10 trade e firme che avrebbero cambiato la storia della NBA

February 17, 2019

© Fade Away World

 

 

Un sacco di cose succedono nella NBA proprio davanti ai nostri occhi, senza che neanche ce ne accorgiamo, con i General Manager che lavorano giorno e ogni notte per fare lo scambio giusto e migliorare la propria squadra per gli anni a venire. Ed anche se alcune trade sconvolgono il mondo ogni tanto, rimarreste di sasso a scoprire alcuni degli scambi che non sono stati portati a termine perché una della due parti in causa si è tirata indietro.

 

Lungo il corso della storia, abbiamo assistito a movimenti di giocatori che hanno rivoluzionato completamente la NBA, ed oggi vi parleremo proprio di quegli scambi e quelle firme che sono sfumate per niente e che avrebbero potuto cambiare la Lega per come la conosciamo adesso.

 

 

10. Scottie Pippen ai Seattle Supersonics

 

A Scottie Pippen non viene dato giusto credito per il suo talento ma, per dirla tutta, è stata la migliore ala piccola della storia del Gioco prima del debutto di LeBron James, ed una delle ragioni principali per cui i Chicago Bulls sono riusciti a vincere sei titoli NBA. Nonostante questo, i Bulls sono stati parecchio vicini a scambiarlo per Shawn Kemp in occasione del primo ritiro di Michael Jordan. Anzi, è stato proprio MJ a spingere i Sonics a prendere la decisione definitiva. Alla fine però, i Bulls si sono tirati indietro, Jordan ritornava a giocare e i Bulls vincevano altri tre titoli.

 

 

 

9. Charles Barkley ai Los Angeles Lakers

 

Secondo quanto riportato dai giornalisti, Charles Barkley stava per essere tradato ai Los Angeles Lakers nel 1992 in cambio di James Worthy ed Elden Campbell. Lo scambio sembrava talmente definitivo che Barkley andò ad ubriacarsi per festeggiare. Alla fine la trade saltò, ma Barkley lasciò comunque la squadra per unirsi ai Phoenix Suns, dal momento che ormai i Sixers gli stavano stretti e che voleva andare a giocare per un titolo... cosa che, in ogni caso, non successe mai.

 

 

8. Tim Duncan agli Orlando Magic


Nel lontano 2000, Tim Duncan si stava avvicinando alla free agency e, secondo quanto riportato, la scelta che doveva fare era se rifirmare con i San Antonio Spurs, o andare agli Orlando Magic. Apparentemente stava proprio per andare a giocare nella Eastern Conference, nei Magic che volevano ricostruire attorno alle loro promesse Grant Hill e Tracy McGrady. Se la cosa fosse stata portata a termine, la cultura Spurs per come la conosciamo adesso sarebbe stata stravolta - considerato che Tim Duncan è diventato il più grande giocatore della storia dell'organizzazione, e l’unico ad aver avuto un ruolo da stella in tutti e cinque i titoli.

 

 

7. Chris Paul ai Los Angeles Lakers

 

Chris Paul ai Los Angeles Lakers era uno scambio già fatto sostanzialmente, con i gialloviola intenzionati ad affiancarlo a Kobe e Gasol per guidare la Lega, e CP3 che voleva disperatamente lasciare New Orleans nel 2011. Ciononostante, David Stern, Commissioner dell'NBA a quel tempo, mise un veto sullo scambio degli Hornets, che erano di proprietà della NBA. Se la trade fosse stata portata a termine, gli Hornets avrebbero ricevuto in cambio Goran Dragic, Lamar Odom, Luis Scola, Kevin Martin ed una prima scelta; e, soprattutto, Anthony Davis probabilmente non sarebbe mai finito a New Orleans.

