• Yuri Pietro Tacconi

La stagione da Sixth Man of the Year di Dario Saric

Il lungo dei Phoenix Suns merita più attenzioni, nonostante sia in lizza (o forse dovrebbe esserlo) per un premio... da guardie.


FOTO: NBA.com

Questo articolo, scritto da John Voita per Bright Side Of The Sun e tradotto in italiano da Yuri Pietro Tacconi per Around the Game, è stato pubblicato in data 16 marzo 2021.



Vincere cura qualsiasi ferita. Non importa quanto giochi duro la tua squadra, o le statistiche avanzate: se non stai vincendo partite, i tuoi sforzi sono irrilevanti. Basti pensare alla stella dei Phoenix Suns, Booker. Da quando ha iniziato a segnare 24/25 punti a partita, cioè dalla stagione 2017/18, è stato bersagliato dai critici. Perché? In quell’anno i Suns vinsero la bellezza di 21 partite e non ci fu il giusto riconoscimento del suo talento e della sua crescita.


Al momento i Suns si trovano terzi nella Western Conference e quinti nell’intera NBA con un record di 26 vittorie e 13 sconfitte (abbiamo parlato QUI della prima metà di stagione dei Suns). Questo ha costretto tanti critici a prestare più attenzione al deserto dell’Arizona.


Se si inizia ad analizzare i “perché” della loro ottima annata, si trovano diverse motivazioni. La leadership di Chris Paul. L’efficienza di Devin Booker. La difesa di DeAndre Ayton. Lo sviluppo di Mikal Bridges. La panchina. Il coach. Le uniformi viola (4 vittorie e 0 sconfitte con le canotte Icon).


Inoltre, uno dei giocatori che sta iniziando a ricevere attenzioni a livello nazionale per le sue prestazioni è l’ala/centro Dario Saric, al suo quinto anno nella lega. E se le merita. Qui sotto riporto l'opinione di Kevin O'Connor (The Ringer) sui suoi ultimi mesi:



theringer.com

I suoi numeri non sono tali da gridare al miracolo. 11.3 punti, 4.4 rimbalzi, 1.3 assist in 21 gare e nessuna partenza in quintetto.


Josh Jackson (Detroit) segna più punti di lui uscendo dalla panchina (13.6) e Nerlens Noel (New York) prende più rimbalzi (5.2), ad esempio. Dario è più di semplici numeri, però. È il sogno bagnato di ogni amante delle statistiche avanzate:


  • Seguendo la formula di NBA.com, nelle prime 20 partite stagionali il suo offensive rating è stato di 121.5; il suo defensive rating, 97.7. Il tutto per un net rating di +23.8! Per capirci, è il miglior risultato di qualsiasi giocatore nella NBA che abbia preso parte ad almeno 15 gare ques'anno. Mike Conley, con +14.3 (9 punti in meno), è al secondo posto.

  • Dando uno sguardo al miglior +/- per una coppia di giocatori dei Suns, Saric è coinvolto in 6 delle prime 8 combinazioni.

  • Il suo net rating in campo con Mikal Bridges è +31.4... il più alto per una coppia di giocatori che abbia preso parte ad almeno 20 gare insieme.


L’impatto di Saric è evidente. I Suns hanno un record di 14-6 in questa stagione quando Dario gioca, e hanno preso il volo da quando è ritornato in campo dopo diversi problemi con la caviglia e con i protocolli Covid-19.



MAGGIOR COINVOLGIMENTO


Per via del suo skillset ridotto, Saric non attira molto interesse da parte delle difese. Monty Williams e il suo coaching staff lo hanno realizzato e stanno iniziando a usarlo a loro vantaggio. All’inizio del quarto quarto contro i Blazers, giovedì scorso, con i Suns sotto di 2, il team ha iniziato a cercare Dario. Il che ha dato risultati notevoli.


Il primo possesso è stato una giocata in isolamento contro Robert Covington. Sì, lo stesso Covington che per il resto della partita aveva messo in scacco Booker. Dario è andato a sinistra, creato uno spazio da attaccare, si è girato sul perno e ha depositato la palla nel canestro.



