• Alessandro Di Marzo

Tutti i perché del clamoroso inizio di Immanuel Quickley



Questo articolo, scritto da Derek Reifer per Corner Three e tradotto in italiano da Alessandro Di Marzo per Around the Game, è stato pubblicato in data 9 febbraio 2021.



Non controllo mai le previsioni del tempo troppo presto, perché credo che sia troppo difficile azzeccare. D’altronde, ricordate il vecchio detto? Un battito delle ali di una farfalla a Tokyo può causare un tornado in Tennessee: si tratta dell’effetto farfalla, ovvero un evento di piccolissima rilevanza che potrebbe però produrre conseguenze colossali dopo alcune settimane o, addirittura, anni.

Il primo luglio 2019 i New York Knicks stipularono un accordo verbale con Reggie Bullock per 2 anni, a $21 milioni. Sei giorni dopo, gli Spurs fecero lo stesso per Marcus Morris, ($20 milioni per 2 anni), scambiando Davis Bertans, ottimo floor spacer, per ottenere un po’ di flessibilità finanziaria.

Ciononostante qualche giorno dopo, dopo alcune visite mediche di controllo, i Knicks scoprirono che Bullock stava lottando contro un infortunio non rilevato in precedenza, dunque annullarono la trattativa spostandosi proprio su Morris, a cui offrirono un contratto di un anno a $15 milioni - il 50% dello stipendio in più di quello che avrebbe percepito durante il suo primo anno in Texas. Il prodotto di Kansas, ovviamente, non esitò ad accettare: più soldi, maggiore usage e tanta visibilità, per provare ad attirare le attenzioni di altre squadre e firmare un contratto ancora più vantaggioso per le sue casse. San Antonio fu dunque duramente respinta da Morris e, perlopiù, i Knicks decisero anche di accogliere Bullock a roster.

L’inizio di stagione di Morris fu davvero sorprendente, probabilmente anche per lui stesso: con i 19.6 punti a partita, infatti, si era candidato ad essere uno degli asset più appetibili della Lega. I Knicks, al momento della trade deadline, avevano un record di 16-36, ma nonostante questo molti membri del front office non avevano alcuna intenzione di rimodellare il roster scambiandolo.



La decisione portò molto scompiglio all’interno dell’organizzazione: Steve Mills, l’allora presidente dei Knicks, voleva assolutamente tenerlo, opinione contraria a quella del GM Scott Perry. Alla fine la spuntò Perry, che riuscì ad imbastire uno scambio a tre squadre con i Wizards e i Clippers, squadra in cui ancora oggi Morris si trova, ottenendo in cambio Moe Harkless e la scelta al primo giro di LA del Draft 2020.


Ora, compiamo un lungo passo avanti e viaggiamo verso il novembre del 2020: essendo stati i Clips la squadra con il quarto miglior record, ai Knicks andò la scelta numero 27, aggiunta all’ottava di loro proprietà.


Leon Rose, nuovo proprietario, poteva disporre di molti scout, e decise di compiere qualche mossa per migliorare l’ordine di scelta dell’imminente draft: nel pomeriggio del 18 novembre, infatti, a NY arrivò la 23esima pick dai Jazz, in cambio della 27esima e della 38esima. Durante l’evento scelsero Leandro Bolmaro con la 23, poi girato a OKC (raggiungerà l’NBA il prossimo anno da Barcellona, giocando per Minnesota), che in cambio diede ai Knicks il ragazzo scelto alla 27: Immanuel Quickley, shooting guard, Kentucky.


Oggi quel ragazzo è, a mio avviso, il miglior asset della squadra insieme ad RJ Barrett, Julius Randle, Mitchell Robinson, Obi Toppin e varie scelte dei prossimi anni.


Ed ecco l’effetto farfalla: “grazie” ai test fisici di Bullock andati male quasi un anno e mezzo prima, oggi i Knicks si ritrovano con un giocatore dal grande valore. Chissà dove si troverebbe, oggi, senza questo piccolo inconveniente...


FOTO: CBS Sports

Quickley era un prospetto non proprio desideratissimo, nonostante chiunque fosse a conoscenza delle sue ottime doti da tiratore: 42.8% dall’arco con 4.8 tentativi a partita a Kentucky e 92% ai liberi. Grandi numeri, dunque, ma poche abilità da far valere palla in mano secondo gli scout, motivo per il quale molte squadre con scelte superiori decisero di non puntare su di lui.

