• Mattia Tiezzi

Un testo interrotto: Clippers-Suns, la preview

Fra un acciacco e l’altro, nel bel mezzo di due capitoli di storia, andiamo a scoprire le carte dei protagonisti delle Western Conference Finals.


FOTO: NBA.com

Qual è il modo migliore di iniziare una serie Playoffs di questo calibro, fra una squadra che non calca tale palcoscenico da più di 10 anni e una che, in mezzo secolo di storia, non ci ha mai messo piede? Con un colpo di scena, e non da poco.



Poco dopo l’aggiornamento dei Phoenix Suns, che nella giornata di sabato hanno confermato la permanenza di Chris Paul negli NBA Health&Safety Protocols fino a nuovo ordine, è arrivata la conferma dell’assenza di Point God da Gara 1. La situazione è destinata a cambiare, soprattutto perché CP3 è vaccinato e i tempi gli permetteranno di tornare a serie in corso, ma non per questo ci sarà assenza di risvolti significativi.


Come se non bastasse, nel bel mezzo di una stagione complicata, nel corso della quale i nomi di molti giocatori, star e non, sono stati vorticosamente risucchiati nella subdola spirale dell’injury report, anche i Los Angeles Clippers dovranno fare a meno del pezzo più pregiato militante fra le loro fila.



Triste, a dir poco, che su un palcoscenico così importante come le Western Conference Finals, fra le righe di un copione ancora intatto e tutto da raccontare, vengano a mancare i due attori principali nel momento del prologo. Ma lo spettacolo non è rovinato, tutt’altro, e in questa preview parleremo proprio di come valga la pena restare seduti in platea.


Pur cercando di utilizzare tutti i mezzi a disposizione, sarà possibile tracciare solo un inizio panoramico e un corpo intuitivo, composto delle principali chiavi di lettura, lasciando la conclusione al caso e ai colpi di scena, che hanno dimostrato, come sempre, di farla da padrone.


In poche parole, servirà orientarsi su un testo interrotto.



Inizio panoramico


Partiamo in ordine, alfabetico, dai Clippers. La notizia dell’infortunio di Kawhi Leonard al legamento crociato anteriore è piombata come un fulmine a ciel sereno dopo Gara 4 delle Semifinali di Conference, non tanto perché inaspettato, ma perché classificato come “out indefinitely”.



Tutt’oggi, non è prevista una timetable per il ritorno dell’ex Toronto Raptors, che non è partito per l’Arizona in modo da poter svolgere un lavoro di riabilitazione a Los Angeles.


Nonostante la pesante assenza, i Clips hanno comunque superato in sei gare gli Utah Jazz, raggiungendo delle storiche Finali di Conference.


Per adesso le partenze nelle due serie disputate non sono state incoraggianti, essendosi trovati sempre ad inseguire da un 2-0 di deficit. Se nel First Round chiuso in sette gare contro Dallas e nelle scorse Semifinali la squadra allenata da coach Lue è riuscita a superare le avversità, pur in maniera ansiogena per i tifosi, servirà un occhio di riguardo contro i Suns. Questi ultimi hanno eliminato i Lakers in sei partite al Primo Turno e completato lo sweep contro i Nuggets nel corso delle Conference Semifinals, dimostrando di non fallire un colpo in situazioni come le elimination games.


Con l’incertezza riguardo Leonard e visto il possibile ritorno di Chris Paul in tempi brevi, sarà importante per LA fare di tutto per giocare strategicamente sulle assenze avversarie, nonostante le pochissime ore di riposo. Riposo che, invece, Phoenix si è guadagnata dopo le prestazioni dominanti contro i Nuggets.


L’assenza di Paul influirà e non poco, specialmente sulla gestione del pick&roll da parte dei Suns e sulla lunghezza della panchina. Cameron Payne è il maggiore indiziato per una partenza fra i titolari, mentre potrebbero trovare qualche minuto in più E'Twaun Moore o Jevon Carter, nonostante l’opzione più probabile sia un taglio alle rotazioni con conseguente incremento di minutaggio per i titolari e membri fissi in uscita dalla panchina come Dario Šarić, Torrey Craig o Cameron Johnson.



Gli incontri in Regular Season vedono i Clippers in vantaggio per 2-1: le partite risalgono ai primi giorni di gennaio (la prima), all’8 aprile e 28 aprile (le seconde). Se le prime due non possono fornire molti spunti globalmente utili, l’ultima gara ha reso l’idea di alcune situazioni particolari, in uno scenario con Leonard assente e Terance Mann nella starting lineup.


