• Andrea Campagnoli

Let it fly, Seth!


FOTO: NBA.com

Questo articolo, scritto da Brian Haedrich per Philadelphia Sports Nation e tradotto in italiano da Andrea Campagnoli per Around the Game, è stato pubblicato in data 7 aprile 2021.



Una delle trade più importanti portate a termine da Daryl Morey la scorsa stagione è stata sicuramente quella che ha portato a Philadelphia Seth Curry. Il fratello di Steph è il terzo miglior tiratore da 3 punti nella storia della NBA - le percentuali non mentono - ed è arrivato dai Dallas Mavericks in cambio di Josh Richardson e della 36esima scelta al draft.


Curry e Danny Green hanno consentito un enorme passo in avanti per l’attacco di Philadelphia, e si sono rivelati gli innesti giusti da affiancare ai Big Three: Ben Simmons, Tobias Harris e Joel Embiid. Quello di cui avevano bisogno, soprattutto in termini di spacing.


Durante l’ultima stagione, infatti, il gioco offensivo di Philly era abbastanza in sofferenza e piuttosto stagnante, con nessun componente dello starting five che aveva percentuali da tre punti incoraggianti (erano tutti sotto il 37%). Quest’anno, invece, quattro titolari su cinque stanno tirando con più del 40% e l’attacco di Doc Rivers ne sta beneficiando, in quanto c’è molto più spazio. Ed è anche per questo che Embiid sta avendo un’incredibile stagione.


Qui, su Around the Game, avevamo parlato del Rinascimento di Tobias. Qui, invece, delle prospettive dei Sixers in ottica-Playoffs, dopo la terza vittoria stagionale contro i Celtics. In questo articolo, si parlerà dell'impatto di Curry sulla squadra e di quello che ci si aspetta da lui nei prossimi mesi.



Curry è il giocatore che sta tirando meglio, viaggia su percentuali intorno al 42%. Tuttavia, è dietro a Danny Green per numero di triple tentate e realizzate a partita (2.1/ 4.9 - 2.6 / 6.3).


Senza mancare di rispetto a Green, un veterano che si è costruito la sua carriera a furia di tiri da tre punti, penso che Curry dovrebbe essere il giocatore col volume di tiro da fuori più alto della squadra. Del resto, anche Doc Rivers ha ammesso che vorrebbe che Seth si prenda più tiri.



Proviamo a comparare i numeri di Curry con quelli di JJ Redick a Phila nella stagione 2018/19. OK, va detto che Redick giocava in un meccanismo offensivo diverso rispetto a quello di Seth attuale, quindi non può essere un paragone perfetto, ma può comunque far capire qualcosa in più.


Finora Curry si sta prendendo circa 10 tiri a partita, suo career-high, e circa la metà di questi sono tiri da tre punti (4.9). Nel 2018/19, Redick viaggiava su una media di 13.5 tiri a partita, di cui 8 da tre, circa il 60% dei suoi tiri complessivi. Come detto in precedenza, JJ era usato in maniera diversa: i giochi che coinvolgevano il duo Redick-Embiid, con l'incessante movimento off ball del primo, era la soluzione offensiva numero uno di quei 76ers; Curry, invece, è più uno spot-up player e, rispetto a JJ, un trattore di palla.


Tuttavia, come ha detto anche Rivers di recente, Seth ha tutte le qualità per prendersi più tiri. Un numero vicino a quello di Redick di due anni fa, insomma.


L’attacco di Philadelphia fino a questo momento ha dimostrato di essere di un buon livello, ma è tutto da dimostrare che sia al livello di quello delle altre contender della Eastern Conference. I Sixers sono attualmente al 25esimo posto della classifica NBA per numero di triple segnate: più soluzioni per Seth potrebbero togliere pressioni e responsabilità a Simmons, Harris ed Embiid.


Le difese avversarie, dovendosi preoccupare maggiormente della minaccia-Curry (non solo come spot-up shooter), lascerebbero inevitabilmente più spazi per l'uno-contro-uno di Harris, Simmons ed Embiid. E Rivers, a sua volta, potrebbe concedere loro più serenamente dei possessi di riposo.


Un piccolo aggiustamente offensivo consentirebbe ai 76ers di migliorare ulteriormente in ottica-Playoffs, dove già potranno contare sulla difesa, ad oggi, più solida della Eastern Conference.