• Jacopo Stefani

Come l'esperimento "Point RJ" potrebbe cambiare i Knicks

Migliore RJ Barrett diventerà come playmaker, migliori saranno i New York Knicks di domani. Ed ecco cosa ha detto il campo nelle ultime settimane.


FOTO: NBA.com

Questo articolo, scritto da Eli Cohen per The Knicks Wall e tradotto in italiano da Jacopo Stefani per Around the Game, è stato pubblicato in data 1 aprile 2021.



Dopo un inizio della seconda parte di stagione rovinato da infortuni, avversari e partite difficili, Elfrid Payton (purtroppo) e Derrick Rose (per fortuna) hanno fatto ritorno nei quintetti dei New York Knicks, portando un po' di stabilità in più nelle rotazioni del backcourt.


Ciò rappresenta per molti punti una buona nuova, perché alcunee sconfitte da mani nei capelli nelle settimane precedenti hanno messo in luce la disperata esigenza Knicks di uno slashing playmaker come Rose - specialmente nella second unit, che spesso ha incespicato quando né Immanuel QuickleyAlec Burks si sono messi al lavoro dal perimetro. Ma c'è anche un costo nel ritorno dei due veterani, danni causati da Payton a parte: la fine, almeno temporanea, dell'esperimento "Point Guard" RJ Barrett.


Sebbene Frank Ntilikina e Quickley fossero stati, a tratti, promossi nello starting five complici le rispettive assenze di Payton e Rose, è presto diventato evidente che nessuna delle due giovani guardie godesse della piena fiducia di Tom Thibodeau. Il quale spesso, nei momenti decisivi delle partite, preferisce affidarsi ad una lineup con Barrett, Burks, Reggie Bullock, Julius Randle e uno tra Nerlens Noel e Mitchell Robinson; e per quanto i risultati non siano sempre stati entusiasmanti, il processo evolutivo da cui provengono è francamente molto interessante.


Dopotutto, le passing skills di Barrett sono da sempre uno degli aspetti più intriganti del suo gioco. Un aspetto che, se sviluppato a dovere, potrebbe contribuire a metterlo un paio di gradini sopra ad alcune delle altre giovani ali ad alto potenziale di questa lega. I fan hanno chiesto a gran voce, sin dal principio della sua rookie season, più minuti per "Point RJ", e finalmente abbiamo avuto l'opportunità di vederlo sul parquet.



Con coach Thibodeau al timone, questa mossa difficilmente avrebbe dovuto sorprenderci - in effetti, è proprio uno dei principali upside che hanno portato alla sua assunzione. Dopotutto stiamo parlando di un coach che ha contribuito a sbloccare il lato facilitatore di Jimmy Butler, provato ad impiegare Zach LaVine da point guard e utilizzato spesso Andrew Wiggins come ball-handler primario, facendogli chiamare pick&roll e dettare i ritmi offensivi; e mentre l'esperimento Wigg ha fallito miseramente, sia LaVine (attualmente autore di una delle più efficienti combinazioni di volume scoring e facilitating nella storia NBA) che Butler (uno dei cinque giocatori 6'7" o più alti a registrare una stagione da 20+ punti di media con 25%+ di USG Rate e 37%+ di AST Ratio) hanno compiuto passi da gigante nella comprensione del gioco, grazie anche alle responsabilità poste sulle loro spalle da Thibs all'alba delle rispettive carriere.


Come le ali sopra citate, anche Barrett è sembrato prosperare con il ruolo affidatogli. E mentre il miglioramento al tiro perimetrale è probabilmente l'aspetto più sorprendente del suo anno da sophomore finora, i passaggi sono altrettanto, se non di più, impressionanti da osservare nella loro crescita. Barrett ha ora più di 3 assist a partita in stagione, e nel mese di marzo ha mantenuto medie di 20 punti, 6 rimbalzi e quasi 4 assist a partita.


La lista di giocatori che hanno registrato tali medie (17 punti, 6 rimbalzi, 3 assist) a 20 anni dovrebbe servire d'incoraggiamento a qualsiasi tifoso Knicks: LeBron James, Magic Johnson, Luka Doncic, Zion Williamson, Chris Webber, Kevin Garnett, Antoine Walker e RJ Barrett. E basta.


Nel mentre, il gruppo di giocatori 6'6" che giocano almeno 30 minuti a gara mantenendo il 15% di AST Ratio è una lista di All-Star ed MVP, più un gruppo di cinque giocatori composto da Barrett, Lonzo Ball, Shai Gilgeous-Alexander, Evan Fournier e Kevin Huerter.


Insomma, per farla breve. La giovane ala non ritenuta degna, l'anno passato, di occupare uno dei 10 slot dei quintetti All-Rookie sta sviluppando il suo gioco ad un livello non lontano dall'elitario.



Barrett ha sviluppato una particolare affinità con tre situazioni di passaggio, e ciascuna di esse si contrappone a un diverso aspetto della sua self-creation.


Come menzionato nel tweet precedente, quest'anno il miglioramento di RJ nel trovare tiratori negli angoli sul lato debole è stato nientemeno che spettacolare.



Con lo sbocciare del suo gioco in post-up e dal palleggio, Barrett sta imparando a leggere le giuste angolazioni dalle quali poter sfruttare la sua altezza per vedere oltre i difensori e creare vantaggio dal loro ripiegare verso il ferro, aspettandosi una sua penetrazione.


