• Luca Rusnighi

Zion Williamson racconta le nuove Zion 1

La star dei Pelicans e la prima signature shoe firmata Nike per un atleta della Generation Z.


FOTO: TheUndefeated.com

Questo articolo, scritto da Aaron Dodson per The Undefeated e tradotto in italiano da Luca Rusnighi per Around the Game, è stato pubblicato in data 20 aprile 2021.



La vigilia del giorno più importante della sua vita, un 17enne di nome Zion Williamson trovò in un classico spot pubblicitario un’insperata fonte d’ispirazione.


Era fine gennaio 2018 e Williamson, al tempo un prospetto di primo piano dalla Spartanburg Day School nel South Carolina, doveva annunciare in 24 ore la scelta del suo ateneo in una conferenza stampa trasmessa in prima serata a livello nazionale. In realtà, però, il ragazzo aveva decisioni più pressanti da prendere per la partita di quella sera: che scarpe indossare quel venerdì, il giorno prima di rivelare al mondo dove sarebbe andato all’università?


Il giocatore di liceo numero 2 del Paese trovò la sua risposta in una pubblicità della Nike del 1985, girata 15 anni prima che nascesse. In quello spot di 33 secondi appariva un giovanissimo Michael Jordan con indosso le sue storiche signature sneakers, le Air Jordan 1 in rosso e nero.


“Quand’ero all’high school, e anche adesso, mi piace riguardarmi quei vecchi spot delle Jordan,” racconta l’All-Star Williamson, giovane stella dei New Orleans Pelicans. “Ero davvero sotto pressione per la scelta del college. Mi sono imbattuto nello spot “proibito”, nel senso che la NBA aveva proibito quei colori. E mi sono detto: 'Sai che ti dico? Divertiamoci un po'. E ho deciso d’indossare quelle scarpe in campo”.



Zion si mise ai piedi un paio di Air Jordan 1 “proibite” che sua madre Sharonda gli aveva comprato. “Credo che siano le uniche Jordan che abbia mai avuto,” ricorda Williamson, che al liceo e all’AAU giocava per squadre sponsorizzate adidas. Quella sera entrò sul parquet come unico giocatore di Spartanburg Day a non portare calzature adidas: Lou Bezjak, reporter di The State a Columbia, South Carolina, se ne accorse e immortalò l’evento con una foto pubblicata su Twitter.


“Non andavo di certo a dirgli cosa poteva o non poteva indossare. Era la sua serata. Le scarpe sono molto importanti quando si gioca, per cui se voleva indossare delle Jordan, che facesse pure. Bastava che giocasse ad alto livello, cosa che puntualmente ha fatto.” (Lee Sartor, coach di Williamson al liceo)


Con le Jordan 1 ai piedi, Williamson segnò 36 punti, tra cui diverse schiacciate clamorose, nella vittoria di Spartanburg Day per 90-59. La sera dopo annunciò che sarebbe andato a Duke, dove finì per giocare una sola stagione. E poi venne la chiamata come prima scelta assoluta al Draft 2019.


Zion era l’oggetto del desiderio dei colossi delle sneakers - il rookie più ricercato dai tempi di Lebron James nel 2003. Come LeBron James, Williamson firmò con la Nike, optando però per il Brand Jordan, una sussidiaria dell’azienda che gli garantiva un contratto pluriennale per scarpe e abbigliamento.

“Il Brand Jordan mi ha dato l’opportunità di avere una mia signature. Non potevo lasciarmela scappare.”

Tre anni dopo quella partita, Williamson ha finalmente il suo modello di sneakers, le Zion 1, svelato il 20 aprile dal Brand Jordan prima del debutto sul campo contro i Brooklyn Nets.


La Zion 1 vanta un design innovativo e funzionale a Z sulla parte laterale della scarpa, creato per concentrare la potenza nel tallone e dare più velocità all’avampiede. La lettera stilizzata è un chiaro riferimento alla Z che impreziosisce il taglio di capelli di Zion, raccontando così la storia di Williamson come primo atleta della Generation Z ad avere una sua scarpa da basket firmata Jordan e Nike.

“Significa molto per me. Come tanti altri, da bambino vedevo queste signature sneakers e pensavo ‘Un giorno avrò anch’io la mia.’ E poi crescendo ti rendi conto di come sia difficile. Per cui devo dire grazie al Brand Jordan per quest’opportunità. Non li ringrazierò mai abbastanza, davvero. È pazzesco: ho solo 20 anni e sto per lanciare la mia prima linea di scarpe. Sono molto grato per quest’opportunità. Non sto più nella pelle.”

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Williamson ha quest’obiettivo in mente da sempre.


