• Andrea Campagnoli

Ridateci il post-up di Marcus Smart

I Celtics sono alla ricerca di qualche affidabile soluzione offensiva. Una risposta potrebbe essere quella di utilizzare più spesso Marcus Smart spalle a canestro.



Questo articolo, scritto da CoachSpins per Celtics Blog e tradotto in italiano da Andrea Campagnoli per Around the Game, è stato pubblicato in data 1 gennaio 2021.



Senza la propria lineup titolare, i Celtics hanno trovato delle difficoltà nel segnare in maniera costante.


Come ogni altra squadra, Boston prova a organizzare l'attacco attorno ai propri migliori giocatori. E quando Kemba Walker tornerà dall'infortunio, andrà ad affiancare Jayson Tatum e Jaylen Brown per ricomporre il trio deputato alla gestione delle responsabilità offensive della squadra.


Ora, però, Walker è fuori a tempo indeterminato per un problema al ginocchio, e così Tatum e Brown si ritrovano a dover sostenere l’intero peso dell’attacco, circondati da un cast di role players che devono portare impegno, difesa e grinta.


Durante le prime partite della stagione, l’andamento dei Celtics è stato piuttosto altalenante.


Il giocatore più maturo a prendere il posto di terzo violino nella squadra di Brad Stevens è Marcus Smart. Smart è più un’ala che una point guard, ha fisico ed è migliorato notevolmente come tiratore. In questa stagione ha iniziato piuttosto bene, segnando 15 delle prime 34 triple tentate (44%). Quello che manca nel gioco di Brad Stevens è l’utilizzo di Smart in post-up.


Il prodotto di Oklahoma State è forte abbastanza per battere fisicamente ogni giocatore della sua taglia e quelli più piccoli. Tuttavia, durante le prime partite della stagione, non si è preso neanche un tiro dal post.


Negli anni scorsi, invece, a Smart veniva concesso di giocare in post contro diverse point guard avversarie, prendendosi 25 tiri, in questa situazione, nella stagione 2019/20 e 24 nella stagione 2018/19.



Punti facili, per Smart. Essendo uno pseudo-playmaker, infatti, capitava spesso che fosse accompagnato sul parquet da un’altra small guard, come Isaiah Thomas, Kyrie Irving o Terry Rozier - nella stagione 2018/19, ha giocato solo l’8% dei suoi minuti come unica point guard in campo.


Questa percentuale è passata al 23% l’anno scors,o dopo che Rozier ha lasciato la squadra. E di conseguenza è aumentato anche il suo utilizzo in post.



Smart è diventato veramente bravo a portare blocchi per forzare cambi difensivi e ottenere il giusto matchup, e i suoi compagni nel corso degli anni se ne sono accorti. Se questo sistema funzionava nel 2020 con Tatum, Brown e Hayward, dovrebbe funzionare anche ora.


Nelle prime cinque partite di Regular Season, l’84% dei minuti di Smart è arrivato giocando da point guard. Mai cosi tanto. Quindi, perché non abbiamo visto Smart giocare in post più spesso?


Diciamo che una ragione dell'assenza di questa strategia è derivata dal calendario. I Celtics hanno iniziato la loro stagione contro avversari con i quali questo gioco non avrebbe prodotto grandi risultati. A partire dai Milwaukee Bucks, i quali hanno accoppiato Jrue Holiday con Smart; passando per i Brooklyn Nets, che erano pronti a cambiare su ogni blocco; arrivando agli Indiana Pacers, che, grazie al loro backcourt composto da Malcolm Brogdon e Victor Oladipo, avrebbero reso il post-up di Smart poco vantaggioso.


Il secondo fattore condizionante è derivato invece dalla mancanza di spacing in campo quando i Celtics giocano con due big men. La presenza del duo Daniel Theis - Tristan Thompson, con Robert Williams e Grant Williams pronti dalla panchina, non aiuta di certo Smart, perché gli spazi sono piuttosto intasati quando è circondato da non-tiratori. Giocare in post non è intelligente quando non è possibile scaricare verso l’esterno: non ci sono troppi pericoli per la difesa e un raddoppio diventa quasi certezza.


Guardando al bicchiere mezzo pieno, le prossime partite potrebbero essere adatte ad applicare questo fondamentale. Sulla strada dei Celtics ci saranno i Toronto Raptors, con Fred VanVleet, e i Miami Heat con Goran Dragic. Vedremo più post-up di Smart?


Ribadirei il concetto, comunque, che questa soluzione non è la risposta ai problemi di Brad Stevens, anzi.


Quando i Celtics saranno al completo, con il ritorno di Walker, si potrà utilizzare quest’arma due o tre volte a partita, contro i giusti avversari. Ora, però, utilizzare Smart in post potrebbe creare opportunità di segnare punti veloci, ma anche per i propri compagni sotto canestro o per i tiratori sul perimetro.


Marcus è un ottimo passatore quando arriva un raddoppio:



Ed ecco perché, quando mercoledì scorso coach Stevens ha chiamato questo gioco contro i Grizzlies, il risultato è stato una schiacciata di Tatum:



Giocare con Smart in post non vuol dire avere canestri facili solo per lui, ma anche per i compagni.


Non voglio criticare le scelte di coach Stevens, né giungere a conclusioni sui Celtics di quest'anno dopo poche partite. Dico solo che, a mio avviso, l’assenza di questa soluzione offensiva è abbastanza sorprendente, considerando la fatica nel gioco offensivo attuale della squadra.


Credo, semplicemente, che quando si dovesse avere un matchup favorevole, Smart dovrebbe diventare un punto di riferimento per l'attacco di Boston.