• Nicola Ripari

Cosa ci possiamo aspettare, a questo punto, dai Raptors?


FOTO: NBA.com

Questo articolo, scritto da RR per Raptors Republic e tradotto in italiano da Nicola Ripari per Around the Game, è stato pubblicato in data 17 marzo 2021.



Se parliamo della prima parte di questa stagione NBA, di una cosa siamo certi: non è successo quello che ci saremmo aspettati. Quasi tutte le squadre della Lega hanno avuto problemi riconducibili al Covid, compresi i Raptors, che sono stati tra gli ultimi a vivere questo genere di difficoltà.


Abbiamo visto una serie di eventi inattesi in questa strana stagione, come gli Utah Jazz essere sul tetto della Western Conference e Matt Thomas tirare da tre col 38%. Per farla breve, credo che tutti coloro che hanno scommesso su questa stagione, anche con puntate poco rischiose, hanno perso una buona somma di denaro.


In questo articolo proverò ad anticipare alcuni possibili trend della seconda parte di stagione dei Toronto Raptors, che attualmente sono 11esimi nella Eastern Conference e stanno attraversando un momento di grande difficoltà.



PIÙ FREDDY


Nei giorni passati, abbiamo parlato su Raptors Republic di Fred VanVleet, del suo contributo difensivo e della sua produzione offensiva. Ci sono buone ragioni per credere che il giocatore possa aumentare ancora di più il suo apporto alla squadra, nei prossimi due mesi.


Al momento, VanVleet è secondo solo a Pascal Siakam in termini di utilizzo, ma questo dato potrebbe cambiare in fretta. Secondo Basketball-Reference, il quintetto più utilizzato dai Raptors negli ultimi due anni prevede l’utilizzo di due point guards: Fred VanVleet e Kyle Lowry. Questa statistica è stata calcolata prendendo in considerazione anche la stagione 2018/19, quella del titolo, nella quale sia Lowry che VanVleet hanno fatto parte del quintetto che ha fatto registrare il miglior net rating.


Tuttavia, come detto, ci sono buone ragioni per credere che, finalmente, VanVleet possa essere utilizzato come ball-handler principale, durante i momenti critici delle partite. In questa stagione, sempre basandosi sul net rating, risulta che i due migliori quintetti dei Raptors includano VanVleet ma escludano Lowry: ciò significa che si tratta di quintetti in cui VanVleet opera come unico ball-handler.


Chiaramente non si vuole dire che i Raptors siano migliori senza Lowry. Kyle è il leader della squadra e - a detta di molti - il miglior Raptor di tutti i tempi. Ciò nonostante, ci sono due buone ragioni per credere che VanVleet continuerà a gestire sempre più possessi per i Raptors.


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In primo luogo, ultimamente ci sono state numerose speculazioni a proposito di una trade per Lowry e, per quanto i rumors possano anche rimanere tali, queste voci sono destinate a rimanere fino allo scadere della trade deadline.


Nel caso Lowry venga effettivamente scambiato, è difficile che i Raptors possano ottenere in cambio un giocatore simile. Una trade quindi finirebbe per spianare la strada allo schieramento di un quintetto con backcourt più tradizionale, con VanVleet come point guard e Norman Powell come shooting guard.


In questo scenario, buona parte dello Usage di Lowry finirebbe per essere ereditato da VanVleet. Questo significherebbe avere un attacco condotto principalmente da VanVleet e, secondariamente, anche da Powell, Siakam e perfino da Bembry e Terence Davis.


In secondo luogo, anche nel caso Masai Ujiri e Bobby Webster decidessero di non scambiare Lowry, bisognerebbe comunque tenere in considerazione che Kyle è un giocatore di 35 anni che guida la Lega in termini di sfondamenti presi, gioca 34 minuti a partita e ha dovuto gestire problemi alla caviglia e al pollice per tutta la stagione. Di certo non è uno che getta facilmente la spugna ma, nonostante questo, è normale che anche a lui stesso, prima o poi, tornerà comodo che VanVleet inizi a gestire sempre più possessi. Lowry rimane, comunque, un giocatore eccellente on e off ball, un tiratore spot-up e un bloccante; le sue skills lontano dalla palla permettono di gestire l'attacco in modo molto fluido.



PIÙ ZONA


Se i Raptors decideranno di continuare a giocare small ball, come nelle ultime uscite prima dei problemi legati al Covid, dovranno fare maggiore utilizzo di questo sistema difensivo.


Messa giù semplicemente, quest’anno i Raptors non hanno un giocatore in grado di garantire sufficiente protezione del ferro e difesa uno contro uno, come in precedenza facevano sia Serge Ibaka sia Marc Gasol. A testimonianza di ciò, i Raptors hanno il nono dato più alto in termini di punti concessi agli avversari entro i cinque piedi dal canestro.


Chris Boucher è un buon difensore nei pressi del ferro, ma nonostante abbia dimostrato di essere abbastanza solido in post, potrebbe avere problemi di taglia in situazioni prolungate di difesa contro giocatori del calibro di Nikola Jokic e Joel Embiid. Quando le partite si faranno più importanti e i fischi arbitrali più pesanti, questo svantaggio potrebbe avere conseguenze molto forti. Al contrario, Aaron Baynes ha il fisico adatto e la forza sufficiente per difendere sui centri più forti anche per periodi prolungati, ma non offre abbastanza aiuto difensivo, oltre la capacità di prendere sfondamenti.