L’azione dopo è lo specchio della precedente. Dario prova qualcosa di diverso questa volta, cercando di girare verso destra per battere Covington, che però è un signor difensore e reagisce subito, impedendo a Dario di accedere alla linea di fondo; Saric allora va a sinistra e, vedendo Carmelo Anthony in aiuto, scarica la palla dall'altra parte per un Abdel Nader con metri di spazio. La tripla a segno è la conseguenza.



Due possessi dopo, Saric ha di nuovo la palla e questa volta è sul lato sinistro, di nuovo contro Covington: va a destra, protegge la palla e ottiene il fallo.



Questa sequenza può garantire una candidatura per il Sixth Man of the Year? Ovviamente no. Quello che vedo, però, è la capacità di Monty Williams di utilizzare in un’altra maniera l’uomo a cui si riferisce come il “connector” della squadra.


I set offensivi con cui sta sperimentando, tra cui la lineup small-ball con Saric da 5, pagheranno i loro dividendi nei Playoffs. La squadra sta cercando modi di aumentare la propria versatilità e al momento uno dei loro progetti più importanti è proprio Dario.



GLI ALTRI CANDIDATI


Ma torniamo al discorso sul 6MOY. Chi dovrebbe superare Dario per vincere il premio? Ovviamente gli altri giocatori, ma soprattutto il sistema in cui gioca, che potrebbe danneggiarlo.


Il premio molto probabilmente non finirà a Dario a fine stagione, per via delle sue statistiche. Se guardiamo i numeri degli ultimi sei vincitori, possiamo vedere facilmente qual è il problema per Saric:



Non ha abbastanza minuti in campo. I sei precedenti vincitori hanno giocato di media 28.4 minuti a partita, che hanno permesso loro di avere medie di 17.9 punti, 3.1 rimbalzi e 3.2 assist a partita. Dario, al contrario, gioca 18.8 minuti a partita attualmente. Solo 3 volte ha giocato 24 minuti o di più - e tutte e tre le volte sono avvenute nell'ultima settimana.


Se si adegua i numeri, comparando i numeri di Dario per 36 minuti con quelli degli scorsi vincitori, ecco che si può effettivamente iniziare a considerare una candidatura per lui:



Se i Suns gli lasciassero più minuti, Dario avrebbe più possibilità di vincere. La sua efficienza è lampante, considerando il 62.3% di TS, che sarebbe la percentuale più alta da quando James Harden vinse il premio nel 2012 col 66.0%.


Realisticamente, la guardia dei Jazz Jordan Clarkson, che già in molti hanno segnato in matita sul proprio ballot come vincitore del 6MOY, sarà difficile da superare. In 25.8 minuti a partita sta tenendo medie di 17.9 punti, 4.0 rimbalzi, 2.2 assist con 57.7% TS. E lo sta facendo con delle percentuali da sogno: 44.6% dal campo, 37.0% da tre, 96.7% ai liberi. Se guardiamo i numeri per-36, siamo a 25.0 punti, 5.5 rimbalzi e 3.0 assist.


Terrence Ross (Orlando), Chris Boucher (Toronto), Goran Dragic (Miami) e Eric Gordon (Houston) sono gli altri ostacoli sulla strada di Saric. Per la maggior parte dei bookmakers, Clarkson è al momento favorito (-380) con ampio margine. Dov’è Saric? Per SBD... non in lista.





Chiuderò da dove ho iniziato. Saric è un giocatore candidabile al premio? Sì. Il suo contribuito continua ad aiutare i Suns a collezionare vittorie. Le sue statistiche sono poco sexy, certo. Così come il suo gioco, ma vincere importa di più.


E questa è la chiave: vincere. In fondo, conosciamo Saric come un solido giocatore che ha deciso di ri-firmare per ritagliarsi questo ruolo. Non vincerà il premio, ma dovrebbe essere riconosciuto per ciò che dà ai Suns.