• Marco Marchese

Quale sarà il futuro di Westbrook a Houston?

Luci e ombre sul futuro della superstar all'interno della franchigia texana. Cosa ci possiamo aspettare?



Questo articolo, scritto da Keagan Smith per The Lead Sports Media e tradotto in italiano da Marco Marchese per Around the Game, è stato pubblicato in data 27 settembre 2020.



In seguito alla deludente eliminazione (non solo per il risultato) al secondo round dei Playoffs, gli Houston Rockets affronteranno alcuni seri problemi durante la loro offseason.


Il futuro della superstar e point guard Russell Westbrook potrebbe essere uno dei pensieri più pressanti e impellenti per i texani.



IL FASCINO DELLA STAR


Anche solo il nome “Russell Westbrook” evoca forti sensazioni in gran parte della gente nel circolo NBA. 9 volte All-Star, MVP del 2017, secondo nella classifica all-time di triple-doppie in carriera: i traguardi personali raggiunti dall'ex OKC sono incredibili, ma il suo modo di giocare lo ha reso uno degli atleti più "polarizzanti" dell'NBA. Nonostante tutto, Russ è infatti uno dei giocatori su cui i pareri possono essere completamente discordanti, a causa soprattutto dei suoi fallimenti nei Playoffs.


Normalmente ogni squadra vorrebbe avere nel proprio roster una stella di questo livello, ma la verità con Russ è diversa. La trade per Westbrook del 2019 ha generato un tornado nel mondo NBA, soprattutto per la mole dei contratti che sono stati tirati in ballo, tra lui e Chris Paul.


Russ da solo guadagnerà 44$ milioni nella sua stagione da 32enne, e ha un'opzione nel 2022/23 che potrebbe far salire i suoi introiti fino a 47$ milioni. Anche se è una superstar, si tratta di una somma spropositata di denaro da pagare per una point guard che punta tutto sull'atletismo e che non ha ancora dimostrato di poter essere funzionale in una squadra da titolo.


A causa della sua situazione contrattuale, alcuni dubbi stanno emergendo in quel di Houston.


BRODIE & THE BEARD: IL DUO


Westbrook è arrivato a Houston su specifica richiesta della loro superstar James Harden, che aveva già condiviso con lui il backcourt ad Oklahoma City.


La storia dei due è ancora più di vecchia data, poiché erano già grandi amici da ragazzi in California. La loro chimica deriva da un legame solido dentro e fuori dal campo, cosa che in Regular Season li ha resi il duo più prolifico a partita, superando persino due mostri sacri come Kobe e Shaq con 61.5 punti a partita.


Comunque, passi falsi ne sono stati fatti, specie durante la fase iniziale della stagione. Brodie l’unico in squadra a Houston a non avere grandi capacità da tre punti, il che enfatizza drasticamente i suoi limiti in un roster che punta a ottenere il massimo da quel tipo di tiro. Da questo punto di vista, non si è inserito al meglio nel sistema di Mike D'Antoni, anche nonostante la trade Capela-Covington, che puntava a metterlo maggiormente a proprio agio aprendo nuovi spazi al centro dell'area.


Il cambio al quintetto “micro-ball” a febbraio ha massimizzato il suo potenziale nel periodo immediatamente successivo (durato circa 8 partite), in cui Russ è davvero diventato “bestiale” rispetto al resto dei colleghi, collezionando 33 punti, 7 rimbalzi e 6 assist a partita. Tirava col 55% dal campo e a tutti sembrava che a febbraio i Rockets avessero trovato la soluzione ai propri problemi nella metà campo offensiva.



PLAYOFFS E DOLORI


Nonostante le grandissime prestazioni dopo la trade deadline, quella versione di Westbrook è durata poco e comunque non fino ai Playoffs.


Durante la sospensione della stagione Russell ha contratto lievemente il Covid-19, cosa che lo ha tenuto lontano dagli allenamenti per settimane. È tornato un po' legnoso a inizio bubble, ma presto ha dato segno di risveglio e ritorno alla sua capacità atletica. Sfortunatamente, però, uno dei soliti disastri è avvenuto a Houston...


Westbrook si è strappato il quadricipite (in una partita quasi senza senso). Ha recuperato e si è ristabilito in due settimane per tornare durante il primo turno di Playoffs, ma il Russell visto fino a prima dell’infortunio era definitivamente sparito. Complice le sue difficoltà fisiche, la sua fama di leader fallimentare nei Playoffs ha preso il sopravvento, cosa apparsa evidente nel gran numero di palloni persi (7) in Gara 2 contro i Lakers.


La sua fiamma ardeva ancora, ma da fuori si sono viste solo scintille.



IL FUTURO DI RUSS


Come tutti sanno, i Rockets sono stati eliminati ai Playoffs dai Los Angeles Lakers. I tifosi (e non solo) erano già divisi prima della bubble, ma la spaccatura si è accentuata dopo i Playoffs: c'è chi ha chiesto una cessione di Russ e chi è rimasto dell’idea di puntare su di lui anche per la prossima stagione.


La realtà dei fatti è la seguente:


- Parlando realisticamente, poche squadre sarebbero realmente interessate a Westbrook. I suoi recenti problemi d’infortuni sono preoccupanti, dato che ha 32 anni e che come gicoatore si basa quasi del tutto sull’atletismo. In aggiunta, il suo contratto è tra i più pesanti dell'NBA, quindi solo squadre disperate, come i Knicks o gli Hornets, potrebbero considerare l’idea di pagare il suo contratto, ora...


- I Rockets hanno poche chance e pochi asset per convincere altre squadre a scambiare per lui. Hanno dato via due scelte al Draft e due sono state scambiate per prenderlo, perciò non possono offrire molto più che Russell stesso.


- Houston ha costruito il roster per massimizzare le abilità di Westbrook a spezzare il ritmo e spingere. Se miracolosamente dovesse essere ceduto, i Rockets non avrebbero molto materiale complementare ad Harden su cui lavorare in questi termini, che di contro dà il meglio di sè quando affiancato a un vero lungo.


- Infine, non c’è modo di sapere come potrebbe reagire Harden alla cessione del compagno e amico. Visto che è stato lui in primis a chiederne l'acquisizione via trade, è lecito pensare che una sua cessione possa allontanare il Barba definitivamente da Houston. Questa è un’opzione che la dirigenza vuole del tutto evitare.


Considerato tutto ciò, è molto probabile che Russell Westbrook rimanga ai Rockets per provare a vincere la prossima stagione. Mentre quest’anno a molti è parso che il roster fosse lontano dalla possibilità di competere con le prime forze a Ovest, altri pensano che a Houston basti un solo tassello per poter puntare alla vittoria.


Si sa, tutto può succedere ad H-Town...




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