• Andrea Lamperti

Westbrook salverà Mike D’Antoni?


FOTO: NBA.com

La serie tra Houston Rockets e Oklahoma City Thunder ha già attraversato diversi momenti cruciali nei suoi primi quattro episodi, ma quelli decisivi devono ancora arrivare.

Dopo le due vittorie iniziali dei texani, coach Billy Donovan ha trovato gli aggiustamenti necessari per ribaltare l’inerzia della serie, prendendo slancio dal finale di Gara 3 e impattando sul 2-2 in Gara 4. Le chiavi sono state la straordinaria difesa di Luguentz Dort su Harden, l’enorme contributo offensivo dei tre “piccoli” - Chris Paul, Shai Gilgeous-Alexander e Dennis Schröder - e un diverso coinvolgimento lontano da canestro dei lunghi.



Le collaborazioni con gli esterni (blocchi, hand-off) di Adams e Noel sono state previste nei game plan di G3 e G4 in situazioni più dinamiche rispetto a quanto accaduto nelle prime due gare della serie, rinunciando sostanzialmente a cercare i mismatch contro la micro-ball di Houston (che difensivamente non ha mai pagato eccessivamente, finora, dal punto di vista fisico) ma garantendo spaziature migliori per gli esterni.


Questo ha consentito soprattutto a Schröder - 29 e 30 punti nelle due vittorie di OKC - di diventare un rebus senza soluzioni (per ora) per Mike D’Antoni, che ha visto anche i propri migliori difensori andare in difficoltà contro la rapidità e l’abilità al ferro della point guard tedesca.


Nei finali di partita, poi, i Thunder si sono confermati la squadra più “clutch” dell’NBA. Con un grande Chris Paul nei momenti decisivi, come il supplementare di Gara 3.



Questa sera, in Gara 5, si attende la risposta dei Rockets.

Saranno decisive, ancora, le percentuali di James Harden (Dort permettendo) ed Eric Gordon (che ha tirato un orrendo 7/34 da tre nella serie), così come l’impatto offensivo del supporting cast, soprattutto di un Jeff Green fin qui eroico.


Nell’altra metà campo, i temi dominanti saranno ancora il contenimento dei danni a rimbalzo e la continuità nelle collaborazioni difensive vicino al ferro, con PJ Tucker e Robert Covington che ormai ci hanno abituato a trascinare la squadra in questo senso.

Detto ciò, non è difficile immaginare dove stia guardando lo staff di Mike D’Antoni alla ricerca della svolta della serie. Dopo una serie di 5vs5 in allenamento in cui “è sembrato esplosivo come al solito” (secondo ESPN), Russell Westbrook è infatti pronto per tornare in campo.


Finalmente, quindi, avrà luogo quella “resa dei conti” che tutti aspettavamo. Con CP3, Russ e tutte le (inevitabili) speculazioni sulla trade del 2019 in copertina di questo “Tarantiniano” primo turno di Playoffs.

Neanche a dirlo, il ritorno di Westbrook caricherà di emotività la serie. Per Brodie, contro la sua ex squadra, quella di stasera sarà la prima partita di post-season in carriera con una maglia diversa da quella di OKC. E sarà già una gara decisiva.

Houston è probabilmente la squadra che sta scendendo in campo con più pressioni in questi Playoffs, con Mike D’Antoni, Daryl Morey e l’intero progetto-Rockets a giocarsi il proprio destino. L’head coach dei texani è l’unico davvero in bilico tra gli allenatori con le più accreditate ambizioni di titolo rimasti in corsa nella bubble - Vogel, Budenholzer, Rivers, Stevens e Nurse sembrano tutti decisamente solidi, per ora, sulle rispettive panchine.

Per i Rockets andare sotto 3-2 contro una squadra “tosta” ed emotivamente leggera come Oklahoma City sarebbe molto, molto pericoloso. E dopo due sconfitte in fila, una terza potrebbe rendere il capolinea improvvisamente molto vicino. Il ritorno di Westbrook cambierà l'inerzia della serie?


Sapete già cosa vi risponderebbe Russell: Why Not?






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