In sostanza, i punti di forza e i punti di debolezza di Boucher e Baynes sono complementari. Far giocare entrambi, in posizioni che consentano di sfruttare i loro punti di forza, potrebbe rappresentare una soluzione sia per limitare i lunghi avversari, sia per migliorare a rimbalzo. Quando i due giocano insieme, Toronto ha una frequenza di rimbalzi difensivi del 84.8 % (centesimo percentile), perciò il loro utilizzo in tandem potrebbe essere una soluzione percorribile, in futuro.


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Certamente, schierare entrambi i centri contemporaneamente significa anche che per lunghi tratti della partita i Raptors giocheranno small ball. Anche perché il quintetto che sembra più affidabile, oggi, è proprio quello piccolo.


Se Nick Nurse vuole continuare a seguire questa strada, dovrà fare più affidamento alla difesa a zona. I Raptors, sotto la sua gestione, sono sempre stati una squadra molto duttile, perciò non dovrebbero avere nessun problema nel giocare una difesa ibrida, nel caso i lunghi avversari stiano aperti in attaco. L’utilizzo della rapidità di diversi giocatori all’interno della zona potrebbe allo stesso tempo consentire di continuare a utilizzare la small ball anche contro i lunghi più dominanti.


Anche con Boucher e Baynes in campo, poi, la zona sarà uno strumento cui i Raptors faranno ricorso, per vari motivi riconducibili ai possibili matchup.


Con le rotazioni di Toronto tornate definitivamente alla normalità, Nurse utilizzerà la zona per avere più malleabilità nelle sue rotazioni.



PIÙ BAYNES


Anche se farlo partire titolare potrebbe non rientrare negli interessi dei Raptors, Aaron Baynes sarà utilizzato in misura maggiore rispetto al passato.


Baynes ha giocato minuti di qualità a marzo e ha conquistato la fiducia di Nurse. Ha giocato almeno 23 minuti in 5 delle ultime 9 partite, raggiungendo quota 29 minuti in 4 di esse e migliorando le sue percentuali da fuori dopo un avvio di stagione molto "freddo".


La poca profondità dei Raptors nel ruolo di centro è un altro elemento che porterà Baynes a giocare una mole maggiore di minuti. Qualsiasi forma d’infortunio o problema di Boucher porterà a un impiego molto ampio di Baynes - a meno di una crescita improvvisa da parte di Henry Ellenson. E anche con Chris che sta avendo il minutaggio più consistente della sua carriera, Aaron sta dimostrando di aver trovato dei modi produttivi di giocare insieme a Lowry e Boucher.


Infine, è bene guardare avanti e sottolineare che esistono alcuni matchup in cui Baynes deve giocare a tutti i costi. In particolare, il centro australiano ha svolto un lavoro incredibile nel difendere Joel Embiid nelle partite contro i 76ers di quest'anno, giocando un ruolo fondamentale nel limitare il centro camerunese a un inusuale 6/20 dal campo.


Quando si presenteranno matchup del genere, è probabile che Baynes non partirà titolare, ma è altrettanto verosimile che si troverà a gestire il minutaggio più importante nella posizione di centro. In passato, tra l'altro, Nurse ha dimostrato di essere camaleontico nelle sue scelte per la posizione di centro: non sorprendetevi di vedere Baynes giocare molti minuti, quando ci sarà da fronteggiare un lungo dominante come Embiid, oppure di vedere Boucher e Siakam spartirsi il ruolo di centro in partite che non prevedono accoppiamenti di questo tipo.




INVERSIONE DI ROTTA?


I Raptors hanno iniziato una striscia d’incontri cruciali. Hanno perso le prime cinque partite dopo l’All-Star Game e allungato a 7 la striscia di sconfitte consecutive; ciò nonostante, dopo la pausa sono arrivate notizie confortanti, con i rientri in squadra dei tanti giocatori indisponibii nelle precedenti settimane.


Il calendario del prossimo mese non è troppo difficile, sulla carta. Se Toronto (17-24, undicesima a Est) sarà in grado di recuperare la condizione di febbraio, potrebbe riuscire a creare un cuscinetto di sicurezza con le squadre in fondo alla classifica dalla Conference e soprattutto a tornare in corsa per i Playoffs.


Troppo ottimista? Considerando l’andamento ondivago della stagione dei canadesi, mi aspetto una sterzata da parte loro, nonostante le recenti sconfitte contro Atlanta, Charlotte, Chicago e Detroit. La squadra in precedenza aveva fatto registrare decenti prestazioni contro squadre con record negativo, collezionando 9 vittorie e 9 sconfitte - un dato ben superiore rispetto al record generale della squadra.


Il rientro dei giocatori indisponibili ovviamente è la ragione principale per essere ottimisti in casa Raptors. E data l’importanza delle partite del prossimo mese, mi aspetto che i Raptors si presentino mentalmente al 100%, come ci si può aspettare conoscendo il DNA del team.