• Alessandro Di Marzo

Presti's Process

Il piano di rebuilding degli Oklahoma City Thunder, diverso da quello di Sam Hinkie ai Sixers, ha avuto inizio.


FOTO: NBA.com

Questo Articolo, pubblicato da Welcome to Loud City e tradotto in italiano da Alessandro Di Marzo per Around the Game, è stato pubblicato in data 29 dicembre 2020.



Nel corso degli ultimi 5 anni, l’espressione “The Process” è diventata molto comune all’interno dei discorsi di NBA. Un termine utilizzato quasi da chiunque, dagli hipster agli opinionisti in TV. E con Sam Presti che ha smantellato la squadra, dando poi inizio alla ricostruzione, ognuno di noi l’ha sentito nella scorsa offseason a proposito degli Oklahoma City Thunder.

A mio avviso è un'espressione troppo restrittiva per essere associata alla situazione dei Thunder: ci sono infatti troppe differenze tra ciò che è successo con Sam Hinkie a Philadelphia e ciò che sta succedendo ora con Presti, e quella più rilevante riguarda la presenza di un progetto iniziale più solido per i Thunder.


Negli ultimi 10 anni il processo di rebuilding è stato interpretato e affrontato i vari modi nella lega. Molte squadre hanno puntato su roster di medio livello per poi tentare la ricostruzione, come Atlanta, Phoenix, Dallas... ma la lista è davvero troppo lunga per essere scritta al completo. E in ognuna di queste situazioni, le squadre si sono comportate in modo differente.

Nel caso Sixers, dopo gli addii di Andre Iguodala e Jrue Holiday, la franchigia si è buttata nel vuoto.


Solitamente il ciclo ordinario di una squadra NBA prevede fasi di ricostruzione graduali, ma Sam Hinkie ha deciso di partire davvero dal nulla - e non senza critiche, per aver pubblicamente dichiarato di voler sfruttare il tank. Tuttavia, l’uomo originario di Marlow, Oklahoma, ha permesso l'arrivo di All-Star come Joel Embiid e Ben Simmons.


Hinkie ha deciso di smantellare ogni singolo pezzo e provare a trasformare la squadra in una contender, senza avere realmente una parte dei pezzi necessari già a bordo. Ed è proprio qui che si coglie la differenza con il Process dei Thunder, che si trovano infatti con vari talenti giovani e intriganti a roster, a partire da Shai Gilgeous-Alexander, ottenuto dallo scambio con i Clippers per Paul George. Ma non dimentichiamoci anche di ragazzi come Darius Bazley e Luguentz Dort: non due stelle, ma possibili pezzi importanti per il futuro. Questi giocatori rendono già inadeguato un eventuale paragone con la ricostruzione dei Sixers.


Ciò detto, è inevitabile che anche a Oklahoma City vedremo del tank, con l’obiettivo di acquisire una futura stella al Draft. Ed è ovviamente in sede di Draft - con le (tantissime) scelte a disposizione di Presti - che la franchigia prenderà una direzione, nei prossimi anni.

A Phila, il piano di Hinkie riguardava ogni ingranaggio dell’organizzazione, dai giocatori al coaching staff. La sua era una visione interessante, ma al contempo pericolosa, per la mancanza di una solida base. Ancora oggi, con Phila che ha costruito un roster nel post-Hinkie, non è chiaro a che punto sia “The Process”.


Il problema è che, anche con questo tipo di approccio, rimane molto difficile raggiungere importanti obiettivi in NBA. Organizzare una ricostruzione nei dettagli non basta per assicurare il successo sul lungo termine. Possono bastare alcune singole scelte - buone o meno buone - per passare dall’essere una squadra di medio livello a una contender.

FOTO: NBA.com

La storia recente dei Dallas Mavericks ne è un chiaro esempio. I Mavs sono riusciti a pescare una superstar al Draft del 2018 come Luka Doncic, e ad affiancargli subito un All-Star di talento come Kristaps Porzingis.


Dallas è ancora all'inizio del suo percorso e, certo, Doncic è un talento generazionale; ma i Thunder devono ambire a qualcosa di simile. Gilgeous-Alexander è una giovane stella, e attraverso il Draft 2021 OKC potrà sperare di ottenere un altro grande talento.

Presti dispone di molti asset che potranno favorire una trade per un’altra stella del calibro, ad esempio, di Karl-Anthony Towns. Affari del genere potrebbero non essere possibili nell’immediato, ma aspettando il front office avrà di certo qualche opportunità.


In ogni caso, sono tanti i precedenti, a partire da Philly, che ricordano quante cose possano andare storte, lungo questo percorso. Nell’ultima decade abbiamo assistito a molti fallimenti di ricostruzione: i Phoenix Suns, ad esempio, non partecipano ai Playoffs dall’anno dell’addio di Steve Nash. E prima di trovare una vera star come Devin Booker, hanno dovuto cercare un punto di riferimento per molto, troppo tempo. Lo stesso si può dire anche per squadre come Kings e Knicks.


Queste franchigie menzionate, nell'ultima decade, hanno sbagliato troppe scelte e cambiato direzione troppe volte durante il processo. I Thunder dovranno cogliere le giuste occasioni, come detto, ma anche "resistere" ed essere pazienti, per far funzionare tutto al meglio.


Insomma, le lezioni da tutti i processi di rebuilding possono anche essere tante, ma non esiste un percorso "sicuro", in NBA.


I Thunder, al momento, hanno carta bianca per il futuro, ma anche una base da cui partire e vari asset per "malleare" la situazione. Con tutto questo materiale a disposizione, un nuovo - ma diverso - “Process” ha avuto inizio.




Around the Game nasce con l’obiettivo di avvicinare gli appassionati italiani alla pallacanestro NBA, attraverso due tipologie di contenuti: i contributi realizzati e pubblicati dai membri interni della redazione (diffusi a titolo gratuito, senza scopo di lucro, protetti da copyright e soggetti a legislazione vigente in materia di diritti d'autore); e articoli tradotti delle testate estere in collaborazione con AtG, pubblicati e tradotti in italiano dalla nostra redazione. I contenuti del secondo tipo, i cui diritti d’autore appartengono alle testate giornalistiche da cui sono stati pubblicati originariamente, sono all’interno della sezione “Traduzioni” e vengono selezionati, tradotti e pubblicati da AtG solo dopo la ricezione da parte delle fonti di esplicito ed esclusivo consenso relativo a questa attività.

Around the Game non rappresenta una testata giornalistica, in quanto viene aggiornato senza una periodicità prestabilita. Pertanto, ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001, non può essere considerato un prodotto editoriale.

 

Alcune immagini sono prese dal web: se un contenuto è di tua proprietà e vuoi richiederne la rimozione, oppure per qualsiasi questione relativa ai diritti d’autore, ti preghiamo di inviare una mail a questo indirizzo: pr.aroundthegame@gmail.com

Fondatore e Direttore: Andrea Lamperti -  Fondatore e Web Manager: Ferdinando Dagostino

© 2017 by Around the Game.  Prodotto da SaidiSEO.com