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Kings-Blazers: la trade al microscopio


© FOTO: The Ringer

©️ Early Bird Rights

Questo articolo, scritto da Jeff Siegel per Early Bird Rights e tradotto in italiano da Luca Losa per Around the Game, è stato pubblicato in data 18 gennaio 2020.

Sia i Blazers che i Kings venivano da ottime campagne nella passata stagione e hanno deciso di intraprendere importanti cambi durante l’estate, per provare a salire di livello.

Portland durante gli ultimi Playoffs si era resa conto di come le squadre avversarie beneficiassero della loro mancanza di pericolosità offensiva tra le ali a roster: Al-Farouq Aminu non è stato rifirmato durante la free-agency, mentre Moe Harkless ed Evan Turner sono stati inseriti in delle trade. Tra i giocatori in rotazione durante l’ultima opening night, solo Damian Lillard e CJ McCollum vestivano la maglia dei Blazers nella passata stagione. Gli altri 8 sono arrivati in estate.

Sacramento, allo stesso modo, ha preso decisioni importanti durante l’off season. Prima di tutto, Luke Walton ha ereditato il timone di head coach da Dave Joerger. Per quanto riguarda il roster, buona parte dello spazio salariale è stata usata per firmare Trevor Ariza, Dewayne Dedmon, Cory Joseph e trattenere con un contratto enorme Harrison Barnes. Infine, è stato firmato Richaun Holmes attraverso una room exception. Trattenere Barnes e aggiungere altri veterani doveva ipoteticamente garantire un accesso ai Playoffs - almeno nelle idee del Front Office - ma precoci infortuni e una certa difficoltà ad adattarsi al sistema del nuovo coaching staff li ha portati, dopo metà stagione, ad essere più vicini al fondo della classifica che a un posto per la post season.

Con entrambe le squadre ben al di sotto delle proprie aspettative, ci si aspettava movimento da entrambe in questa finestra di mercato. E così è stato: sabato pomeriggio è arrivata la notizia dello scambio tra le due franchigie. Qui di seguito i termini completi dell’affare:

  • Portland manda a Sacramento Kent Bazemore, Anthony Tolliver e due future seconde scelte nel 2024 e nel 2025

  • Sacramento manda a Portland Trevor Ariza, Caleb Swanigan, and Wenyen Gabriel

Nel contratto di Gabriel c’è una no-trade restriction che scade il 21 gennaio (oggi, ndr), quindi la trade non potrà essere finalizzata fino a quel giorno, nonostante sia ormai stata già ufficializzata pubblicamente.

Strutturalmente questo scambio assume connotati differenti in base ai diversi punti di vista delle due squadre. I Trail Blazers mandano Bazemore direttamente per Ariza generando una traded player exception di $7.07 milioni e Tolliver per nulla in cambio, ottenendo $1.67 milioni di exception per il suo contratto al minimo salariale. Possono ottenere Swanigan facendo ricorso alla disabled player exception - garantita dopo l’infortunio di Rodney Hood, che lo terrà fuori per tutta la stagione - dal momento che il giocatore diventerà free agent in estate, e Gabriel con una minimun exception. I Kings avevano bisogno di mandare via tutti e tre, Ariza, Swanigan e Gabriel per pareggiare i $19.27 milioni di Bazemore per questa stagione e riprendersi Tolliver con una minimum exception.

© FOTO: Nba.com

L’aspetto più interessante di questa trade, per quanto riguarda Portland, è il risparmio sulla luxury tax. In totale, i Blazers risparmieranno $12.79 milioni, $10 dei quali arriveranno proprio sotto forma di una ridotta luxury tax, che potrebbe ancora scendere nelle prossime settimane se dovessero fare determinate mosse sul mercato. Sotto la presidenza di Paul Allen, la franchigia dell’Oregon si è sempre mostrata volenterosa di pagare la tassa pur di avere una squadra competitiva. Tuttavia, dopo la scomparsa del co-fondatore di Microsoft nel 2018 e la susseguente nomina a presidente della sorella Jody Allen, può avere senso che quest’ultima voglia tagliare un po’ i costi, ora che ha preso le redini della società. Va pur detto che questo scambio, di per sé, non lascia presagire futuri tagli dei costi, ma anzi dà alla franchigia più flessibilità per investire nel roster della prossima stagione.

