• Nicola Ripari

“Vendi questa dannata squadra.”

James Dolan, proprietario dei New York Knicks e della Madison Square Garden Company, è tornato sulle prime pagine dei giornali per un'altra vicenda controversa.


FOTO: NBA.com

Questo articolo, scritto da Emmanuel Rodriguez per New York Sports Nation e tradotto in italiano da Nicola Ripari per Around the Game, è stato pubblicato in data 28 settembre 2020.



Stando a quanto riporta il suo sito web, Max Rose è un veterano dell’esercito americano che ha prestato servizio in Afghanistan dal 2012 al 2013, guadagnandosi una Stella di Bronzo, un Cuore Viola e un Distintivo del Combattente.


Rose, che è un Ranger qualificato, continua a servire la Guardia Nazionale ed è il primo veterano post 11 settembre a rappresentare New York City.


Rose è anche un deputato in carica nell’undicesimo collegio elettorale di New York, dove rappresenta Staten Island e South Brooklyn.


Rose è tifoso dei New York Knicks. E ha rilasciato a TMZ SPORTS una dichiarazione che esprime esattamente il pensiero di tutti i fan dei Knicks:

“La squadra non si qualifica per i Playoffs. Non cambia mai niente.” (Max Rose)

Queste le dichiarazioni rilasciate da Rose in uno sfogo a Capitol Hill, Washington D.C.


Ha poi proseguito, dicendo:

“Ogni anno si fallisce l’obiettivo Playoffs e la città di New York ci rimette. Noi perdiamo un pezzo della nostra anima. Vendi al più presto. Fallo per il nostro bene, fratello! Ascoltate, i Knicks devono tornare. Dolan deve solamente vendere. Sta letteralmente abbattendo la squadra. È vergognoso!”

L’esperienza ci insegna che James Dolan non è particolarmente incline ad accogliere bene le critiche sulla sua gestione dei Knicks. Spesso si è coperto di ridicolo facendo interdire diversi fan dal Madison Square Garden, a causa della sua permalosità e del suo ego smisurato.


FOTO: New York Sports Nation

Si è fatto trascinare in scontri pubblici con vecchi giocatori dei Knicks, come Charles Oakley, oppure con tifosi storici, come Spike Lee. Dolan non sembra capire che i Knicks sono già lo zimbello della Lega e che tutti questi comportamenti, tutti i ban e i tira-e-molla mediatici non fanno altro che peggiorare la situazione.


Le critiche di Rose sono arrivate all’orecchio di Dolan.

“Max Rose pensa di poter sfruttare la nostra squadra e la mia proprietà come la sua piattaforma politica." (James Dolan)

Questo è quanto scritto da Dolan in una email indirizzata ad amici, inclusi altri proprietari NBA, inviata la settimana scorsa e poi ottenuta del New York Post.

“Voglio fargli sapere che noi non siamo disposti ad accettare tutto questo.” (James Dolan)

E quindi, in che modo James Dolan dimostrerà al mondo di non voler permettere che "i Knicks siano sfruttati per fini politici"? Secondo il Post, Dolan ha contribuito a sostenere Nicole Malliotakis, avversario repubblicano di Rose.

“Il modo migliore per farlo è aiutare l’avversario di Rose.” (James Dolan)

Ha aggiunto Dolan nella sua email.

“Sarà un serrato testa a testa per rappresentare Staten Island nel Congresso. Per favore, sostenetemi nell’aiutare Nicole (Malliotakis, ndt) a sconfiggere Max Rose. Servirà per mandare un forte segnale a tutti i politici di NY: i Knicks non possono essere usati per la loro rielezione." (James Dolan)

Si, avete capito bene!


Dolan ritiene che il modo migliore per dimostrare che i Knicks non possono essere usati per fini politici... sia quello di usare i Knicks proprio per fini politici.


Dolan ha confermato che un assegno da 50,000 dollari è stato staccato in favore del “The Governing Majority Fund”, un comitato di azione politica guidato da John Faso e Jeff Denham, un tempo rappresentati del congresso. La missione del Comitato è aiutare i repubblicani a riprendersi la Camera dei Rappresentanti.

“Faso ha detto che le dichiarazioni di Rose hanno infastidito molto Dolan, perché il Ranger ha sostanzialmente descritto i Knicks come una squadra di m...a; così Dolan ha reagito: ha firmato e indirizzato l’assegno da 50.000 dollari al suo comitato di azione politica."

È quanto rilasciato al Post da una fonte vicina a Faso.


Dolan nel 2016 fece anche una donazione per sostenere la campagna presidenziale di Donald Trump. Inoltre, i Knicks sono stati l’ultima franchigia della NBA, una Lega dove la maggior parte degli atleti è di colore, a rilasciare una dichiarazione a seguite dello spietato e insensato omicidio di George Floyd.


In un memo indirizzato ai dipendenti della Madison Square Garden Company, Dolan ha scritto:

“So che alcuni di voi hanno chiesto se la società avesse intenzione di rilasciare una dichiarazione pubblica. Il Coronavirus e i disordini sociali stanno facendo sentire il loro peso sul nostro modo di vivere. Noi, al Madison Square Garden, sosteniamo i nostri valori di sempre: il rispetto e la tutela di un luogo di lavoro pacifico. Lo faremo sempre. Tuttavia, in qualità di un gruppo di società attivo nel settore dello sport e dell’intrattenimento, non siamo più qualificati di altri per offrire la nostra opinione su questioni sociali." (James Dolan)

Queste parole hanno fatto arrabbiare molti impiegati e giocatori. Il MSG ha poi rilasciato una dichiarazione, il 9 giugno, quindici giorni dopo l’assassinio di Floyd, che recitava le seguenti parole:

“Ciascuno di noi ha un ruolo da ricoprire nel creare una società più giusta ed equa, dove non esista razzismo, intolleranza, violenza o odio. Noi siamo dalla parte di chiunque lavori per realizzare un cambiamento in positivo.” (MSG Company)

Le parole Black Lives Matter non sono mai state citate.


James Dolan continua a rendersi ridicolo di fronte a tifosi e media. La sua mancanza di leadership e la sua incapacità nel costruire una cultura cestistica vincente l’hanno reso lo zimbello della città di New York. La sua mancanza di spirito autocritico, poi, è sotto gl’occhi di tutti.


Sono sicuro che i Knicks non vinceranno mai nulla sotto la guida di Dolan. D’altronde, lui stesso preferisce suonare con la sua band piuttosto che lavorare per portare i Playoffs al Garden...

“Semplicemente, non hai quello che serve, James Dolan. Vendi questa dannata squadra.” (Max Rose)