• Mattia Tiezzi

Roundtable: Play-In edition

Con gli ultimi accoppiamenti definiti e con l’inizio imminente dell’NBA Play-In Tournament, andiamo a scoprire le impressioni degli ospiti della nostra “tavola rotonda”.


FOTO: NBA.com

Prima di parlare di quelli che sono i matchup e le sfide che si prospettano per ogni Conference, serve dare una spiegazione esaustiva di come funzioni l'NBA Play-In Tournament 2021.


Lo scorso anno la formula prevedeva che, se la nona classificata, dopo una serie di partite nella NBA Bubble di Orlando, fosse arrivata entro le quattro vittorie di distanza dall'ottava, si sarebbe potuta giocare l'accesso ai Playoffs vincendo due partite di fila contro quest'ultima. Nella Bolla il torneo si è giocato solo ad Ovest, con i Portland Trail Blazers che hanno confermato l'ottavo posto contro i Memphis Grizzlies.


Quest'anno, invece, ci sono stati degli aggiustamenti. Nelle rispettive Conference, le squadre arrivate fra la settima e la decima posizione si incontrano secondo regole precise: in un primo turno, in base all’ordine di arrivo al termine della Regular Season, la nona classificata affronterà la decima, mentre la settima affronterà l’ottava, entrambe con una gara secca. La vincente fra settima e ottava occuperà il settimo seed ai Playoffs, mentre la perdente affronterà la vincente dello scontro fra nona e decima. Chi avrà successo in questo secondo turno si qualificherà ai Playoffs nello spot di ottava.


Gli incontri si giocheranno fra il 18 e il 21 maggio, secondo questa schedule:

  • 18 maggio: Charlotte Hornets (10°, Eastern) - Indiana Pacers (9°, Eastern) Washington Wizards (8°, Eastern) – Boston Celtics (7°, Eastern)

  • 19 maggio: San Antonio Spurs (10°, Western) – Memphis Grizzlies (9°, Western) Golden State Warriors (8°, Western) - Los Angeles Lakers (7°, Western)

  • 20 maggio: vincente 10° vs 9° contro perdente 8° vs 7° (Eastern)

  • 21 maggio: vincente 10° vs 9° contro perdente 8° vs 7° (Western)


Dopo aver definito i termini generali e con la tavola apparecchiata, è il momento di sentire le opinioni riguardo il Play-in Tournament dei nostri “commensali”:



Cosa pensate dell’introduzione del Play-In Tournament alla fine della Regular Season? Credete sia una buona idea o siete d’accordo con le parole di LeBron James?


Francesco Pio Conte: Non sono un grande fan dell’introduzione del Play-In, lo vedo come una cosa inutile e senza senso. Mettono più pressione sulle squadre e vanificano il lavoro fatto da quelle classificate come 7° e 8°. Quindi sì, mi rivedo nelle parole di LBJ.


Indiana Pacers Italia: Quando si cambia un format così storico e così ben collaudato viene sempre da storcere il naso. Diciamo che ci sono state idee ben peggiori, che fortunatamente non sono mai state prese in considerazione, e ci sarebbero potute essere idee migliori.


Alessandro Cerati: Credo che l’introduzione del Play-In sia un’ottima idea in questo contesto recente influenzato dal Covid e da stagioni accorciate. Lo è soprattutto per il fatto di rendere il finale di stagione regolare competitivo fino all’ultimo per le squadre coinvolte nel seeding, come si è visto quest’anno.


Filippo Ferraioli: Penso che, col senno di poi ovviamente, la NBA possa essersi pentita dell’introduzione del Play-In. Basta guardare a chi è arrivato settimo e ottavo e all’interesse che avrebbe qualsiasi serie con una di queste squadre protagonista, per capire la portata dell’azzardo preso da Silver e soci. Così facendo, il “rischio” è di avere i Pacers al posto dei Celtics o dei Wizards, o magari di tagliare fuori i Lakers o gli Warriors di un Curry candidato MVP. Quindi credo che, in generale, questo esperimento sarà vissuto con comprensibile trepidazione ai piani alti. E sinceramente penso (e mi auguro) che resterà un unicum, con un ritorno alla tradizione a partire dalla prossima stagione.


