• Marco Cavalletti

Quanto è sostenibile la difesa dei Knicks?

La difesa dei Knicks è stata un po’ un combinato di vari fattori in questo avvio di stagione firmato Thibodeau. Ci sono buone chances che questo trend possa continuare?



Questo articolo, scritto da Michael Corvo per The Knicks Wall e tradotto in italiano da Marco Cavalletti per Around the Game, è stato pubblicato in data 26 gennaio 2021.



Grazie al cielo, dopo quattro anni, l’America si affaccia ad una nuova era del... rispetto dei fatti. E quindi, anche dal mondo NBA, eccone alcuni.


Dopo le prime cinque settimane di stagione, i New York Knicks di Tom Thibodeau sono:

  • Quarti per defensive rating (106.9)

  • Primi per punti concessi a partita (103.6)

  • Primi per percentuale dal campo degli avversari (43.2%)

  • Primi per canestri subiti a partita (37.4)

  • Primi per percentuale da tre punti degli avversari (31.4%)

Sì, sono solo 16 partite. E d'accordo, gettate pure i numeri dalla finestra, ma una cosa rimane innegabile: l’arrivo di Thibodeau ha avuto un impatto notevole sulla difesa dei Knicks.


Come ci è riuscito?

Per prima cosa, New York gioca col ritmo più basso della Lega, e in verità dubito che questo possa essere motivo di sorpresa; storicamente, infatti, i Chicago Bulls di Thibodeau sono sempre stati frequentatori assidui della parte bassa di questa particolare classifica. Non saranno i Knicks degli anni ‘90, ma per il momento sta funzionando.

In secondo luogo, o i Knicks stanno difendendo il tiro da tre punti estremamente bene... oppure sono estremamente fortunati. Quale delle due che sia, le squadre avversarie stanno sbagliando molto da dietro l’arco contro la compagine del vecchio Thibs.

Tradizionalmente, a Thibodeau sta bene concedere triple che non siano dall’angolo, fintanto che l’area rimanga sigillata - e che il difensore più vicino sprinti come un forsennato per contestare un eventuale jumper. La sua nota copertura “ice” del pick&roll è volta a indirizzare il palleggiatore sulla linea di fondo o in braccio agli aiuti, incoraggiando un tiro dalla media distanza o uno scarico.

Questo approccio sembrerebbe un po’ controintuitivo, in un’era in cui le squadre cercano sempre di più il tiro da tre punti, ma finora si è rivelato vincente. Come detto, infatti, gli avversari dei Knicks stanno tirando con la peggior percentuale della Lega dalla lunga distanza, nonostante New York stia concedendo il quarto numero più alto di tentativi.

È difficile valutare quanto di tutto questo sia riconducibile al campione limitato di partite e quanto invece sia dovuto alla buona esecuzione del game-plan (dopotutto, questa è una “make-or-miss League”).


Nella vittoria esterna per 119-104 di giovedì scorso contro i Warriors, i Knicks hanno tenuto Stephen Curry a 5/14 e Golden State a 9/38 (23.7%) da tre. Nella sconfitta di domenica contro i Portland Trail Blazers, la squadra di Thibodeau si è ritrovata sotto per 70-50 a metà partita, grazie a una pioggia di triple contestate di Damian Lillard e compagnia di fronte alle quali c’era solo da togliersi il cappello. Tuttavia, i Blazers sono scesi di colpi nel secondo tempo, permettendo a New York di rifarsi sotto. In entrambe le partite, insomma, gli avversari si sono dovuti sudare ogni tentativo da dietro l’arco (cosa che invece non è successa nella sconfitta di venerdì contro i Kings, che ha visto scendere in campo dei Knicks stanchi nella seconda uscita di un back-to-back).

D’altro canto, gli Orlando Magic e i Boston Celtics hanno realizzato un combinato di 7 triple su 42 tentativi non contestati (!) nelle due vittorie ottenute dai Knicks prima del giro di trasferte, piegando i numeri a favore della squadra della Grande Mela. In effetti, secondo il modello di Crafted NBA, i Knicks sarebbero la squadra più fortunata della Lega per quanto riguarda il tiro da fuori.

