• Marco Cavalletti

Storie tese ad Atlanta: Gara 4 raccontata dai Knicks

Negli ultimi minuti di una devastante sconfitta per mano degli Hawks, alcuni giocatori dei Knicks hanno dato sfogo alle emozioni.



Questo articolo, scritto da Patrick Kiernan per The Knicks Wall e tradotto in italiano da Marco Cavalletti per Around the Game, è stato pubblicato in data 30 maggio 2021.



Mentre il cronometro di Gara 4 continuava la sua corsa inesorabile, condannando i New York Knicks alla sconfitta contro gli Atlanta Hawks, una serie di falli duri da parte di entrambe le squadre ha portato la temperatura all’interno della State Farm Arena a livelli pericolosi.

Tutto è cominciato a poco meno di quattro minuti dalla fine del quarto quarto, quando Reggie Bullock ha creduto di aver ricevuto una forte - e, soprattutto, intenzionale - gomitata alla schiena da parte di Danilo Gallinari. Bullock ha reagito correndo verso la panchina degli Hawks durante il timeout che è seguito all’azione, cosa che gli è valsa un fallo tecnico. La sua corsa è stata interrotta da Obi Toppin, ma è stato necessario anche l’intervento di altri compagni di squadra per placare il furore del veterano da North Carolina.



Il regolamento dei conti - almeno per come è stato percepito dalla maggior parte dei Knicks - non ha tardato ad arrivare, con uno spintone di Julius Randle ai danni di Danilo Gallinari all’interno dello stesso minuto di gioco. Gli arbitri hanno immediatamente spedito Randle a sbollire in panchina, sanzionando poi l’intervento come Flagrant 1 con l’aiuto delle telecamere.



Il tutto è avvenuto con grande soddisfazione dei compagni (quasi tutti) del neo-MIP, accolto in panchina da grandi plausi.



“Gallinari ha fatto una giocata sporca contro Reggie”, ha dichiarato Randle riguardo al suo fallo. “Una cosa del genere non si può lasciar correre. Non avevo intenzione di fargli del male, ma in una situazione simile, fai un fallo duro o qualcosa del genere, solo per fargli capire che queste str****te con noi non passano.”

Con i buoi già ampiamente scappati dalla stalla e i Knicks sotto 3-1 nella serie, dunque, gli animi si sono scaldati, ma le cause della reazione sono probabilmente da ricercarsi anche nel livello di gioco espresso di recente dalla squadra. Alla domanda sulla possibilità che gli eventi di fine gara fossero figli della frustrazione, coach Tom Thibodeau ha risposto così:

“Questi sono i Playoffs, è normale che ci sia intensità. Non so se ‘frustrazione’ sia la parola giusta, io piuttosto direi 'insoddisfazione’. Se c’è una cosa che so per certo, però, è che questa è una squadra che non molla. Dobbiamo continuare a lottare, e lo faremo.”

Oltre all’incidente con l’ex Knicks, Gallinari, la gara ha visto anche un altro paio di situazioni di tensione, con nervosismo da parte dei giocatori e Flagrat Foul fischiati dagli arbitri.

Poco prima nel quarto quarto, infatti, Kevin Huerter aveva afferrato la gamba di Nerlens Noel dopo essere finito a terra passando su un blocco, mandando il lungo di New York a baciare il parquet. L’intervento pericoloso è valso a Huerter un Flagrant 1 - e un incontro ravvicinato con Noel, che aveva gradito ben poco.



“È pallacanestro”, ha detto Taj Gibson riguardo agli eventi di Gara 4.

“Siamo tutti colleghi, facciamo tutti parte della NBA, ci conosciamo tutti da molto tempo. Queste cose succedono nella foga del momento. Fa bene allo sport. Non è niente di serio, siamo tutti competitivi. Quando incontri la stessa squadra più volte, cose del genere succedono sempre.”

Gibson stesso ha mostrato molta passione durante la partita, dedicando due paroline a Trae Young tornando in panchina per un timeout.



A prescindere dalle storie tese di Gara 4, i Knicks dovranno trovare il modo di incanalare questa energia caotica in maniera costruttiva, se vorranno restare vivi nella serie stanotte. Sotto per 3-1, si troveranno a dover scongiurare l’eliminazione in un Madison Square Garden che, senza dubbio, farà fuoco e fiamme.

“I fan ci hanno dato una spinta notevole nelle prime due partite”, ha detto Gibson sulla questione fattore campo per Gara 5. “Dal canto nostro, noi dovremo fornire loro una ragione per darci quella spinta. Se loro ci sono, è come avere un sesto uomo in campo.”

I Knickerbockers anche in questa situazione non sono sembrati affatto preoccupati, e Randle ha dichiarato di non vedere alcuna ragione per darli per sfavoriti. “Non è finita, ma comincia tutto con l’essere positivi”, ha detto riguardo al rischio di eliminazione. “Penso sia l’unica cosa su cui possiamo concentrarci, ma non è affatto finita.”