Niccolò Coveri: Mi sono già espresso, come al solito in maniera poco pacata e per niente democristiana, sulla questione più volte. Se il Play-In dà un senso – totale o almeno parziale – al finale di stagione, perché dovrebbe essere un problema? Perché due partite (al massimo, sempre che restino tali) dovrebbero risultare un problema? Solo perché i giocatori vogliono essere liberi di passeggiare nell’ultimo mese di Regular Season? Già abbiamo problemi a tenere un livello quantomeno accettabile per tutto l’anno, se cominciamo a mettere i paletti anche alle cose potenzialmente buone diventa ancor più dura vendere il prodotto. Con questi presupposti non solo si incentiva a non tirare i remi in barca con eccessivo anticipo, ma si valorizzano anche delle gare che senso e valore non ne avrebbero.


Elia Urbano: La mia risposta sul Play-In è molto semplice: credo che siano completamente inutili se non pericolosi per la salute e la mentalità dei giocatori. Dopo aver affrontato una Regular Season intera, soprattutto mettendomi nei panni di settime e ottave e ritrovandomi a giocare questo mini-torneo mi chiederei: “Come mai, se sono arrivato tra i primi otto, devo giocare queste partite per entrare nei Playoffs?”. Nonostante debba essere contento, da tifoso Grizzlies, per la partecipazione al Play-In, questo è il mio pensiero. Sono completamente d'accordo con LeBron.


Ilie Piacentini: Era una soluzione giusta in caso di “emergenza”. Serviva un modo per avere qualche match in più, con un valore anche sportivo da vendere in questi ultimi due anni a causa della riduzione delle gare. È servito sicuramente, è stato un bell’esperimento, ma credo che sia giusto abbandonarlo quando la situazione tornerà finalmente alla normalità. 82 gare di Regular Season sono più che sufficienti per determinare con chiarezza una classifica e stabilire le 16 che faranno i Playoffs. Su LeBron, tutte le opinioni sono legittime, ma penso siano sbagliati i tempi: certe critiche andrebbero fatte a priori quando immaginavi fossero lontane 5/6 posizioni e non alla fine quando ti ci trovi invischiato.


Davide Zaccaria: Personalmente ho da sempre trovato la formula Playoffs che vigeva fino allo scorso anno molto limitante. Spesso ci siamo trovati a fronteggiare situazioni in cui squadre con eguale o superiore record rispetto a quella in questione, appartenenti alla opposta Conference, sono rimaste fuori dalla corsa Playoffs solo in quanto (ad esempio) “Ovest è più competitivo di Est”. La formula del Play-In quantomeno amplia il range entro il quale le squadre possono ancora considerarsi in lotta per il titolo, ho trovato la formula ottima lo scorso anno e continuo a ritenerla totalmente positiva anche al netto del (fortissimo) rischio dei miei Lakers. Per quanto mi riguarda ho sempre sperato in un cambiamento, personalmente puntando verso la formula 1-16 con eliminazione totale delle Conference, ma mi rendo conto che per questioni di tempistiche e spostamenti lo stress psicofisico dei giocatori NBA, già elevatissimo, aumenterebbe ancora. Ora come ora il meccanismo non è ancora perfetto, ma lo considero decisamente migliorato rispetto alle edizioni precedenti, quindi sono favorevole in toto.


FOTO: NBA.com

C’è qualcosa che cambiereste nel formato in ottica futura per cercare di migliorarlo?


Francesco Pio Conte: No, non cambierei nulla, nella sua inutilità mi sembra comunque abbastanza equilibrato.


