• Emilio Trombini

Ray Allen era l'uomo più interessante della NBA

Paul Pierce, Doc Rivers e alcuni membri dei Boston Celtics riflettono sulla carriera e sulla personalità di Ray Allen.


FOTO: NBA.com

Questo articolo, scritto da Marc J. Spears per The Undefeated e tradotto in italiano da Emilio Trombini per Around the Game, è stato pubblicato in data 2 novembre 2016.



Un addio a Ray Allen, l’uomo più interessante della NBA.


Il veterano ha annunciato il suo ritiro il primo novembre 2016 con una “lettera al me più giovane”, pubblicata su The Players' Tribune. Ma sarà ricordato sicuramente anche per ciò che ha fatto fuori dal campo.


“Considero Ray Allen il Barack Obama della NBA”, ha detto Paul Pierce a The Undefeated riguardo il suo vecchio compagno ai Boston Celtics. “Parlava molto bene. Non che non fosse anche intelligente, ma era proprio quello che diceva che funzionava. Riusciva a convincerti di qualunque cosa.”


Non è un segreto che Ray Allen fosse il miglior tiratore della storia NBA, fino a che il play di Golden State Stephen Curry lo ha sorpassato. L'ex recordman di tiri 3 punti segnati in carriera ha vinto due titoli NBA, è stato un All-Star per 10 volte e ha segnato 18.9 punti a partita in 18 stagioni. E mentre i suoi giorni ai Celtics sono stati i più memorabili, il suo momento più clutch è stata la tripla a 5.2 secondi dalla fine in Gara 6 nelle Finals 2013, che ha permesso ai Miami Heat di sopravvivere nella serie e battere poi San Antonio per vincere il titolo.

“È stato il più grande tiratore di tutti, a mio avviso, prima che Steph e Klay diventassero quello che sappiamo. Era il più grande, non solo per tutti i grandi tiri che ha messo, ma per come li ha messi date le circostanze.” (Paul Pierce)

Ken Griffey Jr. aveva il colpo più bello che il baseball abbia mai visto. Il più bel jumper che la pallacanestro abbia mai visto era invece quello di Ray Allen: presa sulla palla da manuale, rilascio veloce, uso dell’atletismo per tirare in sospensione e poca necessità di spazio dietro la linea dei 3 punti. Allen si aspettava che ogni sua tripla sarebbe entrata, e qualche volta festeggiava i 3 punti con un pugno in aria o con un segno di pace.


“Un pro è un pro”, ha detto l’ex allenatore dei Celtics Doc Rivers, ora allenatore dei Clippers. “La gente non ha idea di quanto abbia lavorato sulla sua tecnica. Non dovevo mai preoccuparmi se Ray fosse pronto.”


Anche se è stato vicino al ritorno in NBA con diverse squadre, Allen non ha giocato una partita dalla fine della stagione 2013/14 con gli Heat. L'1 novembre 2016 è considerata ufficialmente come data ufficiale del suo ritiro, da 41enne, e dal è un membro della Naismith Memorial Basketball Hall of Fame.



"Non ci sono molti giocatori in grado di prendersi un anno libero a quell’età e pensare di tornare a giocare,” ha detto Pierce. “E non sono tanti i giocatori che annunciano il loro ritiro. Non ricordo che l’abbia fatto Jason Kidd, ad esempio.”


“Non pensavo che Allen sarebbe tornato a giocare. Quando non giochi per un anno intero è dura, specialmente con le nuove leve più atletiche di te che entrano nella Lega. Ray era ancora un buon tiratore e sarebbe stata una presenza utile in campo, ma ci vuole comunque davvero tanta grinta per tornare.”


Durante gli anni di Allen a Boston, i Celtics e la NBA erano stati avvisati di non parlare a Kevin Garnett, concentratissimo, prima delle partite. Paul Pierce spesso faceva un rapido cameo pre-partita nello spogliatoio, ma di solito le interviste si facevano nella stanza degli allenamenti. Per cui da chi andavano i media prima delle partite? Da Allen, ovviamente. Lo si trovava sempre seduto di fronte al suo spogliatoio con le infradito, le gambe incrociate a leggere un libro dopo aver concluso la sua routine di tiro pre-partita (tre ore prima che iniziasse, e prima che gli altri giocatori fossero ancora arrivati al palazzo).


