• Alberto Pucci

La storia e i numeri delle Vice Uniforms dei Miami Heat

Un viaggio all'interno di una delle divise più iconiche della NBA, capace di vendere anche più di LeBron James.


FOTO: NBA.com

Questo articolo, scritto da Aaron Dodson per The Undefeated e tradotto in italiano da Alberto Pucci per Around the Game, è stato pubblicato in data 13 maggio 2021.



Micheal McCollough, vice presidente esecutivo dell’ufficio marketing dei Miami Heat, ricorda chiaramente quella serata del gennaio 2018 all’aeroporto di Las Vegas. Era appena tornato dalla riunione annuale in cui la NBA discute dei propri prodotti ufficiali e stava aspettando con ansia di leggere la reazione del pubblico alla nuova divisa della squadra.

Nike era da poco subentrata ad adidas come sponsor tecnico ufficiale della Lega e aveva introdotto le maglie City Edition permettendo alle franchigie di rapprestare con design unici l'identità della città. Gli Heat avevano scelto una maglia bianca con dettagli fucsia e azzurri, e una scritta “Miami” sul petto che ricordava la grafica del primo palazzetto degli Heat, la Miami Arena.


Il nome scelto dalla Franchigia per la divisa era “Vice”, un omaggio alla famosissima serie televisiva degli anni '80, diventata nel tempo uno dei tratti distintivi della città.


McCollough, da Las Vegas, stava monitorando il volume di acquisti subito dopo l’uscita della maglia, a mezzanotte. Accanto a lui c'era Andy Montero, vice presidente della squadra per il settore vendite e sviluppo.

“Vice è uscita e pensavo qualcosa fosse andato storto col sistema, perché i numeri continuavano a cambiare. Le vendite aumentavano continuamente, sembrava un razzo che non si fermava mai. La mia reazione è stata: ‘Dev’esserci un errore’. Ho chiamato i nostri analisti per essere sicuro e mi hanno detto: ‘Questa cosa sta andando a ruba’ . Andy nel frattempo stava chiamando Nike per chiedere altre magliette”.

Miami, nella stagione 2017/18, ha venduto più maglie City Edition di tutte le altre 29 franchigie sommate.


FOTO: NBA.com

Tuttavia, McCollough e i suoi non si sono fermati al primo modello. In ognuna delle seguenti stagioni NBA la linea “Vice” è stata estesa: la stagione 2018/19 ha visto una “Vice Nights” nera e una “Sunset Vice” fucsia, la prima maglia interamente rosa della storia della NBA. La stagione passata, invece, gli Heat hanno indossato l’azzurra “Vice Wave”, una maglia resa immortale dal cammino nella Bolla.


L’ultima di questa fortunata linea di maglie è l’attuale “ViceVersa”, indossata per l’ultima volta nella recente sfida contro i Sixers. Se si ascoltano le parole della vicepresidente per il marketing digitale Jennifer Alvarez, tuttavia, si capisce come la City Edition di quest’anno in realtà non sarebbe dovuta essere della linea “Vice”.

“Avevamo un piano: ne avremmo fatta una bianca, una nera, una azzurra e una fucsia; poi ci siamo chiesti: ‘Abbiamo raccontato tutta la storia di questa linea?’ . Da lì abbiamo pensato a ViceVersa. Si tratta della conclusione del programma. È importante che l’ultima delle maglie Vice continui a vendere così tanto. Vogliamo che la gente senta la mancanza di questa linea di divise, così da poter essere nella posizione di riesplorare questa strada in futuro”.

Le basi delle “Vice” Editions si trovano in realtà nel 2004. La prima stagione con Shaquille O’Neal, infatti, vide Miami indossare una divisa nera con dettagli magenta e arancione, ispirata alla franchigia ABA dei Miami Floridians. La maglia verrà indossata fino al 2006, per poi tornare in auge nel 2012, in piena epoca Big Three. McCollough spiega il legame tra le due divise:

“La divisa dei Floridians è stata la prima a mostrarci come potessimo creare un’identità totalmente nuova per la nostra squadra. Il tarlo ci è venuto con quella maglia. Ci è piaciuta e abbiamo visto che vendeva bene. Nel momento in cui Nike ci ha parlato delle City Edition, abbiamo detto loro che eravamo pronti e che avremmo creato ‘Vice’ “.

