• Mattia Tiezzi

Roundtable, Playoffs edition: contenders e pretenders

A meno di un mese dall’inizio della post-season, quali sono le contender e le pretender del 2021?




La clessidra della Regular Season NBA si sta svuotando granello dopo granello, partita dopo partita. Con le gerarchie che si stanno delineando, diventa sempre più importante cercare di capire quali siano i profili di squadra da seguire maggiormente nella corsa al “Larry O’Brien” Championship Trophy.


Sedendoci alla "tavola rotonda" con la crew del canale Twitch “AroundTheNBA”, con un confronto incrociato abbiamo selezionato quelli che potrebbero essere i team in grado di competere per la vittoria finale, classificando ciascuno in contender e pretender. Nella prima categoria rientrano quei profili con alte probabilità di giocarsi il titolo alle NBA Finals e un’organizzazione costruita per queste situazioni; nella seconda, quegli organici che hanno più basse probabilità di raggiungere la vetta ma che, per un motivo o per un altro, possono diventare le principali antagoniste dei favoriti.


Qui di seguito la lista:


Western Conference

  • Utah Jazz

  • Phoenix Suns

  • Los Angeles Clippers

  • Denver Nuggets

  • Los Angeles Lakers


Eastern Conference

  • Brooklyn Nets

  • Philadelphia 76ers

  • Milwuakee Bucks

  • Boston Celtics

  • Miami Heat


Si noti che il criterio scelto non si basa solo sui risultati della Regular Season, ma anche su quello che è lo storico recente delle varie squadre e la capacità dei vari roster di adattarsi, in previsione, ad accoppiamenti di livello Playoffs su sette gare, valutando profondità delle rotazioni, talento individuale e versatilità del sistema.


Per quanto riguarda il criterio delle esclusioni, invece, è stato eseguito un ballottaggio che ha raggiunto questo risultato. Ciò non implica che non possano esserci “sorprese” o che la scelta sia universale, ma che, semplicemente, nel campione preso in considerazione non sia stata ottenuta la maggioranza per l’inclusione in lista.



Around the NBA: Emil Cambiganu, Federico Turrisi, Mattia Tiezzi, Nadir Namane, Genny Markabaoui.


FOTO: NBA.com

Utah Jazz


Record: 45-17, 1° nella Western Conference

Off. Rating: 117.2 (4°); Def. Rating: 108.1 (3°); Net Rating: +9.1 (1°)


Emil: pretender. Squadra organizzata e solida, perfetta per la Regular Season, che però potrebbe pagare nuovamente la limitata mobilità difensiva di Rudy Gobert. Pensando anche alla serie contro Denver nella scorsa edizione, per non tornare troppo indietro, il francese ha accusato molto sia il matchup con Jokic che lo switch su Murray. Fattore rilevante, pensando anche a un eventuale primo turno contro i Curry o Lillard del caso.


Federico: pretender. Sono una buona squadra, quest’anno avranno anche Bogdanovic e un Mitchell un po’ più riposato, ma hanno troppe incognite. Il Gobert del passato recente è stato un deficit, il roster potrebbe rivelarsi limitato.


Mattia: pretender, a malincuore. Quinn Snyder ha costruito un sistema perfetto in questi anni per il materiale avuto a disposizione, trasformando Gobert in un vero e proprio “paint protector”, citando Ben Taylor. È difficile vederli uscire di nuovo in un primo turno ma, per quanto belli da vedere, non credo possano competere con squadre come Lakers o Clippers. Non tanto per i limiti difensivi di Gobert, su cui penso abbia giocato molto il caso, ma sull’impatto dei singoli offensivamente. Se la sinfonia dei Jazz dovesse stonare, non vedo dei solisti in grado di salvare la performance corale. Nonostante il Mitchell della bolla si sia dimostrato un ottimo primo violino, non so se sarà replicabile.