L’ex stella dell’Università di Connecticut ha detto ai miei colleghi del Boston Globe che si era innamorato dei libri dopo averne orgogliosamente vinti tre il primo anno di elementari in Oklahoma. Si innamorò ancora di più della lettura quando cominciò ad essergli utile per passare il tempo una volta entrato in NBA nel 1996 con i Milwaukee Bucks. Diventò un lettore vorace dopo aver letto il libro di Paolo Coelho “l’Alchimista”.


Allen aveva una libreria con circa 500 libri un po' di anni fa. Aveva diverse sezioni che includevano una serie di enciclopedie e libri su leggende afroamerican. Una volta prestò il libro Sniper al suo compagno nei Celtics, Keyon Dooling, e regalò ad altri suoi compagni libri come “Who Moved My Cheese?” e “Well Done”.


“Sono sempre stato un grande lettore,” ha detto Allen una volta al Boston Globe. “Quando sono entrato nella NBA ho ripreso questo mia passione perché avevo molte sere solitarie in cui ero in aereo e la mia mente era sgombra. Per cui ho iniziato a leggere sempre di più, a leggere nuove cose e a viaggiare con la mente.”


Rivers ricorda con affetto l’amore di Allen per i libri. “Se Ray notava che stavi leggendo un libro, puoi star certo che lo avrebbe comprato anche lui il giorno dopo. Era sempre alla ricerca di nuovi stimoli.”


Pierce e Garnett concedevano sempre interviste post partita nella stanza delle conferenze, quando Boston era in casa, circa 20 minuti dopo la fine della partita. L’intervista durava solitamente dai 4 ai 6 minuti, così che i due giocatori potessero sbrigare in fretta i loro doveri con i giornalisti. E anche se regalavano molte perle durante le interviste, la loro limitata disponibilità spesso infastidiva i media di Boston.


Per quanto riguarda Allen, le interviste con lui si svolgevano fuori dal suo spogliatoio con lui che aspettava l’arrivo dei giornalisti le volte in cui si era cambiato velocemente. Era molto attento a non rilasciare interviste in TV fino a quando non aveva indossato il suo bell’abito, con camicia, cravatta, calze e scarpe indossate meticolosamente. Lui stesso ammetteva di essere quasi ossessivo compulsivo. Ma solitamente rispondeva ad ogni domanda finché non ce n’erano più.


“Era veramente disciplinato in tutto ciò che faceva,” ha detto un ex impiegato dei Celtics a The Undefeated. ”Probabilmente a causa del suo background da figlio di un militare."


Ray riusciva sempre a replicare a domande di qualsiasi genere con una risposta ragionata ed arguta. Una volta un reporter cercò di trovarlo impreparato, chiedendogli di un attentato terrorista del 2008 in cui erano state utilizzate granate e fucili all'Oberoi Trident Hotel di Mumbai, in India. Non solo Allen sapeva molto al riguardo, ma aveva anche una connessione personale con l’evento. Uno dei suoi amici di infanzia, Daryl Jones, era un assistente di volo che stava nell’hotel.

Mentre parlavo con lui al telefono gli raccontavo ciò che veniva detto in TV. Jones scoprì che l’hotel stava andando a fuoco e io gli dissi della polizia che c’era fuori. Gli dissi ‘questo è quel che sta succedendo. Da quel che si dice ci sono ancora terroristi in giro che sparano e tirano granate alle persone. Devi nasconderti e non aprire la porta se bussa qualcuno.’ Abbiamo parlato per circa 20 minuti e gli ho detto ‘sono pronto a rispondere al telefono se hai bisogno di richiamare. Se ci richiamerai saremo svegli ad aspettare e se non lo farai lasciaci un messaggio per farci sapere che va tutto bene.

Allen amava lanciarsi in conversazioni profonde con i media, con i compagni o con chiunque ci tenesse a confrontarsi con lui riguardo alla vita, alla politica, allo sport o a qualsiasi altra cosa. I suoi compagni erano felici quando sentivano di sapere qualcosa che Allen non sapeva. E lui amava imparare cose nuove.


Per quanto Allen sembrasse essere amico della maggior parte dei suoi compagni dei Celtics, raramente lo si trovava a fare festeggiamenti pazzi in spogliatoio quando i giornalisti erano presenti, oppure sui voli di squadra. Spesso stava in solitaria, anzi.


