• Leonardo Micheli

Shamstory

Un viaggio attraverso l'incredibile storia di Shams Charania, il giornalista 26enne divenuto autentico top e punto di riferimento nel mondo NBA.




Questa storia, come molte altre, parte da Windy City, Illinois.

Parla di un ragazzo figlio di pakistani immigrati a Chicago intorno agli anni ’80, che fino a otto anni fa per aiutare la propria famiglia faceva ogni tipo di lavoro, dal receptionist al tuttofare.

In fondo, le cronache NBA sono piene di personaggi partiti da situazioni disagiate, ma di Shams Charania ce n’è solo uno.

Perché Shams è unico?

Oggi ha 26 anni e nel suo settore è secondo solo ad Adrian Wojnarowski, il più grande reporter della pallacanestro americana.

Il ragazzo nasce, vive e studia in una periferia della Città del vento, e come ogni bambino degli anni ‘90 - soprattutto a Chicago - cresce con il mito di Michael Jordan.

Il suo sogno, fin da piccolo, è schiacciare un giorno come MJ davanti a migliaia di tifosi. Ma a 15 anni, dopo essere stato tagliato fuori dalla squadra di basket della scuola, la New Trier High School, capisce che non lo farà mai: gli manca il talento e ha un fisico troppo minuto e poco slanciato per raggiungere i grandi palcoscenici del basket statunitense.

Però pochi mesi dopo riceve dalla sua professoressa di lettere un consiglio che gli cambierà la vita: «Sei un grande scrittore. Provaci, datti una chance».

Shams non ha mai dato nulla di scontato nella vita. Non proviene da una famiglia ricca, tutt’altro. I genitori, nati non lontano da Lahore, città pakistana che conta circa 11 milioni di abitanti, sono arrivati in USA inseguendo il sogno americano, trovando un lavoro nel campo medico, ovviamente non come dottori.

Primo di tre fratelli e con genitori spesso fuori casa, si è sentito molto responsabilizzato e autonomo, tanto da acquisire una determinazione fuori dal comune per un adolescente.

Il talento per la scrittura, la sua personalità e una passione irrefrenabile per il basket sono gli ingredienti giusti per lanciarsi molto presto in una carriera giornalistica folgorante. In meno di dieci anni, infatti, ha raggiunto lo zenit dei media sportivi americani.

Subito dopo il consiglio della sua insegnate Charania comincia a “lavorare” per il New Trier News, il giornalino della scuola.

Articolo dopo articolo diventa il responsabile della sezione sportiva.

Capisce che è la sua strada.

Ma prima c’è un’altra priorità: aiutare papà e mamma dal punto di vista economico. Trova impiego allo Skokie Hospital, dove lavora la madre.

Mette in ordine, stampa le cartelle mediche, risponde al telefono e quando può sommerge i blog dei Bulls - squadra che a quel tempo tifava - nella speranza di essere preso come giornalista, senza compenso.

Dopo tanti tentativi a vuoto, finalmente gli viene data una chance: è il ChicagoNow, un sito collegato al Chicago Tribune, per cui deve riassumere gratuitamente ogni match di Rose e compagni.

«In quel momento mi andava bene qualsiasi piattaforma. Poteva avere un bacino d’ascolto di solo 100 persone: dovevo pur cominciare da qualcosa per costruire la mia reputazione».

Shams è un ragazzo ambizioso, non si accontenta mai: punta sempre più in alto. Ricomincia a inviare i suoi pezzi a testate sempre più importanti, tanto da attirare le attenzioni del sito RealGM, lo stesso che durante le noiose lezioni di scienze aggiornava e riaggiornava in attesa delle ultime notizie.

Charania, mentre continua a lavorare per il ChicagoNow, si mette quindi in contatto con Chris Reina, direttore di RealGM, che dopo diversi colloqui lo fa collaborare.