Nadir: pretender. Hanno dominato la Regular Season in lungo e in largo fino ad ora. Hanno il miglior Net Rating della NBA, dimostrando di essere cresciuti per l’ennesima volta. Gobert sta giocando da DPOY, Mitchell e Conley hanno affinato il loro affiatamento e la panchina guidata da Ingles, Clarkson e Favors non fa sentire la mancanza dei titolari. Il dubbio però rimane il solito: quanto sarà limitante la poca versatilità difensiva di Gobert a livello Playoffs? Se in Regular Season puoi permetterti di giocare in drop coverage (e fai bene, avendo quello che probabilmente è il miglior rim protector della Lega), in post-season l’assenza di un difensore point-of-attack di spessore inizierà a pesare, soprattutto contro giocatori molto bravi nel pull-up jumper.


Genny: pretender. Personalmente, non vedo tante speranze per i Jazz in post-season. Il loro sistema, troppo attaccato alla qualità del tiro dal perimetro, potrebbe giocare brutti scherzi qualora l’aria si facesse rarefatta. Non casualmente, le sconfitte contro squadre non particolarmente ostiche sulla carta sono derivate da brutte prestazioni al tiro (28% da 3 contro Minnesota, l’ultima delle sconfitte). Questo non è da sottovalutare in chiave Playoffs. In più, difensivamente, il nodo Rudy Gobert sarà banco di prova per coach Snyder.



FOTO: NBA.com

Phoenix Suns


Record: 44-18, 2° nella Western Conference

Off. Rating: 116.2 (7°); Def. Rating: 110.2 (5°); Net Rating: +6.0 (4°)


Emil: pretender. Un'altra macchina ben costruita da coach Monty Williams e Chris Paul, ma che ai Playoffs potrebbe, a mio parere, soffrire gli aggiustamenti delle difese avversarie. In particolare, i Suns potrebbero non trovare risposta a sistemi in grado di cambiare su tutti i blocchi (o “non-blocchi”), principale minaccia dell’attacco di Phoenix.


Federico: contender, con un punto interrogativo. Hanno ottimi difensori, come Bridges, Crowder e DA. L’incognita maggiore consiste nella tenuta fisica del roster, in particolare di Chris Paul: se quest’ultimo è integro, allora possono essere una seria contender. Altre incertezze sono dovute alla durezza mentale di Ayton, che accusa spesso cali sulle due metà campo ed è alla prima apparizione ai Playoffs. Se il suo mindset e quello di squadra sono giusti, lo è anche essere ambiziosi.


Mattia: contender. Quello che più mi impressiona dei Suns è l’impostazione difensiva. Mikal Bridges è uno dei migliori point-of-attack defender dell’intera Lega, nel più alto percentile di Basketball-Index per matchup difficulty - il tutto tirando con il 40% da tre punti. Ayton è uno dei lunghi più versatili in assoluto, mentre Crowder ha già dimostrato le sue capacità lo scorso anno con gli Heat. Sono il miglior accoppiamento per l’attacco dei Lakers, ad Ovest. Il punto di svolta gravita attorno a Devin Booker: è il miglior attaccante dei Suns, l’unico davvero in grado di scardinare aggiustamenti difensivi di ogni tipo. È importante che sia costante ed efficace nei finali di partita punto a punto, accanto a Paul. Come sottolineato anche da coach Monty Williams in alcune conferenze stampa, sarà importante che D-Book e il resto della squadra restino solidi mentalmente, l’unico aspetto preoccupante a causa dell’inesperienza del roster.


Nadir: pretender. Sono probabilmente la sorpresa di questa stagione. Per quanto si potesse pensare che sarebbero migliorati, anche vista l’aggiunta di CP3, nessuno si aspettava questo salto di qualità. Hanno il quarto miglior Net Rating della Lega. Sono completi in tutti i reparti e su entrambi i lati del campo, con una buonissima rotazione anche a livello Playoffs. Cosa mi porta a metterli tra le pretender invece che tra le contender? Semplicemente l’inesperienza della maggior parte del quintetto titolare. Tre giocatori fondamentali come Booker, Bridges ed Ayton, oltre ad essere relativamente giovani, non sono mai stati ai Playoffs, e questo genera ovvi dubbi su quello che potrebbe essere il loro rendimento sotto pressione.


Genny: contender. Sono intrigato da quello che i Suns potranno fare finita la Regular Season. L’apporto di Chris Paul (ne abbiamo parlato qui) è stato importante per il roster, soprattutto in chiave mentale. CP3 non si presenterà certo con l’intenzione di uscire al primo turno, e mi aspetto che la loro candidatura si riveli seria.