Una volta che terminava di fare pesi, di tirare e di farsi trattare, abbandonava la struttura dei Celtics mentre gli altri si intrattenevano ancora un po’. “Era più interessato a passare il tempo con i figli,” diceva Pierce.

Era un po’ il rappresentante politico della nostra squadra. Rappresentava l’atteggiamento equilibrato dei nostri Celtics, e ciò ci rendeva così unici. KG era il giocatore intenso. Io stavo nel mezzo. E poi c’era Ray, che ci bilanciava tutti.”

Allen era sempre in ottima forma, come se si dovesse allenare per la Maratona di Boston, che sua madre, Flo Allen-Hopson, ha corso diverse volte. Un assistente dei Celtics ha detto che Allen spesso mangiava pollo e insalata. Raramente mangiava cibo-spazzatura, e non beveva alcol.


“Sicuramente da quel punto di vista era un’influenza positiva per me,” ha detto Pierce. “Ho cambiato il modo in cui mangiavo.

“Ray ha influenzato molti giovani ragazzi. Non beveva alcol e mangiava bene. Era il giocatore NBA più pulito che potessi incontrare.”

Allen era estremamente gentile e generoso anche con gli assistenti dello staff tecnico. Una volta diede a un ragazzo 1.000 dollari per averlo aiutato durante una sua sessione di tiro, si dice. Il presidente dei Celtics, Danny Ainge, ha detto che Allen “definiva la parola professionismo”. “Non ho mai visto un giocatore che tratta meglio gli assistenti,” disse una volta un membro dello staff dei Celtics.


Sfortunatamente per Allen e per i Celtics, però, la sua partenza per Miami è ancora un duro colpo per Pierce, Rondo e Garnett.



Allen rinunciò ad un contratto biennale da 12 milioni di dollari offerto dai Celtics per poter firmare con gli Heat a luglio del 2012. Pierce ha detto che fu preso alla sprovvista dalla decisione di Allen e che la notizia dell’addio aveva fatto male, soprattutto perché Ray andava a giocare per una rivale a Est. LeBron James e gli Heat avevano eliminato Allen e i Celtics in Gara 7 delle Finali di Conference del 2012.


“Era una situazione veramente dura perché ci sembrava fossimo stati traditi”, ha detto Pierce. “Ecco perché tutta la vicenda si è evoluta come sappiamo. Ray non aveva comunque una bella relazione con Rondo. Però non parlò con nessuno tra me, Kevin e Rajon prima della decisione di andare a Miami. Avevo provato a chiamarlo, ma non mi richiamò prima di firmare per Miami, la nostra rivale. Eravamo come fratelli, entrati assieme nel progetto. Avremmo voluto anche semplicemente un incontro per chiarirci. Poi, tutto d'un tratto lasciò la squadra. Dal mio punto di vista è stata la delusione più grande. Neanche una chiamata per spiegarci i motivi.”


Pierce ha detto di aver parlato poi con Allen, dopo avergli fatto i complimenti per il secondo titolo vinto con Miami. Dice di seguirlo su Instagram e che le loro mogli si parlano ancora. Garnett, che si è ritirato poco dopo Allen, ha declinato ogni commento quando gli è stato chiesto di Allen. Rondo, che nel 2016 giocava con i Bulls, ha detto ai media che pensava Allen si fosse ritirato due anni prima.


Al di fuori della relazione con i suoi vecchi compagni, ciò che non sarà mai dimenticato dai tifosi di Boston è il titolo del 2008 con i Big Three. “Saremo sempre legati assieme, qualunque cosa succeda”, ha ribadito Pierce, che si è ritirato l’anno dopo.


Anche la persona che è stata ed è Ray Allen difficilmente sarà dimenticata. I grandi della NBA vanno e vengono, ma chi può dimenticarsi di questo figlio di un militare, amante dei libri, aggiornato sull’attualità, salutista, probabilmente il miglior tiratore che l'NBA avesse mai visto, che ha annunciato il suo ritiro due anni dopo aver smesso di giocare?


Walter Ray Allen Jr. sarà ricordato per molto più del suo stupendo jumper. “Tutti i grandi giocatori di basket hanno qualcosa di speciale,” ha detto Pierce.

“E anche se un sacco di gente quando guarda Ray vede Jesus Shuttleswhorth, il ragazzo di quel film, Allen non è affatto la tipica superstar NBA.”



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