Insomma, prima di compiere 18 anni Shams è uno dei responsabili del New Trier News, scrive per il ChicagoNow, studia per gli ultimi anni di high school, dà una mano in ospedale e cerca fonti e contatta agenti per RealGM.


È qui che inizia la sua grande ascesa.

«Sin dal primo o dal secondo mese ho capito che, grazie alla sua maturità, alla sua capacità di relazionarsi e alla sua etica del lavoro, Shams fosse diverso da tutti gli altri».

Il ragazzo è incredibilmente bravo a trovare nuove fonti e ricercare agenti NBA per conoscere le ultime notizie di mercato. Tanto che appena maggiorenne scopre e rende pubblici i 10-day contracts tra Mike James – non l’ex di Milano – John Lucas III e i Chicago Bulls.

Le sue prime “breaking news”.

Qualche anno addietro, intorno al 2010, Sham Charania si era iscritto a un nuovo social: Twitter, quello che da lì a poco sarebbe diventato il nuovo grande palcoscenico delle notizie.

Un palcoscenico che oggi conta 360.000 nuovi tweet al minuto, 6000 cinguettii al secondo: 6000 persone che riportano ogni istante news, opinioni, fatti o dichiarazioni. Circa 1.3 miliardi di account. Un vero e proprio regno della comunicazione.


Allora era una piattaforma non troppo adoperata: non si aveva idea di quello che sarebbe potuto diventare, ma lui, insieme a un certo Adrian Wojnarowki, scorge il potenziale del social network di San Francisco e comincia ad utilizzarlo sempre più assiduamente.


Nel 2012 si diploma alla New Trier High School con ottimi voti, comincia a frequentare la facoltà di comunicazione nella Loyola University e inizia ad incassare qualche soldo da RealGM.

FOTO: NBA.com

Lo stesso anno, ad agosto, sceglie di lasciare il suo lavoro in ospedale, d’accordo con i genitori. È il momento del grande salto e per farlo ci vuole l’occasione giusta. Grazie a RealGM intervista un grande nativo di Windy City: Dwyane Wade.

L’anno successivo Charania entra sempre di più nel mondo dei reporter NBA, centrando qualche piccolo scoop: l’1 marzo 2013 rivela che Shavlik Randolph avrebbe lasciato la Cina per tornare in NBA con un contratto da 10 giorni con i Boston Celtics e il 19 marzo che Malcolm Thomas firma un 10-day contracts con i Bulls.

Sembrano notizie da nulla, ma per il 18enne sono il segnale della stoffa del giornalista insider: il suo destino. Ha già tessuto relazioni con fonti più che affidabili.

Ma Shams non si ferma qui; vuole anche assaporare il profumo del parquet NBA. Vuole essere più vicino ai giocatori. Quindi contatta le franchigie della Central Division - tutte città intorno a Chicago, raggiungibili con la vecchia Toyota Camry della madre – per provare a costruire un ponte tra RealGm e la squadra.

L’unico che gli dà una possibilità è Dan Smyczek, capo del settore delle pubbliche relazioni dei Milwaukee Bucks, una squadra dal piccolo mercato (prima di Antetokounmpo) con poche telecamere addosso.

«È stato la prima persona ad aprirmi la porta».

La prima volta che segue un team NBA è una partita al Bradley Center di Milwaukee, ex arena dei Bucks: una gara dei Playoffs del primo turno tra i Bucks e gli Heat di Lebron, Wade e Bosh.

È lì per uno scopo ben preciso: strappare qualche parola a Brandon Jennings.

Mentre con gli occhi è alla ricerca della point guard in maglia verde, incontra lo sguardo del suo idolo: Adrian Wojnaroski, al quel tempo colonna portante di Yahoo! Sports. Un paio d’anni dopo sarebbe diventato il suo mentore.

Terminata la partita, vittoria Miami che passa il turno 4-0, a Charania interessa solo una cosa: intercettare Jennings.