Nonostante ciò, i cambiamenti sono stati comunque radicali, soprattutto per gli aggiustamenti nelle rotazioni di coach Tyronn Lue, che nelle ultime 10 partite si è affidato ad una small lineup, di cui parleremo al passaggio seguente.



Key Factors


La small lineup che scenderà in campo - costituita da Reggie Jackson, Terance Mann, Paul George, Marcus Morris e Nicolas Batum - ha giocato insieme in questi Playoffs per soli 36 minuti e poco più, collezionando un differenziale punti rispetto agli avversari di +29.8. Per rendere, però, l’idea di cosa significhi per i Clippers giocare small, è necessario affidarsi alle prestazioni recenti.


L’attacco small di LA ha trovato buone soluzioni contro Utah, soprattutto grazie a due chiavi: il pick&roll fra due “piccoli” e l’attacco 5-out, in particolare grazie ai kick out pass del giocatore in penetrazione.


Nel caso dello “small” pick&roll (o pick&pop, che fosse), Utah si è trovata in difficoltà a cambiare su Paul George, sia che facesse da portatore, sia da bloccante.



La ricerca della forzatura del mismatch favorevole contro giocatori che non fossero esterni ha spesso portato a situazioni di enorme vantaggio per i Clippers, che hanno saputo approfittare o attaccando direttamente l’avversario o trovando passaggi per tiri wide-open dietro l'arco dei tre punti.



A questo si collega il secondo punto: nonostante la reazione di Utah, soprattutto in alcuni casi di Gara 6, in cui è stato evitato lo switch, non sono state adottate contromisure costruttive a questo tipo di attacco 5-out. Se gli esterni vengono battuti in uno-contro-uno, specialmente da George, il lungo deve accorrere in aiuto. In questo modo si vengono a creare praterie per drive&kick in angolo o per il tiratore più vicino.


I Jazz non hanno potuto far altro che provare a battezzare tiratori meno continui, come Terance Mann. L’idea, però, non ha pagato:



Nella serie contro Phoenix, però, le cose potrebbero cambiare. Non solo DeAndre Ayton è un lungo più mobile di Gobert, in grado di cambiare su più ruoli e di contrastare tiri perimetrali, ma anche gli esterni dei Suns hanno una tenuta difensiva maggiore di quelli di Utah: Mikal Bridges o Jae Crowder, o in alternativa Craig o Cam Johnson, possono variare nella gestione della single coverage e, soprattutto, cambiare con meno difficoltà.



Un lavoro importante dovrà essere svolto da Ayton. Come detto, rispetto a Gobert, il lungo dei Suns è più mobile e può cambiare anche su PG, che sarà il nemico pubblico numero uno per la difesa. Nonostante Bridges sia il principale deputato a presiedere al matchup, sarà compito di DA spendere l’aiuto coi tempi giusti e degli altri esterni di ruotare correttamente. Servirà un occhio di riguardo anche per non lasciare il pull-up da tre punti o dal mid-range con una drop coverage, da cui George potrebbe fare molto male.



PG13 ha dimostrato comunque di non farsi scoraggiare su qualunque matchup. È a questo punto che sarà essenziale che Phoenix eviti di concedergli di mettersi in ritmo, soprattutto limitandolo sul dribble hand-off o nei giochi costruiti off ball per farlo ricevere in angolo, da cui tira con il 55% stagionale (via Cleaning The Glass).



Se da un lato la difesa su Paul George farà la differenza, dall’altro spetterà ai Clippers trovare alternative al pick&roll dei Suns, nonostante si debba ragionare ancora in termini di assenza di Paul (ne abbiamo parlato, ampiamente, qui).


I due punti di svolta dipenderanno da due marcature: una su Devin Booker, l’altra su DeAndre Ayton.


Nel primo caso, nell’ultima partita di Regular Season aveva fatto molto bene Mann, che in termini di matchup ha messo abbastanza in difficoltà Booker.



In alternativa, sempre parlando di single coverage, potrebbe subentrare Patrick Beverley in uscita dalla panchina, che però ha sofferto molto D-Book in stagione. Sui cambi, invece, Nicolas Batum potrà essere molto utile, avendo dimostrato di poter stare con Booker in stagione, e di essere il vero ago della bilancia difensivo di questa small lineup, e dei Clippers in generale, grazie ad eccellenti tempi di aiuto presso il ferro e ottimi tempi di rotazione.



Los Angeles farà comunque un largo uso della difesa a zona 2-3. Quest’ultima ha pagato i dividendi, a tratti, contro i Jazz, nonostante abbia dimostrato alcune lacune evidenti a difendere il tiro perimetrale, specialmente con una rotazione di palla costante, che i Suns potrebbero riproporre.