All’inizio del 2018 il roster degli Heat non presentava grandi stelle, con un Bam Adebayo rookie e ben lontano dai suoi successivi giorni da All-Star. A sconvolgere questa apparente mediocrità, però, ci ha pensato una notizia arrivata due settimane dopo il debutto ufficiale delle casacche: Dwyane Wade avrebbe lasciato i Cavs per tornare nella Dade County.


Il 9 febbraio 2018, giorno della prima partita del numero 3 dal suo ritorno, una City Edition lo aspettava nello spogliatoio. Il magazziniere della squadra, Rob Pimental, ricorda l’emozione del momento.

“Ricordo quando è tornato D-Wade: non sapevamo se saremmo riusciti ad avere la sua maglia in tempo. Tutte le nostre magliette sono fatte a Portland. Nike ha un accordo con un’azienda che mette numeri e nomi al posto nostro. La proprietaria ha fatto fare la maglia di Wade, è saltata su un aereo ed è venuta a Miami per assicurarsi che fosse arrivata. È stato un momento chiave per le ‘Vice’ Editions e uno dei momenti più belli della mia carriera. Vedere di nuovo quel numero e quel nome, quell'uomo giocare ancora per noi...”

FOTO: NBA.com

Anche grazie al ritorno del Finals MVP del 2006, i colori e il tema Vice sono diventati, in questi anni, sinonimo di Miami Heat, anche in occasioni meno legate alla pallacanestro giocata.

“Tyler Herro è stato scelto al Draft con un abito fucsia! Arriva a Miami e la prima cosa che chiede è ‘Posso farmi una foto con la maglia Vice?’. Anche il giorno che è arrivato Jimmy Butler, la maglia è stata la prima cosa che gli abbiamo mostrato”.

Grazie a questa linea la dirigenza di Miami ha sperimentato come lo stile e il design possano influenzare le vendite di divise sportive più della presenza di grandi campioni. Secondo cifre fornite dal team, infatti, Miami ha venduto 245.000 magliette della linea “Vice”, molte di più delle “sole” 190.000 divise vendute nel periodo dei Big Three (2010-2014).


Tutto questo ha fruttato più di 25 milioni di dollari alla franchigia.

“È stata una rivelazione; storicamente le maglie più vendute sono quelle dei giocatori più forti, ma con le ‘Vice’ abbiamo dimostrato come un bel design possa essere altrettanto importante e battere anche nomi altisonanti.” (Jennifer Alvarez)

Solo durante lo scorso dicembre, ViceVersa ha fruttato 2 milioni di dollari, occupando da sola un terzo delle vendite di divise NBA. McColough, vedendo queste cifre, deve aver certamente superato la preoccupazione di Las Vegas.

“Abbiamo incorporato così tanto ‘Vice’ nella nostra identità che non si tratta più di una divisa o di un design alternativo, ma del nostro brand”.

Dopo un successo così grande, 650.000 maglie vendute in quattro anni, due terzi del totale delle vendite della franchigia, molti hanno chiesto alla dirigenza di rendere i colori della linea di divise quelli ufficiali della squadra. Una domanda che anche McCollough sente spesso.

“Molte persone ci hanno chiesto ‘Perché non li rendete i vostri colori?’ Non posso dire che non abbiamo mai avuto una conversazione su questo tema, perché ne abbiamo avute e continueremo ad averne, ma stiamo parlando di una decisione enorme. Questa squadra ha passato oltre 30 anni con i colori attuali. Il nostro primo titolo lo abbiamo vinto con la maglia rossa. Si tratta di una divisa che qui ha un certo significato. Tuttavia, mai dire mai, non è un no definitivo”.