Indiana Pacers Italia: Forse fare il Play-In con una sfida al meglio delle 3 renderebbe il tutto più equilibrato.


Alessandro Cerati: Avevo dubbi sul meccanismo che si è scelto di attuare inizialmente, ma in realtà piuttosto che fare 7 vs 10 e 8 vs 9, credo sia più giusto così per mantenere un minimo di merito nell’aver raggiunto o meno una certa posizione.


Filippo Ferraioli: Tendenzialmente sono abbastanza sfavorevole all’idea del Play-In. Forse l’unica strada per renderlo percorribile potrebbe essere quella di una “forbice” ristretta come condizione per la disputa del mini-torneo. Penso ad esempio ad una soglia di partite di distacco, magari su questa falsariga: Play-In da disputare con due o meno partite di distacco tra la decima e la settima in classifica, oppure tra l’ottava e la nona della conference.


Niccolò Coveri: Ovviamente ci sono delle modifiche da fare. In primis magari una forbice di vittorie che permetta a una settima di andare direttamente ai Playoffs se c’è un determinato gap sull’ottava / nona / decima, ma sono sicuro che arriveranno. E che la cosa resterà e darà i suoi frutti, soprattutto con le nuove regole sulla Draft Lottery che scoraggiano sensibilmente chi molla a metà stagione. Le percentuali ormai sono così basse che vincerne 10 in più e sognare i Playoffs forse è più conveniente, o almeno tanto quanto giocarsi un certo numero di palline in più.


P.S. Capisco, invece, la diatriba sul numero delle gare di questa stagione. 72 partite dopo una stagione come quella passata possono sembrare tante. A quel punto, soprattutto considerando il calendario assurdo messo giù a marzo e aprile, pesano anche quelle due partite in più. Ma questo credo prescinda dalla questione Play-In. Anche perché, senza gli introiti televisivi finché non riapriranno a piena capienza i palazzetti, come può andare avanti la Lega? È tutta questione di (ri)trovare (speriamo già a partire dal prossimo anno) il giusto equilibrio.


Elia Urbano: Beh, essendo completamente in disaccordo lo eliminerei del tutto. Non mi sembra giusto che delle squadre arrivate tra le prime otto debbano uscire per mano di una squadra arrivata decima...


Ilie Piacentini: Personalmente lo eliminerei. Come detto, 82 gare sono sufficienti per stabilire chi va o no ai Playoffs. Potrebbero avere un senso nel caso si andasse (come si discute) verso una riduzione delle partite di stagione regolare (cosa comunque difficile per i dollari in meno che si guadagnerebbero). Nel caso si volesse scendere di numero, allora un formato Play-In costruito e con, magari, una mini-serie al meglio delle 3 partite per incrementare le gare interessanti per i diritti tv non sarebbe male.


Davide Zaccaria: Certo, dal punto di vista del format credo che (almeno per chi segue comodamente da casa) l’eliminazione delle Conference sia ancora auspicabile, dato che dal 2015 ad oggi, quando è stato accantonato il vantaggio del fattore campo a chiunque vincesse la propria Division, gli accoppiamenti sembrano decisamente più meritocratici ed equilibrati. Esempio più classico non potrebbe che essere quello dello scorso anno in cui le due teste di serie (Lakers e Clippers) erano provenienti dalla stessa Division e, seguendo il vecchio format, i Clips sarebbero scivolati in quinta posizione. Mantenendo stabile la situazione Play-In, il meccanismo potrebbe ulteriormente essere migliorato senza uno schema fisso di assegnazione di posti, poiché ora (a parte aver ridotto il tanking) invece che arrivare all’ottava posizione si punta ad arrivare alla decima, quindi l’andazzo generale cambia relativamente poco. Seguendo invece lo schema dello scorso anno, se si mantenesse il Play-In valido per ogni squadra avente un totale (ad esempio, 1/1.5) di partite di distanza dalla ottava posizione (anche dalla 8 alla 15 se sono tutte estremamente vicine, perché no?), credo si annullerebbe il rischio che una decima classificata elimini una settima anche se ci sono 8 partite di distanza tra loro.



