• Alessandro Di Marzo

6 affari nelle retrovie della trade deadline


FOTO: News Break

© ARTICOLO: Early Bird Rights

Gli ultimi giorni disponibili per operare scambi dovevano essere tranquilli, ma abbiamo assistito a tutt’altro. Da Covington e Capela a Russell e Wiggins, passando per Dedmon, Morris, Iguodala, Robinson III e Burks (non un grandissimo scambio, ma potenzialmente utilissimo per le rotazioni dei Sixers), i colpi non sono affatto mancati.

Le trade sono state davvero tante, e riassumere tutto in un solo articolo sarebbe impossibile. Analizziamo perciò 6 affari "minori" e/o passati inosservati rispetto ad altre "bombs" di cui tutti hanno parlato.

Andre Drummond - Cleveland Cavaliers

Parlare di Big Penguin come “affare minore” sembrerebbe ingiusto. Se non fosse, però, che è stato scambiato essenzialmente per il nulla.

I Cavs hanno infatti sacrificato solamente i contratti in scadenza di Brandon Knight e John Henson, assieme ad una scelta al secondo giro del 2023. La dirigenza Pistons si è mossa con il fine di evitare che Drummond esercitasse la sua player option da $28.75 milioni per la prossima stagione, dove si troveranno con ben $35 milioni liberi. Il futuro ci rivelerà se hanno compiuto la mossa giusta, ma non era forse meglio aspettare il prossimo anno per scambiarlo?

Voler ripartire da zero sembra comunque difficile ora, visto che Blake Griffin è ancora a roster. Si è rivelato il miglior ball handler e creatore di tiri della squadra, ma il suo contratto rimane molto pesante. Si sono viste anche alcune mosse intelligenti, che tramite una serie di scelte scambiate hanno portato Detroit ad acquisire Deividas Sirvydis. Positivi sono stati anche gli ingaggi di Derrick Rose, Markieff Morris e Christian Wood, che ora diventerà probabilmente il centro titolare della squadra.

Lo young core, inoltre, non è affatto male: Kennard, Brown, Mykhailiuk e il rookie Doumbouya promettono bene, ma manca comunque Griffin, il fulcro della squadra. Sta attraversando la peggiore stagione della sua carriera per distacco, e il suo infortunio lo costringerà ad allontanarsi dal campo fino a fine anno.

Cosa possiamo aspettarci, dunque? Griffin sano, 35 milioni liberi e giovani promettenti potrebbero riportare Detroit allo splendore.

Un altro giocatore che risulterà decisivo sarà Luke Kennard, nel bene o nel male. Curiosamente, stava per essere spedito a Phoenix, e tutti i media erano al corrente della notizia, ma a causa di un disaccordo finale per alcune protezioni sulle scelte in ballo è saltato tutto. Sembra però strano che Detroit abbia avuto l’intenzione di cederlo... forse le sue condizioni fisiche sono peggiori di quanto ci aspettiamo.

Per quanto riguarda Cleveland, hanno già speso i soldi disponibili sul cap cinque mesi prima della free agency. Qualunque decisione presa da Drummond in futuro, però, può soddisfare la franchigia: se eserciterà la player option agirà da perno difensivo, cosa che però potrà fare anche firmando un contratto più lungo, seppur con uno stipendio annuale leggermente minore.

James Ennis - Orlando Magic

Con le acquisizioni di Robinson III e Burks, Philadelphia ha dovuto cedere due giocatori: il primo è stato Trey Burke, tagliato, mentre il secondo è stato proprio Ennis, sacrificato in cambio di una seconda scelta del 2020. Il suo trasferimento, visti i nuovi innesti arrivati da Golden State, è stata una mossa accettabile per entrambe le parti. Ennis poteva opporsi, ma ha preferito andare altrove per potersi esprimere, ed Orlando può essere il posto giusto.

Una seconda scelta può non essere un grande asset, ma l’addio di Ennis era necessario.

Derrick Walton Jr - Atlanta Hawks

Per l’acquisizione di Marcus Morris e per agevolare leggermente la situazione salariale, i Los Angeles Clippers hanno dovuto salutare Walton, mossa che ha permesso loro di non oltrepassare il limite della luxury tax: con i suoi $1.45 milioni, infatti, avrebbero sforato di $200.000.

Walton è stato poi subito tagliato da Atlanta, che con Young, Teague e Goodwin (contratto two way ora estendibile, visto il posto libero a roster) non aveva bisogno di aggiungere ulteriori point guard al gruppo.

Skal Labissiere - Atlanta Hawks

Senza i suoi $2.34 milioni di stipendio, Portland si è assicurata un risparmio di quasi $5 milioni di luxury tax e una seconda scelta (protetta top 55) del 2024. Anche Caleb Swanigan e Wanyen Gabriel erano a rischio scambio, ma evidentemente Labissiere aveva più mercato di loro. Perderli tutti e tre, poi, non li avrebbe comunque salvati dalla luxury tax. Per completare lo scambio, Portland hai inserito anche $1.76 milioni di cash considerations.

Atlanta tratterrà Labissiere, che arricchirà il reparto lunghi al fianco di Capela, Dedmon, Jones, Bruno Fernando e Collins, che si prospetta giocherà sempre più frequentemente da 4. Vediamo quanto spazio avrà Skal, ma ha di certo poche possibilità di trovarsi sul tavolo una qualifying offer nella prossima offseason.

Jordan McRae - Danver Nuggets, Shabazz Napier - Washington Wizards

Napier, a Denver, sarebbe servito a poco: Murray e Morris rappresentano già due ottime opzioni come point guard, ruolo invece non così solido a Washington, dove infatti Napier avrà più spazio. Dalla panchina, McRae potrà agire come scorer, vista la sua personalità, che invece non appartiene molto a Morris.

I Wizards, oltretutto, hanno salutato Thomas, scambiato ai Clippers. Napier, oltre ad essere migliore di Robinson, potrebbe addirittura prendersi il posto da titolare e affiancare Bradley Beal (a discapito di Ish Smith, che diventerebbe il leader della second unit).

Bruno Caboclo - Houston Rockets, Jordan Bell - Memphis Grizzlies

Nella maxi trade a quattro squadre, Bell è finito a Houston, ma è stato rapidamente scambiato per Bruno Caboclo, che dopo aver giocato in G League nei Rio Grande Valley Vipers (affiliata ai Rockets) si ritrova nuovamente nell’ambiente texano. A Memphis, inoltre, sono stati spediti dei diritti di scambio su alcune seconde scelte.

Così come Atlanta, Memphis dispone ora di molti centri: Bell, attorno a Valaciunas, Dieng, Jackson e Clarke, farà fatica a trovare spazio, motivo per il quale esplorerà la prossima free agency.

© Early Bird Rights

Questo articolo, scritto da Jeff Siegel per Early Bird Rights e tradotto in italiano da Alessandro DI Marzo per Around the Game, è stato pubblicato in data 11 febbraio 2020.

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