• Andrea La Scala

E se i tiri liberi sparissero in futuro?


© Early Bird Rights

L'aspetto migliore del gioco è l'azione costante in entrambe le parti del campo. Le squadre corrono avanti e indietro, con le fasi che spesso si fondono dando vita a una sorta di "bellissimo caos" che attrae sia i puristi che i fan più "casual".

Il basket condivide questi tratti con il calcio, lo sport più popolare al mondo, e l'hockey, che è immensamente popolare nei paesi dove la gente cresce praticandolo. Tuttavia, vi è un'area chiave in cui il calcio e l'hockey differiscono dal basket e in cui quest'ultimo è decisamente peggiore: i tiri liberi.

L'NBA sa che i tiri liberi sono la parte peggiore del loro sport. Ecco perché stanno provando a velocizzare quella parte sperimentando un sistema nella G League in cui tutti i falli su tiro danno luogo ad un singolo tiro libero, anziché due o tre. Se l'NBA dovesse adottare questa regola in un futuro prossimo - considerando soltanto, per ora, lo spettacolo offerto, e non il numero di tiri liberi che è giusto riconoscere o meno all'attaccante - si potrebbe risparmiare del tempo prezioso sulla durata media complessiva di una partita, considerando che parliamo di uno sport dove vengono chiamati più di 40 falli a partita. Infatti, sebbene non tutti i falli siano chiamati come shooting foul, questa categoria rappresenta la maggioranza.

Nella stagione 2018/19, si è registrata la media di 46 tiri liberi complessivi a partita. Ridurre questo numero facendo corrispondere ad ogni viaggio in lunetta un singolo tiro per portare a casa l'intero bottino sarebbe un miglioramento rispetto alla lunghezza e alla fluidità del gioco, ma non risolverebbe il problema alla radice: i tiri liberi non sono interessanti da guardare e allungano la durata delle partire in modo non necessario.

Il calcio e l'hockey si arrestano quando un fallo viene commesso o una penalità viene inflitta; nel calcio le squadre attivano le loro routine sui calci di punizione e nell'hockey il colpevole sconta la sua infrazione chiuso nella "box". La differenza tra questi sport non risiede nelle azioni individuali ma nel quadro complessivo. C'è stata una media di 20 falli a partita nella Premier League inglese nella stagione 2018/19, mentre nella NHL gli arbitri hanno fischiato solo 7 penalità a partita durante la scorsa stagione. Compariamo questi numeri con i 42 falli per partita della NBA e consideriamo che in una partita di basket ci sono moltissime pause in più rispetto al calcio e all'hockey.

Ovviamente questo non significa che gli arbitri NBA sono più inclini a fischiare rispetto a quelli degli altri due sport citati. Semplicemente, in una partita di basket, ci sono molti più falli. La lega ha costantemente tutelato sempre di più gli attaccanti, chiamando i falli sull'hand-checking a metà degli anni duemila, ad esempio, e mettendo un punto di enfasi sul "freedom of movement" prima dell'inizio della stagione 2018/19.

Se un maggior numero di azioni difensive che danno origine a dei falli ottengono lo scopo di incrementare i punteggi (cosa che può attirare un maggior numero di fan), la conseguenza indiretta sono partite più lunghe. Shlomo Sprung di Forbes ha calcolato che l'incremento di chiamate da "freedom of movement" ha allungato di circa due minuti le partite non giunte all'overtime della stagione 2018/19 rispetto a quella precedente.

La Lega, insomma, è in ottima salute e offre uno spettacolo incredibile. Ma i falli e i tiri liberi rimangono di scarso interesse e portano via tempo prezioso dalle partite.

In una partita del 1954, la NBA applicò un regolamento sperimentale in base al quale tutti i tiri liberi vennero eseguiti alla fine del quarto, piuttosto che al momento successivo al fischio. In quella partita, durante il primo e terzo quarto, i tiri liberi derivanti da falli fischiati vennero conteggiati ma eseguiti soltanto alla fine di quei periodi, con le squadre che poterono sommare i punti realizzati dalla lunetta al proprio punteggio di fine quarto.

