Angelo Russell, obbiettivo più-o-meno-dichiarato dei Wolves in questa trade season.

Secondo quanto riportato dai primi rumors, però, il front office dei Warriors sarebbe stato chiaro nel ribadire che senza la scelta al primo giro (non protetta) di Minnesota del 2020, D-Lo non si muove. Vedremo quindi come si evolverà la situazione nelle prossime ore, per D’Angelo o per altri eventuali target di mercato, per valutare la mossa dei T-Wolves e tirare le somme.

DENVER NUGGETS

Rinunciando relativamente a poco, Denver aggiusta il suo roster in vista dei Playoffs, ottiene una prima scelta al Draft e scende di $1.5M sotto la soglia della luxury tax.

Tra i giocatori in uscita coinvolti nella trade, Malik Beasley era l’unico stabilmente dentro le rotazioni di Coach Malone, mentre la presenza di Juancho Hernangomez era stata molto altalenante fin qui e quella di Jarred Vanderbilt sostanzialmente impalpabile. Nessuno di loro è mai partito nello starting lineup nella corrente Regular Season. Inoltre, Beasley ed Hernangomez saranno restricted free agent a luglio 2020, mentre Vanderbilt nel 2021: la scelta dei Nuggets di non scommettere sul loro futuro, a questo punto, è piuttosto chiara (e sorprende relativamente).

Gerald Green, Shabazz Napier e Noah Vonleh, pedine utili per allungare le rotazioni di Denver, saranno tutti UFA a fine stagione e dunque non peseranno minimamente sulla flessibilità salariale della franchigia. Che, nel frattempo, riesce ad acquisire una prima scelta al Draft e a colmare con Vonleh il vuoto lasciato nelle ultime settimane dai problemi fisici occorsi in concomitanza a Jerami Grant, Michael Porter Jr, Paul Millsap e Mason Plumlee.

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