Passando ai pronostici, cosa vi aspettate da questo primo turno Play-In per il vostro team? C’è qualche punto chiave su cui focalizzerete l’attenzione?



Charlotte Hornets – Indiana Pacers


Francesco Pio Conte: Da questo primo turno mi aspetto tanta competizione e spettacolo. Buttando un occhio a noi Hornets dobbiamo assolutamente resettare tutto. Dopo aver perso le ultime 5 partite chiaramente non entriamo nel Play-In con un morale alle stelle, ma abbiamo il dovere di rialzarci e di puntare all’ottavo posto, considerando che è assolutamente fattibile.


Indiana Pacers Italia: Ci aspettiamo di uscire. Fosse stato per noi avremmo alzato bandiera bianca già qualche settimana fa, per provare ad avere una pick migliore e una possibilità più concreta di avere un futuro più roseo. La chiave della sfida del Play-In per Indiana saranno gli accoppiamenti: con un lista infortunati così lunga, saranno gli aggiustamenti nelle rotazioni a determinare la competitività dei Pacers.




Washington Wizards - Boston Celtics


Alessandro Cerati: Boston non sta vivendo un momento felicissimo e sicuramente risentirà dell’assenza di Brown che è un giocatore prezioso tanto quanto Tatum per l’equilibrio del team. Dall’altro lato, Beal non è al 100% ma si spera che sia abbastanza in forma per dare il suo contributo. Per il resto il playmaking di Westbrook è di livello altissimo da qualche mese e, all’occorrenza, può essere uno scorer pericoloso per ogni difesa. La squadra è in ritmo e stanno giocando quasi tutti il miglior basket della stagione ultimamente. È una gara sicuramente da vincere e che si può vincere. Nel caso non fosse così, vedo difficile che i Wizards perdano due gare di fila e in una partita secca li vedo meglio di Charlotte e Indiana, che di recente in partite anche tirate hanno perso proprio con Washington. Anche qui comunque dipenderà molto dalla condizione fisica di diversi protagonisti di queste squadre che sono acciaccati o stanno recuperando.


Filippo Ferraioli: Credo che sul fronte Celtics una possibile arma in più possa essere rappresentata dal giocare con relativa leggerezza queste partite di spareggio. Le aspettative stagionali sono state ampiamente disattese, e un'eventuale eliminazione dai Playoffs (ancorché clamorosa) sarebbe vista solamente come una “piccola” aggiunta ad una annata già disastrosa a livello di risultati di squadra. Resto fiducioso della possibilità di entrare nel tabellone principale, magari battendo già dei Wizards che hanno dovuto rincorrere spremendo i loro giocatori-chiave (vedi gli acciacchi coi quali ha dovuto convivere ultimamente Beal), a fronte di una Boston che, sostanzialmente, è già focalizzata da dieci giorni sulla prospettiva del Play-In. Comunque, chissà, magari senza la “scimmia” della pressione del risultato tutto può succedere, anche perché questa squadra ha dimostrato più volte in passato di saper rendere al meglio quando non ha i riflettori puntati addosso.




