• Pietro Campagna

Quali giocatori potrebbero trarre vantaggio dalla riduzione del salary cap?


FOTO: Heat Nation

Questo articolo, scritto da Jeff Siegel per Early Bird Rights e tradotto in italiano da Pietro Campagna per Around the Game, è stato pubblicato in data 6 aprile 2020.


Nessuno ha idea di cosa succederà al salary cap per la prossima stagione. La NBA e l’associazione dei giocatori stanno discutendo di questo e di altre mille tematiche, con la pandemia che continua e con le informazioni su quando la vita potrà tornare normale che continuano ad aggiornarsi. In questo momento non c’è modo di sapere come verrà stabilito il tetto salariale nella prossima stagione, e neanche sapere se quella in corso potrà essere regolarmente terminata.

Detto questo, è difficile pensare che verrà ammesso un cap superiore ai 115 milioni di dollari che la Lega aveva previsto a fine gennaio. Già prima del Covid-19 ero scettico sulla possibilità di ottenere i 115 milioni. I famosi 115 milioni previsti dalla Lega includevano infatti anche una parte di ricavi dalla TV e dal merchandising cinesi.


Non è ancora chiaro se la stagione 2020/21 rimarrà intatta; se non lo fosse, non sarei sorpreso di vedere il cap diminuire ulteriormente di qualche milione, con ancora da verificare quelli che saranno gli effetti della pandemia sulla prossima stagione e su quelle seguenti. Tutto è ancora sospeso e potrebbero passare mesi prima di poter avere delle risposte certe sulla questione.

Se nella stagione 2020/21 il cap dovesse essere minore dei 115 milioni previsti, questo cancellerebbe una serie di spese pianificate da diverse squadre. Le franchigie che hanno spazio libero lo vedrebbero in parte sparire, mentre quelle che si trovano sul precipizio che guarda alla luxury tax riceverebbero una non gradita spinta.


Meno spese significa meno disponibilità per i free agent del 2020. Fortunatamente per l’associazione dei giocatori, non ci sono sul mercato stelle che rischiano di firmare contratti significativamente inferiori a quelli che avrebbero potuto ottenere in normali condizioni. Ma comunque il numero di giocatori che rischiano di subire le conseguenze di questa situazione è di oltre 200.

In ogni caso, le minori spese non influiranno su tutti i giocatori alla stessa maniera. Per alcuni, infatti, una riduzione del cap space si tradurrebbe in una maggior possibilità di fare leva sulle proprie squadre attuali e in particolare sono tre i giocatori che mi vengono in mente: Goran Dragic, Jae Crowder e Dario Saric.

FOTO: espn.com

Al termine dell'attuale stagione saranno unrestricted free agent Dragic e Crowder dei Miami Heat, che dovrebbero arrivare alla free agency 2020 con $ 26,4 M di spazio salariale. Un cap ridotto potrebbe convincere il management degli Heat a operare come se la franchigia superasse lo spazio salariale. Se il cap di Miami dovesse scendere a 21.4 milioni sarebbe meglio investire in free agent, o usarli per trattenere Dragic e Crowder e investire il resto per aggiungere elementi alla sorprendete squadra di questa stagione? Quale sia il punto di flesso per gli Heat è impossibile da sapere, ma se il cap dovesse essere minore di quello previsto potrebbero decidere di andare sopra il limite nella offseason 2020.

In questa situazione per Dragic e Crowder avrebbe senso firmare per un altro anno a Miami potendo beneficiare dei Bird Rights senza intaccare la flessibilità degli Heat per l’estate 2021. Sul mercato potrebbero non avere offerte importanti e gli Heat potrebbero pagarli di più delle altre squadre. I due potrebbero poi decidere di rimettersi sul mercato una volta che le squadre avranno più soldi da spendere. Anche Meyers Leonard e Solomon Hill sono sulla stessa barca, anche se i loro contratti saranno decisamente meno importanti di quelli dei loro compagni.

Dario Saric è in una posizione simile con i Phoenix Suns, che hanno un cap space previsto di 14 milioni di dollari, compresa la possibilità di offerta a Saric per rinunciare ai suoi diritti di diventare restricted free agent. Nel caso in cui il cap scenda sotto i 115 milioni, lo spazio sparirebbe rapidamente, e Phoenix si troverebbe sopra, mentre Saric acquisterebbe potere di negoziazione.


FOTO: NBA.com

Nonostante questi vantaggi, per Saric la riduzione dello spazio salariale potrebbe essere un'arma a doppio taglio: con meno possibilità di spesa in tutta la Lega potrebbe trovarsi senza richieste.


Spesso per i restricted free agent di non primissimo livello è difficile affrontare questo processo, e i Suns potrebbero farci leva. Anche con un cap di 110 milioni, infatti, la franchigia dell'Arizona potrebbe separarsi da Saric e rimanere con $ 18.8 M di spazio libero.

Altri due giocatori che potrebbero trarre vantaggio da una riduzione del cap sono Baynes e Kaminsky. Se i Suns andassero oltre il limite, l'australiano potrebbe comportarsi come Dragic e Crowder e negoziare un contratto di un anno. Baynes dovrebbe avere altre richieste in estate, ma i Suns avrebbero i Bird Rights nel caso volesse dare la priorità ai soldi rispetto al giocare in una contender.

Per la maggior parte dei giocatori una minore disponibilità a spendere diffusa in tutta la Lega influenzerebbe in modo negativo la possibilità di trovare un nuovo contratto, invece per un ristretto numero di loro potrebbe diventare un vantaggio.

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