• Marco Richiedei

Trade Market: i Knicks ci proveranno per una superstar?

Pare che entro la trade deadline i Knicks vogliano acquisire un giocatore in grado di migliorare ulteriormente il livello del roster. Eppure, nessuno dei candidati presenti attualmente sul mercato rappresenta un innesto ideale.


Questo articolo, scritto da Quentin Haynes per The Knicks Wall e tradotto in italiano da Marco Richiedei per Around the Game, è stato pubblicato in data 3 marzo 2021.



Per i New York Knicks le cose stanno finalmente iniziando ad andare nel verso giusto.


Julius Randle è passato dall’essere pedina di scambio a All-Star e favorito dei fan. RJ Barrett sta continuando a crescere e a elevare il suo gioco. Immanuel Quickley ruba il cuore dei tifosi ad ogni floater e a ogni tiro da tre. E con un record di 18-18 e il quinto posto a Est, i fan iniziano ad intravedere finalmente i Playoffs e la speranza di diventare una vera e propria contender nel breve termine.


I Knicks sono obiettivamente un po' lontani dal raggiungere quell'obiettivo. Il che porta a considerazioni anticipate sulla Free Agency e su possibili scenari di trade. Idealmente, i Knicks potrebbero voler aggiungere (come sempre) una superstar al proprio roster, con l’obiettivo di affiancare a Randle un’altra stella di assoluto valore.


È quindi lecito chiedersi se davvero dovrebbero agire in questo senso, oppure se sarebbe preferibile adottare una strategia più paziente.


Nessuno dei candidati presenti attualmente sul mercato sembra essere il profilo ideale per i Knicks. Tra i nomi a cui New York è stata associata nei vari rumors di mercato, i due che si sono distinti maggiormente sono quelli di Bradley Beal e di Zach LaVine. Anche Victor Oladipo è stato menzionato spesso, ma da allora è stato scambiato e la sua situazione è cambiata (anche se è ancora sul mercato, e in ogni caso sarà un obiettivo da free agent nella prossima estate). Altri nomi, di minor importanza, sono quelli di Andre Drummond e JJ Redick.


Bradley Beal, 27 anni, è il giocatore più importante dei Wizards. Con una media di 33.2 punti a partita (leader in NBA questa stagione), sta dimostrando ancora una volta di essere uno dei migliori realizzatori della lega. Ed è proprio per questo che i Wizards sono stati categorici: Beal non è sul mercato.


Considerando però il contratto del giocatore (un altro anno prima che la Player Option possa essere esercitata per il 2022/23), è probabile che Washington faccia una mossa per evitare di perderlo a zero in un futuro non troppo lontano. Sempre che non sia lui - altra cosa possibile - a chiedere di essere ceduto.



Zach LaVine, 25 anni, ha continuato la sua trasformazione da ottimo atleta a forza offensiva a tutto tondo. In questa stagione ai Bulls sta viaggiando a 28.7 punti (career-high), 5.2 rimbalzi, 5.0 assist e il 44.2% al tiro da tre su 8.1 tentativi a partita. Inoltre, sta dimostrando di non essere un difensore così pessimo come era stato etichettato.


Come Beal, LaVine potrebbe offrire ai Knicks qualità offensive a 360 gradi - sia come tiratore che come creatore - senza danneggiare eccessivamente la fase difensiva. Zach, inoltre, entrerà entrerà nel suo contract year la prossima stagione: questa offseason sarà quindi fondamentale per il suo futuro.


I Knicks potrebbero trovare un accordo per entrambi, ma il prezzo da pagare sarebbe eccessivo. Entrambi i giocatori sono All-Star, il che significa che i Knicks dovrebbero mettere sul piatto almeno due tra Barrett, Quickley e Toppin (più diverse scelte). Ciò significherebbe quindi smantellare il core dei Knicks e accorciare in modo significativo le rotazioni di coach Thibodeau.


Per di più, sia Washington che Chicago stanno puntando a disputare i Playoffs. Privarsi dei propri giocatori principali comprometterebbe la possibilità di competere per raggiungere i propri obiettivi stagionali, quindi entrambe potrebbero aspettare l'offseason per muovere le proprie stelle. E questo potrebbe essere un problema per chi busserà alla loro porta nelle prossime tre settimane, dato che il prezzo per le due stelle tenderà inevitabilmente ad alzarsi.



Per quanto riguarda invece Redick e Drummond, si tratterebbe di giocatori in grado di aiutare la squadra, ma non rappresenterebbero necessariamente un vero valore aggiunto.


Redick non offre molto in fase difensiva, anzi, e anche le sue percentuali di tiro (35.9% su 4.4 tentativi da tre punti in questa stagione) sono in calo rispetto al passato, complice probabilmente la mancanza di spaziature nel gioco dei Pelicans.


Per quanto riguarda Drummond, New York pare essere interessata a lui da diverso tempo ormai. Le statistiche - 17.5 punti, 13.5 rimbalzi, 2.6 assist, 1.6 rubate e 1.2 stoppate - sono ottime, ma il problema è che Drummond non ha dimostrato di avere globalmente un impatto positivo in campo. Le sue percentuali di tiro (47.4% dal campo, 50.0% True Shooting) sono disastrose, i Cavaliers giocano meglio in difesa senza di lui e per un lungo tirare con il 51.9% da dentro l’area è senza dubbio terribile. Se aggiungiamo a tutto questo un contratto tutt’altro che favorevole, possiamo comprendere che per i Knicks non sarebbe l’innesto ideale.


Vista la mancanza di profili ideali da aggiungere nel breve termine (principalmente per motivi economici, come abbiamo visto), la strada da intraprendere per NY sembra essere inevitabilmente quella della pazienza.


Dopo anni difficili, comunque, i Knicks stanno lentamente tornando a vincere e ad appassionare i tifosi. E questo, guardando al futuro, potrà accrescere l'attrattività per i migliori free agent disponibili.