San Antonio Spurs - Memphis Grizzlies


Niccolò Coveri: Diciamo che, come era prevedibile, non avremmo lasciato a desiderare. Siamo gli Spurs: a meno che non ci sia un caraibico all’orizzonte del Draft, non tankiamo. Sapevo che non saremmo stati a fondo classifica ma non pensavo che avremmo galleggiato a questi livelli con facilità, soprattutto considerando le defezioni avute nel corso della Regular Season. I Playoffs diretti erano francamente fuori portata. Giocarci il Play-In può essere magari interessante e la sfida con i Grizzlies è molto intrigante, perché entrambe abbiamo un core giovane, nonostante due concezioni di pallacanestro al momento diametralmente opposte. Domenica Memphis è stata abbacinata dal one man show di Curry e solo un momento di calo nel terzo quarto dei Warriors ha riaperto una partita che, altrimenti, sarebbe finita ancor prima di cominciare (che stagione del 30). Sono comunque una squadra ostica, perché corrono e hanno un sacco di gente con punti nelle mani e un buon QI cestistico, ma ci accoppiamo in maniera perfetta con loro su ogni fronte. Avessimo avuto White avrei detto che avremmo vinto senza problemi. In queste condizioni ho qualche dubbio in più, ma sono fiducioso. Se Poeltl dimostra tutto il buono e tutti i progressi fatti in questa stagione e riesce a limitare Valanciunas (e il rientrante JJJ, ancora lontano dai suoi standard), possiamo batterli senza problema. Anche perché Dejounte Murray è uno dei pochi nella Lega, oltre a White appunto, che può viaggiare alla velocità di Ja Morant.


Elia Urbano: Credo che i Grizzlies possano passare contro gli Spurs anche se poi, nel caso, ce la dovremmo vedere contro una corazzata come Lakers o Warriors... nel caso di passaggio di tutti e due i turni beccheremmo i Jazz che potrebbero essere, nonostante l'ottimo record, una squadra con cui avremmo un minimo di possibilità rispetto a molte altre. Spero che il coach si focalizzerà sulla difesa, nostro punto debole.




Golden State Warriors - Los Angeles Lakers


Ilie Piacentini: Il passaggio ai Playoffs. Credo che la squadra abbia tutto per prendere uno dei due posti. Potrebbe dare del filo da torcere, e magari sorprendere, i Lakers per il settimo posto, ma anche assicurarsi l’ottava piazza nello spareggio con la vincente tra Memphis e San Antonio. Le rotazioni più solide di questa parte finale di stagione, la crescita di Juan Toscano-Anderson e di Jordan Poole, l’impatto di questo Wiggins finalmente salito ai livelli che ci si aspettava da lui, la grinta e la voglia di vincere di Draymond che cresceranno ancora di più adesso che le gare contano davvero, e Steph... beh, con questo Steph e questi elementi davvero si puó passare il turno. E, perché no? Dar fastidio anche in una serie di Playoffs. Tutto passerà anche da come staranno i vari Lee, Paschall e Oubre (se ci sarà per i Playoffs) e da quanto riusciranno a dare Bell e Payton, che potrebbero giocare qualche minuto importante soprattutto per far rifiatare i titolari.


Davide Zaccaria: Battere qualsiasi squadra con una superstar in formissima è sempre tosta e, mentre su 7 gare non avrei assolutamente avuto problemi ad immaginarmi uno scenario possibile o più, su gara singola davvero tutto può succedere, specialmente se Curry è in giornata da 40+ punti. In linea di massima posso fare un banale pronostico in cui dico di vedere favoriti i Lakers (come farebbe qualsiasi persona al mondo, probabilmente) ma la singola gara è un campione davvero troppo piccolo, in cui variabili all’apparenza minime possono cambiare l’inerzia della partita in un batter d’occhio. Sono fiducioso, ma non nascondo di aver tifato Grizzlies l’altra sera...



In caso la vostra squadra dovesse giocarsi l’ottavo posto, quale sarebbe l’accoppiamento che preferireste - e perché?


Francesco Pio Conte: Ora dobbiamo pensare a battere i Pacers, ma tra Celtics e Wizards devo dire che preferisco i Wizards. Non perché non li veda come una squadra di livello, ma perché credo sia più fattibile.


Indiana Pacers Italia: Ci sono vari fattori da considerare. Indiana ha dimostrato di avere un attacco collaudato, ma difficoltà nell’altra metà campo. Con Beal sano sarebbe da evitare Washington, che già ci ha fatto male in questa stagione. Boston, con un Brown in meno, potrebbe essere un buon accoppiamento. Non vediamo nessuno in grado di poter limitare Sabonis (Boston ci riuscì 2 anni fa, ma il lituano è cresciuto parecchio nel frattempo).


