• Luca Rusnighi

Trade Market: Kyle Lowry e l’imbarazzo della scelta

Philadelphia, Miami e i Clippers le possibili destinazioni. Dove finirà la stagione (e la carriera) la stella dei Raptors?


FOTO: Sportskeeda.com

Questo articolo, scritto da Keith Pompey per The Philadelphia Inquirer e tradotto in italiano da Luca Rusnighi per Around the Game, è stato pubblicato in data 25 febbraio 2021.



Kyle Lowry sarebbe perfetto per Philadelphia. E anche per Miami. Ma credo che la franchigia migliore per la point guard sia Los Angeles, sponda Clippers.


Secondo diverse indiscrezioni, uno di questi tre team potrebbe aggiudicarsi l’ex campione della Cardinal Dougherty High School e di Villanova. Ammesso e non concesso, ovviamente, che Lowry decida di non finire la stagione con i suoi Toronto Raptors.


I soliti bene informati sostengono che Lowry gradirebbe andare a Philly, cosa fattibile sia per i Sixers sia per i Raptors. Ma in questo caso, i canadesi vorrebbero un paio di scelte, dei giocatori giovani e dei veterani in scadenza di contratto in cambio di Lowry, che quest’anno guadagna 30 milioni.


Il 25 marzo, data ultima per le trade, è però ancora lontano. Il contratto del 34enne scadrà a fine stagione, la sua nona oltre il confine dopo i trascorsi con i Memphis Grizzlies e gli Houston Rockets. E se Vince Carter viene considerato come il miglior giocatore mai arrivato alla Scotiabank Arena, Lowry è senz’altro quello più blasonato.


Le sue sei partecipazioni all’All-Star Game sono arrivate tutte durante la permanenza in maglia biancorossa. Lo stesso dicasi dell’inclusione nel terzo quintetto All-NBA nel 2016 e dell’oro olimpico conquistato ai Giochi di Rio. E non dimentichiamo il contributo dato all’unico anello vinto nella storia dei canadesi nel 2019.

La stagione attuale è stata abbastanza deludente per Toronto, che finora vanta un record di 17 vinte e 17 perse. E c'è chi dice che il management, intenzionato ad assecondare uno dei suoi atleti migliori di sempre, sarebbe pronto a cedere KL a una franchigia a scelta . Ovviamente, in cambio della giusta contropartita.


FOTO: Sportskeeda.com

Si mormora che i Raptors vogliano premiare la point guard per i suoi anni di onorato servizio, dandogli la possibilità di andare altrove e lottare per un altro titolo, per assicurarsi un posto nella storia. Ed è qui che i Sixers, gli Heat e i Clippers entrano in gioco. Anche se l’affare è tutt’altro che fatto.


Pare che Daryl Morey, President of Basketball Operations dei 76ers, abbia sempre avuto un occhio di riguardo per il buon Kyle, sia personalmente sia cestisticamente. Sarà, ma non dimentichiamoci che è stato proprio Morey a cederlo ai Raptors l’11 luglio 2012 in cambio di Gary Forbes e della prima scelta del 2013. Non è che sia sempre stato il suo fan numero uno, quindi. C’è da dire, però, che Lowry è migliorato notevolmente da quando ha lasciato la Città dell’Amore Fraterno.


Philadelphia, inoltre, ha bisogno di uno come lui, e non solo perché è un All-Star da anni. L’ex Villanova sa tenere in mano la squadra. È un vincente, un leader e un duro, tutte qualità che ai Sixers farebbero molto comodo. E ha inoltre dimostrato di potersi dividere il backcourt con un altro playmaker, come accaduto ai Raptors con Fred VanVleet. Metterlo insieme a Joel Embiid, Ben Simmons e Tobias Harris trasformerebbe Phila in una seria candidata per le Finals.


FOTO: The Philadelphia Inquirer

Anche gli Heat, a quanto sembra, hanno messo gli occhi addosso a Lowry, ma non sono pronti a fare la loro mossa a causa di una stagione finora incerta. I campioni in carica della Eastern Conference hanno portato a cinque le vittorie consecutive dopo aver sconfitto proprio i Raptors e poi i Jazz. Ma il loro bilancio di 16 vinte e 17 perse li tiene distanti dalle prime tre a Est (76ers, Nets, Bucks).


Se Kyle vuole vincere l’anello, secondo me, dovrebbe andare ai Clippers.


È lui il tassello mancante: l’altra franchigia di LA può contare sui due All-Star, Kawhi Leonard e Paul George, e su un supporting cast d’eccezione (Serge Ibaka, Nicolas Batum, Lou Williams, Marcus Morris e Luke Kennard, tanto per fare qualche nome). Leonard e Ibaka sono stati suoi compagni ai Raptors l’anno del titolo. Morris viene da North Philly, come lui, e con lui ha militato nei Rockets. E, ciliegina sulla torta, Lowry è molto amico del coach, Ty Lue, e dell’assistant coach Chauncey Billups.


Insomma, se volete un motivo per cui potrebbe scegliere i Clips, c'è l’imbarazzo della scelta.


Secondo le indiscrezioni, dopo 15 anni nella Lega il veterano di Toronto vorrebbe giocare ancora ad alto livello due stagioni (da 30 milioni l’una). I Raptors vorranno qualcosa di tangibile in cambio. E quindi il GM che si aggiudicherà la point guard vorrà assicurarsi prima un impegno che vada oltre il 2021.


Vedremo se Lowry farà le valigie. In Canada, dopotutto, le cose stanno cominciando a funzionare, anche dopo le due sconfitte (contro Philly e Miami, neanche a farlo apposta) che hanno seguito una striscia positiva di quattro gare. Il playmaker di Toronto è tornato campo mercoledì contro gli Heat dopo un’assenza di cinque partite a causa di un pollice slogato.


Ma Klye e compagni si renderanno conto, prima o poi, che non faranno molta strada nella post-season e che le chance di vincere il titolo sono quantomeno remote. Quando ciò accadrà, cosa farà Lowry?


Chiederà all'organizzazione di scambiarlo? Come già detto, la decisione spetterà a lui.


Ed eventualmente, avrà l’imbarazzo della scelta.