• Andrea Campagnoli

Piccole riflessioni sulla stagione dei Bucks


FOTO: The Lead Sports Media

Questo articolo, scritto da Paul Willems per The Lead Sports Media e tradotto in italiano da Andrea Campagnoli per Around the Game, è stato pubblicato in data 23 marzo 2020.



Bene, eccoci qui.

Ci ho messo un pochino per metabolizzare tutto quello che è successo, ma è ora di tornare a scrivere e a parlare di basket e di metterlo nero su bianco, o almeno provarci. La stagione NBA è sospesa, e nessuno sa se e quando ricomincerà. E ovviamente questa non è una preoccupazione rilevante, anche considerando il momento drammatico che l’intero Pianeta sta vivendo, ma c'è comunque un po' di malinconia.


Per squadre come i Pelicans, non ci sarà più alcuna lotta per arrivare ai Playoffs. Per i team che invece un posto nella offseason erano sicuri di averlo, non ci sarà più quell’atmosfera elettrica che caratterizza questo periodo dell’anno. E, molto probabilmente, le contender non avranno più la possibilità di andare a caccia del premio finale.

Una di queste contender, i Bucks, sono forse la squadra più penalizzata.


Vedete, Milwaukee, nella sua storia, ha visto pochi successi sportivi. Solo i Milwaukee Braves nel 1954 e i Bucks nel 1970/71 hanno portato un titolo nella Cream City.


I Bucks di questa stagione, per quanto dimostrato e avendo anche il miglior record della Lega fino alla sospensione, avrebbero potuto unirsi a questo duo. Ora, però, le opportunità di concludere questa annata con il titolo NBA potrebbero essere perse completamente, e ciò sarebbe un vero peccato.

Proviamo a pensare ai due aspetti positivi più rilevanti di questa stagione - ovvero, ovviamente, The Greek Freak, e tutto ciò che lo circonda nel roster di coach Mike Budenholzer - cercando di scacciare tutta questa negatività.


LA CONFERMA DI GIANNIS

Nel corso della scorsa stagione, Giannis Antetokounmpo aveva fatto il suo ingresso nell’elite del Gioco vincendo il titolo di MVP e finendo tra i finalisti per il premio di Difensore dell’Anno. Da quel giorno, in tanti hanno iniziato a porsi insistentemente una domanda: fin dove potrà arrivare questo ragazzo?


Apparentemente Giannis sembra non avere limiti ed è ancora in continuo miglioramento. Basti pensare che anche quest'anno era in lizza per il premio di miglior giocatore della Lega ed era anche considerato come il favorito. Inoltre, dando un’occhiata ai suoi numeri, possiamo solo esserne sorpresi ed estasiati. Viaggia ad una media di 29.6 punti, 13.7 rimbalzi, 5.8 assist, 1 stoppata e 1 palla rubata in 30.9 minuti a partita; pensate che l’anno scorso registrava invece 27.7 punti, 12.5 rimbalzi, 5.9 assist, 1.3 stoppate e 1.5 palle rubate in 32.8 minuti a gara. Mica male, vero?

Giannis ha mostrato una crescita esponenziale da quando è entrato nella Lega, e non vediamo l’ora di continuare ad ammirare la sua inarrestabile ascesa.


IL CONTRIBUTO DELLA PANCHINA

Prima che iniziasse la stagione 2019/20, i Milwaukee Bucks hanno fatto un grande sforzo per offrire un max-contract a Khris Middleton e per firmare Brook Lopez. Cosa passata abbastanza inosservata sono state le altre acqusizioni che hanno portato a termine.


Dopo essere stato tagliato per un breve periodo, George Hill è stato ri-firmato con un contratto di tre anni e ha tirato con percentuali incredibili in questa Regular Season. Kyle Korver si è riunito con il suo ex coach Mike Budenholzer, aggiungendo esperienza e spacing, doti fondamentali nel roster dei Bucks. E anche le aggiunte di Robin Lopez, fratello di Brook, e di Wesley Matthews, 3&D guy di assoluta affidabilità, si sono rivelate importantissime.


La bench unit, insomma, si è dimostrata vitale nella macchina Milwaukee, segnando una media di 39.4 punti a partita. Solo nove squadre in tutta la NBA hanno fatto meglio.



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