Alessandro Cerati: Per lo stato attuale delle cose risponderei gli Hornets solo per il momento di forma, mi sembrano privi di fiducia. Credo comunque che siano abbastanza equivalenti ai Pacers, che forse hanno un pelo più di esperienza. In gara secca è comunque difficile fare discorsi che si possono estendere a una serie. Per dire due parole sul poi, sinceramente penso che i Wizards possano accoppiarsi meglio con i Nets che con i Sixers. Philadelphia è molto solida difensivamente, cosa che non si può dire dei Nets. In più, la difesa nel pitturato di Washington, anche se è migliorata col passare della stagione, soffrirebbe troppo Embiid o permetterebbe di lasciare troppo spazio sul perimetro alle altre ottime opzioni disponibili, nel caso si concentrassero eccessivamente su Joel o Simmons nei pressi del canestro. Con i Nets la vedo come una gara nella quale l’attacco segna di più ed è un gioco in cui qualche partita si può strappare con più probabilità. Entrambe le squadre sono più forti sia come roster che come coaching, comunque. Servirebbe un’impresa per superare il primo turno.


Filippo Ferraioli: Per ovvi motivi, in caso di sconfitta nel “primo turno” contro Washington, per i Celtics sarebbe auspicabile un accoppiamento con i Pacers. Charlotte ha dalla sua l’entusiasmo di aver superato le aspettative, e con il ritorno di LaMelo è tornata a far vedere quei flash già mostrati nel corso della prima parte di stagione. I Pacers paiono in pieno limbo da rifondazione, e mi sembra complicato assistere a un clamoroso colpo di coda in questi spareggi per accedere al tabellone principale.


Niccolò Coveri: Non succede, ma se succede, sarebbe bellissimo giocarci il win or go home coi Lakers. Probabilmente avremmo più chance coi Warriors, ma dato che anche in caso di accesso ai Playoffs faremmo da vittima sacrificale, preferirei godermi Pop che fa sudare le proverbiali sette camicie a LBJ e soci. Sarebbe una gara che non perderei per niente al mondo considerate le motivazioni dei giallo-viola e la pressione che avrebbero sulle spalle. E quando c’è da vestirsi da party crasher, ne abbiamo pochi avanti nella lega...


Elia Urbano: Beh, onestamente spero di prendere i Golden State Warriors, poiché hanno sicuramente una squadra molto meno attrezzata dei Lakers, visti i rientri dei vari James, Davis, Drummond... Nel caso di passaggio dei due turni, come detto in precedenza, sarei comunque molto soddisfatto dell'accoppiamento con i Jazz.


Ilie Piacentini: Nel caso di sconfitta con i Lakers, probabilmente sono i Grizzlies l’avversario “migliore”. È vero che sono giovani e aggressivi e sono arrivati davanti a San Antonio (e gli Spurs hanno avuto qualche problema di troppo in stagione) ma in una partita secca di quell’importanza non vuoi giocare contro Popovich. La “speranza” sarebbe proprio quella di arrivare ottavi, dato che l’accoppiamento con Utah è “migliore” a livello di roster. Le rotazioni si adattano meglio alle rotazioni e al gioco dei Warriors rispetto ai Suns. Phoenix è costruita in un modo che può mettere più in difficoltà la squadra, lo dimostrano le gare in Regular Season. Ovviamente, tanto dipenderà da noi e dal duo Steph&Dray, ma i Jazz sono un avversario più adatto.


