• Alessandro Di Marzo

Trade Market: dove finirà Chris Paul?


FOTO: NBA.com

Questo articolo, scritto da JD Tailor per Welcome to Loud City e tradotto in italiano ds Alessandro Di Marzo per Around the Game, è stato pubblicato in data 18 settembre 2020.



La stagione degli Oklahoma City Thunder è giunta al termine dopo una sconfitta al primo turno di Playoffs in Gara 7 contro gli Houston Rockets.


James Harden ha stoppato l’ultimo tiro di Luguentz Dort e si è assicurato il passaggio del turno. Ma non sono comunque mancati i lati positivi in questa splendida serie, e molti di questi si sono visti grazie a Chris Paul.


Senza di lui e i suoi tiri decisivi, è certo che i Thunder non sarebbero mai riusciti a vincere tre partite. Sono pochi, infatti, i giocatori ad aver avuto un approccio simile al suo nei quarti periodi delle partite di post-season. È stato lui a dettare il ritmo con la palla in mano, lui a cercare buoni tiri e lui a trovare il modo di aggirare le scelte difensive avversarie.

Parliamo molto spesso di cifre e analisi numeriche, ma la pallacanestro rimane un gioco basato sui comportamenti umani, e spesso questi sono i responsabili dei cambi di ritmo e slancio delle squadre durante la partita. CP3 è in grado di dominare la componente umana del Gioco, spesso elevandosi sopra gli avversari da questo punto di vista.

Gara 6 rappresenta al meglio il tipo di giocatore che è Paul, che ha preso il controllo della partita utilizzando le informazioni raccolte durante la serie per fare più male possibile ai Rockets.


A quattro minuti dal termine, OKC era sotto di 6 punti e aveva un disperato bisogno di segnare due triple per ritornare in parità. E Paul ha risposto presente, così come ha fatto per tutta la stagione: cambio in difesa e accoppiamento Paul-Covington, qualche palleggio e tripla in faccia. 98-95.


Gallinari, poi, sbaglia da dentro e la palla arriva di nuovo a Paul, che ritrova il cambio con il numero 33 dei Rockets. Questa volta, però, ogni spazio sembra chiuso. Ma con un inspiegabile step-back a pochi secondi dalla fine del possesso, Paul segna ancora e rimette tutto in parità.



In breve, Chris Paul è un giocatore eccellente, e farebbe bene a ogni contender. I Rockets, durante la scorsa off season, l’hanno però scambiato a causa dei troppi problemi fisici: non riusciva più a guadagnare tanto spazio in penetrazione e non era pronto a sopportare il carico che serviva a Mike D’Antoni.

Ma durante il corso di quest’anno le cose sono cambiate, e il suo valore è tornato a risplendere, dimostrando che sono pochi i giocatori in NBA che riuscirebbero ad offrire aduna franchigia il contributo che Paul ha garantito ai Thunder.


Il suo impatto ha affievolito le discussioni riguardanti il suo peso economico. Il contratto di Paul scade nel 2022, ammesso che eserciti la player option da $ 44.211.146. Aggiungendo i $41.358.814 della prossima stagione, significa che nei prossimi due anni Paul percepirà un ingaggio superiore agli $85 milioni. Una somma di denaro enorme, certo, ma da pagare in un arco di tempo relativamente breve.


Oggi, rispetto a 14 mesi fa, Paul è un altro tipo di giocatore, che ha dato a tutti la prova di poter ancora performare a livelli da All-Star. Ormai, ogni dubbio su questo è stato cancellato.

Tra le squadre a cui farebbe comodo Paul troviamo specialmente Milwaukee e Philadelphia, entrambe bisognose di una point guard di alto livello. Da quel che sappiamo, il prodotto di Wake Forest gradirebbe chiudere la carriera in una contender e provare finalmente a vincere il titolo. E giorno dopo giorno, il tempo per farlo è sempre meno.


Lasciare Oklahoma City sembra ormai una cosa certa, e sento che, comunque finirà, Sam Presti tratterà Paul con grande rispetto. L’ha fatto con Paul George quando voleva andarsene, e non ha cambiato atteggiamento quando ha saputo che Russell Westbrook voleva trasferirsi a Houston; non vedo dunque perché dovrebbe comportarsi diversamente con un campione come Paul.


Non ci sarà spazio per squadre come Knicks o Bulls, insomma.

Philadelphia 76ers


Philadelphia viene da una pessima stagione, in cui i Sixers non sono arrivati nemmeno vicini alle Eastern Conference Finals nonostante un monte ingaggi tra i più corposi della Lega. Ora a Philly sono richieste mosse drastiche per risollevare la squadra e sperare di tornare competitivi, per non sprecare ciò che era stato creato negli scorsi anni.


Appena ha iniziato a lavorare da General Manager, Elton Brand è partito in quarta, ingaggiando Jimmy Butler e Tobias Harris. L’ex Chicago ha poi fatto le valigie, lasciando spazio ad Al Horford e al suo contratto da $109 milioni in quattro anni. Teoricamente, poteva sembrare una mossa sensata: Butler non intendeva restare e Horford aveva dimostrato di essere un giocatore affidabile e di grande impatto in post-season.


FOTO: NBA.com

Le cose, però, non sono andate come si sperava: alla squadra è mancato il tiro da fuori, e questo ha danneggiato le spaziature vicino a canestro, rendendo l’attacco spesso orribile. Queste debolezze sono state visibili e hanno avuto un impatto negativo sul rendimento di ogni componente della squadra.


È quindi chiaro che i Sixers abbiano bisogno di un creatore di gioco solido e con buone mani per tirare. Shake Milton, Raul Neto e Trey Burke hanno provato a svolgere questo compito, ma nessuno di loro è stato all'altezza.


