• Davide Corna

Reliving “The Shot”: una retrospettiva sul tiro di Kawhi Leonard


FOTO: NBA.com

Questo articolo, scritto da Matthew Winick per The Lead Sports Media e tradotto in italiano da Davide Corna per Around the Game, è stato pubblicato in data 13 maggio 2020.



È passato più di un anno da quel 12 maggio 2019, anche se la memoria è ancora così vivida che non sembra passato così tanto tempo.


Gioia, sollievo e spirito di gruppo sono tutte sensazioni piuttosto lontane per noi, in questo momento. E se lo straordinario buzzer beater di Kawhi Leonard nelle Semifinali di Conference dello scorso anno era già destinato a restare - per sempre - nella memoria (dei tifosi Raptors, e non solo), solamente 365 giorni ci troviamo in una situazione che rende ancora più NECESSARIO questo ricordo.


Ci sono alcuni momenti unici, nella vita di ognuno, per i quali ci ricorderemo sempre dov'eravamo quando sono accaduti. E nella scena sportiva di Toronto, di sicuro è passato molto tempo prima del ritorno di un momento di questo tipo. Alcuni adulti potrebbero ricordare quel giorno del 1993 in cui Joe Carter ha vinto le World Series con i Blue Jays.


Personalmente, ricordo benissimo dov'ero mentre i Raptors preparavano la rimessa in gioco con 4.2 secondi sul cronometro. Chiuso nel seminterrato di casa dei miei genitori, in piedi, a fissare la TV a distanza di pochi centimetri, dondolando avanti e indietro per l'agitazione, l'ansia, lo stress, il nervosismo. Quando il tiro è entrato, ho gridato di gioia e poi mi sono seduto per la prima volta in tutto il quarto quarto, incredulo.


Forse anche a voi in questo periodo avete ripensato a quei momenti. Come vi siete sentiti in quell'istante, con chi eravate, come avete festeggiato. Fa un certo effetto pensare quanto eravamo fortunati solo un anno fa, mentre vivevamo momenti del genere.


Dalla nostra nuova prospettiva, la corsa al titolo dei Raptors è stata molto più che semplice basket. È stata un'occasione per festeggiare e, cosa più importante, per stare insieme e uniti. Oggi, invece, il game winner di Kawhi è una "distrazione" dalla realtà.


Quando l'immediata eccitazione causata da quel tiro è svanita, tre ricordi sono balenati nella mia testa. Il primo è il famoso possibile game winner fallito da Vince Carter nel 2001 contro i Philadelphia 76ers:



Poi, il layup sbagliato da Chris Bosh alla fine di una gara di Regular Season del 2010. Quel tiro diede la quasi certezza della non partecipazione dei Raptors ai Playoffs, per la terza volta in quella che sarebbe poi stata una serie di cinque stagioni fra il 2008 e il 2013:



Infine, Kyle Lowry che viene stoppato da Paul Pierce (che ha spesso punito i Raptors) in Gara 7, causando l'eliminazione di Toronto dai Playoffs del 2014:



Per un po' mi sono chiesto per quale motivo, in un momento di tale gioia, avessi ripensato alle difficoltà che i Raptors hanno dovuto superare nel passato. Poi, ho capito. Toronto ha dovuto superare molti anni complicati prima di arrivare alla "terra promessa". E ogni prova che ha superato, ogni difficoltà che ha attraversato, ha reso ancora più dolce quel quinto e ultimo rimbalzo del pallone sul ferro, quello prima di entrare nel canestro...


Tornando a oggi, a un anno da quel momento, ci ritroviamo in una situazione simile, per certi versi.


Il mondo sta affrontando una crisi globale senza precedenti. Ora è solo il momento del nostro jumper sul ferro, del nostro layup sbagliato, del nostro floater stoppato. Un giorno, però, arriverà il nostro game-winner, proprio come è arrivato quello di Kawhi. Non sarà un evento di portata nazionale come lo è stato quel tiro, ma arriverà comunque.


In un periodo di ricordi e di riflessioni, ci troviamo di fronte un nuovo obiettivo: trovare il nostro prossimo game-winner. Ri-vivere quello di Leonard può servire, per trovare ispirazione...




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