Tutti i protagonisti di questa trade hanno contratti in scadenza, se si fa eccezione per Trevor Ariza, a cui spetteranno $12.8 milioni nell’annata prossima, ma solo $1.8 garantiti, con una scadenza fissata a tardo luglio per i restanti $11. Che Portland decida di assicurare al giocatore quei garantiti o meno potrebbe dipendere non tanto dalle prestazioni sul campo del veterano, ma piuttosto da come penseranno di poter sfruttare il suo salario in una trade.

Con Ariza nell’Oregon, inizierebbero la loro estate sotto di circa $28.81 milioni rispetto al limite della luxury tax, in base a dove questa verrà fissata e quanto sarà onerosa la loro prima scelta. Tenere Ariza in modo da creare una potenziale trade exception fino a $17.8 milioni potrebbe valerne la pena per i Blazers, dal momento che non avranno altro modo di fare aggiunte al roster senza contare la non-taxpayer mid-level exception e i $7.07 milioni di traded player exception generati dallo scambio di Bazemore. A quelle cifre, il contratto di Ariza non è sicuramente buono, ma potrebbe essere usato per eguagliare il contratto di un'ala in grado di fare la differenza, nella prossima estate o a stagione in corso.

Contando l’attuale roster con l’aggiunta di Ariza per la prossima stagione, Portland si troverebbe ad avere $28.81 milioni da spendere sotto la luxury per riempire quattro spot liberi, assumendo che tengano tutti i seguenti: Lillard, McCollum, Jusuf Nurkic, Ariza, Rodney Hood, Zach Collins, Anfernee Simons, Nassir Little, Mario Hezonja, Gary Trent e la prima scelta al Draft 2020. Uno di questi quattro slot liberi potrebbe essere destinato a un minimo salariale (o comunque con un contratto non troppo distante dal minimo) usando la loro seconda scelta, lasciando così tre posti riempibili con la mid-level exception, con una sign-and-trade (usando la traded player exception acquisita con Bazemore) e con un altro minimo.

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Durante l’estate, o più avanti a stagione iniziata, potrebbero trovare una nuova sistemazione ad Ariza ottenendo in cambio un contratto che eguagli i $17.8 milioni di Trevor. Facendo così, però, si troverebbero di nuovo pericolosamente vicini al limite della luxury tax - entro circa $1.5 milioni, il che si traduce in dover sapere esattamente quale sarà la soglia, visto che il contratto di una prima scelta potrebbe farli sforare. D’altra parte, potrebbero risparmiare $11 milioni e tagliare Ariza, ma per una squadra con velleità di titolo, fintanto che possono contare su Lillard, McCollum e Nurkic nel fiore degli anni, trattenere Trevor esplicitamente per usarlo come pedina di scambio in una trade avrebbe senso. Ed è forse proprio per tale ragione che hanno deciso di fare questa mossa, oltre al fatto che gli fa risparmiare soldi altrimenti destinati alla luxury tax in questa stagione.

Forse, avrebbero potuto fare lo stesso con Kent Bazemore nella prossima estate, tuttavia con qualche complicazione in più. Non avrebbero potuto firmarlo con un contratto da un anno, altrimenti il giocatore avrebbe potuto avere veto su uno scambio, senza contare sul fatto che non avrebbero risparmiato sulla luxury quest’anno e avrebbero rischiato di vederlo andare via per niente. Sul campo, oltretutto, l’apporto dell’ex Atlanta è stato quasi nullo. Il giocatore voleva andare in una contender dopo che era chiaro che avesse perso il posto da titolare agli Hawks e gli è capitata un’occasione d’oro con i Blazers, che, tuttavia, il giocatore non è riuscito a sfruttare. Rimane un buon giocatore, ma la squadra, dopo la dipartita di Aminu e Harkless, aveva bisogno di un difensore con più chili in quel ruolo.

Ariza, all’opposto, dovrebbe essere il fit giusto per quel posto, ma ormai il veterano è indubbiamente nella fase calante della carriera ed è lecito chiedersi se la sua reputazione vada effettivamente oltre a quello che può dare sul campo. Le statistiche nella metà campo difensiva sembrano ancora dargli ragione - non è al livello da All-Defensive Team, sia chiaro - ed è comunque parecchio meglio di quello a cui può attingere Terry Stotts al momento.