Ma oggi l’aria che tira è ben diversa: IQ è infatti il rookie con la maggiore Usage % (27.3%) nella Lega, e uno dei giocatori più efficienti parlando di True Shooting e assist/turnover ratio:



Secondo Cleaning the Glass, la squadra segna 3.4 punti in più per 100 possessi con Quickley in campo rispetto a quando siede in panchina: è il terzo dato migliore tra i membri del roster, dunque sembra legittimo considerarlo, ad oggi, uno dei migliori giocatori di NY.

Il suo enorme contributo offensivo è dimostrato da un altro prezioso dato:


FOTO: FiveThirtyEight

Questa tabella mostra l’efficienza dei giocatori scelti dal 2016 ad oggi basandosi sulla statistica RAPTOR di FiveThirtyEight (trovate un’accurata descrizione qui), mostrando i migliori 15 giovani dal punto di vista offensivo.


Ma non non ci fermiamo qui. C’è poco da fare, le statistiche avanzate amano Quickley: secondo DARKO, creata da Kostya Medvedovsky con lo scopo di prevedere l’andamento futuro di un giocatore, il valore (“True Talent”) di IQ sta crescendo a ritmi clamorosi, anche rispetto a giovani guardie di livello assoluto come Trae Young e Donovan Mitchell:


FOTO: Kostya Medvedovsky

Come è possibile, quindi, che nessuna squadra con scelte alte si sia interessata a Quickley? Forse è finito nella Grande Mela grazie agli ottimi rapporti tra la franchigia e Kentucky? Oggi sembra certo che i Knicks fossero gli unici a conoscere alcune sue abilità (come quelle on ball, quando chiunque vedeva in questo aspetto un grande punto debole in lui).


Il caso è simile a quello di Devin Booker, scelto con la 13esima assoluta nel Draft 2015. A Kentucky, assieme a Karl-Anthony Towns e accanto ai gemelli Harrison sotto la guida di coach John Calipari, Booker era soltanto il settimo miglior giocatore considerando l’assist rate. A soli 23 anni, tuttavia, era già un giocatore di livello All-NBA e forniva 7 assist a gara per i compagni a Phoenix.


L’anno scorso, i compiti di playmaking degli Wildcats erano maggiormente affidati a Tyrese Maxey e Ashton Hagans, e ciò negava a IQ di rendersi efficace dal pick&roll e con triple dal palleggio. Oggi, tuttavia, Quickley sta convertendo il 37.0% delle triple tentate dal palleggio (2.8 a partita).

Abbiamo analizzato il forte impatto di IQ dal lato prettamente statistico. Ora è tempo di mostrarlo con alcune azioni di una delle sue migliori partite, quella contro i Clippers:



Innanzitutto, qui sopra si nota che viene marcato anche quando si trova a più di 9.5 metri dal canestro, nonostante sia piuttosto risaputo che il suo miglior tipo di tiro è il floater; Toppin porta quindi un blocco da poco oltre la linea dei tre punti, forzando un cambio difensivo, e Robinson fa lo stesso (generando un cosiddetto double drag pick&roll), con Marucs Morris che decide di passare davanti; ciò va a creare una situazione di 5 contro 4, perché Quickley sarebbe liberissimo di tirare dal palleggio, cosa che fa segnando con il suo tipico floater.


È interessante notare quanto sia bravo a tenere Morris dietro di sé, creando una situazione di 3 contro 2 con due compagni pronti, eventualmente, a ricevere un facile passaggio. E questa azione è un classico esempio del perché, oggi, il ruolo di ball-handler in grado di crearsi tiri dal palleggio sia uno dei tipi di giocatori più richiesti: sono loro, infatti, a poter comandare l’attacco, generando opportunità anche per i compagni.

Abbiamo appena parlato di floater, ed eccone un altro eseguito alla perfezione:


Qui sotto assistiamo poi ad un’azione contro i Blazers in cui viene raddoppiato a metà campo. Ma non sospendiamoci, perché è frequente che ciò accada. Thibodeau ha poi sostituito IQ per Elfrid Payton, a sua detta, proprio per questo motivo... anche se sembrava più una buona ragione per tenerlo in campo.



Quando invece i difensori avversari si scagliano contro di lui, IQ non esita a scaricare il pallone ai compagni, spesso in modo eccellente:



Ricordate, inoltre, la tabella precedente dell’assist/turnover ratio? Quickley non ha perso nemmeno un pallone contro i Clippers, nonostante la pressione difensiva - e questo è soltanto uno dei fattori che lo rendono un giocatore così interessante.


E, tra l’altro, ecco cosa succede quando nessuno si accoppia con lui da inizio azione...