Il suo piano è provare ad entrare nella zona riservata ai giocatori e allo staff: ovviamente non ci riesce. Ma non si dà per vinto.

Corre al parcheggio, aspetta mezz’ora finché effettivamente Brandon esce.

Il siparietto dura solo 3 minuti, ma il giornalista dalle origini pakistane raccoglie l’informazione che desidera: quella è effettivamente l’ultima partita in maglia Bucks di Jennings.

Pochi mesi dopo, prima dell’inizio delle Regular Season, dopo aver firmato un sign-and-trade con Milwaukee, il giocatore vola verso Detroit in cambio di Knight, Kravcov e Middleton.

Un piccolo grande successo per Shams Charania.

Dopo la grande giornata in Wisconsin, comincia a guidare più lontano la sua sgangherata Toyota: questa volta per tre ore e mezza, direzione Indianapolis, per seguire meglio le semifinali di conference tra Knicks e Pacers.

«Il miglior modo per imparare è buttarsi nel mondo dei parquet NBA».

Shams non fa una vita “normale”: durante una settimana d’esami universitari continua a fare avanti e indietro dall’Indiana.

A un certo punto si chiede: «Che cosa sto facendo? Dovrei essere a casa a studiare come ogni altro ragazzo».

Ma i dubbi in poco tempo spariscono.

Il 2014 è un anno di transizione, che passa soprattutto studiando, facendo la spola tra Chicago e Milwaukee o Indianapolis - è riuscito a strappare gli accrediti per seguire anche i Pacers - e ricevendo i complimenti del signore che aveva incontrato mesi prima a Milwaukee.


Ma è nel 2015 che la sua carriera prende una svolta determinante.

Durante una lezione riceve una telefonata: una sua fonte lo avvisa che da lì a poco Anthony Bennett firmerà il buy-out con i Minnesota Timberwolves. Una grande notizia.

Uno dei giocatori più controversi e chiacchierati dell’NBA sta per compiere un nuovo passo nella sua avventura NBA. E il primo a saperlo è un ragazzo di appena 21 anni.

Scoprire un 10-day contracts è una cosa, mentre rivelare una trade importante - quella tra Jennings e i Pistons - e una delle notizie più rumorose di quella pre-season - il buy-out della prima scelta 2013 - è un’altra.

Dopo aver comunicato la notizia su Bennett, Shams comincia a diventare sempre più popolare anche su Twitter. In una sola notte guadagna circa 4000 followers e attira l’attenzione delle più grandi testate giornalistiche americane, come Yahoo!, Sport illustrated ed ESPN.

Tutti, ma soprattutto l'allora direttore di SI Paul Fichtenbaum, cominciano a mandargli e-mail per convincerlo a lavorare con loro. La situazione si è incredibilmente capovolta: ora sono gli altri a scrivergli, non più il contrario.

Mentre è ancora al college i giganti del giornalismo lo notano. È evidente che il ragazzo sia speciale.

Fichtenbaum è così colpito da Shams da raggiungerlo a Chicago per provare a convincerlo a diventare un membro di Sport Illustrated.


«Se ci passi un po’ di tempo lo capisci subito: anche se è ancora giovanissimo sai che diventerà molto bravo».

Ma Charania, in realtà, possiede un piccolo sogno nel cassetto: lavorare con Wojnaroski.

Il 3 settembre il sogno diventa realtà: Woj lo annuncia dicendo che “the best young basketball reporter on the planet” lo raggiungerà a The Vertical, la sezione di Yahoo dedicata allo sport.

«Ero onorato ed entusiasta».


A Shams mancano ancora 2 anni per laurearsi, ma ha raggiunto già una delle migliori piattaforme di basket.

FOTO: thetylt.com

A The Vertical tra Woj e Charania nasce un legame importante. Il re dei “Trade Rumors” ha scelto personalmente il ragazzo dell’Illinois. Ha capito che c’è un gran potenziale e non a caso l’ha presentato al mondo come il miglior giovane in assoluto.