Davide Zaccaria: I Grizzlies sono pericolosi e sono quasi sicuro che passeranno, ma comunque li preferisco. Penso comunque più al dopo. Da tifoso Lakers la mia priorità assoluta è evitare i Clippers: credo che battendo i Golden State Warriors potremmo avere la strada semi-spianata verso le Conference Finals. Le prime in classifica non le giudico delle contender che possano impensierire dei Lakers al 100%, quindi degli ipotetici accoppiamenti con Suns e Nuggets possono essere davvero l’ideale per poter arrivare in fondo. Certo, una sconfitta nel Play-In contro i Warriors ci metterebbe nei pasticci, anche se credo che i Lakers abbiano ancora le carte in regola per vincere contro qualsiasi avversario nella Lega in 7 partite.



Se doveste fare un pronostico, ad oggi, quali sono le squadre che vedreste uscire vincenti ad Est e ad Ovest dal Play-In? Cosa vi spinge a darle per favorite?


Francesco Pio Conte: Credo che ad Est usciranno vincitori i Celtics come settimo posto, essendo a mio parere la squadra migliore tra le quattro. Per la seconda, non posso che sperare negli Hornets come ottavo posto, dato che sono loro tifoso. Ad Ovest invece vedo passare i Lakers al settimo posto, anche se credo sarà molto interessante vedere come si confronteranno con gli Warriors. Vedo i Grizzlies favoriti per l’ottavo posto, dato che gli Spurs non sembrano in gran forma, considerando che hanno vinto solo 2 delle ultime 12 partite.


Indiana Pacers Italia: Ancora una volta farei attenzione ai Wizards. Stanno viaggiando sulle ali dell’entusiasmo e hanno fatto una clamorosa rimonta per poter partecipare a questo Play-In. Nell’altra Conference, se LeBron è presente, non vediamo come gli Warriors possano batterli. Troppo profondi e con una batteria di lunghi difficile da gestire per Curry & Co. L’esperienza ad alti livelli di Golden State però potrebbe fare la differenza contro le due "cenerentole" Memphis o San Antonio.


Alessandro Cerati: Ad Ovest credo che i Lakers avranno il settimo seed e Golden State l’ottavo, a Est sono Wizards e Celtics le mie scelte. I Lakers credo batteranno i Warriors perché sono semplicemente troppo completi sui due lati del campo, e oltre ad avere LeBron sono avvantaggiati in quasi ogni matchup escluso quello con Steph. D’altra parte vedo difficile che Golden State perda due gare di fila con questo Steph e con la difesa molto solida che hanno, e sia contro Memphis che contro San Antonio quest’anno ne hanno vinte 2 su 3. Sull’altra costa gli Hornets stanno vivendo un momento abbastanza difficile di recente e arrivano sfiduciati, senza contare che sono una squadra giovane senza troppa esperienza Playoffs. Indiana si sta riprendendo invece nelle ultime settimane e mi sembra una squadra abbastanza solida, ma molto dirà la presenza o non presenza di Brogdon. Di Wizards e Celtics abbiamo parlato sopra. Sarei sorpreso se la sconfitta tra le due perdesse anche la seconda partita per l’ottavo posto.


Filippo Ferraioli: Partendo dalla Eastern Conference, se dovessi giocarmi il canonico dollaro sulle due squadre che entreranno nel tabellone principale direi Boston e Charlotte. Washington ha messo insieme una rincorsa eccezionale per arrampicarsi a un ottavo posto del tutto impronosticabile, ma penso che nel confronto diretto i Celtics possano avere qualcosa in più, al netto dell’annata clamorosa messa insieme da Westbrook. Charlotte, come detto, ha entusiasmo e freschezza che possono tornare decisamente utili in partite secche come queste, nelle quali gli Hornets potrebbero essere aiutati dal non sentire troppo il peso del pallone, vivendo come un “bonus” la chance di entrare in tabellone.