“È cominciato tutto quand’ero bambino”, racconta. “Avevo detto ai miei che volevo fare del basket una professione. E sin dal primo giorno non mi hanno nascosto niente su quest’ambiente, in campo e fuori. Il mio patrigno mi diceva: ‘Figliolo, se lavori duro un giorno avrai anche tu la tua linea di scarpe.’”


Williamson ricorda di aver risposto al suo patrigno, Lee Anderson, “Voglio la mia sneaker.”


Dopo essere stato scelto dai Pelicans nel Draft del 2019, non c’erano dubbi che il desiderio di Zion sarebbe stato esaudito - ma da chi? C’era chi scommetteva sul brand: Puma, adidas e le cinesi Li-Ning e Anta avevano tutte un piano per convincere la nuova superstar della Lega a firmare. Ma fu la visita nel giugno del 2019 alla sede centrale della Nike in Oregon a fare la differenza.


Williamson, arrivato a Beaverton accompagnato dalla madre, dal patrigno e dal fratellino Noah, venne corteggiato da Nike e dal Brand Jordan insieme. “È stato molto intenso, come processo” - ammette Zion. “Quasi come scegliere di nuovo il college. E quando sono arrivato, mi sono sentito subito a mio agio. Come se fossi a casa. Questo era il posto giusto per me. Il Brand Jordan mi ha dato l’opportunità di avere una mia signature e non potevo lasciarmela scappare.”


Williamson non si è fatto condizionare dalla disavventura del febbraio 2019. In quella famigerata occasione, la sua Nike PG 2.5 destra si era sfaldata dopo soli 33 secondi della partita contro UNC, causandogli una distorsione al ginocchio che l’aveva messo fuori uso per 3 settimane e mezza.




In un’intervista su ESPN+ Sneaker Center nel 2019, Williamson confermò di non aver pensato a quell’incidente mentre considerava il brand con cui firmare. “In quell’occasione è stata colpa mia. Avevo indossato parecchio quelle scarpe e si erano consumate. Avrei dovuto metterne altre.”


A soli 20 anni, la point forward da Duke è il settimo giocatore dopo MJ ad avere una Jordan creata per lui e il più giovane di sempre per la Nike, a pari merito con Carmelo Anthony.


“Con il suo arrivo a Duke, che è sponsorizzata da Nike, e la sua firma con il Brand Jordan, era solo questione di tempo prima che avesse la sua signature sneaker,” conferma Bezjak, che ha seguito la carriera liceale di Zion dal 2016 al 2018. “E adesso che ci siamo, quasi non ci si crede.”


Nel settembre del 2019, lo stesso giorno in cui fece la sua prima apparizione pubblica come nuovo volto del Brand Jordan e headliner dell’Air Jordan 34, Zion prese parte a una riunione ad Harlem che diede il via al processo creativo per la sua sneaker.


“C’eravamo io, la mia famiglia e dei rappresentanti del Brand Jordan,” ricorda Williamson. “Eravamo in questa camera d’albergo e mi hanno fatto qualcosa come 21 domande. Tantissime domande. E io pensavo: ‘Chissà perché mi hanno chiesto questo e quest’altro.’ Il tutto è durato più o meno un’ora e un quarto. Stavano registrando tutto e mi hanno detto semplicemente: ‘Dì quello che ti pare’. Non stavamo neanche parlando della Zion 1, volevano conoscermi. Ma tutto quello che ho discusso in quella riunione, in un modo o nell’altro, sono riusciti a includerlo nella sneaker.”


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La domanda più bizzarra posta a Williamson durante quella sessione fu “chi è il tuo supereroe preferito?”.

“Ricordo che ho pensato ‘Eh?!’”, racconta Williamson, che comunque rispose: “Batman. Perché da un momento all’altro può smetterla di fare Batman e tornare ad essere Bruce Wayne. Non è male fare la vita del miliardario.”


Quel giorno, il product team del Brand Jordan cominciò ad esaminare l’esperienza di Williamson nel giocare con le Air Jordan 34 per capire di cosa aveva bisogno in termini di performance. Nonostante la stagione abbreviata a causa di un infortunio e della pandemia, Zion indossò le Jordan 34 in tutte le sue 24 partite, diventando il primo rookie dopo His Airness ad aver fatto registrare almeno 20 punti in 16 delle sue prime 20 gare.


“Le 34 hanno davvero segnato l’ingresso di Zion nel brand e ci hanno aiutato a capire come si muove, cosa fa e dove aveva bisogno di rinforzare la scarpa,” spiega Jarrett Mann, product director della divisione calzature per il Brand Jordan. “Per uno della sua stazza, di solito si pensa a una scarpa da big man. Ma Zion ha sempre detto: ‘Io sono uno che porta palla, che penetra e attacca il canestro.’ Ed è quello che ci aspettavamo di vedere da lui. “


Williamson, dal canto suo, aveva un’idea ben precisa di come la sneaker dovesse supportare il suo bagaglio tecnico racchiuso in un fisico unico come il suo.

