• Andrea Fanicchi

Sixers-Wizards: che serie ci possiamo aspettare?


FOTO: NBA.com

"Ben, c'è un team in particolare che vorresti evitare al primo turno?"

"Non m'importa. E’ quello che vuol dire essere testa di serie. Se ti sei guadagnato questa posizione non devi temere nessuna avversaria”. Questo quello che mi rispondeva Ben Simmons nella conferenza stampa post-game, appena dopo la vittoria su Orlando, appena dopo aver raggiunto il seed numero uno ad Est. Beata arroganza, beato realismo.

Ora un’avversaria ce l’hanno, i Sixers. Sono i Washington Wizards. Uno scontro inedito negli ultimi 35 anni di Playoffs. Un derby della costa orientale, una trasferta in treno di un’ora e mezzo. Intercity Series.

In stagione, alla vigilia di Natale, il match d’esordio delle due franchigie. Una vittoria Sixers sul filo, tra due squadre che dovevano ancora conoscere se stesse. Poi la serie ha preso una direzione ben precisa, 3-0 Philadelphia 76ers. Ma è stato un incrocio più ravvicinato di quello che appare da lontano.



IL FILM DELLA STAGIONE


Sixers-Wizards 113-107 – Washington spaventa Phila per tre quarti, con Russell Westbrook in tripla-doppia e Bradley Beal da 31 punti, poi emerge Shake Milton e soprattutto Joel Embiid, che domina e chiude. Sarà una costante per (quasi) tutta la serie.


Sixers-Wizards 141-136 – Beal segna 60 punti – di cui 51 nei primi tre periodi – e tanto non basta per portarla a casa. Un Joel ancora incontenibile, specialmente nel quarto decisivo, spinge i Sixers al di là del traguardo.


Wizards-Sixers 101-127 – ultimo incrocio, oltre due mesi fa. La partita della grande paura per Philly. Dopo due quarti e mezzo da 23 punti e usuale dominio, Embiid ricade male da una schiacciata e resta lungamente sul parquet. Il sospirone solo due giorni dopo. Questa, tutto sommato, l’unica grande emozione di un match che le seconde linee Sixers portano a casa quasi in scioltezza.



In soli 92 minuti totali – due partite e mezzo – Joel Embiid è stato capace di raccogliere 30 punti, 9.7 rimbalzi e 3.3 assist di media, tirando col 60.4% dal campo e dimostrando di poter indirizzare a suo piacimento l’inerzia delle sfide. I Wizards però hanno mostrato di avere, soprattutto nelle stelle, giocatori capaci di colpire fastidiosamente l’assetto difensivo dei 76ers. Il 3-0 è storia, ma qualcosa ce lo ha pure detto.



I TEMI TATTICI DELLA SFIDA

Difesa solida e forza nel pitturato vs. ritmo indemoniato in transizione. Semplicisticamente parlando questo ciò che ci si aspetta dalla sfida.


Se i Sixers sono stati eccelsi in difesa – secondi in tutta la Lega per Defensive Rating – grazie anche a due (probabili) All-Defense in Ben Simmons e Matisse Thybulle, hanno messo al contempo in evidenza un’inquietante carenza nella transizione difensiva, risultando penultimi per punti concessi in transizione.


Dall’altro lato i Wizards hanno chiuso la stagione da leader per pace e contano in Russ & Brad due tra i più efficaci giocatori in transizione.


C’è da aspettarsi che Washington voglia tenere il ritmo alto, voglia tradurre in punti facili gli errori di Philadelphia, siano essi turnover o semplicemente rientri lenti. Dall’altra parte, la squadra di Doc Rivers tenderà a far passare il suo gioco dal totem Embiid, isolandolo in post, disponendo gli altri quattro sul perimetro e lavorando sui mismatch che le presenze di Tobias Harris e Ben Simmons possono generare. Sarà fondamentale la capacità di guadagnare liberi, per l’efficienza che ne deriva ma anche per la possibilità di difendere a metà campo.

I Wizards del finale di stagione sono sembrati tutta un'altra squadra rispetto a quella della prima parte. Questo anche grazie agli aggiustamenti post trade deadline, tra i quali Daniel Gafford, centro un po’ sottodimensionato, ma pieno di energia ed esplosività - doti che, se non lo aiuteranno molto nel contenimento di Joel, potranno tornare utili per coinvolgere il camerunense nei pick&roll alti e in transizione.


Beal, Russell, Smith, Hachimura e Bertans: Washington ha tante frecce in grado di colpire la difesa dei Sixers, che avrà bisogno dei suoi migliori stopper per contenerne l’impatto.


Coach Rivers può contare sui centimetri e la tecnica di Tobias Harris, in teoria capace di creare un vantaggio ad ogni accoppiamento in attacco; e sulla forza fisica di Ben Simmons, in marcatura come in penetrazione, sia per arrivare a canestro, che per scaricare sui perimetrali in attesa.

I PRINCIPALI MATCHUPS


Anyone vs. Bradley Beal, anyone vs. Russell Westbrook.


In stagione Doc Rivers ha scelto di non usare Simmons sul miglior marcatore avversario, riservandogli gli ultimi – magari decisivi – possessi. Questo si è tradotto in un career-high da 60 punti, come già citato, ma anche in un maggiore equilibrio nei falli spesi e nella conservazione delle energie. I risultati hanno dato, per ora, ragione a Doc, che - non a caso - allena a questi livelli da vent’anni e più. Comunque vada ci sarà tanto lavoro per Thybulle e Simmons, ma anche per Danny Green e George Hill, e da qui passeranno tanti destini e storie della serie.

Anyone vs. Joel Embiid.


I Wizards avranno tre centri in Alex Len, Robin Lopez e Daniel Gafford – che non ha mai incrociato Joel – da schierare nel tentativo di contenere Embiid. Mi aspetto che Len sia quello più votato e destinato al sacrificio del contenimento e della spesa di falli, con Lopez e Gafford più focalizzati a metterlo in difficoltà in difesa.


Russell Westbrook vs. Joel Embiid.


Non sarà naturalmente un matchup diretto, ma i due avranno modo di incrociarsi, specialmente nelle avventure di Russ a canestro. C’è una vecchia ruggine tra i due, ancora dai tempi di Oklahoma. Sono due personaggi che amano il dramma. Non andrà tutto liscio. No doubt.



LE POSSIBILI SORPRESE

Escludendo gli infortuni - fattore imprevedibile di ogni serie - punterei su qualche outsider, da una parte e dall’altra. Il Tyrese Maxey della parte finale di stagione potrebbe essere l'acceleratore di particelle che i Sixers cercano invano, da tempo immemore. Lato Washington, nomino due ex: Raul Neto e Ish Smith.

Pronostico: Sixers in 6.