• Nicola Ripari

Sta tornando Kendrick Nunn



Questo articolo, scritto da Blake Malik per The Lead e tradotto in italiano da Nicola Ripari per Around the Game, è stato pubblicato in data 25 gennaio 2021.



Kendrick Nunn a un certo punto è stato il favorito per vincere il titolo di Rookie of the Year. Da quel momento in poi, ha vissuto tanti alti e bassi.


Ora, quello che è stato un inizio di stagione "tranquillo", si è trasformato, tutto d’un tratto, nel ritorno di Nunn al suo livello originario, quello di quando era davvero in corsa per il ROY.



CHI È KENDRICK NUNN?


Nella opening night della stagione 2019/20, tra le fila dei Miami Heat c’era un giovane rookie che non era stato scelto al Draft.


E con grande sorpresa, quella notte, ci accorgemmo che quel ragazzo undrafted era arrivato per restare. Il debutto in NBA di Nunn fu incredibile: 24 punti con 10/18 al tiro, contro i Memphis Grizzlies (squadra del futuro ROY, Ja Morant).


Durante la sua stagione da rookie, Nunn è stato schierato titolare in 67 partite di Regular Season, facendo registrare medie di 15.3 punti, 3.3 assist e 2.7 rimbalzi a partita. L’allora 24enne è stato in grado di segnare almeno 20 punti in 19 partite diverse, e nell’arco di 4 mesi è stato nominato Rookie of the Month per tre volte. Inoltre, i 112 punti segnati nelle sue prime cinque partite nella Lega costituiscono un record assoluto per un giocatore “undrafted”.




I PROBLEMI NELLA BUBBLE


Una volta entrato nella Bolla di Orlando, qualcosa è iniziato ad andare storto. Il giocatore ha partecipato alle prime cinque partite, prima di lasciare Orlando per presenziare al funerale di un familiare. Durante queste partite, ha tirato 20/64 dal campo, ovvero con il 31.3% (la sua media stagionale era del 44.8%).


K-Nunn (uno dei tre giocatore degli Heat ad aver contratto il COVID-19) non è proprio riuscito, a Disney World, a tornare quello che era prima della sospensione della stagione. La lontananza dalla famiglia e il regime d’isolamento imposto per contrastare il contagio non lo hanno certamente aiutato, come ammesso dal giocatore stesso.



Tornato per i Playoffs, Nunn è stato rimosso dal quintetto titolare, in favore di Goran Dragic. In questa fase, il giocatore ha fatto registrare medie di 6.1 punti, 39% dal campo, 26% da tre punti, 2.1 rimbalzi e 1.4 assist, in 16.2 minuti medi d’impiego. E prima dell’infortunio di Dragic, il suo utilizzo nei Playoffs era stato veramente limitato.


Apparso in tutte e sei le gare delle NBA Finals, Nunn ha fatto registrare una presenza media di 22.6 minuti per gara, mandando a referto 10.5 punti di media, 3.5 rimbalzi e 1.8 assist, con una percentuale di tiro dal campo di 47.1% e 39.1% da tre punti. Per un rookie che ha fatto grande fatica durante tutto il periodo della bubble, questi numeri sono stati una vera e propria boccata d’aria fresca - nonostante la sconfitta degli Heat per 4-2 contro i Lakers.



UN INIZIO IN CHIAROSCURO


Nelle prime sei partite della nuova stagione, Nunn ha segnato 5.5 punti di media in 14.6 minuti d’impiego medio. La sua percentuale dal campo era inferiore a quella della stagione precedente (41%), e ciò in cui è apparso visibilmente in difficoltà è stato il tiro da tre (2/11). Ricordate i 112 punti delle prime cinque partite del 2019? Quest'anno, sono stati solo 26.


Ma nelle successive quattro partite, Nunn è tornato la miglior versione di se stesso. Senza Tyler Herro, Jimmy Butler e Avery Bradley sul parquet, Kendrick ha segnato almeno 18 punti in ognuna delle quattro partite (due volte contro Toronto e due Brooklyn), inclusa una prestazione da 28 punti nella vittoria sui Raptors.


In quest’ultima striscia di partite, il nativo di Chicago ha segnato 21.5 punti di media (56% dal campo e 44% da tre), catturato 5.5 rimbalzi, fornito 4.0 assist e rubato 1.8 palle di media, con un utilizzo medio di 34.8 minuti.


Nunn ha detto che l’unica cosa diversa è stata la quantità di minuti in cui è stato impiegato. Più il giocatore viene impiegato, più, apparentemente, riesce a migliorare il suo rendimento. In ogni caso, con queste ultime uscite, ha dimostrato di poter replicare il livello mostrato lo scorso anno.




E' TORNATO IL VECCHIO NUNN?


Nunn stava giocando alla grande la sua stagione da rookie, quando il basket è stato fermato per mesi, causa pandemia. Questa interruzione, il contagio del virus e la sua inesperienza nei Playoffs non hanno creato una buona situazione.


Ora, però, la guardia di Miami proviene da una striscia molto positiva, in termini di produzione, dopo aver approcciato l’inizio di stagione in maniera lenta. Si tratta di un giocatore in grado di andare in doppia cifra in 52 occasioni su 67 totali, durante la scorsa stagione. E finalmente lo abbiamo visto in grado di attaccare il canestro con l’aggressività di sempre.



Nunn ha giocato meno di 100 partite da professionista in carriera. Ha 25 anni. E alla sua seconda stagione in NBA, ha dimostrato di sapersi riprendere dai momenti negativi.


Ora, il prossimo passo è diventare più costante.