• Alessandro Di Marzo

Small ball e Grant Williams, il futuro dei Boston Celtics

Può essere questa la scelta tattica ideale a Boston per far recitare al rookie un ruolo più importante?


FOTO: USA Today Sports

Questo articolo, scritto da “Coach Spins” per Celtics Blog e tradotto in italiano da Alessandro Di Marzo per Around the Game, è stato pubblicato in data 8 maggio 2020.



“La migliore abilità di un giovane è la sua affidabilità”.

I coach delle squadre universitarie sanno di avere una funzione molto importante per il successo e lo sviluppo dei giocatori, e con squadre giovani si tende a percepire immediatamente i punti deboli derivanti dal fare affidamento sui ventenni (o poco più) che ancora faticano a trovarsi a loro agio. Noi tutti tendiamo ad analizzare la pallacanestro senza pensare che molti professionisti sono davvero giovani.


La giovane età (e poca esperienza) influenza la loro affidabilità, e lo si può notare ogni giorno, a prescindere da come si senta o da quanto produca un determinato giocatore. Ragazzi come Jaylen Brown e Jayson Tatum sono maturati in fretta, ma non scordiamo che entrambi hanno iniziato a crescere esponenzialmente da poco.


A 21 anni di età, il rookie dei Boston Celtics Grant Williams è il prossimo giocatore su cui la squadra ha bisogno di fare affidamento.


Manca poco all’inizio della seconda parte, la più importante e formativa, del suo primo anno (o direttamente al suo secondo anno: tutto dipende da come verrà gestita la sospensione della stagione NBA). Alla ripresa Williams godrà di minuti in campo sempre più cruciali e il suo ruolo diventerà di grande importanza per la squadra, che ha importanti aspirazioni per il futuro.


Il ragazzo non solo è già piuttosto maturo, ma si sta anche prendendo la responsabilità di giocare come centro in quintetti small ball, un compito cruciale nelle rotazioni e nel sistema dei Celtics.


Williams si è messo in mostra come centro prima dell’All-Star Break, nella vittoria contro i Los Angeles Clippers dopo due overtime; e da quel momento in poi non riesco a smettere di pensare a quanto possa essere vitale farlo giocare come lungo “de facto”. Sopra di 2 punti a 1 minuto e 50 secondi dalla fine, i Celtics avevano costruito una buona azione e permesso a Gordon Hayward di sganciare la bomba del +5. Avere due possessi di vantaggio nei finali di partita è un vantaggio enorme, e dunque il possesso successivo sarebbe stato di grandissima importanza. Ed è in questo momento che Williams si è messo in mostra.


Dopo essersi accorto del taglio di Lou Williams, ha cambiato con Hayward e ha fermato un attacco potenzialmente molto pericoloso con questa palla rubata:



Grant nel finale di quella partita ha contribuito nella metà campo difensiva grazie alla sua accortezza e alla capacità di cambio in situazioni di emergenza, permettendo alla squadra di preservare i 5 punti di vantaggio e allentando la pressione sull’attacco biancoverde.


Ogni squadra in NBA, o quasi, può giocarsi un quintetto small ball. Da qualche anno, infatti, è evidente che un numero sempre maggiore di squadre piccole e con abili tiratori è riuscita a farsi strada nei Playoffs.


Per i Celtics, basare il proprio gioco sui piccoli può rivelarsi il miglior percorso per sconfiggere le squadre più forti della Eastern Conference. I Miami Heat, ad esempio, hanno distrutto i loro avversari con Bam Adebayo da 5 e la sua propensione a giocare in transizione, o con la sua capacità di battere dal palleggio centri meno agili di lui, come Daniel Theis o Enes Kanter. Ma queste preoccupazioni, con Williams da centro, possono essere mitigate (almeno in parte).


Lo stesso discorso si può fare per i Toronto Raptors di Marc Gasol, Serge Ibaka e Chris Boucher, lunghi in grado di giocare pick&pop e dannosi anche per difensori come Joel Embiid, come si è chiaramente visto nella scorsa post-season.

FOTO: NBA.com

Oltre a queste squadre, se si pensa come obiettivo al raggiungimento delle Finals 2020, non si può non fare i conti con i Milwaukee Bucks.


Per molto tempo ho pensato che il miglior modo per battere i Bucks fosse mettere Marcus Smart su Antetokounmpo: infatti, con la sua tenacia e fisicità, Smart può evitare che i principali attaccanti (Tatum e Brown) debbano essere esposti in modo così costante - e spossante - in difesa. Giannis, alto 211 centimetri e con braccia infinite, potrebbe trovarsi meno a suo agio se si trovasse marcato da giocatori in grado di contenerlo quando ha la palla in mano - e Smart è uno di questi. Contro la squdra di coach Budenholzer, l’aiuto dello small ball può rivelarsi utile anche dall’altra parte del campo. Per comprendere meglio, c’è da considerare che Brook Lopez è, per alcuni, uno dei candidati per la vittoria del Defensive Player of the Year; il centro di 213 centimetri, però, è lento e tende a stare lontano dai tiratori perimetrali per difendere il ferro. E sebbene Grant Williams sia ancora poco affidabile nel tiro da tre punti (una dote che, prima del Draft, era stata identificata come la sua priorità per migliorare offensivamente), è comunque un giocatore che può segnare dei tiri da fuori. Per quanto possa valere, dopo aver sbagliato i primi 25 tiri dalla lunga distanza in NBA, Williams ha recuperato, e ad oggi 21 dei suoi 60 tentativi dall’arco sono andati a segno; non è quindi una minaccia vera e propria, ma nemmeno qualcosa di cui non preoccuparsi.



Insomma, le squadre a Est che rappresenteranno il maggiore ostacolo per il titolo sono quelle menzionate, ora e probabilmente anche in futuro. Tutte sono costruite per contrastare squadre con centri lenti da entrambi i lati del campo; e per questo lo small ball dei Celtics, seppur non risulti ancora completamente convincente, potrebbe portare a grandi vantaggi negli accoppiamenti.


Inoltre, escludendo Miami, tutte le squadre migliori dispongono di giocatori ancorati al post, motivo per cui sviluppare un quintetto adatto per difendere su queste squadre potrebbe differenziare i Celtics. E per questo Grant Williams potrebbe essere un importante ingranaggio del progetto. Per il resto, non sappiamo nulla di definitivo riguardo a ciò che succederà, e il ruolo di Grant nella prossima post-season potrebbe essere comunque limitato, a causa della poca esperienza. Ma osservando il Draft 2020 e comprendendo le volontà di Boston di effettuare mosse per un miglioramento a lungo termine, considerare Grant come possibile centro di un quintetto small ball può rivelarsi una buona scelta tattica. Se non altro, i Celtics sanno che possono lavorare su un giocatore molto giovane. Qualcosa che Brad Stevens ha dimostrato di saper fare nel migliore dei modi, negli ultimi anni.



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