E così il nome di Shams esplode definitivamente, e con lui il suo profilo Twitter, che passa da qualche migliaio di followers a centinaia di migliaia.


Twitter è stato, è e sarà una pedina fondamentale nel suo cammino. Aver raggiunto un bacino d’utenza intorno a 100.000 followers lo consacra appena 21enne tra i migliori giornalisti NBA del mondo.



Ha già un lavoro redditizio, perché dovrebbe concludere la laurea?

Nel maggio del 2017, probabilmente anche per gratificare i genitori, mentre lavora intensamente per Yahoo!, riesce incredibilmente a ottenere il diploma alla Loyola University.

Ma poche settimane dopo cambia di nuovo la sua vita: Woj, assieme molti del suo staff passa a ESPN.

Da buoni amici e grandi collaboratori, diventano “rivali”.

Mentre Kevin Durant – insieme agli Splash Brothers – e Lebron James si battagliano in campo a suon di canestri, Adrian Wojnaroski e Shams Charania sono pronti a colpirsi dietro uno schermo a suon di tweet.

Così Charania diventa la punta di diamante a The Vertical. Il suo maestro l’ha lasciato “solo” e ora deve mostrargli di cosa è capace.

«È stata importante per me la free agency del 2017», dice il 23enne. Ed effettivamente lo è stata: arriva per primo su moltissime news.

Shams Chrania ormai è il secondo miglior insider NBA, dietro al solo Woj.


Ma abbiamo imparato a conoscerlo: Shams non è quasi mai soddisfatto, o meglio, vuole perfezionarsi sempre.

Questa volta l'intenzione è quella di migliorare davanti le telecamere. Vuole essere più presente in video e meno dietro a post di massimo 280 caratteri. Per farlo sa cosa fare: deve lasciare Yahoo!.

Nel 2018 scade il suo contratto, ed è di nuovo “guerra” tra le redazioni che vogliono assumerlo. Tra tutti i grandi nomi spunta di nuovo Paul Fichtenbaum. Nel 2016 aveva abbandonato SI per approdare a The Athletic e due anni dopo riprova a portare Charania con sé.

I due si siedono intorno a un tavolo e cominciano a discutere. Sembrerebbe andare tutto bene, se non per un dettaglio di non poco conto: The Athletic è un sito concentrato solo sulla scrittura. Così Shams non potrebbe migliorare le sue doti da intervistatore e analista.

Nel frattempo, il Sinclair Television Group è pronto a lanciare un nuovo canale sportivo chiamato Stadium, con base a Chicago.

Jason Coyle, CEO di Stadium, contatta il 24enne.

«Voglio assolutamente lavorare con te: mi piacciono la tua sincerità, il tuo talento e la tua umiltà».

Nell’agosto del 2018, con un tweet accetta ufficialmente sia l’offerta di Fichtenbaum che quella di Coyle, che ironia della sorte, erano già amici tra loro.

In sostanza scrive per The Athletic e va in diretta per Stadium.


FOTO: NevadaSportsNet.com

Oggi, pur con 800'000 followers ed una solida fama internazionale, continua a non accontentarsi. Ad aspirare alla perfezione, che sia attraverso un microfono, un tweet o un articolo per The Athletic.


Ciò che impressiona di Charania è la sua ferrea volontà, figlia di quelle origini che non scorda né mai scorderà. Volontà che si traduce in una ambizione da vertice assoluto nel mondo del giornalismo NBA, ancor più se associata ad una carta di identità che recita "1 aprile 1994" alla voce "data di nascita".


L'innata capacità di evolversi associata all'apertura mentale propria della sua età gli permettono da una parte di essere un top in format già consolidati e dall'altra una lungimirante proiezione verso il futuro - Twitter insegna - che lo porterà, con un buon margine di certezza, ad innovazioni capitali nel modo di concepire e sviluppare il giornalismo sportivo.


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