Le sue skills interessano anche le situazioni off ball. Qui sotto, per esempio, mostra un’ottima capacità di attaccare i closeout:



... e non solo contro i lunghi poco agili, ma anche contro Kawhi Leonard, uno dei migliori difensori al mondo:


Bene, dunque Quickley ha dimostrato di padroneggiare svariate abilità offensive. Perché, allora, tira con il 41% dal campo e con grande difficoltà al ferro? Questi numeri non sono esattamente quelli di un giocatore efficiente offensivamente. Ma il 21enne ha saputo rimediare a queste apparenti lacune:

FOTO: Cleaning the Glass

Questa tabella di Cleaning the Glass mostra un altro assaggio di ciò che IQ è capace di fare. La capacità di tenersi alle proprie spalle il difensore gli permette di guadagnare moltissimi non-shooting fouls, ovvero penalità che non portano a tiri liberi, come mostra la voce “FFLD - floor fouled percentage”: un dato d’élite, visto che è nell’87esimo percentile tra le guardie NBA. Quickley è superiore alla media anche quando si tratta di shooting fouls (“SFLD”) e and-ones (dato importante, vista la percentuale di conversione dei liberi del 92%). Numeri come questi garantiscono una pericolosità costante per Quickley, anche se, come sta avvenendo, le percentuali al tiro non sono sempre soddisfacenti.

Finora non si è mai parlato dell’aspetto difensivo, ma anche in questo caso - diversamente da ciò che molti si aspettavano prima che venisse scelto, vista la sua statura - Immanuel non sta deludendo; vista la sua wingspan (più di 2 metri), riesce a difendere contro ogni tipo di guardia. E la coppia che forma con RJ Barrett, in futuro, potrebbe risultare interessantissima.

Ed ora, ciò che lo rende un asset di assoluto valore:


FOTO: Spotrac

Visto che non è stata una scelta tra le prime al Draft 2020, il suo stipendio risulta essere davvero bassissimo per i Knicks, che oggi si trovano in una situazione salariale molto agevole:


FOTO: Spotrac

Anche Barrett, oltre a IQ, ha ancora un contratto da rookie. Ha già mostrato una parte del suo potenziale, ma sono certo che tra un paio d’anni diventerà una star.


Molti si sono lamentati del fatto che Quickley stia partendo dalla panchina e, per certi versi, non hanno tutti i torti, dato che rappresenta un fit decisamente migliore di Payton da affiancare a Barrett e Randle, specialmente quando anche Mitchell Robinson, che non è un tiratore, è in campo. Se continuerà così, comunque, presto lo vedremo tra i titolari.

Attenzione però, oltre ai possibili scambi da effettuare prima della trade deadline, alla questione Derrick Rose, che solleva inevitabilmente alcune domande: come cambierà il suo minutaggio, e soprattutto il suo ruolo, nei prossimi mesi?


Il nuovo staff sembra innamorato di Quickley, un ragazzo che probabilmente, senza un evento apparentemente irrilevante come l’episodio di Bullock, non sarebbe nemmeno a NY oggi.


Si potrà non essere d’accordo con me quando affermo che è l’asset di maggior valore della squadra, ma una cosa è certa: Quickley può diventare un pezzo cruciale del futuro dei Knicks e rimanere tale per molto, moltissimo tempo.





Around the Game nasce con l’obiettivo di avvicinare gli appassionati italiani alla pallacanestro NBA, attraverso due tipologie di contenuti: i contributi realizzati e pubblicati dai membri interni della redazione (diffusi a titolo gratuito, senza scopo di lucro, protetti da copyright e soggetti a legislazione vigente in materia di diritti d'autore); e articoli tradotti delle testate estere in collaborazione con AtG, pubblicati e tradotti in italiano dalla nostra redazione. I contenuti del secondo tipo, i cui diritti d’autore appartengono alle testate giornalistiche da cui sono stati pubblicati originariamente, sono all’interno della sezione “Traduzioni” e vengono selezionati, tradotti e pubblicati da AtG solo dopo la ricezione da parte delle fonti di esplicito ed esclusivo consenso relativo a questa attività.

Around the Game non rappresenta una testata giornalistica, in quanto viene aggiornato senza una periodicità prestabilita. Pertanto, ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001, non può essere considerato un prodotto editoriale.

 

Alcune immagini sono prese dal web: se un contenuto è di tua proprietà e vuoi richiederne la rimozione, oppure per qualsiasi questione relativa ai diritti d’autore, ti preghiamo di inviare una mail a questo indirizzo: pr.aroundthegame@gmail.com

Fondatore e Direttore: Andrea Lamperti -  Fondatore e Web Manager: Ferdinando Dagostino

© 2017 by Around the Game.  Prodotto da SaidiSEO.com