FOTO: NBA.com

LOS ANGELES CLIPPERS


Record: 43-21, 3° nella Western Conference

Off. Rating: 117.9 (2°); Def. Rating: 111.5 (11°); Net Rating: +6.4 (2°)


Emil: contender. Secondo me, l'unica squadra in grado impensierire i Lakers. La difesa non ha difetti, con giocatori in grado di cambiare su più ruoli. In attacco, il 97.1 di Pace li pone fra gli ultimi della Lega, con molti tiri allo scadere, ma la presenza di interpreti di lusso (Paul George su tutti) li rende super efficienti.


Federico: contender. Sono forse la squadra con più chance di contrastare i Lakers in una possibile serie Playoffs, nonostante non sia un grande estimatore del duo Leonard-George. Prima dell’aggiunta di Rondo, inoltre, si notava la totale assenza di playmaking, area in cui l’ex Hawks si è rivelato (e si rivelerà) utilissimo. Dopo il rientro dall’infortunio, Serge Ibaka sarà l’ago della bilancia, difensivamente e offensivamente.


Mattia: contender. Il dato assurdo sui Clippers è il fatto che ci siano otto giocatori con più del 40% da tre, di più potenzialmente. Nonostante ciò, credo che in ottica Playoffs il loro attacco rischi di dipendere troppo dalla gravity esercitata da Leonard o George, rischiando di diventare monodimensionale e prevedibile. Sono curioso dell’impatto che avrà Rondo, a questo punto. Un occhio di riguardo è da tenere su Batum, che si è dimostrato in grado di cambiare difensivamente su tre ruoli e di tirare con ottime percentuali. Vedremo se l’inciampo della passata stagione sia stato un caso o una consuetudine.


Nadir: contender. Fino all’ultimo secondo sono stato combattuto sull’inserirli tra le contender o meno. Mi hanno convinto l’ossatura della squadra, guidata da Kawhi e Paul George, che si è rinforzata ulteriormente aggiungendo Ibaka e Rondo. Giocatori che, oltre all’apporto in campo, possono dare quella leadership e mentalità che tanto sono mancate ai losangelini nell’arco della scorsa run ai Playoffs. La squadra gioca un basket più adatto ai suoi interpreti, ma continua ad apparire un po’ prevedibile e statica nei finali di partita quando le difese si chiudono. In situazioni di clutch time hanno un Offensive Rating di 103, metrica preoccupante in vista della post-season, dove comunque potranno contare su una difesa solidissima.


Genny: contender. Probabilmente la contender con più incognite: i Clippers quest’anno sono la classica squadra che ai Playoffs può allacciarsi le scarpe e farne 150, oppure non scendere in campo subendo un blowout. Nonostante siano la squadra con uno dei migliori Offensive Rating all-time, il loro attacco è molto statico e spesso si affida troppo alle qualità di PG e Kawhi. Nonostante ciò, la loro difesa, probabilmente la migliore in tutto il panorama della Western Conference, li rende un'assoluta contender, potendo affidarsi su tanti specialisti, anche dalla panchina. Fatto sta che, dopo l’anno scorso, avranno un’enorme pressione sulle spalle.



FOTO: NBA.com


DENVER NUGGETS


Record: 42-21, 4° nella Western Conference

Off. Rating: 117.5 (4°); Def. Rating: 112.0 (13°); Net Rating: +5.5 (5°)


Emil: pretender. L'infortunio di Jamal Murray ha ovviamente tolto spinta e molte possibilità ai Nuggets. A indorare la pillola potrebbe non esserci nemmeno un accoppiamento favorevole al primo turno, in cui sono previsti i Lakers. La probabilità di vederli fuori già nelle prime battute, in questo caso, si farebbe molto alta.


Federico: pretender. Prima dell’infortunio di Murray li avrei messi più in alto. Malone dovrà snaturare il gioco espresso negli anni scorsi, dando anche molte più responsabilità a Michael Porter Jr, che sta comunque rispondendo bene. È un peccato non vederli al completo con questo Jokic, servirà l’impegno della second unit, da cui avrà un aumento del minutaggio Millsap.


