• Marco Marchese

Steph Curry e Steve Kerr in memoria di Kobe Bryant

Steph Curry e Steve Kerr ricordano il compianto ex giocatore dei Lakers.


Questo articolo, scritto da Dieter Kurtenbach per The Mercury News e tradotto in italiano da Marco Marchese per Around the Game, è stato pubblicato in data 17 gennaio 2021.



È quasi un anno che Kobe Bryant, la sua giovane figlia Gianna Bryant ed altre sette persone insieme a loro sono morte a causa di un incidente in elicottero a Calabasas.


Visto tutto ciò che è accaduto nel mondo da allora, la ricorrenza dalla loro dipartita sembra per certi versi arrivare troppo in fretta e per altri dopo un lunghissimo arco di tempo. In ogni caso, si è trattato di un evento drammatico per la NBA e non solo, in un anno denso di tensione e difficoltà.


In occasione della sfida tra Lakers e Warriors di settimana scorsa, coach Steve Kerr e Steph Curry hanno speso qualche parola riguardo i loro sentimenti e le sensazioni provate il 26 gennaio 2020.


“Avevamo appena iniziato ad allenarci. Dopo la regolare routine di messa in moto, che facciamo sempre a inizio allenamento, l’assistente Jarron Collins è venuto vicino a sussurrarmi all’orecchio la notizia. Un paio di altri membri dello staff hanno fatto lo stesso coi ragazzi. Eravamo come cervi abbagliati dai fari delle auto. Pietrificati. Abbiamo cercato di assimilare la notizia, ma tutto si era fermato. Niente musica, né una parola da parte di nessuno... alcuni ragazzi sono caduti a terra, in lacrime. Non è accaduto nient'altro per almeno dieci minuti. Eravamo seduti lì, in silenzio. È stato uno dei peggiori momenti delle nostre vite. Non penso che qualcuno possa mai dimenticare quel giorno.” (Steve Kerr)

“Ricorderò quel giorno per tutta la vita. Stavo tornando da un infortunio, ma dovevo comunque prender parte agli allenamenti quel giorno. Sin da subito si vedeva che l’umore e il body language erano cambiati. L’allenamento era stato messo da parte. C’era tristezza ovunque, era un momento drammatico per tutti. Io non riuscivo ad accettare che fosse vero. È stato un giorno durissimo per tutto il mondo, specialmente per quello del basket.” (Steph Curry)


Sia Kerr che Curry hanno affrontato il Mamba da giocatore, cosa che già di suo è un complimento alla carriera di Kobe, visto che il primo ha 55 anni e il secondo 32.


Il primo incontro sul parquet tra Kerr e Bryant avvenne nel 1996, durante una sfida tra Lakers e Bulls.

“Mi ricordo di lui che faceva migliaia di domande a Michael Jordan. Si marcavano a vicenda ed erano quindi avversari su entrambi i versanti del campo. Bryant non era ancora neppure vicino ad essere ciò che sarebbe diventato, ma aveva chiaramente la capacità di capire che il suo futuro sarebbe stato simile a quello di MJ. Lui chiedeva e Michael... rispondeva. Era chiaro che Kobe avesse grandi doti atletiche e che fosse talentuoso, ma penso che la cosa che lo ha reso così speciale fosse quell’audacia e sfrontatezza nel chiedere suggerimenti al migliore, sin dal loro primo incontro. Basta pensare ai 18enni odierni: sarebbero intimoriti all’inverosimile da Michael Jordan, mentre Kobe era curioso. Qualcosa davvero degna di nota.” (Steve Kerr)

Curry non possedeva questo tipo di sfrontatezza alla sua prima partita contro Bryant. E si trattava di una sfida estiva contro i Lakers, al Forum ad Inglewood.

“A un certo punto mi ero accoppiato con lui dopo una rotazione difensiva. Rookie, pesavo appena 75 kg, e Kobe mi lanciò un’occhiataccia. C'erano pochissimi giocatori che mi avrebbero potuto mettere in soggezione quanto Kobe, in un frangente del genere.” (Steph Curry)

Il numero 30 di Golden State ha dichiarato, inoltre, che per lui quella partita è uno dei momenti della sua carriera che ricorda con maggiore piacere.


In memoria di Kobe.