E se non fosse una brutta soluzione al problema? I tiri liberi potrebbero avere luogo durante le pause tra un quarto e l'altro. Questo accorcerebbe le partite, creerebbe più tempo di gioco "con la palla in mano" e garantirebbe anche un epilogo dei primi due periodi più interessante, con i tiri liberi accumulati dalle due squadre da battere. Il problema più grosso con questo cambio di regola si verificherebbe per via della pubblicità in TV (e questo, sull'accorciare le partite, è un punto fondamentale); oltre che, ovviamente, a fine partita. Già, se si applicasse questa regola non ci sarebbero più tiri da "game-winning" o situazioni clutch. E questo chiaramente rende la regola applicabile solo ai primi tre quarti, ma è un problema?

Guardiamo ancora più avanti. In che direzione andrà lo sviluppo di questo gioco? Piuttosto che limitare tutti i viaggi in lunetta ad un solo tiro o eseguirli tutti assieme alla fine dei quarti, potrebbe "sbarazzarsi" completamente dei tiri liberi?

Ci sono sette tipi di falli in una partita NBA: personal non-shooting (che comprende i falli in attacco), personal shooting (inclusi gli and-one), flagrant 1, flagrant 2, technical, clear path e late-game intentional.

Ognuno di questi richiede uno stop differente alla partita. Alcuni di essi attivano anche una video review, che è argomento che andrebbe affrontato in separata sede. Piuttosto che assegnare dei tiri liberi, il team che ha commesso il fallo andrebbe sanzionato in una maniera che permetta di continuare a giocare la palla. Vediamo per ognuna dell sette casistiche di falli un possibile sviluppo per ottenere una NBA più dinamica e moderna.

Personal Non-Shooting Fouls

In un ipotetico nuovo sistema, l'unico fallo che non verrebbe cambiato affatto è quello di questa tipologia. Allo stato attuale delle cose, fischiare questo tipo di fallo muove la palla sulla linea laterale del campo, dove la squadra che ha subito il fallo può ricominciare a giocare. Il cronometro di tiro viene portato a 14 secondi se era al di sotto di tale soglia quando il fallo è avvenuto. Altrimenti il gioco continua normalmente dopo che la palla è stata rimessa in gioco. Non c'è alcuna ragione per modificare questa regola, dato che permette di riprendere il gioco in maniera abbastanza rapida.

Nel caso invece il non-shooting foul venga commesso dalla squadra in attacco, si produce un cambio di possesso. Anche in quest'ultimo caso, non vi è ragione di cambiare le cose

Personal Shooting Fouls

I personal shooting foul (sia nel caso in cui siano falli reali su tentativo di tiro oppure non-shooting foul fischiati mentre la squadra offesa è in bonus) comprendono una grossa fetta dei falli commessi durante una partita NBA. Di conseguenza, questi falli rallentano il gioco più di ogni altra cosa (a parte i time-out e gli spot pubblicitari, ma dubito che i proprietari e i giocatori siano disposti a rinunciare agli introiti generati dalla pubblicità, per velocizzare il gioco...).

Quale aggiustamento possiamo adottare per per modificare questo tipo di falli allo scopo di mantenere il gioco interessante e ridurre la durata di una partita?

La soluzione non è una "penalty box" in stile hockey; sarebbe eccessivamente punitiva in uno sport che vede così tanti falli di questo tipo. Persino una penalty box di un solo possesso sarebbe troppo per i miei gusti e darebbe un vantaggio troppo grande alla squadra che ha subito fallo.