 

 

6. Kobe Bryant ai Chicago Bulls

 

Kobe Bryant è riconosciuto come il più grande giocatore dei Los Angeles Lakers dell'era moderna, avendo guidato la franchigia a cinque titoli NBA durante i suoi vent'anni in giallo-viola. Ciò nondimeno, stava per unirsi ai Bulls per portare avanti l’opera di Michael Jordan. Nel lontano 2004, infatti, Bryant ha quasi raggiunto Chicago dopo aver perso alle Finali, e stava pure cercando casa a Lake Forest. Ma quando i Lakers scambiarono Shaq, lui decise di restare e di firmare un contratto da 136 milioni. Quindi, tre anni dopo, tentò di forzare una trade con i Bulls perché i Lakers stavano andando male, ma alla fine ottennero Pau Gasol. E Bryant vinse altri due anelli.

 

 

5. LeBron, Wade e Rose – i Big Three

 

Nel 2010, i Chicago Bulls hanno avuto una grande occasione di firmare sia LeBron James che Dwyane Wade: avevano tanto spazio salariale ed uno dei giocatori più promettenti della Lega, Derrick Rose. Rose era l’unica minaccia per LeBron nella Eastern Conference e con la difesa di Joakim Noah e la vena offensiva di Luol Deng, non ci sarebbero state molte squadre in grado di battere Chicago. Anzi. Come saprete, comunque, James alla fine decise di unirsi a Wade con i Miami Heat - e tutto il resto è storia...

 

 

 

4. Kobe, Garnett e Gasol – i Big Three

 

Nel 2007, i Los Angeles Lakers stavano per fare atterrare in casa uno dei più forti giocatori su entrambi i lati del campo che la pallacanestro avesse mai visto, Kevin Garnett; ma i Timberwolves lo scambiarono invece ai loro rivali, i Boston Celtics. Sembra che Los Angeles avesse fatto un’offerta che includeva Lamar Odom ed Andrew Bynum, riuscendo così a tenersi Marc Gasol (e a scambiarlo per Pau). Alla fine, Garnett sconfisse i gialloviola alle Finali, ma LA si vendicò due anni dopo.

 

 

3. LeBron, Wade, Bosh e Carmelo

 

 

I Miami Heat erano già la squadra da battere dal 2010, quando formarono i famosi "Big Three" con LeBron, Wade e Bosh. Per di più, avrebbero potuto aggiungere un quarto big nel 2014, Carmelo Anthony, che era ad un passo dal firmare con Miami. Dopo la sconfitta alle Finali contro San Antonio, tutti i giocatori erano disposti a tagliarsi parte dello stipendio per firmare Melo. Sfortunatamente, i Knicks gli offrirono il massimo salariale e tutti quei soldi non erano facili da declinare.

 

 

2. Michael Jordan ai Los Angeles Clippers

 

Riuscite ad immaginare un mondo in cui Michael Jordan ha giocato per i Los Angeles Clippers? Ecco, stava davvero per succedere quando i Bulls stavano andando così male da considerare di lasciar partire His Airness per Los Angeles, una squadra che lo voleva disperatamente come uomo franchigia per il futuro. I Clippers lo volevano così tanto da offrire Terry Cummings nel 1984, la prima e la sesta scelta nel 1988: alla fine i Bulls rifiutarono entrambe le volte.

 

 

1. Jordan, Olajuwon e Drexler – i Big Three

 

Nel 1984, gli Houston Rockets erano ad un passo dal mettere insieme la squadra più forte che la pallacanestro avesse mai visto, avendo avuto la possibilità di schierare Hakeem Olajuwon, Michael Jordan e Clyde Drexler. Insieme. Per riuscire nell’impresa, erano intenzionati a scambiare Ralph Sampson a Portland per Drexler e la seconda scelta assoluta. Sampson era la stella che i Blazers desideravano, e con questo scambio i Rockets avrebbero avuto la chance di draftare The Dream e His Airness con la prima e seconda scelta assoluta.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Questo articolo, scritto da Nemanja Vucasinovic per Fade Away World e tradotto in italiano da Emilio Trombini per Around the Game, è stato pubblicato in data 10 febbraio 2019.

 

 

 

 

 

 

 

 

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