Mattia: pretender, retrocessi a causa della perdita di Murray. Porter Jr ne sta beneficiando in termini di produzione e progresso, Gordon è solido su entrambi i lati, Jokic in formato MVP, ma non mi sembra abbastanza da metterli alla pari delle due di LA.


Nadir: pretender. Qui mi piange il cuore. Se me lo aveste chiesto un paio di settimane fa, li avrei messi tra le contender, addirittura davanti ai Clippers. Con la conclusione della stagione di Murray sono probabilmente terminate anche le speranze dei Nuggets. Poco dopo si è infortunato Will Barton, per il ritorno del quale non è stata ancora presentata una timetable, andando così a togliere l’ultimo point-of-attack defender a disposizione di coach Malone. Nonostante ciò, i Nuggets continuano a vincere, dimostrando la loro solidità e l’enorme qualità a loro disposizione. Jokic sta disputando una stagione fuori da ogni logica, come dimostrato dalle maggiori statistiche all-in-one, che lo danno tutte come miglior giocatore della stagione con discreto margine. Non dubito che offensivamente riusciranno comunque a disputare degli ottimi Playoffs, ma le assenze, miste al possibile scontro contro i Lakers, rischiano di condannarli a una prematura uscita al primo turno. Diventa quindi importantissima la corsa al terzo posto, che darebbe qualche speranza in più di allungare il loro cammino in post-season.


Genny: pretender, purtroppo. Denver è la squadra che, nonostante i pochi movimenti, è uscita maggiormente rafforzata dalla trade deadline: Aaron Gordon è indiscutibilmente un’aggiunta mirata e perfetta per il sistema Nuggets, che aveva perso Jerami Grant nell’ultima offseason. Il roster al completo sarebbe assolutamente da contender - per accoppiamenti uno dei favoriti a Ovest, secondo me. Gli infortuni hanno purtroppo portato via un pezzo pregiatissimo, Jamal Murray, oltre ad un membro di rotazione importante come Barton. L’equilibrio andato via con gli infortuni adesso porta la squadra ad affidarsi a Nikola Jokic, su cui si appoggeranno completamente in post-season.



FOTO: NBA.com


LOS ANGELES LAKERS


Record: 36-26, 5° nella Western Conference

Off. Rating: 110.0 (23°); Def. Rating: 106.7 (1°); Net Rating: +3.3 (8°)


Emil: LA contender dell'oOvest. Non molto da aggiungere se non che, come per i Nets dall'altra parte, si tratti di arrivare ai Playoffs sani e al completo. A quel punto, l'80% del lavoro per l'accesso alle NBA Finals sarà svolto in partenza.


Federico: contender. Il roster è addirittura migliorato dall’anno scorso, con le aggiunte di Harrell, Schröder e, adesso, Drummond. Sono molto ottimista sui rientri a pieno regime di Anthony Davis e LeBron James, che saranno riposati per i Playoffs. Tra gli altri pregi, c’è il lavoro eccezionale svolto da Vogel sulla fase difensiva e lo sviluppo di Kuzma, che ha migliorato la shot selection e sembra più maturo su entrambe le metà campo.


Mattia: contender. Credo che gli infortuni di Davis e LeBron abbiano distolto l’opinione pubblica da quello che è stato il dominio dei Lakers nella NBA Bubble di Orlando. Certo, partire da una posizione di svantaggio allungherà la durata dei Playoffs e lo stress fisico sulle due star, ma il solo fatto che siano rimasti la squadra difensivamente più efficace della Lega nonostante le assenze è la prova di quanto questo organico possa rivelarsi vincente. Unica nota: non mi aspetto di vedere Drummond a chiudere le partite, visti i progressi di Kuzma.


Nadir: contender. Si può non considerare contender una squadra che schiera LeBron James ed Anthony Davis? Sono i campioni in carica e dall’anno scorso si sono pure rinforzati, aggiungendo creation e QI cestistico. Solo eventuali infortuni possono fermarli, ma la combo di solidità difensiva e attacco guidato da un top 2 all-time è attualmente inarrestabile. Interessante l'eventuale sfida con i Nets nelle Finals, unica squadra che potrebbe impensierirli.