Da Gabriel e Swanigan non ci si aspetta nulla di trascendentale in questo sprazzo di stagione, ma Gabriel potrebbe essere rifirmato in estate - sarà un restricted free agent - se il coaching staff lo riterrà opportuno. Swanigan è stato pickato proprio da Potland nel 2017, è stato in seguito tradato a Sacramento e ora rieccolo tornare... non esattamente trionfante. Magari rimarrà a roster nei prossimi mesi, magari no. Mi sorprenderebbe, però, se riuscisse a fare parte di qualsiasi squadra NBA nella seguente annata. Tuttavia, il ragazzo potrebbe essere meritevole di una seconda occasione. Ha solo 22 anni e ha giocato bene in G League, viaggiando con il 60% di true shooting percentage. Era già un buon tiratore al college, anche se le sue percentuali dalla lunetta lasciavano già ai tempi desiderare. Per ora, ha tirato 46/118 dalla lunga distanza in un anno e mezzo di G League (39%). Riuscirà, ora, a continuare su questa falsa riga e ritagliarsi uno spazio, qui o altrove?

Sacramento dal canto suo ottiene per l’ennesima volta delle seconde scelte. Il conto di seconde scelte tra qui e il 2026 è salito ora a 14. Che vanno aggiunte alle 7 prime scelte nello stesso lasso di tempo. Quando i tempi saranno maturi, useranno alcune di queste seconde scelte per arrivare a qualcuno che possa aiutarli nell’immediato.

Per il momento, mettere da parte queste scelte è indubbiamente un’ottima mossa. L’affare, inoltre, crea anche uno spazio vuoto a roster, che i Kings potrebbero riempire con una trade che involva magari anche Dewayne Dedmon. Un altro dei giocatori firmati nel 2019 con le valigie pronte per le prossime settimane. È inverosimile che Dedmon possa avere un valore positivo in questa finestra di mercato. Non hanno, comunque, bisogno di muoverlo assolutamente, se l’affare giusto non si presenta.

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Guardando alla prossima estate, questo affare potrebbe rendere la squadra di coach Walton leggermente peggiore, ma potrebbe anche comportare un posto migliore alla prossima lottery. Insieme a Memphis, San Antonio, Portland, Phoenix, New Orleans e Minnesota, i Kings sono una delle squadre in lotta per l’ultimo posto disponibile ai Playoffs. Sacramento, tuttavia, è già l’ultima delle squadre sopracitate e provare già a “spingere” nell’opposta direzione potrebbe dare i suoi frutti a maggio...

I californiani potrebbero avere in mente altre possibili trade, ma a questo punto arriverebbero all’estate con $31.61 milioni di spazio salariale libero. Magari ri-firmeranno Bazemore, con un contratto a loro più vantaggioso e sfruttando i suoi early bird rights. Potrebbero anche ri-firmare Bogdan Bogdanovic o eguagliare un’offerta che potrebbe ricevere da qualche altra squadra, sempre che sia a cifre ragionevoli. Quei circa $31 M sarebbero così andati, ma potrebbero fare ulteriore spazio con il contratto non garantito di Nemanja Bielica.

Entrambe le squadre in questione, comunque, dovrebbero fare ancora una mossa o due da qui alla trade deadline. I Trail Blazers sembrano intenzionati a fare un altro scambio del genere in modo da tagliare ulteriormente la luxury tax. A Sacramento, invece, sembrano aver capito quale sia il loro posto nelle gerarchie della Western Conference e potrebbero decidere di acquisire altri asset rimanendo sotto la soglia della luxury tax. In più, hanno in Dedmon un giocatore che ha esplicitamente chiesto di cambiare aria.

Tirando le somme, apprezzo veramente quanto fatto da Portland in questa operazione di mercato. Hanno tagliato $12.8 milioni di spese dal loro bilancio finale e hanno raccolto due asset che potrebbero essere usati in ottica futura per migliorare il roster: la traded player exception di Bazemore e la potenziale traded player exception rappresentata da Ariza, se dovessero tenerlo. Anche i Kings ne escono tutto sommato bene: ci hanno rimesso solo $2.5 milioni circa e si ritrovano con altre due future seconde scelte, in cambio di tre giocatori che non facevano più parte dei loro progetti futuri.

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Questo articolo, scritto da Jeff Siegel per Early Bird Rights e tradotto in italiano da Luca Losa per Around the Game, è stato pubblicato in data 18 gennaio 2020.

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