Qualsiasi soluzione sul problema di tempo che circonda i tiri liberi dovrebbe anche prendere in considerazione la natura punitiva dello shooting foul. I giocatori sono talmente bravi a segnare i tiri liberi (fatte le dovute eccezioni...) che subire fallo e andare in lunetta è uno degli esiti più positivi con cui può terminare un possesso. A parte una schiacciata non contestata o un tiro da tre dall'angolo con spazio, statisticamente ottenere tiri liberi è uno dei modi più convenienti per segnare punti. Generare da un fallo subito una media di 1,5 punti a possesso (di media, i grandi tiratori di liberi portano quel numero vicino a 1,9) è un risultato talmente buono che il cercare falli di proposito è un'atteggiamento che porta ad essere ricompensati, a dispetto del fatto che quell'atteggiamento (il cosiddetto "flopping") possa essere punito post-partita con una multa.

Cambiare la regola non solo eliminerebbe i noiosi e dispendiosi (di tempo) tiri liberi, ma cambierebbe in modo fondamentale il vantaggio offensivo che ricevono le squadre quando viene fischiato un fallo ai propri avversari.

Pensiamo a un nuovo sistema. Il gioco viene fermato con il fischio, così come ora, ma invece di mandare ai tiri liberi il tiratore con gli altri giocatori allineati attorno a lui, la palla andrebbe alla linea di bordo campo più vicina per una rimessa (come nel caso di un non-shooting foul) con il giocatore che ha commesso fallo che si posiziona sulla linea del tiro libero che si trova dalla parte opposta del campo. La squadra che ha subito fallo rimette la palla in gioco e non appena la palla viene toccata e il cronometro di tiro riparte, viene permesso al giocatore che ha commesso fallo di muoversi e tornare a partecipare all'azione.

Il team che subisce il fallo avrebbe il vantaggio significativo di giocare 5 contro 4, ma solo per pochi secondi, dato che il giocatore contro cui è andato il fischio tornerebbe abbastanza rapidamente in gioco. La distanza tra una linea dei tiri liberi e l'altra è di circa 17 metri, che per essere percorsi da un atleta NBA non dovrebbero richiedere più di 3 secondi. Tuttavia, in quel breve lasso di tempo, la squadra in attacco avrebbe una buona chance per creare un buon tiro.

Persino in una situazione di 5 contro 4 gli attacchi potrebbero avere delle difficoltà a generare un tiro che produca quegli 1,5 punti a possesso. 1,5 punti per possesso sono il 75% di un tiro da due punti e il 50% di un tiro da tre; ci sono squadre che grazie ai loro attacchi efficienti andrebbero vicine a quella media, ma sono pronto a scommettere che l'efficienza media di questi cosiddetti "foul possessions" (possessi con fallo) sarebbe inferiore agli 1,5 punti che attualmente accompagnano un fallo su tiro da due. Lo scorso anno la miglior squadra a trovare tiri da tre con molto spazio è arrivata "appena" al 42,3%, quindi anche un team capace di generare quel tipo di tiro non sarebbe necessariamente così tremendamente efficace quanto lo si è adesso coi tiri liberi.

Ciò significa che gli shooting foul penalizzerebbero la squadra in difesa in misura minore di quanto accade oggi, ma avremmo comunque un vantaggio per la squadra in attacco. Non ci sono statistiche sull'offensive rating di una squadra che gioca 5 contro 4, ma sono fiducioso che le squadre migliori troverebbero presto il modo di creare tiri con spazio in queste situazioni. Anche perché potrebbero scegliere chi prende quel tiro.

Dopo una sperimentazione in G League e durante la Preseason, l'NBA saprebbe di sicuro aggiustare il timing e il posizionamento del giocatore che ha commesso il fallo. E se le difese iniziassero a commettere più falli in quanto la penalità non è sufficientemente severa, la regola potrebbe posizionare il giocatore falloso ancora più lontano dal gioco, oppure obbligarlo a rimanere fuori per secondi extra.

And One

I personal shooting foul dove il giocatore che subisce fallo continua nell'azione nonostante il contatto e riesce a segnare (and one), non darebbero alla squadra offesa il vantaggio del possesso a seguito del canestro segnato. Tuttavia, quel fallo verrebbe assegnato al giocatore che lo arreca, contribuendo così al conteggio dei falli che prevedono l'espulsione a quota sei, e il fallo contribuirebbe inoltre al raggiungimento del "bonus" previsto per ogni quarto.

