• Emilio Trombini

Theis & Thompson: analisi costi-benefici

Sia Daniel Theis che Tristan Thompson sono partiti titolari nelle prime due gare dei Celtics, mettendo in mostra la vulnerabilità di una lineup con due centri.


FOTO: NBA.COM

Questo articolo, scritto da CoachSpins per Celtics Blog e tradotto in italiano da Emilio Trombini per Around the Game, è stato pubblicato in data 26 dicembre 2020.



Ripensate ai giorni in cui a Boston giocava il duo Amir Johnson e Jared Sullinger. È stata molto probabilmente l’ultima volta in cui i Boston Celtics schieravano titolari allo stesso tempo due centri senza un buon tiro.


Per cominciare la stagione 2020/21 Brad Stevens ha cambiato la sua lineup per far giocare assieme Daniel Theis e Tristan Thompson, così da mettere in campo i due giocatori con più esperienza sotto le plance.


In un certo senso, Stevens ha trovato il modo di schierare assieme i suoi cinque giocatori più affidabili a disposizione e di fare funzionare la cosa. Kemba Walker è fuori a tempo indeterminato, e una volta tornato è probabile che uno tra Theis e Thompson torni in panchina. Ma al di là delle motivazioni, è la prima volta in tanti anni che vediamo Stevens schierare assieme due centri.


In attacco la loro chimica in campo è strana, ma ancora recuperabile. Theis in carriera tira da 3 con il 34.4%: è possibile che possa funzionare la coppia di lunghi, con Theis aperto e Thompson che va a rimbalzo e gioca i pick&roll. Può funzionare, certo, ma limita comunque la possibilità di schierare in campo più playmaker o esterni capaci di difendere, trattare la palla e correre in transizione.


Se Stevens continua a schierare entrambi i lunghi, Boston deve per forza approfittare della stazza e del vantaggio sotto canestro.


Difensivamente, Thompson può accoppiarsi anche sul perimetro per alcuni momenti, offrendo ai Celtics una capacità che altri quintetti non hanno. Ha svolto un eccellente lavoro difensivo su Giannis Antetokounmpo nella partita d’esordio dei Celtics di quest’anno.


La presenza assieme in campo di Tristan Thompson e Marcus Smart regala a Boston una durezza e un’intensità difficili da replicare.


FOTO: NBA.com

Giocare con più lunghi modifica, poi, anche la strategia offensiva di Boston. Contro i quintetti con un solo centro schierati da Milwaukee e Brooklyn, c’era tanto spazio per catturare i rimbalzi in attacco. Per sfruttare il vantaggio di stazza e forza, più che cercare i lunghi in post, il "must" per questa coppia sono i rimbalzi offensivi.


Ad ogni modo, l’altro faccia della medaglia si vede in transizione, quando avere più giocatori pesanti significa averne meno che possono correre il campo e proteggere il proprio ferro da contropiedi e attacchi nei primi secondi degli avversari.


Ma tornando ai rimbalzi offensivi, che beneficio rappresentano realmente per Brad Stevens?


Nell’ultimo decennio abbiamo assistito nella NBA ad un cambiamento nel ruolo di 4, sempre più agile e veloce, e quindi, conseguentemente, a un’attenzione sempre minore ai rimbalzi offensivi. I giocatori migliori a rimbalzo, come TT, creano una seconda chance di tiro il 13% delle volte, riuscendo ad agguantare un rimbalzo ogni 8 errori circa. Ma ricordiamoci, appunto, che si tratta solo degli errori: se una squadra tira con il 50% dal campo, e perde palla circa il 10% delle volte, un giocatore come Thompson garantisce 4/5 possessi extra a partita.


L’anno scorso la squadra media NBA è andata in transizione il 15% dei possessi e ha segnato una media di almeno 20 punti a partita.


Uno dei motivi per cui così tante squadre hanno rinunciato in parte ai rimbalzi offensivi è appunto per via di questo "compromesso matematico": è meglio provare a ridurre questi 20 punti subiti, che lottare per guadagnare qualche possesso in più a partita.


Nell’esordio stagionale contro i Bucks, Boston ha regalato a Milwuakee 11 punti in transizione nei soli primi 6 minuti, la maggior parte dei quali dovuta alla lotta sotto le plance dei lunghi dei Celtics. Avere in angolo un giocatore come Theis che deve sprintare per tutto il campo per tornare in difesa non avrà grande impatto difensivo, il più delle volte:



Andare a rimbalzo in attacco è certamente un modo per tenere vive le azioni e per provare a sfruttare al meglio il quintetto con due lunghi... se la difesa avversaria però rispetta il tiro da fuori dell’altra.


Contro Milwuakee, Theis è stato in angolo per tutta la serata quando si trovava in campo con Thompson, ed era chiaro che i Bucks fossero ben disposti a concedere un tiro da fuori di Theis, che ha concluso la serata con 2/6 dall'arco.


Antetokounmpo era il giocatore in difesa su Theis, ed il Defensive Player dell’anno scorso ha fatto il suo dovere, pronto a difendere in angolo e a contestare i tiri nel pitturato. Un altro valore aggiunto di un Giannis a piede libero? Poteva aiutare su Thompson e chiuderlo sulla linea di fondo, o prendere i rimbalzi e guidare la transizione.


Guardate nella clip qui sotto come Antetokounmpo "ignori" Theis, che si trova poi perso in transizione difensiva:



La partita contro i Nets ha invece presentato una sfida diversa per l’attacco di Boston, considerato che Brooklyn cambiava quasi tutte le azioni sui blocchi lontano dalla palla. I Nets hanno cercato di mantenere DeAndre Jordan su Thompson quando possibile, ma alcune volte Theis si trovava marcato da Kyrie Irving.


Ma ai Nets non interessava. Theis non era una vera minaccia in post basso, e i Celtics non hanno mai provato veramente a sfruttare il mismatch. Se una squadra decide di giocare con due lunghi ma non sfrutta gli eventuali mismatch, dov'è il vantaggio?



Stevens ha schierato la coppia di centri per meno di 3 minuti a tempo. Staremo a vedere se questo sia un segnale di cambiamenti imminenti. È del tutto plausibile che, contro una squadra più rapida e piena di tiratori come Brooklyn e con l’assenza di Robert Williams nella serata di Natale, si sia trattato di una mossa dettata dalle circostanze.


La sconfitta pesante contro i Nets non è stata comunque causata dalla lineup con due lunghi schierata da Boston. Theis e Thompson non sono stati un disastro. Ma sono difficili da far funzionare assieme.


Quello che si evince dall’insistenza di Stevens nel farli giocare assieme potrebbe essere una mancanza di fiducia nel resto delle ali in rotazione, che non sembrano giocatori in grado di assumersi la responsabilità di giocare nel quintetto base.


Si vedrà per quanto tempo ancora continuerà a coesistere la coppia Theis-Thompson, e se ci sarà maggior successo contro le altre squadre.


È chiaro che, fino a quando non tornerà Kemba Walker, queste rotazioni saranno una questione delicata e Boston avrà bisogno di ottime prestazione da parte di Jayson Tatum e Jaylen Brown per battere le squadre da Playoffs.