Genny: contender. L’anno scorso i Lakers sulla carta non partivano proprio favoriti, ci si aspettava le serie con i cugini di LA e con i Bucks del greco. Come tutti sappiamo, nessuna delle due cose si è avverata, e il titolo è andato alla franchigia giallo-viola. Ad oggi i Lakers presentano un roster superiore a quello dello scorso anello, un’intesa e un gioco migliorati, ma un record nettamente peggiore. Proprio come i Nets, sarà da vedere come i Lakers si riprenderanno dagli attuali infortuni e come reagiranno ad un percorso Playoffs complicato come quello che deriverà dalla loro posizione finale.



FOTO: NBA.com


BROOKLYN NETS


Record: 43-20, 1° nella Eastern Conference

Off. Rating: 118.4 (1°); Def. Rating: 113.7 (24°); Net Rating: +4.7 (7°)


Emil: a mio parere, l'unica vera contender dell'Est, sempre che siano al completo. Vero è che la difesa di squadra lascia un po' a desiderare, vero anche che i Big Three hanno giocato poco e niente insieme, ma hanno comunque avuto modo di dimostrare che al completo non sono arginabili offensivamente, in nessun modo.


Federico: la super contender dell’Est. Non vedo come potrebbe essere altrimenti con Durant, Irving e Harden a roster. La gravity generata dai tre ha evidenziato il rendimento di Joe Harris, un giocatore estremamente funzionale, cresciuto anche difensivamente. I Nets sono l’emblema di una contender, ma ho un po’ di dubbi su chi possa chiudere le partite da 5, specialmente se il candidato dovesse essere Bruce Brown. Il motivo per cui non sono i miei favoriti assoluti nella corsa al titolo è la poca alchimia che potrebbe crearsi fra le tre star, con uno sguardo all’equilibrio dello spogliatoio: in un momento di tensione, non sono sicuro che Nash possa riuscire a tenere l’organico unito. Detto questo, se anche uno dei tre fosse fuori per infortuni, resterebbero comunque una contender, il talento puro è troppo.


Mattia: contender. Penso basti un dato: la lineup candidata a chiudere le partite, con i Big Three, Joe Harris e Jeff Green, genera 136.4 punti su 100 possessi, per un differenziale di +26.7. Il campione di Cleaning The Glass non è certo ampio (151 possessi totali), ma rende l’idea di quanto immarcabile sia questo sistema offensivo. Ad Est sono la mia favorita, mentre sarei curioso di vederli scontrare con la difesa dei Lakers. Sarebbe la serie, tecnicamente e tatticamente, più spettacolare.


Nadir: contender. I dati parlano chiaro. Hanno un offensive rating di 118.4, il migliore della Lega ed il più alto mai registrato, a dimostrazione della qualità offensiva a loro disposizione. Nonostante i Big Three abbiano giocato solamente 7 partite insieme finora, hanno tenuto un Offensive Rating di 122.4 e un Net Rating di +8.4. Le poche partite giocate insieme dai tre sono però anche il più grande dubbio per la squadra. Ai Playoffs basteranno i 186 minuti complessivi giocati dal trio per avere una buona chimica di squadra? Inoltre, riusciranno a rimanere sani per tutta la post-season? Se la risposta ad entrambe le domande è "sì", allora i Nets non dovrebbero avere difficoltà ad arrivare alle Finals.


Genny: contender dell’Est, se ce n’è una. Non credo ci sia molto da dire: uno star power visto pochissime volte nella storia, sommato a importanti role player che stanno facendo la differenza in una stagione piena di infortuni: Bruce Brown, Landry Shamet e, soprattutto, Nicolas Claxton, Joe Harris e Jeff Green. L’unico punto interrogativo è scaturito dalla poca confidenza che i Big Three hanno fra di loro: Kyrie Irving, James Harden e Kevin Durant hanno giocato solamente 7 partite insieme, che potrebbero non aumentare per l’inizio dei Playoffs. In ogni caso, ad oggi, i Nets hanno veramente pochissimi punti deboli sul gioco espresso.