Paul sembra il più adatto a risolvere questo grande problema, viste le sue doti immense di playmaking e tiro, che lo rendono un maestro del ruolo.


I Sixers potrebbero spostare Ben Simmons al ruolo di ala grande, una posizione più naturale per l’australiano, e lasciare il ruolo libero per accogliere CP3, così da disporre di almeno tre giocatori nello starting five in grado di aprire il campo e migliorare le spaziature.

Venendo al sodo, ecco una possibile trade:


OKC: Al Horford, Matisse Thybulle, Mike Scott, 2021 first round pick (Lottery protected). SIXERS: Chris Paul, Terrance Ferguson.

Un trade package del genere potrebbe avere senso per entrambe le parti?


Philadelphia cederebbe Horford senza alcun pentimento, considerando che le cose non sono andate molto bene col quintetto "big", e soprattutto che CP3 potrebbe essere l'uomo giusto per provare a fare il salto di qualità.


Per OKC, Sam Presti porterebbe a casa un ottimo giovane come Thybulle. Lo seguo dall’anno scorso, e posso dire di amare davero il modo in cui difende. Potrebbe essere come un importante 3&D nei Thunder del futuro. Ha tirato con il 37.5% da fuori durante questa stagione, e si è dimostrato affidabile in catch and shoot.


Lui e Luguentz Dort rappresenterebbero una coppia mostruosa difensivamente, pronta a contrastare i due migliori attaccanti avversari partita dopo partita. Oggi, chiunque avrebbe bisogno di un 3&D come Thybulle.


Oltre a ciò, credo che Horford resti comunque un giocatore importante, da non giudicare solamente per quest’ultima stagione a Philadelphia: non dimentichiamoci della sua versatilità ed esperienza, che gli hanno permesso di rendere al meglio giocando da centro nei Celtics.

Milwaukee Bucks


Milwaukee è un’altra squadra le cui aspettative sono crollate nel corso dei Playoffs. Ci si aspettava di vedere i Bucks alle Finals quest'anno, e invece i Miami Heat li hanno sbattuti fuori al secondo turno in maniera umiliante, smontando la loro macchina vincente pezzo dopo pezzo.


Il disastro ha anche sollevato molte domande riguardo all'adeguatezza di coach Mike Budenholzer per la post-season. Il tecnico è stato molto criticato, reo di aver aver preso decisioni spesso in ritardo, di aver fatto giocare troppo poco Giannis Antetokounmpo e Khris Middleton, di aver prestato troppa poca attenzione agli aggiustamenti difensivi per ridurre la pericolosità di Miami dal perimentro.

La questione più determinante è stata però quella riguardante l’inefficienza della panchina e del supporting cast. Bledsoe ha giocato malissimo, ma anche Connaughton e Korver hanno fatto decisamente fatica nel corso della serie.


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I Bucks hanno quindi bisogno di un migliore playmaker, e Paul rappresenta la migliore scelta sul mercato ora. Ingaggiarlo sarebbe anche un’ottima mossa per convincere Antetokounmpo a restare, visto che nel 2021 diventerà unrestricted free agent e sarà libero di unirsi alla squadra che preferirà.


Giannis ha parlato del suo desiderio di restare a Milwaukee a lungo, ma questo conta poco. Anche Durant aveva dichiarato amore eterno a Oklahoma City, ma poco dopo è andato a Oakland. Per ora è impossibile sapere dove giocherà in futuro.


Ora, per i Bucks, non è tempo di pensare a lungo termine: serve vincere, provarci subito, a prescindere dalle questioni economiche. A differenza dell'estate scorsa, in cui con un sacrificio si poteva trattenere Brogdon, che avrebbe decisamente fatto comodo in questi Playoffs.


Ed è anche per questo che il front office di Milwaukee ha il dovere di pensare a come far sbarcare CP3 in Wisconsin. Magari così:


OKC: Eric Bledsoe, Brook Lopez, Ersan Ilyasova, Donte DiVincenzo, scelta n. 24 al Draft 2020. BUCKS: Chris Paul.

Un affare ragionevole, a mio avviso. Milwaukee acquisirebbe un creatore di gioco di massimo livello, mentre ai Thunder andrebbero vari asset dal discreto potenziale.

Bledsoe e Lopez non rappresentano un pacchetto preziosissimo, ma hanno comunque un buon mercato. Eric, ad esempio, secondo alcuni rumors potrebbe rimpiazzare Jrue Holiday ai Pelicans, nel caso quest’ultimo partisse in off season. Lopez, invece, è stato un grandissimo difensore durante questa stagione, e ha conservato la sua pericolosità dall’arco. Insomma, uno stretch five in grado di dire la sua anche in difesa: un tipo di giocatore molto desiderato oggi in NBA.


DiVincenzo è probabilmente il pezzo più interessante della trattativa per OKC: reduce da una stagione promettente, ha fatto grandi passi avanti offensivamente, e potrebbe rivelarsi un'arma dalla panchina per i Thunder in futuro. Il suo gioco ha ancora bisogno di miglioramenti, ma il talento e la comprensione del gioco non mancano: infatti, ha dimostrato di avere un’interessante capacità di leggere gli spazi e le scelte difensive degli avversari, con e senza la palla.



Da Chris Paul, in questa off season, Sam Presti potrà ottenere asset di buon livello. Questo grazie alla sua stagione, ma soprattutto graziem alla situazione delle due squadre in prima fila, che hanno urgente bisogno di dare una scossa al proprio roster.


Per OKC è l'occasione per accelerare il proprio processo di ricostruzione.





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