• Alberto Pucci

Che Suns vedremo nella seconda parte di stagione?


FOTO: NBA.com

Questo articolo, scritto da Samuel Cooper per The Bright Side of the Sun e tradotto in italiano da Alberto Pucci per Around the Game, è stato pubblicato in data 9 marzo 2021.



Trentasei partite, in una stagione NBA, iniziano a essere un solido campione per valutare le prestazioni di una squadra. E quello che poche settimane fa era un piccolo sussurro, oggi è diventato un dibattito non scontato: i Phoenix Suns possono essere considerati come una contender? Oppure stiamo esaltando troppo il rientro nel basket che conta della franchigia dell’Arizona dopo dieci anni di insuccessi?


Ci sono dati statistici che possono essere usati per provare a fare una previsione razionale e non partigiana. Per esempio, si può usare l’ormai famosa tabella di FiveThirtyEight, istituto di statistica americano che si è occupato anche di elezioni, che ogni giorno aggiorna le probabilità di Playoffs e di titolo delle squadre NBA sulla base di diverse metriche tra cui la RAPTOR.


FOTO: FiveThirtyEight.com

Secondo il modello matematico dell’istituto, i Suns hanno il 5% di probabilità di portare in Arizona il primo Larry O’Brien Trophy alla fine di questa stagione: l’ottava miglior percentuale della Lega. Non sono numeri che ispirano grande fiducia - soprattutto considerando che quattro delle sette squadre che precedono il gruppo allenato da Monty Williams vengono dalla Western Conference - ma si tratta di dati che dovrebbero quantomeno proiettare Phoenix in questo dibattito.

Bisogna considerare quella che Daryl Morey ha definito come la “5 percent rule"; ovvero, riportando direttamente le parole dell'ex GM dei Rockets, ora ai 76ers: “Se hai anche solo il 5% di possibilità di vincere un titolo, e si tratta di veramente poche squadre ogni anno con queste chance, la tua concentrazione deve rivolgersi solo alla vittoria finale”. I Suns fanno parte di questo ristretto gruppo.


Fino ad ora moltissimi tifosi della franchigia avevano approcciato la stagione con l’atteggiamento del “grazie lo stesso”; dopo anni di delusioni, infatti, chiunque in Arizona sarebbe soddisfatto già solo di vedere la squadra ai Playoffs. L’idea di parlare di basket giocato e non delle percentuali delle palline della Draft Lottery ha reso i tifosi Suns non del tutto consci delle reali capacità della squadra.


Il Net Rating dei Suns è il terzo della Lega. I Suns sono l’unica franchigia NBA ad essere nella Top-10 della Lega per Offensive e Defensive Net Rating. Come mai, se funziona tutto come sembra dai numeri, sono solo l’ottava contender della Lega? La risposta è semplice: i numeri sono così alti (anche) perchè, a differenza degli altri, i Suns hanno avuto la fortuna di rimanere tutto sommato sani.


Nonostante i problemi di Dario Saric e Devin Booker, infatti, Phoenix non ha avuto particolari problemi a roster, e la possibilità di poter giocare sempre al meglio ha permesso alla squadra di mantenere un'ottima continuità di rendimento. L’importanza, in questa stagione serrata e pandemica, di avere tutti i giocatori disponibili, è dimostrata dalla tabella qui riportata:



Come si evince, le squadre che hanno avuto un minor numero di quintetti iniziali - e quindi un minor numero di infortuni o problemi legati al Covid - sono le squadre con il Net Rating più alto in stagione. Nel dire questo, non si vuole sminuire il basket espresso da Phoenix, Utah e Milwaukee nella prima parte di stagione, ma sottolineare come le sfide più dure debbano ancora venire. I Clippers sono stati senza Leonard e George per una ventina di partite, Anthony Davis non è attivo da settimane, i Nets faticano a giocare due partite di fila con tutte e tre le loro superstar in campo... Ma questi giocatori non sono scomparsi, e torneranno ancora più pronti nella seconda parte di stagione.


I Suns, non potendo controllare la salute del proprio team, devono cercare di migliorare il proprio roster entro la trade deadline. L'ottima prima metà di stagione legittima un approccio abbastanza aggressivo agli ultimi giorni mercato aperto. Appare necessario un giocatore in grado di crearsi i propri tiri che esca dalla panchina, o un lungo di riserva (con caretteristiche diverse rispetto a quelle di Kaminsky e Saric) per dare riposo a DeAndre Ayton.


Phoenix secondo tanti analisti potrebbe davvero massimizzare quel 5% di oggi, con degli ultimi aggiustamenti al roster. E sebbene James Jones non sia un GM facilmente decifrabile in merito alle proprie intenzioni, è lecito pensare che sa determinato per fare delle operazioni di mercato nelle prossime due settimane. Nniente sembra essere totalmente fuori portata per questi Suns.


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Nel mese di marzo, come sempre, il modo più semplice per migliorare la squadra senza stravolgere gli equilibri interni sembra essere il mercato dei buyout. I Suns non sono entrati nella contesa per Blake Griffin, ma potrebbero essere in prima fila per altri free agent nelle prossime settimane. Altrimenti, James Jones potrebbe sacrificare un paio di role player e qualcosa in termini di profondità per prendere uno starter o comunque un giocatore che possa stare in campo tanti minuti nei Playoffs.


Con CP3, la franchigia ha aperto una (strettissima) finestra temporale in cui provare a vincere un titolo. Jones ha detto da subito che l’obiettivo per la stagione era questo - e anche se nessuno lo ha preso davvero sul serio, oggi Phoenix sembra avere le carte in regola per provarci.