FOTO: NBA.com

PHILADELPHIA 76ERS


Record: 41-21, 2° nella Eastern Conference

Off. Rating: 112.6 (13°); Def. Rating: 107.6 (2°); Net Rating: +5.0 (6°)


Emil: contender. I 76ers, giunti al culmine del loro processo di crescita, sono la squadra giusta per sfruttare eventuali opportunità concesse dai Nets. Questi ultimi, in un eventuale scontro, non avrebbero un singolo giocatore da inserire nel matchup con Embiid, il che potrebbe rivelarsi un fattore non da poco.


Federico: contender. Questo è l’anno della consacrazione di Embiid. Oltre all’MVP season, affronterà quasi sempre matchup favorevoli ai Playoffs, sarà tendenzialmente immarcabile. Inoltre, la squadra è difensivamente versatile, con Simmons in grado di cambiare su chiunque a cui aggiungere copertura perimetrale e rim protection di Embiid. C’è un “ma” bello grande, però, secondo me. Oltre ai dubbi sulla tenuta mentale di Tobias Harris in post-season, il fit con Simmons non è eccezionale. Se il roster allenato da Doc Rivers non dovesse avere successo, arriverà il momento di prendere decisioni, con Simmons che ne pagherebbe senza dubbio le conseguenze.


Mattia: contender. L’unica squadra in grado di insidiare i Nets, che avrebbero da gestire il problema Embiid. Per il resto, serve una produzione costante di Tobias Harris e una maggior aggressività di Ben Simmons. Quest’ultimo, se non palla in mano, viene usato come tagliante sul post di Embiid per liberare i tiratori. Sarà importante che sappia usare le occasioni concesse dalla difesa per attaccare il ferro e non limitare lo spacing dei Sixers. Ponendo, per assurdo, che avvenga un incontro con i Lakers, sarei curioso di osservare i matchup Davis-Embiid e James-Simmons.


Nadir: contender. Subito dietro i Nets, guidati da un Embiid clamoroso, fanno di una difesa solidissima la loro forza. Il loro Defensive Rating di 107.6 è il secondo miglior valore della Lega in questa stagione. Tengono gli avversari al 52.3% di eFG% e al 15.4% di TOV% (terzi nella Lega in entrambe le categorie), secondo NBA.com. A livello Playoffs non ho dubbi riguardo la loro difesa. Ciò che preoccupa è, al solito, l’attacco a metà campo. Molto si basa sul lavoro in post di Embiid, che senza dubbio riuscirà a fare bene anche in post-season. Posto questo, quanto sarà efficace, invece, Ben Simmons ad attaccare il ferro ed essere aggressivo senza palla per sfruttare i (probabili) raddoppi che dovrà affrontare il centro camerunense? Da questo e dall’efficienza di Tobias Harris passeranno i destini dei 76ers, che probabilmente al secondo turno avranno già uno scoglio importante da superare come i Bucks.


Genny: contender. Non si vedeva una squadra con ambizioni così alte cavalcare le abilità del proprio lungo dai Mavs di Nowitzki. D’altronde, non sfruttare in tutto e per tutto un’istituzione come Joel Embiid, uomo da 29.5 punti a partita con 63% di TS, è molto difficile. Nell’estate scorsa rimodellare il roster intorno al centro è stata un’operazione riuscita sicuramente meglio rispetto all’ultima offseason in mano ad Elton Brand: le aggiunte di Danny Green e Seth Curry, sommate alla pick di Tyrese Maxey, fanno sì che i 76ers siano la principale candidata a mettere i bastoni tra le ruote ai Nets.



FOTO: NBA.com

MILWUAKEE BUCKS


Record: 38-24, 3° nella Eastern Conference

Off. Rating: 116.9 (5°); Def. Rating: 110.7 (7°); Net Rating: +6.2 (3°)


Emil: pretender. Tucker, e soprattutto Holiday, sono due rinforzi importanti, ma non sembrano abbastanza per sopperire alle solite mancanze ai Playoffs. Inoltre, in un probabile secondo turno, i 76ers avrebbero le armi difensive per limitare Giannis e quelle offensive per metterlo in difficoltà, creando un accoppiamento per nulla facile per la squadra allenata da Budenholzer.


