• Jacopo Di Francesco

Rockets-Thunder: Kill Bill(y)

Houston contro OKC al primo turno dei Playoffs: la preview della serie


FOTO: NBA.com

Giocata della NBA, da NBA.


Il palco di Disney World è pronto per un dramma che si preannuncia molto Tarantiniano: Thunder e Rockets, per quanto con aspettative estremamente diverse, si affronteranno per la serie più interessante del primo turno.


È ormai famigerata la discutibile figura di ESPN, che a inizio stagione dava a OKC un misero 0.2% di chance post season - e neanche a dire che CP3 e compagni hanno agguantato i Playoffs con un exploit in stile Suns... Una stagione di una solidità clamorosa per la squadra di coach Billy Donovan, spinta da un ottimo settimo posto all-NBA nel Defensive Rating e dalla leadership di Chris Paul, dai 19 ad allacciata di scarpe per Danilo Gallinari e dal - prevedibile - breakout di Shai Gilgeous-Alexander.


Dall'altra parte, almeno per le prime due partite, Houston sarà priva di Russell Westbrook per uno strappo al quadricipite. Per Mike D'Antoni questo è un problema di difficile soluzione. Dando per assodato il senso del dramma e l’ottimo fit che Austin Rivers ha trovato in Texas, e un Eric Gordon candidato per il Sixth Man of the Year fino a marzo, la realtà resta la stessa: i Rockets sono all-in sul microball, e in Regular Season ha funzionato, eccome, alzando ulteriormente il livello nella bolla. Eppure, un test di questo sistema senza Brodie non è mai stato fatto...

Negli episodi precedenti


Le gare di Regular Season hanno visto un’intensità sicuramente da Playoffs. James Harden è stato il miglior marcatore con 40 punti nel primo incontro; il ritorno di Westbrook alla Chesapeake è stato rovinato da un monumentale Paul; mentre nella terza occasione i Thunder sono risaliti dal -17 per prendersi il 2-1.



La via "integralista" intrapresa da Morey e D'Antoni - che con la trade Capela/Covington hanno gettato ciò che rimaneva della maschera - ha pagato come detto ottimi dividendi, ma contava in ottima parte sulla salute di Westbrook. In questo senso, una powerhouse difensiva come OKC potrebbe raffreddare e non poco gli entusiasmi texani.

Aspetti tattici

Gallinari sarà un equilibratore fondamentale sui due lati del campo, soprattutto se coach Donovan dovesse optare per qualche minuto da 5: questo però dipenderà da Adams, che - se riuscisse a seguire discretamente sul perimetro Tucker - potrebbe essere un missmatch da sfruttare. In difesa su di lui, specialmente in crunch time, potrebbe finire Harden: oltre i luoghi comuni, The Beard dal post è oltre il clamoroso.



Restando sul prodotto di Arizona, Donovan potrebbe riservargli un trattamento simile a quello usato ultimamente con Lillard, ovvero una trap molto aggressiva a metà campo, costringendo Houston a far sviluppare il gioco dai vari House, Covington e compagnia, non trattatori di palla eccelsi.


Ciò ovviamente fino al ritorno di Westbrook, e sempre tenendo in conto che le serie si vincono con gli aggiustamenti - tipo piazzargli a uomo Paul nel crunch time.

In questo senso occhio anche a Dennis Schröder, specialmente sul lato difensivo, mentre D'Antoni potrebbe rispolverare una zona attenuata per evitare accoppiamenti scomodi. Cosa alla quella potrebbe rispondere omologamente OKC, decidendo di puntare sulla difesa del ferro come proprio punto forte - scelta già fatta, con risultati alterni, dai Bucks.

Insomma, sarà sicuramente una serie equilibrata e aperta.

Una previsione? OKC in 7 gare.




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