Dunque, la squadra che subisce il fallo non avrebbe più l'opportunità di segnare un punto extra con il tiro libero. In modo analogo alla regola del "vantaggio" nel calcio, la squadra in attacco ha essenzialmente giocato "attraverso" il fallo e segnato comunque, quindi non c'è necessità di un'ulteriore opportunità per mettere a referto punti. Tuttavia, la possibilità che la squadra in difesa commetta falli "gratis" non è forse abbastanza "scoraggiata" dal fatto che il fallo viene comunque conteggiato. Potrebbe servire qualcosa di più "punitivo".

Flagrant Fouls

Il flagrant 1 verrebbe trattato allo stesso modo di un personal shooting foul, con l'eccezione che la squadra che lo subisce detiene ancora il possesso al termine del foul possession. Esso verrebbe giocato con il giocatore che ha commesso il flagrant fermo sulla linea dei tiri liberi della parte opposta del campo e rientrerebbe in gioco solo quando la rimessa viene effettuata. In aggiunta, poi, appena il possesso ha termine, l'arbitro fischia il termine dell'azione e porta la palla sulla linea laterale, dove la squadra in attacco potrà effettuare una nuova rimessa, questa volta in regime di 5 contro 5. In questo secondo possesso, il giocatore reo del flagrant torna ad essere da subito in gioco come in una normale situazione di rimessa.

Il flagrant 2 verrebbe sanzionato nella stessa maniera, eccetto che il giocatore che lo ha commesso viene espulso dalla partita e rimpiazzato da un compagno in uscita dalla panchina. Il sostituto prende il posto dell'espulso sulla linea dei tiri liberi sul lato opposto del campo e il resto si svolge come nel caso del flagrant 1, con due possessi consecutivi per la squadra che ha subito il fallo.

Technical Fouls

I technical foul verrebbero leggermente modificati: anziché avere il giocatore che lo ha commesso posizionato sulla linea dei tiri liberi del lato opposto del campo, esso si troverebbe sulla linea di metà campo e rientrerebbe in gioco da lì. Proprio come coi technical foul di oggi, il team che lo subisce ri-otterrebbe il possesso al termine dell'azione. Posizionare il giocatore reo del fallo sulla linea di metà campo lo metterebbe a pochi metri di distanza dal gioco, ma darebbe comunque un piccolo vantaggio alla squadra a cui è andato a favore il fischio.

Nel caso il technical foul venga commesso da un allenatore o da un giocatore della panchina, alla squadra a cui appartiene chi lo ha commesso, verrebbe offerta la possibilità di scegliere a quale giocatore in campo far scontare la penalità.

Intentional Fouls

Resterebbero un paio di problemi da risolvere con gli intentional foul, dei quali abbiamo due tipologie.

Gli intentional foul che fermano i fast break (contropiedi) sono diventati un grosso problema negli ultimi anni e le regole sul clear path non hanno centrato il problema. Eliminare del tutto questo tipo di comportamento richiederebbe una mano pesante sulla punizione inflitta e dare agli arbitri un più ampio margine per decidere cosa rappresenti un fallo su clear path.

Se un fallo venisse giudicato come un chiaro clear path, che traducendo significa dare agli arbitri la discrezione di chiamare questo tipo di fallo quando un giocatore interrompe un fast break intenzionalmente, allora potrebbe essere trattato alla stregua di un flagrant 1, col giocatore che lo ha commesso che si muove sulla linea dei tiri liberi dal lato opposto del campo per l'esecuzione di un foul possession, a cui seguirebbe un secondo possesso regolare per la squadra a favore del quale è andato il fischio. Tra il breve possesso 5 contro 4 e il seguente possesso regolare, la squadra che ha subito il fallo dovrebbe avere tutti gli strumenti per recuperare quanto perso dall'intentional foul sul fast break.