Federico: contender. Come per i Suns, anche qui un punto interrogativo. Il roster è più profondo, migliorato dall’aggiunta di Jrue Holiday e PJ Tucker, che può chiudere le partite. Le incognite derivano sia dal fatto che Brook Lopez non sia, ad oggi, un giocatore adatto ad avere un minutaggio sostanzioso, sia dal fatto che Giannis debba giocare da 5, con Jrue come portatore primario. In più, Middleton è al vero banco di prova, mentre coach Bud alla sua ultima possibilità. Nonostante questi dubbi, li inserisco al livello di Philadelphia.


Mattia: contender. L’unica squadra che potrebbe provare a limitare Embiid, in caso si decidesse di usare Antetokounmpo da 5. Per il resto, trovo i Bucks molto preparati difensivamente e tutti da testare offensivamente. Che intendo? Che Holiday al posto di Bledsoe ai Playoffs è un’arma molto più funzionale per sfruttare la gravity di Giannis. Ancora un passo indietro rispetto a Brooklyn, ma sicuramente quella più organizzata dell’Est per eventuali matchup.


Nadir: ultima delle contender ad Est. Dopo un inizio di stagione traballante hanno finalmente ingranato svariate marce e assomigliano sempre di più alla macchina da Regular Season che abbiamo visto nelle scorse stagioni. Il passo successivo sarà affrontare nel modo giusto la post-season, probabilmente ultima possibilità che sarà data a coach Bud. Per me tutto passa dall’utilizzo che deciderà di fare di Giannis. Con l’aggiunta di PJ Tucker alla deadline si prospetta un quintetto con lui e Antetokounmpo da 4 e 5, che garantirebbe più versatilità difensiva. A ciò potrebbe aggiungersi, finalmente, un minutaggio maggiore per il greco, che forse verrà sfruttato più off ball, garantendogli così ricezione in situazioni dinamiche, nelle quali risulta pressoché inarrestabile.


Genny: assoluta contender. Non puoi non esserlo quando al due volte MVP aggiungi un creatore e difensore di altissimo livello come Holiday, inserendo anche un veterano come PJ Tucker, che può essere fondamentale in chiave Playoffs. Il loro problema è sempre quello del coach: Budenholzer potrebbe essere ai titoli di coda con la franchigia del Wisconsin, con molte controversie legate allo Usage che viene fatto di Antetokounmpo. Il roster è comunque di assoluto livello, vorrei vederlo in un turno contro i 76ers, sulla carta una delle serie più avvincenti dei prossimi Playoffs.



FOTO: NBA.com

BOSTON CELTICS


Record: 33-30, 6° nella Eastern Conference

Off. Rating: 113.7 (12°); Def. Rating: 112.0 (13°); Net Rating: +1.7 (11°)


Emil: pretender. Dopo una Regular Season fatta di alti ma soprattutto di bassi, i Boston Celtics si presenteranno ai Playoffs con poche speranze. L'assenza di un creator primario e di lunghi credibili renderà loro la strada complicata fin dall'inizio dei Playoffs, se non prima...


Federico: pretender. Li metto un po’ sotto gli Heat. La squadra non è ben assortita e ha limiti visibili anche in Regular Season, con un’assenza di playmaking che procurerà loro molta fatica. Specialmente in una possibile closing lineup con Smart-Walker-Brown-Tatum-un giocatore “x” fra Thompson e Time Lord, il profilo con più creation è quello di Jayson Tatum. Il talento di quest’ultimo non si può discutere, ma i Celtics non possono permettersi che lui, o qualcun altro, faccia hero ball (ricordo i molti tiri di Smart lo scorso anno contro Toronto o Miami). Li inserisco fra le pretender solo per il talento di Brown e Tatum.


Mattia: pretender. La situazione è quella che è: poca creation, un po’ sottodimensionati nel frontcourt e troppo discontinui. Il difetto principale è, oltre ad un playmaking diffuso non sempre costante nel rendimento, una rotazione che rischia di ridursi a sette giocatori. La panchina si è un po’ allungata, è vero, ma solo Fourier è il favorito ad avere un ruolo importante ai Playoffs, oltre all’ovvia presenza di uno fra Robert Williams e Tristan Thompson. Pritchard e Grant Williams sono sembrati solidi, Parker in miglioramento, ma non so quanto spazio possano trovare con gli aggiustamenti proposti dalle prime tre. Salvo un exploit della coppia Tatum-Brown, non li vedo pronti a competere per l’Est.