“Quello che mi serviva era l’equilibrio perfetto tra potenza e velocità. Tendo a generare molta forza, ma faccio anche un sacco di movimenti molto rapidi e improvvisi. Per cui il processo è partito da lì - è stata la base da cui iniziare.”

Se si vuole trovare un punto di partenza nel design della Zion 1, bisogna guardare a una delle preferenze di Williamson nello scegliere una sneaker, saltata fuori spontaneamente durante una di queste chiacchierate sul prodotto da creare. “Disse che gli piacevano un sacco le linguette,” ricorda Mann. “Non ci sono tanti atleti che cominciano col dire ‘Scelgo la scarpa in base alla linguetta.’ È un punto di vista unico, ma molto interessante e perfettamente in linea con il personaggio.”


Utilizzando il tema della corazza da supereroe, il design team del Brand Jordan ha creato per le Zion 1 una linguetta malleabile e flessibile, ispirata alla famosa domanda fatta a Williamson in quella riunione ad Harlem.


La pandemia, scoppiata nella primavera dell’anno scorso, ha portato alla quarantena e alla sospensione della stagione NBA, costringendo Nike e Zion a continuare il processo creativo su Zoom. Williamson, per sua stessa ammissione, ha avuto delle difficoltà nell’usare questa nuova forma di comunicazione per contribuire e dare feedback durante la fase di design. Ma non ha mai perso d’occhio il traguardo.


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"Facevamo tutte queste riunioni e mi bombardavano d’informazioni, di dettagli. Io rispondevo ‘OK, OK, fantastico’, ma dentro di me quasi non ci credevo. ‘Sto per avere la mia sneaker.’ È a questo che pensavo durante le riunioni. Pensavo solo alla mia sneaker."

Kelsey Amy, senior color designer per il Brand Jordan, ricorda un episodio particolare in cui lei e i suoi colleghi sono riusciti a superare un ostacolo creativo dopo che Williamson si era fatto avanti con un progetto per farsi conoscere meglio dal product team.


“Una delle occasioni in cui abbiamo visto emergere Zion è stato quando ha lavorato con sua mamma per mettere insieme una presentazione con foto di Air Jordan che gli piacciono e frasi motivazionali,” racconta Amy. “In quell’istante abbiamo visto che qualcosa era cambiato. E da quella sessione abbiamo tratto una grandissima ispirazione, che poi abbiamo incorporato nel prodotto finale. Si stava divertendo, e la cosa è servita davvero tanto anche a noi.”


Dopo mesi di riunioni, soprattutto via Zoom, diversi cambi di silhouette e presentazioni con migliaia di loghi e colori, il Brand Jordan ha finalmente presentato a Williamson la Zion 1, completa di sistema di ammortizzazione Air Strobel che fornisce una base solida e stabilizzante lungo tutta la scarpa.


“Ogni signature per noi è una cosa seria. Ma lo è stato ancora di più per la prima sneaker di Zion,” afferma Mihwa Hong, senior developer nella divisione calzature del Brand Jordan. Hong lavora come collegamento tra i designer negli USA e i produttori in Asia. “Il design team e Zion ci hanno davvero lavorato tanto. Abbiamo provato tantissimi design e anche nel mezzo della pandemia, siamo riusciti a testare la scarpa sia in America sia a Taiwan, dov’è stata creata, per poi produrla fisicamente in Vietnam.”

“Tra tutti i design e i modelli che abbiamo visto, questo è quello che preferisco. È una scarpa molto semplice, ma allo stesso tempo audace e molto solida. Proprio come lui. La Zion 1 è un’estensione di Zion.” (Mihwa Hong)

Nell’ultimo anno sono cambiate tante cose per Williamson. Da McDonald’s All-American diretto a Duke con ai piedi un paio di Air Jordan 1 indossate per vezzo è diventato una prima scelta assoluta e un All-Star NBA da 26.8 punti a partita. E con le sue Zion 1 in cantiere.


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Nel corso di una chiamata Zoom da New Orleans una settimana prima della presentazione ufficiale della Zion 1, Williamson ha tentato di trovare le parole per descrivere quello che lui e il Brand Jordan hanno creato insieme negli ultimi 18 mesi.


“Che storia racconta? Mah, non lo so se c’è una storia. Per me è questione di look,” risponde con un sorriso. “Mi ricordo di avere detto: 'Voglio che chi entra nel negozio sappia che quella è la mia sneaker.’ Per me è la ‘Z’, è tutto lì. È quello il mio look. È quella la mia storia. Quello sono io.”