Niccolò Coveri: Spero Washington e Charlotte a Est, perché se lo meritano. Niente da togliere a Indiana e soprattutto Boston, ma Pacers e Celtics sono attualmente in condizioni pessime e non vedo grossi margini di miglioramento nelle prossime settimane. Wizards e Hornets non sono di un altro livello, ma sono in forma decisamente migliore (da capire come sta Beal, in caso) e gli accoppiamenti di Westbrook contro il suo passato e LaMelo alla prima esperienza Playoffs contro Simmons mi entusiasmerebbero e non poco. A Ovest Lakers e Warriors, in un modo o nell’altro, credo la spunteranno. Da definire in che posizione, rispettivamente. I Warriors saranno una mina vagante per tutti, ma non li vedo oltre le 5 gare, a prescindere dall’avversaria. Per quanto paradossale possa sembrare, credo i Lakers invece preferiscano di gran lunga giocarsela contro i Jazz al primo turno, al momento, rispetto ai Suns. Phoenix ha decisamente mollato nelle ultime 2 settimane ma ha fatto vedere qualcosa difensivamente di molto simile al rendimento giallo-viola e, cosa da non sottovalutare, ha un gestore di serie come CP3 e numerosi potenziali LeBron stopper. A differenza dei Jazz, che avranno i soliti problemi con la gestione offensiva di Gobert e dovranno aggrapparsi ad uno step-up di Mitchell/Clarkson/Ingles per mantenere standard offensivi compatibili con la post-season.


Elia Urbano: Se dovessi fare un pronostico a riguardo delle squadre vincenti direi (nonostante sia un tifoso Grizzlies) Warriors e Lakers ad Ovest, Celtics e Wizards ad Est. La scelta viene sicuramente da Curry, un assoluto trascinatore (insieme a Draymond Green), e dal ritorno a pieno organico dei Lakers, con i rientri di Davis e James che li rendono la vera contender. Ad Est Boston e Washington poiché, nonostante l'infortunio di Brown, i Celtics hanno una squadra sicuramente superiore ai Pacers e agli Hornets, e soprattutto mi aspetto un Tatum affamatissimo ai Playoffs. Per i Wizards la spiegazione è più semplice: hanno Beal e Westbrook, il primo una macchina da punti, l'altro un vero e proprio trattore capace di trascinare in tutto e per tutto i compagni.


Ilie Piacentini: Ad oggi sarei stupito di non vedere nell’ordine Lakers e Warriors a Ovest, e Washington e Boston a Est. I Lakers, anche con i problemi (fisici e non) degli ultimi tempi, sono una delle favorite finali d’obbligo e hanno LeBron e Davis. I Warriors con questo Steph sono la squadra migliore delle altre tre e quindi ci si aspetta che passino il turno e regolino chiunque esca dall’altra gara. Ad Est, questi Wizards partiti con dubbi e critiche hanno trovato la quadra e la convivenza tra Beal e Westbrook, diventando una squadra molto solida che sta cavalcando un periodo di forma. Dall’altra parte, Boston ha delle difficoltà ma resta una squadra superiore alle altre due e ha esperienza di Playoffs e di lotta per un obiettivo. Questo può influire (e molto) in questo tipo di partite.


Davide Zaccaria: Ad Est do quasi per certi dentro i Celtics, anche se per pura preferenza personale li vorrei ad un'ottava posizione per vederli giocare contro i Sixers, mentre alla 7 vedrei bene Washington, dato che un bel Westbrook vs Durant ai Playoffs è sempre auspicabile. I Pacers sono davvero stati troppo sfortunati durante la stagione e dubito fortemente di vederli ai Playoffs. Ad Ovest credo che i Golden State Warriors non possano che fare i Playoffs con un Curry così e, distaccandomi dalle scaramanzie del tifoso, credo che i Lakers siano ampiamente la squadra più forte non solo delle quattro del Play-In ma anche della Conference (Lega?) in generale. Ripeto, il rischio di non fare i Playoffs c’è, basta perdere due gare, ma non mi sorprenderei se, battuti i Warriors, arrivassimo a sollevare il Larry O’Brien Trophy a luglio.