• Francesco Capano

Quale futuro per i Thunder?



Questo articolo, scritto da JD Taylor per Welcome to Loud City e tradotto in italiano da Francesco Capano per Around the Game, è stato pubblicato in data 8 settembre 2020.



Gli Oklahoma City Thunder sono stati eliminati dai Playoffs dopo la sconfitta in Gara 7 contro i Rockets, gara ricca di emozioni e con un finale punto a punto in cui, stranamente, la squadra di Billy Donovan non è riuscita a prevalere.

Certamente è stato un peccato vedere i Thunder uscire di scena in questo modo, doppo aver dimostrato di poter battere Houston ed essere stata in partita per i tuti i 48’ dell’ultima decisiva gara della serie.


Alcune decisioni prese da Billy Donovan non sono certo state le migliori possibili. Ad esempio, ha puntato molto, forse troppo, su Noel in Gara 7, che è stato una certezzza vicino a canestro ma che ha dimostrato di soffrire fin troppo Jeff Green. Al contrario, Bazley ha avuto un discreto successo in G6 nel marcare le ali di Houston: grazie alla sua maggiore mobilità, era riuscito ad essere più aggressivo nei close out sul perimetro.


Anche nel finale di gara il coach dei Thunder non è stato perfetto. Steven Adams, chiaramente in campo per far valere la propria presenza sotto canestro, si è spesso trovato a ricevere il pallone sul perimetro. Non ultimo, nel possesso decisivo della serie con Houston. E in quel frangente OKC era alla ricerca disperata di un tiro ben costruito, che si ottiene prima di tutto avendo un corretto spacing in campo, soprattutto contro l’ottima difesa in aiuto dei Rockets, che possono contare su difensori come Covington e Tucker.


In tutto ciò Billy Donovan non è riuscito a disegnare un gioco efficace, anzi, nel finale di Gara 7 ha ordinato ai suoi giocatori di eseguire uno schema che Westbrook ha intuito, perché molto simile a uno disegnato in passato quando Brodie vestiva ancora la divisa dei Thunder.


Nella stagione in cui ha vinto l’MVP, i Thunder vinsero contro Denver grazie a un tiro sulla sirena del numero 0 - che, tra l’altro, siglò quella sera la sua 42esima tripla doppia stagionale.


In Gara 7, Westbrook ha anticipato Gallinari e poi intercettato il passaggio verso Adams, ponendo fine alle speranze di OKC.


Ovviamente una sconfitta è sempre difficile da accettare, soprattutto in una gara in cui spesso sono sembrati in grado di poter vincere. Ma guardando la stagione dei Thunder, non si può che essere soddisfatti, avendo superato tutte le aspettative soprattutto di chi li considerava pronti a ‘tankare’.


In particolare, pensando alla scorsa stagione, è ovvio come praticamente lo stesso risultato assuma due significati profondamente diversi. La sconfitta con i Blazers nei Playoffs 2019 con l'indimenticabile canestro di Lillard, è stata un grande fallimento, dato che la squadra era stata costruita per arrivare per lo meno alle Conference Finals.


Quest’anno, viste le premesse di inizio stagione, arrivare a giocarsi il passaggio al secondo turno dei Playoffs fino all’ultimo possesso è da considerarsi un grande risultato e l’inizio di una nuova era ad Oklahoma City. E’ vero, i Thunder sono stati guidati da CP3 in questi Playoffs, ma alcuni giovani hanno saputo prendersi il palcoscenico giocando minuti importanti.


Shai Gilgeous-Alexander ha mostrato di poter essere in futuro la prima opzione offensiva dei Thunder. Ovviamente ha anche dimostrato di aver molto da imparare, dato che ha avuto vari momenti nella serie in cui non è riuscito a imporsi, ma quando ha giocato in modo aggressivo è risultato un problema per la difesa dei Rockets.


FOTO: The Athletic

Luguentz Dort è passato da essere un perfetto sconosciuto prima della serie ad essere insostituibile, tutti hanno parlato di lui e della sua difesa su uno degli attaccanti più difficili da marcare della storia. Ha inoltre dimostrato grande maturità in attacco, continuando a tirare anche nelle serate difficili al tiro ed essendo a sorpresa un fattore in attacco in Gara 7.


Darius Bazley è il giocatore più giovane dei Thunder, ma vedendolo giocare diresti il contrario. Ha mostrato di essere un giocatore ben più maturo di quanto dica la sua carta d’identità, mostrando calma nei momenti più concitati della serie, anche più di giocatori con più esperienza.


OKC ha qualche giovane giocatore su cui puntare con forza nel futuro, che ha tutto per essere radioso. Una sconfitta contro i Rockets non può cancellare tutto ciò che di buono questa squadra ha mostrato nell’arco dell’anno.


L’inizio di una nuova era ad Oklahoma City coincide con la fine di un decennio, quello di Westbrook e KD, in cui i Thunder sono sempre stati una squadra da Playoffs e spesso una contender. Hanno sempre avuto un All-Star nel roster.


Sarà ovviamente diverso il prossimo anno, soprattutto nel caso CP3 venisse scambiato. Non potendo contare sulle doti di "Point God", sarà compito di Shai alzare nuovamente l’asticella e diventare il vero leader della squadra.


Non è certo, ma sembra proprio che Chris Paul giocherà in un’altra franchigia la prossima stagione. Il suo valore sul mercato non potrebbe essere più alto e Sam Presti vuole sfruttare l’occasione, mentre per la point guard sarà l’ultima occcasione di vincere il titolo da protagionista.


Se, come sembra, CP3 si accasasse i in una franchigia con più opportunità di vincere nel breve termine, non ne sarei né sorpreso né deluso. Quest’anno ha dimostrato di essere un grande leader e un grande professionista, accettando la sfida senza chiedere di essere ceduto insistentemente o accordandosi per un buyout. E’ stato un ottimo mentore per i giovani giocatori e merita rispetto.


Il suo aiuto potrebbe rivelarsi utile per molti anni, avendo forgiato quello che può essere il futuro dei Thunder. Merita lo stesso trattamento che i tifosi hanno riservato a Westbrook, pur essendo stato una sola stagione ad Oklahoma City.


E’ difficile, ad ora, capire dove possa giocare CP3 il prossimo anno, ma è chiaro l’interesse di alcune contender, come i Sixers o i Bucks, che farebbero lo step decisivo con l’aggiunta dell’esperta point guard.


Per Oklahoma City è stata una grande stagione, paragonabile forse alla prima senza KD, il 2016/17, in cui la squadra fu trascinata da Westbrook ai Playoffs. Anche questa squadra aveva qualcosa di speciale, che l’ha spinta oltre i risultati pronosticati da molti in Preseason.


E’ difficile fare ipotesi sul futuro dei Thunder. La speranza è che Shai, Bazley e Dort possano essere la base da cui ripartire per tornare una contender. Insieme alle (tantissime) scelte al Draft dei prossimi anni.



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