Quando i giocatori capiranno che commettere l'intentional foul è peggio che lasciar giocare il fast break e cercare di difendere in modo legittimo, il gioco potrà vedere un numero maggiore di fast break e guadagnarci tramite uno spettacolo più eccitante.

Gli arbitri potrebbero avere, inoltre, la discrezionalità di lasciar giocare anche in presenza di un intentional foul, se la squadra in attacco potrebbe avere un maggiore vantaggio nel continuare a giocare il fast break?

Gli intentional foul fanno capolino anche in un'altra area, quella che può allungare tremendamente la durata di una partita, permettendo alla squadra inseguitrice di mettere provare la rimonta. Sebbene il concetto di infrangere deliberatamente le regole (perché la punizione subita è meno penalizzante rispetto al non fare nulla) non mi piaccia, comprendo che quando la partita sta finendo i falli intenzionali sono l'unico modo per la squadra che insegue di avere delle chance di vittoria. Se i falli intenzionali venissero trattati alla stregua di un qualsiasi altro fallo su tiro, chi insegue da vicino sarebbe tagliato fuori da qualsiasi possibilità di vittoria e le squadre in vantaggio gestirebbero il cronometro in maniera massiccia.

La risposta a questo potrebbe essere un possesso non cronometrato per la squadra che subisce il fallo. Un intentional foul a fine partita verrebbe gestito nella stessa maniera di un normale fallo su tiro, ma il cronometro non avanzerebbe nel seguente foul possession. Il cronometro di tiro avanzerebbe normalmente, ma il cronometro della partita non ripartirebbe finché la squadra che difende non riacquista il possesso della palla (che avvenga con una palla rubata, un rimbalzo o un fallo in attacco). Nel caso venga commesso un fallo su tiro durante il foul possession non cronometrato, allora il cronometro della partita ripartirebbe durante il successivo. Nell'eventualità che un intentional foul venga immediatamente commesso per fermare nuovamente il cronometro e il giocatore che ha precedentemente commesso il fallo su tiro non sia ancora rientrato in gioco, allora entrambi i giocatori verrebbero posizionati sulla linea opposta dei tiri liberi per il prossimo foul possession non cronometrato, creando una situazione di 5 contro 3 per la squadra in attacco.

Mi rendo contro che tutto ciò sia complicato e che possa creare confusione, perciò lavoriamo su degli esempi. Diciamo che i Memphis Grizzlies sono in vantaggio sui Sacramento Kings di un punto a 15 secondi dalla fine e che abbiano il possesso della palla in uscita da un timeout. Sacramento deve commettere fallo per prolungare la partita a darsi delle chance di vittoria, e così agiscono subito dopo la rimessa. Buddy Hield è colui che ha commesso il fallo e così si muove verso la parte opposta del campo dove si arresta sulla linea dei tiri liberi, in attesa che la palla venga rimessa in gioco nel seguente foul possession, durante il quale il cronometro della partita non avanza.

Durante il foul possession non cronometrato, i Grizzlies avrebbero la chance di aumentare il loro vantaggio, ma il loro possesso si conclude con un nulla di fatto per lo scadere dei 24 secondi. Non appena i Kings riguadagnano il possesso, il cronometro della partita riparte, in maniera analogo a come avverrebbe dopo dei tiri liberi di Memphis.

Ora, diciamo che Ja Morant attira su di sé un fallo legittimo durante il foul possession non cronometrato. Harrison Barnes, che ha commesso il fallo, prende posizione sulla linea opposta dei tiri liberi, ma dato che il fallo non è stato intenzionale, il cronometro della partita avanza durante il seguente foul possession. In questa situazione, Memphis è ancora avanti di un punto e può gestire a piacimento il cronometro se Sacramento non commette intenzionalmente fallo. I Kings non hanno scelta e se commettono il fallo prima che Barnes abbia attraversato la linea di metà campo nel corso del suo rientro in gioco, sia Barnes che il giocatore che ha commesso l'intentional foul dovranno andare sulla linea opposta dei tiri liberi per il successivo foul possession, dando ai Grizzlies un possesso non cronometrato 5vs3.