Una buona idea, in ogni caso, sarà cercare di mettere in difficoltà Booker con hedge o blitz, più volte applicati contro Donovan Mitchell, in modo da impedire di sfruttare il pick&roll per l’usuale pull-up da tre o per farsi spazio tirando dalla media distanza.



Proprio questo è uno dei motivi per cui si potrebbe vedere poco in campo Ivica Zubac. Se non tramite hard show, il lungo dei Clippers avrebbe poche chance di poter disturbare il pull-up di Booker, impresa molto più congeniale ad un difensore versatile come Batum.



Anche nel caso di raddoppio, però, i Clippers dovranno muoversi con i tempi giusti: D-Book vede molto bene lo skip pass in angolo per il tiratore, soprattutto da side pick&roll, situazione su cui la squadra allenata da Lue è andata molto in difficoltà nelle Semifinali.



In aggiunta a Booker, il nome e il cognome dell’altro enorme problema difensivo dei Clippers è DeAndre Ayton. Quest’ultimo ha molte più soluzioni offensive di Gobert, e potrebbe essere un cliente scomodo per lo small ball dei Clippers. La zona 2-3 farà di tutto per raddoppiare il portatore e impedire una ricezione facile a DA da rollante sul pick&roll, uscendo forte con uno show o con veri e propri blitz.



Questo si spiega se si guardano i confronti avuti in Regular Season. Ayton ha dimostrato di avere buone mani, nonostante in stagione la difesa Clippers non gli abbia concesso molte soluzioni del genere. Il problema è che da rollante o su dribble hand-off, soprattutto sui lob alzati da Paul o Booker, Ayton ha banchettato.



Zubac ha dimostrato di non poterlo arginare, pagandolo in termini fisici, atletici e di esuberanza. Le accelerazioni di DA lo hanno spesso bruciato. Nonostante ciò, la stazza del lungo dei Clippers gli ha permesso di dire la sua un paio di volte e contestarlo, ma sono sembrati più errori di leggerezza dell’avversario che meriti.



Ultimo ma non ultimo problema sarà costituito dai rimbalzi offensivi. Se la difesa a zona dovesse dare i propri frutti in termini di copertura perimetrale, la small lineup dovrà comunque affrontare le conseguenze derivate dalla differenza in centimetri e chili rispetto al lungo dei Suns.


Per questo motivo, se su questo fronte si dovessero avere particolari difficoltà, potrebbe trovare comunque minuti, pur limitati a causa delle difficoltà citate, Zubac. Avere un corpo in più nei pressi del ferro, vista anche l'assenza per il resto dei Playoffs di Serge Ibaka, potrebbe tornare utile a Lue.



In conclusione, la serie, sempre procedendo per assurdo a considerare le assenze di Leonard e Paul, verterà sulle capacità di Phoenix di arginare Paul George, in modo da non concedergli punti facili tramite ricezioni off ball o da dargli possibilità di banchettare su una drop coverage, stando attenti anche a limitare i passaggi per i compagni.


I Suns sono molto profondi sulle ali, e potranno permettersi di far respirare Bridges o Crowder anche con innesti dalla panchina. Le Finali di Conference in generale sembrano comunque orientate verso matchup fra gli esterni, con Crowder, Morris, Batum e gli altri già citati che sono in grado sia di aprire il campo che di cambiare su avversari a più dimensioni.


L’equilibrio è alto anche nel backcourt, nel quale un Cameron Payne molto positivo farà di tutto per arginare un Reggie Jackson dalle percentuali da tre punti clamorose (18.1 punti a partita da quando è starter, con 45.7% da tre su 7.4 tentativi e il 69.3 di True Shooting%), mentre sarà interessante vedere se Mann riuscirà a ripetere le ottime prestazioni in marcatura su Booker, sul quale comunque i Clippers potranno cambiare a più giocatori (Paul George non per ultimo) e che dovrà essere il focus della difesa losangelina.



Lo stallo sarà sul frangente Ayton e sulle contromisure che prenderanno i Clippers sul portatore di palla dal pick&roll, situazione nella quale Phoenix produce meno con una difesa “up to touch”, cioè con il difensore del rollante tanto vicino da poter toccare quest'ultimo ma in grado di restare comunque di fronte al portatore (eseguito su più livelli), come si può vedere nel grafico. In parole povere, hedge, blitz e show sono le soluzioni che più potranno influire sull’attacco dei Suns.