Nadir: pretender. Sono probabilmente la squadra che più sta deludendo questa stagione. Sul lato difensivo, dove il Defensive Rating è salito dal 106.5 dell’anno scorso al 111.3 di quest’anno, ci sono vari problemi dovuti alla mancanza di continuità di lineup e un impegno incostante durante la stagione. A questo si aggiungono la carenza di rim protection della squadra e i problemi che si creano quando Kemba è in campo. L’attacco, nonostante non sia peggiorato molto in termini di efficienza, sembra spesso statico e stagnante, con la squadra che finisce ad affidarsi a giocate delle sue stelle.


Genny: pretender. La perdita della quadratura trovata negli ultimi anni sta pesando veramente tanto sulla squadra di coach Stevens. Quello che i Celtics fanno quasi sempre notare è l’assenza di playmaking e il totale affidamento al talento di Jayson Tatum e Jaylen Brown. Marcus Smart, TT, Kemba e ora anche Fournier sembrano non avere ancora un’idea chiara di quale sia il loro preciso ruolo sul parquet quest’anno. Tutto ciò porta i Celtics a essere una squadra con un attacco non sostenibile in ottica Playoffs.





MIAMI HEAT


Record: 33-30, 7° nella Eastern Conference

Off. Rating: 109.5 (24°); Def. Rating: 110.3 (6°); Net Rating: -0.7 (20°)


Emil: pretender. La macchina perfetta dell'anno scorso sembra aver perso qualche colpo, ma ai Playoffs se la giocheranno con quasi tutte. Se riuscissero ad agguantare il sesto seed, sarebbero un accoppiamento nuovamente pericoloso per i Bucks.


Federico: pretender. Non credo che la run dell’anno passato sia replicabile. Le aggiunte di Oladipo e Ariza non colmano il gap con le prime tre. Bam Adebayo è il giocatore più importante, un ottimo secondo violino e l’ancora difensiva di un sistema costruito alla perfezione da Spoelstra. La falla potrebbe essere Duncan Robinson, che troverà molti minuti per le sue doti da tiratore ma è un malus troppo grande nell’altra metà campo.


Mattia: pretender, con un voto d’incoraggiamento. Forse non riproporranno la Playoffs run della scorsa stagione, ma sono sicuramente i più ostici per le prime tre. Non credo che abbiamo mai visto i Miami Heat al completo quest’anno, tra assenze e problemi minori dei titolari, in particolare di Butler (Covid e caviglia). Sul rientro di Oladipo si sa ancora poco, ma potrebbe dimostrarsi un’aggiunta di livello per una difesa già di per sé ottima. Il vero malus degli Heat è la posizione a cui sono stati condannati dalle assenze. Nonostante ciò, se riuscissero ad evitare il Play-In, guadagnando un turno extra di riposo, potrebbero mettere in piedi un duello quasi alla pari contro i Bucks.


Nadir: pretender. Rispetto all’anno scorso hanno avuto problemi di continuità che li hanno portati a perdere un buon numero di partite e cadere in classifica. La lineup più frequente (Adebayo, Herro, Robinson, Iguodala e Butler) ha giocato solo 19 partite insieme e non sarà di certo quella che inizierà o chiuderà le partite ai Playoffs, viste le aggiunte di Oladipo (sempre che torni in tempo) e Ariza. Possono però dare fastidio alle contender, considerando la loro organizzazione di squadra e l’allenatore che hanno.


Genny: pretender. Prendete tutto quello che prima descriveva Boston e considerate l’esatto opposto. Gli Heat giocano ancora un ottimo basket, seguendo schemi e adjustements di uno dei migliori coach attualmente presenti nella Lega (forse il migliore). Il record bugiardo, che ad oggi li vede occupare il settimo posto e, di conseguenza, partecipare al Play-In, è figlio delle numerosissime assenze. Quello che li allontana realmente dalle zone alte è uno star power che si limita ai soli Adebayo e Butler, i quali, nonostante siano due dei migliori giocatori dell’intera NBA, probabilmente non basteranno per replicare la cavalcata di Orlando.