I possessi non cronometrati non risolverebbero l'antico problema dei fan più occasionali, che sottolineano che "i due minuti di una partita NBA in realtà ne durano 20", ma non c'è modo per per risolvere questa questione e permettere nel contempo a chi insegue di avere una chance per tornare in partita. Esiste anche una discussione secondo cui le squadre che sono indietro in una fase così avanzata del gioco non meritino affatto una chance di tornare in partita, ma rimuovere completamente i late-game intentional foul con tutta probabilità incontrerebbe - giustamente - resistenza.

Starebbe ancora una volta all'arbitro decidere cosa qualificare come intenzionale, così come per i clear path foul. Dovrebbe essere relativamente ovvio in molte situazioni, ma affidarsi al giudizio degli arbitri è una buona soluzione. Se la squadra inseguitrice commette una fallo ritenuto intenzionale ma che non lo avrebbe voluto essere, trae un leggero beneficio dal mancato avanzamento del cronometro, mentre una squadra che è in vantaggio non commetterebbe mai un intentional foul. Perciò non ci sarebbero situazioni in cui gli arbitri ne chiamerebbero uno contro quella squadra.

Ovviamente gli intentional foul commessi per fermare il gioco, ad esempio per permettere i soccorsi ad un compagno infortunato, non darebbero luogo ad un foul possession non cronometrato, ma solo regolari foul possession.

Sostituzioni

Alle squadre verrebbe permessa una sostituzione dopo il fischio del fallo e la rimessa in gioco della palla per il foul possession, ma ci sarebbero alcuni limiti. Se il giocatore che ha commesso fallo viene espulso della partita, quella è l'unica sostituzione concessa durante quell'interruzione della partita. Se il giocatore reo del fallo non viene espulso, allora la squadra potrebbe liberamente operare la sostituzione degli altri quattro giocatori. Questa regola eviterebbe la situazione in cui un giocatore più lento che commetta il fallo venga sostituito per metterne uno più veloce e permettere un rientro in gioco più rapido.

Per esempio, se Nikola Jokic commettesse uno shooting foul e questo fosse il suo terzo del primo tempo, Mike Malone potrebbe volerlo tirare fuori dalla partita il più presto possibile. Tuttavia, potrebbe anche voler mettere un giocatore più rapido dall'altra parte del campo a scontare la penalità. Se fosse concessa una doppia sostituzione in questa situazione, potrebbero sostituire Jokic per Torrey Craig e simultaneamente Gary Harris per Mason Plumlee, fornendo così un centro per giocare in difesa sul foul possession e mettendo Craig dall'altro lato del campo per rientrare in gioco più velocemente. Sbarazzandosi di questa regola, i Nuggets dovrebbero attendere che Jokic giochi il possesso prima di poterlo tirare fuori, oppure dovrebbero sostituirlo con Plumlee, presumendo che vogliano restare con un centro sul campo. Nel caso volessero giocare con un piccolo, sarebbe un'altra opzione, ma non potrebbero mettere un piccolo per Jokic e avere Plumlee sul campo allo stesso tempo.

******* *******

In conclusione, il risultato di tutti questi cambiamenti è che non ci sarebbero più lunghe interruzioni come quando uno shooting foul porta ai tiri liberi. Il gioco ripartirebbe quasi tanto velocemente come avviene ora con un non-shooting foul. Le durata delle partite verrebbe accorciata e ci sarebbe più azione, con una larga fetta della trasmissione che coprirebbe tempo con la palla in gioco. Le partite sarebbero più interessanti da guardare, con un numero inferiore di pause e un numero minore di giocatori che accentui il contatto per avere il fallo, dato che il foul possession non sarebbe così redditizio come una gita in lunetta.