Ad ogni modo, se i Knicks vogliono rimanere in corsa per un posto al Play-In, il mantenimento di questi trend sarà fondamentale. Rimane difficile immaginare che la squadra possa continuare a concedere così tanti tiri dalla distanza e a ricevere in cambio una tale quantità di materiale edilizio. Quale che sia il caso, solo il prosieguo della (ancora giovane) stagione potrà dircelo.

Inoltre, va considerata la protezione del ferro.


In maniera per nulla sorprendente, Mitchell Robinson ha iniziato la stagione assomigliando a una saracinesca, vicino al canestro. Contro di lui, gli avversari tirano con il 60.1% al ferro (un dato ottimo), e Mitch sta tenendo una media di oltre 2 stoppate per 36 minuti e, soprattutto, solo 3.3 falli commessi (l'anno scorso erano ben 5.9).



Per di più, anche Nerlens Noel si è attestato a un ottimo livello. Contro di lui, gli avversari tirano con il 59.2% al ferro, e l'ex OKC sta facendo registrare una media di 3.6 (!) stoppate per 36 minuti, facendo buona guardia al forte quando Robinson va a sedersi. In generale, i Knicks sono decimi nella Lega per percentuale dal campo concessa agli avversari negli ultimi due metri di campo.



Ovviamente c’è un ampio margine di miglioramento, specialmente dando per scontato che, prima o poi, gli avversari inizino a segnare più tiri fuori dal pitturato. I Knicks, infatti, possono ancora migliorare nella difesa sul pick&roll, nei closeout per contestare i tiri (che possono portare a una rotazione eccessiva, nonché a saltare su troppe finte) e nell'andare a rimbalzo (sono 16esimi per percentuale di rimbalzi difensivi).


E, come è solito riscontrare nelle squadre capitanate da Thibodeau, i Knicks sono più o meno... 31esimi per numero di palle perse causate - un’area che potrebbe aiutare a togliere un po’ di pressione da un attacco arrancante, portando dei punti facili in contropiede (più pressione sulla palla!).

Nonostante tutto, però, la difesa dei Knicks sta funzionando bene, e la ragione non va tanto ricercata in qualche nuova tattica, ma nell’impegno costante dimostrato dai giocatori. Per di più, in un punto così poco avanzato di una stagione così strana, forse è più utile affidarsi a un giudizio visivo (l’impegno messo dai giocatori nel giocare duro e in maniera intelligente) che non a delle metriche complesse.


Per esempio, questo possesso termina con Portland che va a referto, ma guardate la chimica che c’è fra Quickley, Knox, Noel e Toppin (che hanno giocato meno di 20 gare insieme), e provate a non innamorarvi di Thibodeau e del suo staff:



La statistica più importante è il numero delle vittorie, e noi abbiamo ancora molta strada da fare. A volte la gente si fissa troppo sui numeri, e i numeri possono essere rigirati per dire molte cose. Ma la realtà è che il numero più importante è quello delle vittorie. Hai segnato più punti del tuo avversario? È questo che importa.” (Tom Thibodeau)

Julius Randle, RJ Barrett e Kevin Knox in particolare sembrano aver fatto passi da gigante nella metà campo difensiva.



I quintetti con Randle hanno dimostrato un’efficacia difensiva superiore alla media, e hanno contestato bene i tiri da tre punti (statisticamente). Lo stesso quintetto iniziale - composto da Payton, Bullock, Barrett, Randle e Robinson - si è dimostrato affidabile in difesa, in parte grazie al miglioramento di Barrett e Randle.

L'energia messa in campo dai giocatori ha giovato anche alla difesa sull’uno contro uno, portando la squadra fra le prime 10 nella Lega per difesa sugli isolamenti. Ed è qui che torna particolarmente utile il talento difensivo delle point/combo guard di New York (Payton, Rivers, Quickley), assieme allo sviluppo di Barrett e alla competenza di Alec Burks e Reggie Bullock. Anche in una serata sottotono come quella della partita contro Sacramento, i Knicks hanno tenuto De’Aaron Fox a un 7/20 dal campo.

“È la tipica squadra di Thibs. Difendono come i matti. Stanno gettando delle fondamenta”, ha raccontato Steve Kerr ai microfoni del New York Post.

La maggior parte di queste cose non è sostenibile. Ma, come Thibodeau sa meglio di chiunque altro, l’impegno lo è.




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