• Riccardo Pilla

The Skiles The Limit



Questo articolo, scritto da Sean Guest per Double Clutch e tradotto in italiano da Riccardo Pilla per Around the Game, è stato pubblicato in data 30 dicembre 2020.



Chiunque sia cresciuto con l'NBA degli anni '90 sa bene che potenza fossero gli Orlando Magic a quel tempo.


La storia inizia nel 1989, quando si unirono alla Lega come expansion team. Ai Magic bastarono pochi anni per salire alla ribalta: nel 1992 ottennero al Draft un certo Shaquille O'Neal e l'anno successivo fu il turno di Anfernee "Penny" Hardaway. Con il supporto di Nick Anderson e Dennis Scott, i due guidarono la franchigia alle NBA Finals del 1995, prima di smantellare tutto con la cessione di O'Neal ai Lakers quella stessa estate.


Ma prima di tutto questo ci fu Scott Skiles.


Scott Skiles fu tra i primi giocatori selezionati da Orlando in occasione dell'Expansion Draft organizzato dall'NBA nel 1989. Insieme alla quinta scelta assoluta Sidney Green, al futuro general Manager dei Magic Otis Smith e all'esperto Reggie Theus, Skiles diventò uno dei primi giocatori a vestire la storica maglia a righe dei Magic.


Ne diventò anche rapidamente uno dei migliori giocatori, con una media di 17.2 punti e 8.4 assist a partita nella stagione 1990/91, la sua seconda ad Orlando. Ed entrò nella storia della franchigia, quell'anno, quando mise a referto il record NBA di 30 assist in una singola partita, contro i Denver Nuggets.



Quella prestazione fu eccezionale, con passaggi degni del miglior Magic Johnson. E badate bene: erano frecce che Skiles aveva nella sua faretra, non fu un exploit casuale. Un giocatore come lui non perse l'occasione di banchettare di una difesa che concedeva una disastrosa media di 130.8 punti a partita in quella stagione.


La partita si porta con sè un asterisco legato all'estremo run&gun di coach Paul Westhead; ma è doveroso sottolineare che il record di Skiles sopravvive ancora oggi e che fu registrato in un epoca dominata da point guard come Johnson, Stockton, Thomas, Price, Jackson e Hardaway. Di questi, John Stockton fu quello che arrivò più vicino al record di Skiles, registrando 28 assist nel 1991. L'altro giocatore, l'unico, ad essersi avvicinato fu Rajon Rondo, che mise a referto 25 assist nel 2017 in maglia Pelicans.


Purtroppo quella serata fu una sorta di apice della carriera di Skiles. Sebbene rimase titolare per alcune stagioni, l'arrivo di Penny Hardaway nel 1993 lo costrinse alla panchina. In quell'anno, Skiles giocò tutte le 82 partite, ma solo in 46 iniziò in quintetto. I numeri non furono malvagi: 9.9 punti e 6.1 assist a partita, con i Magic che raggiunsero le 50 vittorie e andarono per la prima volta ai Playoffs.


In estate, però, Orlando decise di sacrificare proprio Skiles, che fu spedito ai Washington Bullets, per aggiudicarsi Horace Grant. Con lui, i Magic raggiunsero le Finali qualche anno dopo, dove si arresero all'esperienza dei Rockets (e dove certamente la leadership di Skiles avrebbe fatto molto comodo).


L'anno successivo i Magic non ri-firmarono Shaquille O'Neal ed iniziarono la loro discesa verticale. Nel frattempo, Skiles, dopo una stagione con i Bullets, chiuse la sua carriera a Philadelphia, con sole 9 apparizioni sul parquet.


Diventò allenatore nel 1997, prima come assistente e poi come head coach ai Phoenix Suns. E dopo alcune esperienze a Chicago e Milwaukee, guidò proprio gli Orlando Magic nel 2015. La sua esperienza durò solo una stagione al termine della quale diede le dimissioni dichiarando che "non era il giusto allenatore per questa squadra".


Da allora, le tracce di Skiles nel mondo dell'NBA si sono perse. Ma i suoi 30 assist continuano a rimanere imbattuti.