Un altro rovescio della medaglia di questo piano è la perdita del tempo che i giocatori possono utilizzare per riposarsi. I tiri liberi danno a ogni giocatore la possibilità di riposarsi per circa 30 secondi, incluso il giocatore che tira i suoi liberi. Il gioco diventerebbe molto più faticoso per i giocatori, con la conseguenza che ci sarebbero meno minuti per tutti, in particolare durante la Regular Season. Per quanto mi riguarda, non è un fattore negativo, perché obbligherebbe le squadre a costruire roster più profondi, piuttosto che fare affidamento in modo massiccio sui propri giocatori di punta.

La Lega sta già pensando di rendere la stagione più breve, anche se non penso andranno molto lontano coi cambiamenti a cui stanno pensando. Accorciare la stagione (58 partite è il mio numero ideale) è qualcosa che dovrebbero fare a prescindere, ma in modo particolare se vogliono che i loro ragazzi siano il più riposati possibile quando lo spettacolo è al suo apice, nei Playoffs.

Sebbene un cambiamento di regole come questo non è necessariamente qualcosa governato dal Collective Bargaining Agreement, sarebbe importante sia per i proprietari che i giocatori essere in favore di questo drastico cambio di rotta del modo in cui si svolge il gioco. I proprietari dovrebbero essere a favore di qualcosa che renda le partite più eccitanti per i fan più e meno accaniti.

I giocatori restano invece un argomento di discussione più interessante. A livello individuale, il cambio delle regole porterebbe facilmente a una riduzione del minutaggio di ogni giocatore, ma l'accresciuta profondità del roster potrebbe dare delle chance di mettersi in mostra a giocatori che vedono poco il campo, risultando così di interesse per l'intero movimento.

Come questo possa influenzare il team-building e la distribuzione dei salari tra i giocatori è un altro fattore molto importante. Per compensi di quei giocatori all'estremità delle rotazioni si attingerà alla classe media, oppure l'unione dei giocatori preferirebbe piuttosto tagliare qualche punto percentuale dal massimo salariale, per redistribuirlo ai giocatori di bassa fascia?

Ci sono molti ostacoli per implementare un cambio così radicale, ma trasformare i falli da una lunga (e non necessaria) sosta in qualcosa di eccitante dovrebbe essere un traguardo a lungo termine per l'NBA.

Chissà se, come e quando potrebbe avvenire una rivoluzione.

© Early Bird Rights

Questo articolo, scritto da Jeff Siegel per Early Bird Rights e tradotto in italiano da Andrea La Scala per Around the Game, è stato pubblicato in data 13 dicembre 2019.

#regole #tiriliberi #sostituzioni #flagrantfouls #intentionalfouls #technicalfouls #andone

Seguici anche su

  • facebook-logo
  • instagram-social-network-logo-of-photo-c

Around the Game nasce con l’obiettivo di avvicinare gli appassionati italiani alla pallacanestro NBA, attraverso due tipologie di contenuti: i contributi realizzati e pubblicati dai membri interni della redazione (diffusi a titolo gratuito, senza scopo di lucro, protetti da copyright e soggetti a legislazione vigente in materia di diritti d'autore); e articoli tradotti delle testate estere in collaborazione con AtG, pubblicati e tradotti in italiano dalla nostra redazione. I contenuti del secondo tipo, i cui diritti d’autore appartengono alle testate giornalistiche da cui sono stati pubblicati originariamente, sono pubblicati all’interno della sezione “Traduzioni” e vengono selezionati, tradotti e pubblicati da AtG solo dopo la ricezione da parte delle fonti di esplicito ed esclusivo consenso relativo a questa attività.

Around the Game non rappresenta una testata giornalistica, in quanto viene aggiornato senza una periodicità prestabilita. Pertanto, ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001, non può essere considerato un prodotto editoriale. Alcune immagini sono prese dal web: se un contenuto è di tua proprietà e vuoi richiederne la rimozione, oppure per qualsiasi questione relativa ai diritti d’autore, ti preghiamo di inviare una mail a questo indirizzo: pr.aroundthegame@gmail.com
 

Fondatore: Andrea Lamperti -  Fondatore e Web Manager: Ferdinando Dagostino

© 2017 by Around the Game.  Prodotto da FerdinandoDagostino.com