Dando a Thibodeau ciò che è di Thibodeau, il coach sembra riconoscere il vantaggio creato da queste situazioni e ha cercato di inserire Barrett il più possibile in quintetti con 3/4 tiratori intorno; Randle, Burks e Bullock ne hanno giovato notevolmente, sfruttando l'abilità di RJ di raggiungere qualunque punto della metà campo e da lì fare le sue letture. Anche Knox e Ntilikina, sebbene con minutaggio più limitato, ne hanno beneficiato; Quickley, per quanto eccella nel creare triple dal palleggio, deve ancora imparare come essere un'affidabile minaccia off-ball, ma ci arriverà con il tempo; l'unico a non aver prosperato in queste situazioni è Obi Toppin che, per qualche motivo, è stato ben sotto la sufficienza nel tiro dagli angoli in questo stagione.


La seconda situazione di passaggio che Barrett ha notevolmente affinato è il dump-off al lungo sotto canestro.


Le squadre che che non hanno aggiornato lo scouting report dall'anno scorso pensano che RJ vuole puntare al ferro, e si accontenta di forzare un tiro quando ci arriva; ma quello era Rookie Barrett.


Sophomore Barrett, al contrario, è molto più paziente e sotto controllo, e ha capito come aspettare che l'attenzione della difesa sia pienamente dedita al fermare la sua penetrazione, prima di trovare il lungo per una facile schiacciata.


L'ultima situazione di passaggio di cui Barrett si è innamorato è una della quale la squadra ha un disperato bisogno, anche considerando l'involuzione di Payton come playmaker.


Barrett è improvvisamente diventato uno dei migliori alzatori di lob della squadra. E considerando che tre diversi lunghi dei Knicks (Robinson, Noel e Toppin) danno il proprio meglio tagliando verso il ferro, questa situazione assume una certa importanza.



RJ è capace di fare leva sulla pericolosità della sua self-creation in uscita dal pick&roll, per trovare il taglio del lungo verso canestro più e più volte. Per una squadra che tende a bloccarsi in attacco quando le triple non entrano, questo si è rivelato di un'importanza incalcolabile - Barrett riesce a creare situazioni di vantaggio dal nulla, per iniziare a dare ritmo all'attacco.


Ma non sono solo i passaggi in isolamento ed essere sensibilmente migliorati. Anche la sua velocità di reazione è diventata estremamente più rapida, consentendogli di compiere letture efficaci in poco tempo per tenere le difese sulle spine.



Le rinnovate passing skills di RJ ci mostrano anche un miglioramento più ampio, rispetto ad un semplice aumento della visione di gioco; ricadono sotto lo stesso sviluppo che ha portato la sua percentuale al ferro a subire un incremento dell'8% dall'anno scorso, per dirne una.


Il gioco si è rallentato per lui, ed è riuscito a trovare il suo ritmo. Ha sensibilmente ampliato lo spettro di soluzioni vicino al ferro in breve tempo, con sgomento della Wiggle Police; invece di provare ogni volta ad entrare in area giocando di bully ball (cosa che, comunque, riesce ancora a fare molto bene), ha iniziato a comprendere i magici effetti della decelerazione e del tenere il difensore fuori equilibrio.


Ora, è importante piazzare un disclaimer per ricordare che Barrett non è pronto a diventare la point guard titolare dei Knicks, e non lo sarà ancora per un po'.


Alcuni - più propriamente, la maggior parte - dei quintetti che vedono presente RJ senza Payton, Rose o Quickley sono state positive, ma altre hanno faticato molto più del consentito. L'offensive Rating medio di queste lineup è 91.8 e il Defensive Rating 94.6, quindi non è stato proprio tutto rose e fiori; va detto che i numeri sono in gran parte gonfiati negativamente dalle atroci prestazioni di quintetti con uno o più tra Knox, Ntilikina e Toppin, giocatori che presentano un intero set di problematiche pratiche e di gerarchie di squadra.


Ma ci sono anche segnali molto positivi, il principale dei quali: i quintetti che vedono la presenza di Barrett, Burks, Bullock, Randle e uno tra Taj Gibson, Robinson e Noel sono stati tutti estremamente positivi, con Net Rating di +83.3, +39.2 e +27.3, rispettivamente. Il numero di possessi di questi quintetti non è certo elevatissimo, ma la formula sembra suggerirci che circondare RJ e Randle con due tiratori e un lungo difensivo paga elevati dividendi.


La crescita di Barrett come leader e floor general apre anche più opportunità affinché Quickley, talentoso ma anti-convenzionale playmaker, si guadagni un ruolo più ampio - specialmente se il prodotto di Kentucky dovesse diventare una maggiore minaccia giocando off-ball.


Ora l'esperimento "Point RJ" potrebbe essere morto, o quantomeno in letargo, ma i risultati dovrebbero continuare ad incrementare la fiducia e la crescita come giocatore di Barrett, mentre i Knicks si preparano per la corsa ai Playoffs. E con l'avvento, sempre più vicino (si spera), di un'era post-Payton, il continuo miglioramento dell'ex Duke in questa area permetterebbe alla squadra scelte di gioco e rotazioni più creative.


Per farla breve: migliore Barrett diventerà come playmaker, migliori saranno i Knicks di domani.


Thibs è sempre sembrato l'uomo giusto per sviluppare questo lato del giovane canadese, e l'unica domanda per il futuro è questa: che livello potranno raggiungere i due, insieme?




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