• Lorenzo Lecce

Golden State-Minnesota: la trade al microscopio


Siamo sicuri che i Warriors abbiano fatto un buon affare? Minnesota potrà (finalmente) cominciare un nuovo percorso dopo anni molto molto difficili?

I Minnesota Timberwolves sono stati senza dubbio una delle squadre più attive alla Trade Deadline di quest'anno, mettendo a segno una vera e propria rivoluzione nel proprio roster. I Golden State Warriors, invece, hanno scambiato D'Angelo Russell, cosa che avrebbero fatto in ogni caso prima dell'inizio della prossima stagione.

Gersson Rosas, GM dei Wolves da maggio, è riuscito a portare il tanto agognato prodotto di Ohio State a Minneapolis. Il numero 0 era già stato a lungo cercato in estate, ma Bob Myers era riuscito a bruciare tutti offrendo il massimo salariale. Arrivare a D-LO non è però stato facile, perché Minnesota ha dovuto inserirsi nella maxi-trade a quattro per ottenere una scelta al primo giro da dare ai Warriors, dato che questi ultimi avevano espressamente richiesto una first round pick.

Il front office dei Wolves ha giocato la partita perfetta perché è riuscito a mettere Russell di fianco a Towns, accontentando le richieste di quest'ultimo, che ormai era ai ferri corti con Wiggins e con la dirigenza.

Dopo una buona partenza con 10 vittorie e 8 sconfitte, la squadra è naufragata malamente, passando da lottare per i Playoffs a lottare per l'ultimo posto insieme a Golden State. Il malumore all'interno dello spogliatoio è cresciuto sempre di più fino a mettere Rosas di fronte a una scelta: attorno a chi costruire il futuro della franchigia? La risposta è stata semplice: Karl-Anthony Towns.

Il colpo di Minnesota assume ancora più rilevanza se pensiamo al fatto che è riuscita a prendere Russell, dando via solo una prima scelta e un contratto pesante con poco mercato come quello di Andrew Wiggins. Dal punto di vista salariale, i due contratti si equivalgono ma dal punto di vista tecnico e di fit per la squadra, tra i due non c'è paragone. Il ruolo di point guard era scoperto dopo la trade che ha coinvolto Jeff Teague, mentre in ala stanno emergendo Jarrett Culver e Josh Okogie, che possono prendere il posto di Wiggins... a un quinto del prezzo. In parallelo, l'aggiunta di Juancho Hernangomez e Malik Beasley da Denver, Omari Spellman e Jacob Evans dai Warriors e la contemporanea partenza di Dieng in direzione Memphis, aiutano notevolmente la rapida ricostruzione di un roster competitivo, dato che i primi due saranno RFA e i secondi hanno un contratto in rookie scale, mentre Dieng avrebbe avuto ancora un altro anno di contratto a 17 milioni a stagione. Inoltre, essere riusciti a mantenere la proprio scelta 2020, che verosimilmente potrebbe cadere in top 5, regala alla squadra un asset in più.

FOTO: ClutchPoints

Se da un lato Minnesota ha operato bene sul mercato, da un altro, i dubbi sulla bontà dell'operato di Golden State sorgono. Perché proprio ora? Perché proprio con Minnesota? Ma soprattutto, non si poteva ottenere qualcosa di più?

Gli interrogativi sono tanti e non di facile soluzione. Per quanto riguarda le tempistiche è possibile che alla deadline la richiesta per Russell avesse raggiunto il suo apice e, non essendo nella Baia troppo convinti del giocatore, sia stato deciso di accettare subito un'offerta senza correre il rischio di aspettare fino a giugno. Effettivamente un ipotetico infortunio avrebbe abbassato notevolmente il valore del giocatore.

Ma a questo punto, perché accettare l'offerta dei T-Wolves, che ha comportato un contratto pesante e a lungo termine in entrata? Anche i Knicks, ad esempio, volevano fortemente accaparrarsi le prestazioni dell'ex Lakers e l'offerta con molti contratti in scadenza avrebbe consentito ai Warriors di mantenere quasi 30 milioni di flessibilità salariale da spendere in free agency.

Inoltre, anche se al momento si trovano sotto la Luxury Tax, i californiani hanno solo nove giocatori a roster e per non pagarla possono solo firmare giocatori al minimo.

Non si può non pensare a questo punto al fit di Wiggins in questa squadra. Benché le statistiche descrivano il canadese come un buon giocatore, la prima scelta al Draft 2014 non si adatta minimamente al gioco di Steve Kerr, tirando poco e male da tre (appena il 33% in carriera) ed essendo uno dei peggiori difensori nella Lega (396esimo per Defensive Rating quest'anno); inoltre, il suo gioco è decisamente poco moderno, facendo ancora tanto affidamento sui long-two. La selezione di tiro lascia molto a desiderare e non è bravo a generare gioco per i compagni, anche se ultimamente ha migliorato le sue doti di playmaking.

Dalla scorsa Free Agency, Myers ha forse peccato di lucidità. In fin dei conti, Russell era arrivato per non perdere Kevin Durant a zero e con l'idea di ricavare qualcosa da D-LO; ma se quel qualcosa è costituito solo da Wiggins e una sola prima scelta, forse sarebbe stato meglio lasciar andare KD mantenendo lo spazio salariale per operare direttamente nel 2021.

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