• Andrea Campagnoli

Da cosa ripartiranno i Raptors nella prossima offseason?

Le scelte dei Raptors alla trade deadline non possono essere giudicate finché non sapremo come usciranno dall'estate 2021.


FOTO: NBA.com

Questo articolo, scritto da Oren Weisfeld per Raptors Republic e tradotto in italiano da Andrea Campagnoli per Around the Game, è stato pubblicato in data 27 marzo 2021.



Ci si aspettava che i Toronto Raptors uscissero dalla trade dealine con una squadra rivoluzionata e con nuovi orizzonti. Nei piani della dirigenza canadese c’era l’obiettivo di scambiare sia Norman Powell che Kyle Lowry, per giovani talenti e scelte al draft. In questo modo, si sarebbero anche potute perdere ulteriori posizioni in classifica per ottenere una buona pick al Draft 2021.


Dopo aver spedito Powell ai Portland Trail Blazers in cambio di Gary Trent Jr. e Rodney Hood, i Raptors hanno deciso di tenere Lowry. Sostanzialmente, non si è materializzata alcuna offerta per lui che potesse essere adeguata al valore sentimentale e sportivo del giocatore. Prendetevela con Miami o Philadelphia se dovete prendervela con qualcuno, ma per i Raptors non era obbligatorio scambiare Lowry.


Tenendo Kyle e i suoi bird rights, i Raptors si sono garantiti la possibilità di andare oltre al cap per rifirmarlo al termine di questa stagione. Allo stesso tempo, nel caso in cui decidessero di ricostruire a partire dalla prossima stagione, o nel caso in cui volessero provare ad acquisire un nome importante sul mercato, potrebbero firmare Lowry con una sign-and-trade, per poi scambiarlo con una delle possibili destinazioni di cui si parlava fino a pochi giorni fa (Heat, 76ers, Lakers - tutte squadre sopra il salary cap, a parte Miami, che lo diventerebbe nel caso in cui decidesse di tenere Victor Oladipo e/o Duncan Robinson).


Jacob Mack spiega qui perché tenere o firmare con una sign-and-trade Lowry possa essere molto più vantaggioso che cederlo nella scorsa sessione di mercato.



In molti si aspettavano che la trade deadline di giovedì scorso potesse essere una svendita, ma cosi non è stato, non per Lowry. Ci saranno sicuramente altre occasioni durante la prossima offseason per cedere Kyle: Toronto dovrà solo trovare un team abbastanza "scottato" e pronto per trattare la trade. (Così come lo erano i Bucks dopo l’eliminazione al secondo turno dei Playoffs nel 2020, ad esempio).


La trattativa per Powell è stata interessante, in quanto i Raptors hanno dato la priorità al 22enne restricted free agent Gary Trent Jr rispetto ad una first-round pick. Si sono così resi maggiormente flessibili in free agency, e in generale sembra che il front office creda che questa squadra possa competere prima di quanto i tifosi pensino.



Ci sono diversi modi di guardare alla deadline appena passata. Da un lato potrebbe sembrare deludente. Ma è ancora presto per giudicarla, bisognerebbe prima aspettare di vedere come i Raptors si muoveranno in questa offseason. Come useranno la nuova flessibilità garantita dallo scambio coi Blazers? Trent sarà in grado di adattarsi al gioco di Toronto, e come verrà gestito in futuro? Lowry andrà via a fine stagione o verrà rifirmato per poi essere scambiato?


Quanto al modo in cui Toronto finirà la stagione, sarebbe facile pensare che il core della squadra sia semplicemente troppo forte per poter arrivare fuori addirittura dal Play-In. VanVleet, Anunoby e Siakam hanno un net rating di +1.9 su 100 possessi, e aggiungendo Boucher si arriva a +11.4. I canadesi, però, complici le tante assenze, hanno vinto una sola delle ultime 12 partite e sono 11esimi a Est.


Probabilmente si attiveranno sul mercato dei buyout per aggiungere un lungo alla squadra. Ma diciamoci la verità, i Raptors nel 2021 non possono competere come nelle passate stagioni, questo è poco ma sicuro. Sono una squadra che può raggiungere i Playoffs, ma nulla di più. E quella che era da molti considerata come una stagione di transizione, alla fine, si è rivelata tale.


La cosa peggiore per una franchigia NBA è quella, nel lungo termine, di rimanere bloccata nella palude in cui rischiano di addentrarsi i Raptors ora. Rimanerci provvisoriamente per una stagione è una cosa, restarci per anni un'altra. Con questa idea il front office dei Raptors si muoverà nella prossima estate. La flessibilità che sono stati in grado di garantirsi nelle ultime stagioni deve dare dei frutti, in un modo o nell'altro.


L'offseason 2021, dal Draft alla free agency, sarà determinante per il futuro della franchigia.




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